La sofferenza che non parla

Adolescenti, adulti e il coraggio dell’ascolto
di Michela Marzano

Editore Laterza 2026
Pagine: 176
Collana: i Robinson / Letture
Serie: FiliRossi
ISBN carta: 9788858161869
Argomenti: Attualità culturale e di costume, Psicologia
Euro 18


Michela Marzano che per professione ascolta quotidianamente studenti e giovani, cerca di penetrare il disagio adolescenziale ricordando che il disagio dei giovani ci parla della fragilità del mondo in cui vivono e quindi anche di quella di noi adulti, non meno disorientati. Come possiamo allora aiutarli? Restandogli accanto “anche quando la relazione fa male”.

“Hanno bisogno di te, ma non ti vogliono accanto. Desiderano la tua presenza, ma ti impongono una distanza. Cosa ci stanno chiedendo i nostri figli quando si comportano in modo così contraddittorio? E come esserci senza invaderli, restare senza soffocarli, ascoltarli senza l’ansia di correggerli?
Forse non ci eravamo mai sentiti così disarmati davanti alla sofferenza dei nostri figli. Eccessi, sfide aperte all’autorità degli adulti: quella espressa dagli adolescenti nel recente passato era spesso una sofferenza rumorosa, visibile, talvolta spettacolare”…”. (Continua a leggere su https://www.laterza.it/scheda-libro/?isbn=9788858161869)

Michela Marzano, scrittrice e filosofa, è professoressa ordinaria di Filosofia morale e preside della Facoltà di Scienze umane e sociali all’Université Paris Cité

IL PRINCIPE E I SUOI EREDI

IL PRINCIPE E I SUOI EREDI

Sottotitolo: I grandi uomini al tempo della gente comune

Autore: Peter Sloterdijk

Argomenti: Antropologia, Filosofia, Politica

Editore: Raffaello Cortina

Formato libro, pagine 229

Pubblicazione: 09/2026

Prezzo di copertina €19,00

ISBN: 9788832859423

La generazione che ha conosciuto Macchiavelli a scuola, può pensare che “Il fine giustifica i mezzi”, una delle tante affermazioni che Macchiavelli inserisce nel suo libro “Il Principe”, sarebbe in piena sintonia con l’attuale presidente degli USA, lo stesso vale per l’affermazione “meglio essere temuti che amati”. Tuttavia la principale diversità fra quanto Macchiavelli auspicava nel suo Principe e l’attuale presidente degli USA sta nella incoerenza di quest’ultimo tra i proclami e la fattualità, aggiungerei l’incoerenza e presunzione narcisista.
Se pensiamo a Lorenzo de’ Medici, sicuramente personalità forte e volitiva, individuiamo certo un “Principe” ma sappiamo bene l’apporto del Magnifico a quella Firenze nella quale fiorirono i mercati, le attività produttive cui si accompagnavano cultura, arte, bellezza, libertà di espressione!
Analizzando la situazione politica mondiale in questo momento storico L’aggettivo “machiavellico” potrebbe descrivere un comportamento spregiudicato e calcolatore. Narcisista egocentrico, ben prima di diventare presidente, Trump ha sempre messo davanti a tutto/i il proprio personale interesse economico, di audience, di incutere timore a stati e nazioni considerati non abbastanza sottoposti. Basti pensare ai dazi imposti al Canada. Ma spostiamoci in altre nazioni dove gli uomini di potere, anche se meno imprevedibili di Trump, si comportano esattamente come i principi. Xi Jinping, affianca lo zar Putin e Narendra Modi, e tutti si pongono come obiettivi la supremazia, la parola democrazia è a tutti sconosciuta come il suo etimo! Nel capitolo “la verticalità selvaggia”, viene citato proprio Narendra Modi che, personalmente, può esibire o nascondere come meglio crede la sua auto-puja ovvero l’atto di devozione e venerazione centrale dell’Induismo, diretto però verso la sua persona, dato che ha fatto erigere la statua più alta del pianeta in onore del proprio idolo. Ma nell’India che ha conosciuto e Ghandi cosa può significare ora la sua massima più conosciuta? “Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo” Quale cambiamento? Non certo quello pensato e sperato da Ghandi.

Forse i commentatori contemporanei avrebbero dovuto essere più cauti quando, nell’epoca della post-politica, invocavano leader più carismatici. “Io sono il prescelto” ha dichiarato Donald Trump nel 2019, al primo mandato. Da quando è tornato al potere, sembra incarnare una versione attuale del Machiavellico chi appare imprevedibile ottiene gli accordi migliori.
Se scendiamo nel sud America, Javier Milei nella modalità di porsi e per l’eccentricità, percorre lo stigma di Trump, in un’Argentina nella quale i cittadini sono sempre più confusi.

Lasciamo al lettore il capitolo conclusivo che porta il titolo “Il grande e l’assurdo”, nell’incipit leggiamo un’affermazione di Victor Hugo “In un giorno, dalla sera alla mattina, tutto fu possibile. Tutto quanto era assioma divenne chimera, tutto quanto era menzogna divenne viva realtà da Napoleon le Petit”.
Machiavelli insegnava che un principe, per conservare il potere, deve imparare a non essere buono. E i nuovi autocrati hanno fatto propria anche questa questa lezione pur ignorando Macchiavelli!
Questa inedita figura di sovrano solleva una domanda inquietante: il mondo moderno, che viene collocato politicamente da diversi analisti all’interno della più generale ascesa della destra radicale, ha davvero superato il modello monarchico, in cui il potere si incarna in un solo individuo?
Certo nessuno di questi “grandi capi di stato” appena nominati sembra avere attenzione, consapevolezza, interesse per quell’eredità che ci ha lasciato la Rivoluzione Francese: libertà, uguaglianza, fratellanza sono valori che negli stati citati non trovano più posto.
L’ autore Peter Sloterdijk non si propone come loro consigliere si rivela invece un analista lucido e imperturbabile.


Per il lettore, invece, questo testo diventa una continua riflessione sulla storia e sui corsi e ricorsi: il cittadino comune cresciuto in uno stato democratico si pone tante domande a partire dall’ascesa del nazifascismo governato da chi, come alcuni Principi odierni, pensava di essere al di sopra e decideva chi sopprimere e chi far sopravvivere.

Alberta

IL PROCURATORE DEL RE

Il procuratore del Re

Editore: Genesi

Autore Marco Lamberti

Formato: libro

Collana: Le Scommesse, 734

Pagine: 228

Pubblicazione: 2026

Prezzo di copertina € 18,00

ISBN/EAN: 9791281996854

Solitamente un giallo inizia con un omicidio, e chissà forse la collana “Le scommesse” nella quale è inserito questo testo fa immaginare che il protagonista “Procuratore del re” debba affrontare proprio una scommessa per riuscire a trovare quella soluzione che già lui aveva ipotizzato, un po’ come il lettore fin dall’inizio!

La vicenda è ambientata in Piemonte tra Torino e Bra, niente di più comune, ma comune a noi lettori non è il contesto storico-politico. Siamo negli anni trenta del secolo scorso. Il Fascismo, il Duce è ben più famoso e potente del re! Il procuratore Dott. Aliberti è attivo e stimato da tutti presso la Procura di Torino. Stimato anche da altre procure. Bra è una cittadina del profondo nord ma è famosa per essere luogo di nascita di Giovanni Giolitti. E’ opulente grazie alle industre della concia e abitata da benestanti sia del popolo che di origine nobile. Il teatro Politeama risistemato da poco, in una sera di fine autunno, mette in scena la Bohème. Il teatro fa il pienone anche perché canterà Beniamino Gigli! I miliziani fascisti acclamano con il braccio alzato il segretario torinese del partito fascista, nobile erede della famiglia Martinet, marito della borghese ma ricca Anna. Uomo privo di scrupoli morali, etici, economici. Accanito frequentatore di altre donne libere e disponibili. Tra le dame che frequenta c’è Serena dipendente dell’albergo dove avvengono i suoi incontri segreti. Il Conte mai sazio di rapporti clandestini, s’innamora di Serena che oltre ad essere una brava tuttofare in albergo, nei giorni liberi, diventa per il Conte l’apice del piacere per le prodezze di cui è capace a letto.

Ed è proprio del conte Martinet quel cadavere che la moglie Anna trova nella stanza al ritorno dalla rappresentazione teatrale di Boheme. È Anna che urla hanno ucciso mio marito!

Per il procuratore del re Aliberti Gennaro inizia una vera e propria sfida. Il Duce in primis esige l’individuazione dell’assassino, in quanto tempo? Una manciata di giorni. I primi interrogatori coinvolgono testimoni che si contraddicono alla grande e soprattutto le testimonianze contrastano con l’ora della morte accertata dai medici. Ma Il Procuratore deve pur arrestare qualcuno! Individua tre studenti anarchici che vanno benissimo nel contesto. Li lascia in cella giusto il tempo per zittire il partito e la stampa tutta pro regime. Sono innocenti e Aliberti ne è certo; quindi deve trovare altre strade. Ha molte conoscenze che possono essere utili e le mette tutte all’opera. Decisivo diventa l’incontro con l’amante di Martinet, quella Serena dipendente dell’albergo dove il Conte era ospite con la moglie e dove nei giorni di riposo dava ristoro e piacere a man larga al conte Martinet.

La traccia del giallo propone un’indagine storica per contrasti e in controcorrente. All’interno della dittatura fascista, il Procuratore del Re difende un percorso di giustizia che onora la verità e non già l’ideologia e gli interessi politici ed economici.

L’autore conduce sì il lettore a individuare i colpevoli dell’assassinio ma apre le braccia, la mente, gli occhi a realtà di vita vissuta. La breve vacanza a Savona per mitigare la tensione, il contatto con l’amico Alpino, la luce nel ricordo di Lucia l’amata moglie morta. Valori umani, visuale disincantata e reale del patrimonio femminile di libertà e auto determinazione. L’amante Serena è complice della moglie. Ma rinuncia al testamento a lei favorevole depositato dal notaio, come prova della sua propria libertà di donna dalla sottomissione al Martinet. Sono riflessioni che vengono spontanee al lettore che arricchisce, grazie a Lamberti, le prospettive e i punti di vista diversi, come dire che la diversità è un patrimonio di cui non dobbiamo, non possiamo fare senza.

L’autore
Marco Lamberti, noto Avvocato penalista, è anche uno scrittore premiato dalla critica letteraria per la vocazione di rinnovamento dei canoni della narrativa, che egli sviluppa nei suoi racconti e romanzi. Alla seduzione e al fascino letterario ed enigmatico della pagina, Lamberti ha sempre preferito sostituire l’impegno alla conoscenza espressa chiaramente, ama raccontare le cose e le persone con semplice ed efficace descrizione. Possiamo dire che Lamberti è un attento osservatore dei valori e dei disvalori della cultura umana.

Alberta