Autore: Juri Nervo Postfazione: Pietro Buffa Prefazione: Piero Delbosco Edizioni Messaggero Padova Anno 2026 Libro in Brossura plastificata opaca con risvolti Pagine 120 €15.00 ISBN: 9788825060911
L’abbraccio che libera non è solo un titolo, è un invito a lasciarsi abbracciare. Un invito a fermarsi, respirare e ritrovare il senso profondo della propria storia. Questo libro nasce per chi si sente imprigionato in un carcere reale o in uno invisibile fatto di paure, solitudini, ferite e dipendenze. Attraverso la parabola del Figliol Prodigo e la testimonianza di san Francesco d’Assisi, l’autore accompagna in un percorso di 7 passi di libertà: la solitudine, la disperazione, il cammino, l’attesa, lo sguardo, l’abbraccio, la rinascita….https://www.edizionimessaggero.it/scheda-libro/juri-nervo/labbraccio-che-libera-9788825060911-17029.html
Juri NERVO, innamorato di san Francesco, da anni lavora con il disagio in vari ambiti: scuola, carcere e ospedali.
https://www.scienzaegoverno.org/wp-content/uploads/2023/11/LogoCSUA.gif00Mynamehttps://www.scienzaegoverno.org/wp-content/uploads/2023/11/LogoCSUA.gifMyname2026-03-16 13:59:242026-03-16 14:35:29L’abbraccio che libera. Sette passi per trasformare la tua vita
Cosa vuol dire appartenere a una terra contesa? Come si racconta una storia di famiglia che attraversa confini, guerre, fughe, ritorni e desideri di pace? Con una scrittura limpida e mai ideologica, Widad Tamimi intreccia memoria personale e riflessione civile, accompagnando il lettore nel cuore vivo del conflitto israelo-palestinese, senza semplificazioni né proclami. Tutto prende avvio da un’immagine semplice e disarmante: due bambini, uno palestinese e uno israeliano, seduti a disegnare la loro casa…. Leggi su https://www.lafeltrinelli.it/dal-fiume-al-mare-storia-libro-widad-tamimi/e/9788807175244
Widad Tamimi è un’autrice di origini palestinesi ed ebraiche, cresciuta in Italia e da sempre impegnata nella difesa dei diritti umani. Nata a Milano nel 1981, ha raccolto nella sua esperienza personale le contraddizioni e le ferite della Storia, che attraversano anche la sua scrittura.
https://www.scienzaegoverno.org/wp-content/uploads/2023/11/LogoCSUA.gif00Mynamehttps://www.scienzaegoverno.org/wp-content/uploads/2023/11/LogoCSUA.gifMyname2026-03-16 13:18:152026-03-18 12:51:50Dal fiume al mare. Storia delle mia famiglia divisa tra due popoli
Quanti di noi alla celebrazione della laurea con la corona d’alloro in capo, ha pensato a Dafne, la bellissima Ninfa che sfuggiva ad Apollo per mantenere la sua verginità?
Quanti di noi da bambini, hanno abbracciato un albero o semplicemente si sono nascosti dietro un ampio tronco di platano per sfuggire a un adulto minaccioso?
A scuola impariamo che le piante hanno tante funzioni ma ci viene detto che non si muovono, non camminano. Forse qualche docente di più ampie conoscenze fa osservare i semi di acero, o di tarassaco e fa scoprire che gli alberi sanno anche “volare” per continuare la specie. E qualche altro fa scoprire la funzione delle radici, i “matrimoni” tra miceti, micorrizze, licheni, muschi. La cooperazione che vince sul conflitto. Viene da sottolineare che c’è posto per tutti senza sopraffazione.
Noi Sapiens definiamo l’intelligenza “capacità di adattamento”. Se è così i vegetali ci battono ampiamente! Sono i primi viventi a colonizzare il pianeta adattandosi al suolo, al clima e anche ai cambiamenti climatici repentini determinati proprio dall’uomo. Darwin schematizza la teoria dell’evoluzione attraverso un disegno, partendo da un antenato comune, la vita diverge portando, grazie al processo di speciazione, alle specie attuali. E non è certo un caso se questo pensiero viene ad assumere l’aspetto di un albero che diventa la metafora dell’albero della vita. Così tutta la biologia evoluzionistica utilizza il concetto di “albero” inclusa l’evoluzione del genere Homo che grazie alle tecniche del DNA costruisce non solo alberi genealogici ma ben più ramificati cespugli.
La conoscenza dei vegetali come precursori della vita ci fa riflettere sul nostro comportamento, sull’uso che ne facciamo per soddisfare i bisogni energetici, sulla distruzione di boschi e foreste per coltivazioni, per conflitti, basti pensare al Vietnam e, più vicini nel tempo, a Gaza e Ucraina.
L’autrice parte dai miti greci, passa da Ovidio, Dante, Goethe Leopardi consentendo al lettore di conoscere la biologia vegetale in modo creativo pur inserendo concetti complessi e recenti scoperte, intrecciando così scienza/conoscenza e sentimento/amore.
L’autrice, come biologa vegetale rende questo testo di piacevole lettura perché, proprio come gli alberi intrecciano i loro rami, intreccia scienza, arte, miti, e sentimenti umani. Loro gli alberi, hanno una storia ben più lunga dei Sapiens ma a differenza di questi ultimi non sono così autoreferenziali, così convinti di stare al di “sopra”
Paola Bonfante professoressa emerita di Biologia vegetale all’Università di Torino e pioniera degli studi sulle relazioni tra piante e microorganismi. Fa parte dell’Accademia dei Lincei, dell’Accademia delle Scienze di Torino, dell’Accademia di Agricoltura di Torino e di Francia e dell’Accademia Europea. È tra le ricercatrici più citate al mondo (Highly Cited Researchers 2017, 2018, 2020 Clarivate Analytics) ed è nella lista dei top scientist italiani. Con il Mulino ha pubblicato nel 2021 «Una pianta non è un’isola. Alla scoperta di un mondo invisibile».
Alberta
https://www.scienzaegoverno.org/wp-content/uploads/2023/11/LogoCSUA.gif00Albertahttps://www.scienzaegoverno.org/wp-content/uploads/2023/11/LogoCSUA.gifAlberta2026-03-02 12:50:152026-03-13 10:12:18Piante, noi e loro: Biologia, simboli, sentimenti di una relazione speciale