IL PRINCIPE E I SUOI EREDI

IL PRINCIPE E I SUOI EREDI
Sottotitolo: I grandi uomini al tempo della gente comune
Autore: Peter Sloterdijk
Argomenti: Antropologia, Filosofia, Politica
Editore: Raffaello Cortina
Formato libro, pagine 229
Pubblicazione: 09/2026
Prezzo di copertina €19,00
ISBN: 9788832859423
La generazione che ha conosciuto Macchiavelli a scuola, può pensare che “Il fine giustifica i mezzi”, una delle tante affermazioni che Macchiavelli inserisce nel suo libro “Il Principe”, sarebbe in piena sintonia con l’attuale presidente degli USA, lo stesso vale per l’affermazione “meglio essere temuti che amati”. Tuttavia la principale diversità fra quanto Macchiavelli auspicava nel suo Principe e l’attuale presidente degli USA sta nella incoerenza di quest’ultimo tra i proclami e la fattualità, aggiungerei l’incoerenza e presunzione narcisista.
Se pensiamo a Lorenzo de’ Medici, sicuramente personalità forte e volitiva, individuiamo certo un “Principe” ma sappiamo bene l’apporto del Magnifico a quella Firenze nella quale fiorirono i mercati, le attività produttive cui si accompagnavano cultura, arte, bellezza, libertà di espressione!
Analizzando la situazione politica mondiale in questo momento storico L’aggettivo “machiavellico” potrebbe descrivere un comportamento spregiudicato e calcolatore. Narcisista egocentrico, ben prima di diventare presidente, Trump ha sempre messo davanti a tutto/i il proprio personale interesse economico, di audience, di incutere timore a stati e nazioni considerati non abbastanza sottoposti. Basti pensare ai dazi imposti al Canada.Ma spostiamoci in altre nazioni dove gli uomini di potere, anche se meno imprevedibili di Trump, si comportano esattamente come i principi. Xi Jinping, affianca lo zar Putin e Narendra Modi, e tutti si pongono come obiettivi la supremazia, la parola democrazia è a tutti sconosciuta come il suo etimo! Nel capitolo “la verticalità selvaggia”, viene citato Narendra Modi che, personalmente, può esibire o nascondere come meglio crede la sua auto-puja ovvero l’atto di devozione e venerazione centrale dell’Induismo, diretto però verso la sua persona, dato che ha fatto erigere la statua più alta del pianeta in onore del proprio idolo. Ma nell’India che ha conosciuto e Ghandi cosa può significare ora la sua massima più conosciuta? “Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo” Quale cambiamento?
Forse i commentatori contemporanei avrebbero dovuto essere più cauti quando, nell’epoca della post-politica, invocavano leader più carismatici. “Io sono il prescelto” ha dichiarato Donald Trump nel 2019, al primo mandato. Da quando è tornato al potere, sembra incarnare una versione attuale del Machiavellico “chi appare imprevedibile ottiene gli accordi migliori “
Se scendiamo nel sud America, Javier Milei nella modalità di porsi e per l’eccentricità, percorre lo stigma di Trump, in un’Argentina nella quale i cittadini sono sempre più confusi. Lasciamo al lettore il capitolo conclusivo che porta il titolo “Il grande e l’assurdo”, nell’incipit leggiamo un’affermazione di Victor Hugo “In un giorno, dalla sera alla mattina, tutto fu possibile. Tutto quanto era assioma divenne chimera, tutto quanto era menzogna divenne viva realtà da Napoleon le Petit”.
Machiavelli insegnava che un principe, per conservare il potere, deve imparare a non essere buono. E nuovi autocrati hanno fatto propria anche questa questa lezione pur ignorando Macchiavelli!
Questa inedita figura di sovrano solleva una domanda inquietante: il mondo moderno, che viene collocato politicamente da diversi analisti all’interno della più generale ascesa della destra radicale, ha davvero superato il modello monarchico, in cui il potere si incarna in un solo individuo?
Certo nessuno di questi “grandi capi di stato” appena nominati sembra avere attenzione, consapevolezza, interesse per quell’eredità che ci ha lasciato la Rivoluzione Francese: libertà, uguaglianza, fratellanza sono valori che negli stati citati non trovano più posto. Machiavelli insegnava che un principe, per conservare il potere, deve imparare a non essere buono. I nuovi autocrati hanno fatto propria questa lezione.
l autore Peter Sloterdijk non si propone come loro consigliere, ma si rivela un analista lucido e imperturbabile.
Per chi legge, invece, questo testo diventa una continua riflessione sulla storia e sui corsi e ricorsi: il cittadino comune cresciuto in uno stato democratico si pone tante domande a partire dall’ascesa del nazifascismo governato da chi, come alcuni governati odierni, pensava di essere al di sopra e decideva chi sopprimere e chi far sopravvivere.
Alberta


