Nell’abisso. Dal sionismo al genocidio: la sconfitta morale di Israele

Di Omer Bartov

Edizione: 2026, II rist. 2026
Pagine: 256
Collana: i Robinson / Letture
ISBN carta: 9788858160701
ISBN digitale: 9788858162422
Argomenti: Attualità politica ed economica, Storia contemporanea

Omer Bartov, nato in Israele in un kibbutz, è uno storico israelo-americano. È Dean’s Professor di Studi sull’Olocausto e il genocidio presso la Brown University, dove insegna dal 2000. Storico dell’Olocausto, è considerato una delle principali autorità in materia di genocidio. Il suo editoriale sul New York Times del 27 luglio 2025 Sono uno studioso di genocidio: lo riconosco quando lo vedo ha suscitato clamore, e ha contribuito alla presa di coscienza della situazione in atto. In Italia Laterza ha pubblicato nel 2026 il suo saggio Israel: What Went Wrong? con il titolo Nell’abisso. Dal sionismo al genocidio: la sconfitta morale di Israele, diventato un bestseller.

Nel luglio del 2025, Omer Bartov pubblica sul “New York Times” un articolo dal titolo I’m a Genocide Scholar. I Know It When I See It, che scatena un dibattito enorme perché dimostra che l’azione di Israele a Gaza è, a tutti gli effetti, un genocidio. In questo libro, Bartov pone delle domande a cui ancora non si è data risposta: come è stato possibile trasformare il sogno del sionismo in un incubo? Come è avvenuta la trasformazione del sionismo da movimento di emancipazione e liberazione ebraica a ideologia di Stato basata sull’etnonazionalismo, l’esclusione e il dominio violento sui palestinesi? Come si è potuta avere una comprensione distorta della lezione morale dell’Olocausto? E quali sono le ragioni del diffuso sostegno a queste politiche genocide da parte dei cittadini ebrei di Israele?

Per approfondire: https://www.laterza.it/scheda-libro/?isbn=9788858160701

La capitale dell’anima Perché Napoli è un’eccezione

di Marino Niola

Titolo: La capitale dell’anima
Sottotitolo: Perché Napoli è un’eccezione
Autore Marino Niola
Argomenti: Antropologia
Storia delle idee: Teologia e Religioni
Collana: Temi
Editore: Raffaello Cortina Editore
Formato: brossura pagg. 214
Pubblicazione: 05/2026
Prezzo di copertina: €16.00
ISBN, 9788832858877

Per amare Napoli non bastano gli occhi e il cuore. Una persona che viene dalla bassa, nebbiosa pianura veneta, si tuffa in un mondo luminoso allargando le braccia così come fanno i partenopei. L’accoglienza a Napoli è una malattia contagiosa, come il gusto della pizza che ti resta in bocca, e ti sembrerà sempre la più buona!

Marino Niola ci accompagna in un viaggio sensoriale, culturale, sociale, metafisico, sì proprio metafisico perché ci porta anche oltre: oltre agli abbondanti riccioli di Dieghito Maradona, figlio d’anima e di cuore. Oltre Partenope, la Sirena che non è riuscita a incantare Ulisse e abbandona la vita su quell’isolotto che i turisti ricordano bene “Castel dell’Ovo!

E che dire di quel maestro, Marcello D’orta che fa dell’anacoluto “Io speriamo che me la cavo” un libro nel quale leggiamo il vissuto di bambini alunni, piccoli e grandi. E una scuola che, unica nel suo genere, accoglie, certo anche le frasi ”sgarruffate” scritte da un bambino della periferia napoletana. Che direbbe Marino Niola se sapesse che quel libro nelle scuole della bassa padovana è ancora letto e avvicina i ragazzi a quel mondo così diverso ma così denso di anima e core? È anche quel mondo fatto di anacoluti voluti o non voluti che si impara ad amare Napoli, nella sua diversità, fin dentro all’anima. Fino alla vita di Enrico Caruso, diventato icona di chi, da una realtà familiare problematica, lui stesso diceva «La vita mi procura molte sofferenze: quelli che non hanno mai provato niente, non possono cantare.» diventa quel gigante del canto che tutto il mondo ha conosciuto e apprezzato.

E un antropologo può forse dimenticare il culto di San Gennaro? Dopo la descrizione del culto di Dieghito, il lettore entra non proprio felpatamente, in questo culto che coglie, accoglie, analizza l’essere umano nelle sue diverse dimensioni biologiche, sociali e culturali. Sangue, fantasmi. Il lettore si perde appassionandosi alle trame di Eduardo de Filippo come nel Sogno di una notte di mezza sbornia dove il tema del possibile contatto tra defunti e viventi assume una dimensione sospesa tra sogno e visione. Essere napoletani, partenopei significa anche adottare il presepio come modo di pensare, di “esagerare”, non certo come nel 1223 il poverello d’Assisi aveva rappresentato in modo essenziale la natività. Il presepe a Napoli è pura interconnessione fra l’alto e il basso, fra la carne e l’anima, tra il sacro e il profano. E nelle case del popolo alla cena della vigilia si preparava il posto per i cari estinti con una fiammella.

In questa grande congerie non può mancare la “cabala”. Un napoletano verace sobrio non si corrompe per l’acquavite ma si corrompe per il lotto sotto forma di divinazione dei numeri un rapporto diretto con l’aldilà e con il soprannaturale. Qualsiasi popolano, anche analfabeta, mostra una conoscenza dei numeri e del legame ancestrale con fatti e persone.

E il lettore curioso di cibo, di cultura e di passioni partenopee può soffermarsi sull’archeopizza pompeiana: quella margherita non ancora tricolore ma, duemila anni fa, su quel disco di pasta si metteva frutta, verdura e le primizie della terra. Il dipinto della domus pompeiana mostra, allora come adesso, la pizza contenitore e contenuto. Per l’ospite non mancava il vino bevanda sacra a Dioniso e soprattutto i chicchi di melagrana il frutto della fertilità. Quel piatto contenitore era il segno dell’ospitalità così come ora, una pizza verace in una pizzeria artigianale accoglie l’ospite.

Marino Niola attraverso l’osservazione diretta (ricerca sul campo) e lo studio di reperti, indaga l’evoluzione dell’uomo, i suoi comportamenti, le credenze, le strutture sociali e le relazioni tra culture diverse.

Napoli è molto più di una città. È uno spazio interiore dove l’anima trova il suo rifugio, in una fitta rete di mediazioni tra naturale e soprannaturale, tra sacro e profano, tra vivi e morti. Un luogo che parla all’anima e invita a un confronto autentico con sé stessi e con il mondo.

Alberta

Perché succederà ieri?

di Giacomo Panozzo

“Capire il presente dopo le puntate precedenti della Storia”

Illustratore: Boban Pesov
Editore: Salani
Collana: Saggi e manuali
Anno edizione: 2026
Pagine: 400 in brossura
EAN: 9788831021227

In un’epoca di crisi globali, guerre, rivoluzioni e cambiamenti geopolitici, comprendere il passato è fondamentale per orientarsi nel presente. Taiwan fa tremare i mercati mondiali, la Corea del Nord è ancora una dittatura nel 2026, l’Iran e l’Occidente non si sopportano. Ma non solo: la Russia ha invaso l’Ucraina, la Brexit ha spaccato l’Europa e Trump è di nuovo il presidente degli Stati Uniti d’America. Il presente in cui viviamo risponde a delle logiche che ci sembrano incomprensibili. L’unico modo per capirci qualcosa è andare a sbirciare nel passato. Giacomo Panozzo fa proprio questo, parte dalla fine della Storia e ne scova le radici a ritroso nel tempo, aiutandoci a capire meglio quello che sta succedendo nel mondo intorno a noi e a comprendere le crisi geopolitiche di cui sentiamo parlare ogni giorno. E lo fa con curiosità irriverente, dialoghi da sceneggiaturagli (a volte surreali!) che i libri si dimenticano di menzionare. Una guida brillante e accessibile….Continua a leggere

Giacomo Panozo è un divulgatore storico trentino, laureato in Storia a Milano e laureando alla magistrale di Scienze storiche all’Università di Padova. Dal 2020 ha iniziato a realizzare contenuti video sui social in cui racconta la Storia – a giovani e non – in modo semplice, diretto ma preciso. In questo modo ha raggiunto un pubblico sempre più vasto, con centinaia di migliaia di follower e milioni di like. Tutto ciò gli ha permesso di tenere conferenze di divulgazione storica, di visitare numerosi licei lungo tutta l’Italia e di collaborare con molte realtà. Appassionato di Storia e delle sue dinamiche, Panozzo ama raccontarla e farla conoscere, dalla radio al teatro, dai video alla scrittura, per comprendere meglio il mondo che ci circonda: carpire il passato per capire il presente.