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Fin da piccoli impariamo a classificare il mondo che ci circonda in "esseri viventi e non viventi". E come definizione per questi ultimi si usa dire che "non si riproducono". Questa è senza dubbio una definizione inesatta. Le rocce, infatti, non viventi per definizione, vivono un continuo ciclo di solidificazione e liquefazione e lo stesso vale per l'acqua, altra materia definita non vivente di cui si impara a memoria a scuola il ciclo che viene messo in moto dal calore del sole. Questa premessa serve per anticipare che anche i meccanismi economici, costruiti dalla civiltà umana, possono avere un andamento circolare e non lineare come avvenuto finora. Un processo produttivo in genere ha un inizio e una fine ed è un tipico meccanismo lineare. Ma in natura esistono forse processi simili? Perché i processi produttivi non possono diventare meccanismi circolari? Sono queste le domande cui tenta di dare risposta, da qualche decennio, la teoria dell'economia circolare che prevede la produzione di beni di lunga durata mediante la rigenerazione, il ricondizionamento e il riutilizzo del prodotto. La società umana vive e opera in questo pianeta: se viene destabilizzato dalle attività antropiche, la stessa comunità umana va incontro a processi di destabilizzazione. È scientificamente provato che la perdita degli equilibri ecologici comporta costi economici e sociali che sono quotidianamente sotto i nostri occhi: dai cambiamenti climatici alle ondate migratorie. Queste ultime, infatti, non sono solo frutto di conflitti locali ma anche conseguenza dello sfruttamento lineare delle risorse naturali di molte aree del pianeta da parte delle società più avanzate. La nostra economia dovrebbe percorrere modelli naturali nei quali nulla è rifiuto, ma tutto diventa risorsa per altri. Bisogna che i cittadini siano tutti consapevoli della necessità di mettere in essere meccanismi virtuosi attraverso un impiego più efficiente delle risorse. Ancora di più è necessario che chi ci governa metta al primo posto il bene comune inteso nel senso planetario del termine. L’economia circolare è uno strumento che può contribuire a raggiungere obiettivi di crescita sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale. Come dicono gli economisti, quanti ci governano dovrebbero davvero utilizzare questo strumento.

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