UNA MONTAGNA DI SOLDI di Giuseppe Pietrobelli

Autore: Giuseppe Pietrobelli
Editore: PaperFIRST
Pagine 368 in Brossura
Data di pubblicazione
Prezzo di copertina €18.00
ISBN 979-1255431077
È stato detto che saranno le Olimpiadi “più sostenibili di sempre”, perché diffuse sul territorio e la quasi totalità delle opere pronte. Ma non si tratta solo di soldi, di profitti leciti o illeciti. Si tratta di sicurezza, questa sì a dispetto degli studi e dei pregressi disastri. La frana di Mortisa frazione di Cortina ha bloccato solo per un poco la cabinovia che parte dal cimitero di Apollonio e che dovrebbe/potrebbe trasportare 2.400 persone all’ora in quota a Socrepes, (in ladino significa roccia che si sfalda). Non saranno sciatori ma spettatori che godranno di uno spettacolo unico con lo sguardo sulla conca ampezzana e dolomiti circostanti. Peccato che i cavi “danzino” su un terreno franoso, valutato dai geologi (sempre loro che guastano la festa), a rischio P3. È paradossale che per divertirsi e divertire si sacrifichi la sicurezza proprio qui nel bellunese dove le cicatrici del disastro del Vajont sono ancora aperte. Si, ma tanto questa cabinovia è usa e getta. Finite le olimpiadi sarà smantellata. Intanto gli spettatori si saranno riempiti gli occhi! Ma a quale costo ambientale?
Aggiungiamo all’esempio di Socrepes l’adeguamento della strada SS51 “di Alemagna” in particolare con una variante a Valle di Cadore per migliorare il traffico verso Cortina. Giusto e opportuno come intervento. La variante di Tai di Cadore che si sviluppa per 1,5 chilometri e comprende una galleria di circa 1.000 metri, faciliterà i residenti e gli operatori turistici a conclusione del “circo Bianco”. Una puntualizzazione personale, i materiali utilizzati per la realizzazione delle modifiche sono stati prelevati dal letto del Boite fiume a carattere torrentizio, il più importante affluente del corso superiore del Piave, sia per lunghezza (42 km) sia per portata. Nasce presso Campo Croce (Cortina d’Ampezzo) e percorre la Valle d’Ampezzo e il Cadore. Chi ha avuto l’avventura di passare a fine estate sulla strada tra deviazioni e chiusure per frane e/o lavori non ha certo visto il torrente ma una vasta distesa di ghiaie. Riuscirà il torrente a ricostruire il suo percorso verso il Piave? La natura saprà riprendere i suoi spazi a dispetto della colata di cemento che le Alpi e le Dolomiti tutelate dall’Unesco, stanno subendo a servizio della monocultura del turismo invernale che comprende ovviamente l’innevamento artificiale?
Giuseppe Pietrobelli con precisione giornalistica ci accompagna nel lungo viaggio, 300 e più pagine, in cui descrive gli sprechi, gli affari e gli scandali di Milano Cortina 2026, le quarte Olimpiadi italiane. È stato detto che sono “a costo zero”, mentre il contribuente pagherà 5 miliardi di euro per impianti sportivi, strade e ferrovie. È stato detto che saranno i giochi meno costosi, mentre si spendono due miliardi solo per organizzarli, con un bilancio in rosso già ripianato grazie a mezzo miliardo di aiuti pubblici. L’analisi individua la ragnatela di società, poltrone e centri di potere occupati dai signori del “circo bianco”. Ma anche le inchieste milanesi che hanno messo nel mirino Fondazione Milano Cortina, tra appalti pilotati e super-stipendi, diktat dei grandi sponsor e progetti di grattacieli, assunzioni di raccomandati e guerre di potere. È l’assalto alla diligenza degli amministratori locali, il festival dell’incoerenza di ministri e politici, la solita corsa italiana contro il tempo com’è avvenuto ai tempi dell’Expo 2015. Stavolta per dare la scalata a una montagna di soldi. E ci auguriamo che ci siano solo medaglie olimpiche e non morti sul lavoro!
Nelle ultime pagine, una decina, troviamo la cronologia dal 2019 a marzo 2026 quando sono in calendario le Paralimpiadi: il resto è già avvenuto! E come, lo dirà la storia sportiva e/o le strade completate o meno.
Giuseppe Pietrobelli Nato a Schio, vive a Treviso. Si è laureato in Filosofia e Scienze Politiche all’Università di Padova. Per oltre vent’anni, come inviato speciale del quotidiano “Il Gazzettino” (con il quale continua a collaborare) si è occupato di politica, costume, cronaca nera e giudiziaria.
Alberta


