Dalle macerie la speranza di Davide Maria Turoldo

Editore: Morcelliana

Collana: Orso blu  

A cura di: Marco Roncalli e Lorenzo Cardilli

Data di Pubblicazione: 5 maggio 2026  

Pagine:144 Formato: brossura  

EAN:9788828408062
 
ISBN:8828408065

La voce dell’Orcolat, l’Orcaccio come viene definito in friulano il terremoto è una voce profonda e spaventosa. Profonda era anche la voce di quel monaco, Davide Maria Turoldo contestato dalla chiesa e anche, inizialmente, dalla gente friulana. Ma lui con i suoi interventi sulla carta stampata, i suoi viaggi anche all’estero per reperire fondi ha un ruolo importante nella rinascita dei paesi e della comunità.

Il Centro Studi Turoldo in occasione del cinquantesimo anniversario dall’evento simico, si è fatto promotore del reperimento dei testi pubblicati nelle testate e nelle raccolte antologiche.

L’orcolat è stato in Friuli, come in moltissime aree del nostro pianeta, un castigo divino? O finalmente si riconosce in questo evento una dinamica naturale dovuta ai movimenti tettonici. Senza scendere nel campo specificamente scientifico quello che emerge in questo evento è la solidarietà. Da tutte le realtà locali o vicine territorialmente, la Croce rossa, l’esercito, gli Alpini, gli studenti universitari che offrono gratuitamente il loro tempo per «soccorrere». Sono numeri importanti che si alleano alla popolazione locale che non ha mai ceduto allo scoramento ma che ha messo in campo la sua solerte capacità organizzativa. «Modello Friuli» viene chiamato e dà lo spunto alla nascita della Protezione Civile. La Chiesa assume un ruolo importante con l’Arcivescovo di Udine Mons. Battisti che sintetizza una specie di vademecum per la rinascita “Prima le fabbriche, poi le case e poi le chiese”.

Per quanti visitano Venzone questa tabella di marcia è visibile oggi dopo 50 anni. Le case, le mura del castello, le chiese sono state ricostruite utilizzando l’anastilosi che consiste nella sistemazione mattone per mattone, pietra su pietra fino ad ottenere tutto l’edificio originario. L’unica chiesa che non è stata ricostruita, volutamente, è la basilica dedicata a San Giovanni Battista. Volutamente lasciata a memoria degli eventi sismici del 1976, quello del 6 maggio, seguito da scosse di assestamento fino alle due scosse successive 11 Settembre alle 4 del mattino e del 15 settembre alle 10 del mattino 1976 queste ultime hanno fatto crollare quello che era rimasto in piedi a maggio.

Turoldo friulano nello spirito come espresso nella «salmodia per la gente fedele del Friuli» legata proprio alla forma religiosa del popolo friulano e un’altra affermazione di Turoldo legata alla sua gente «noi siamo gente che canta anche quando ha da piangere».

In questo testo sono presentati insieme per la prima volta, curati dall’italianista Lorenzo Cardilli e dal saggista Marco Roncalli, i più significativi testi di Turoldo sull’Orcolàt, il terremoto che, il 6 maggio 1976, provocò in Friuli quasi un migliaio di morti e il triplo di feriti. «L’evento senza precedenti che ha segnato nel profondo la terra, la geografia e i cuori di questo popolo», come scrive Daniele Parussini, presidente del Centro Studi Turoldo, nella presentazione. Nei testi non si trova solo il racconto della grande sofferenza causata dalla distruzione, ma anche la speranza nata dalle macerie e sfociata nella rinascita. Dietro le cronache, in filigrana, si legge la “svolta” nei rapporti fra padre David e la sua terra natale, consacrata da un ritorno che lo vide farsi “voce” del suo popolo. Negli anni successivi Turoldo continuò a celebrare la resurrezione del Friuli – «E pure i morti di notte lavoreranno con silenziose cazzuole…» – e a leggervi una sorta di magistero etico per il Paese: «E la ricostruzione, almeno morale, dell’Italia non potrebbe ricominciare proprio dal Friuli?».

Alberta

Paura non abbiamo. Le donne che hanno fatto la Repubblica

di Serena Dandini

Einaudi 2026
Collana: Stile Libero
pp. 320
€ 19,00

ISBN 9788806273934

Prefazione a cura di Michela Ponzani

2 giugno 1946, l’Italia diventa una repubblica e per le donne comincia un nuovo tempo.

Dei 556 deputati che all’indomani della guerra compongono l’Assemblea costituente – eletta da milioni di italiani e, per la prima volta, di italiane – soltanto 21 sono donne. Donne caparbie, intrepide e schiette, diversissime per origine, carattere e appartenenza politica, ma accomunate da una convinzione ostinata: la democrazia, senza la metà femminile del mondo, è una promessa scritta a matita. Sono figure straordinarie, spesso dimenticate, che hanno combattuto e versato sangue, guidato lotte operaie, fondato giornali e movimenti politici per ottenere diritti a lungo negati. Serena Dandini le riporta alla luce…

Vai su https://www.einaudi.it/catalogo-libri/storia/storia-contemporanea/paura-non-abbiamo-serena-dandini-9788806273934/

SE EINSTEIN AVESSE SAPUTO

Se Einstein avesse saputo: Dalle rivoluzioni quantistiche a una nuova idea di realtà.

Autore: Alain Aspect
Argomenti:Scienza e Divulgazione scientifica, Storia della Scienza, Storia delle idee.
Collana: Scienza e idee

Editore: Raffaello Cortina,
Libro Pagine 372
Pubblicazione 03/2026
Prezzo di copertina € 23,75

ISBN 9788832858532

Nel pensiero comune si pensa alla fisica o meglio alle scienze in generale come discipline in “divenire”. La storia fin dall’antica Grecia fa pensare proprio al metodo galileiano attraverso il quale si procede con osservazioni, misurazioni, ipotesi, verifica delle ipotesi. E quando non si trova una soluzione plausibile si riparte attraverso successive osservazioni e verifiche. La meccanica quantistica, però, ha spiazzato Albert Einstein perché è una teoria che costringe a ripensare la nostra stessa comprensione della realtà. Il realismo locale è la combinazione del principio di località con l’assunto realistico che tutti gli oggetti debbano oggettivamente possedere dei valori preesistenti per ogni possibile misurazione prima che queste misurazioni vengano effettuate. Ad Einstein piaceva dire che la Luna è lassù anche quando nessuno la sta osservando.

L’autore si chiede cosa sarebbe successo se Einstein stesso avesse potuto assistere alle prove sperimentali che dimostrano l’esistenza di connessioni che sfidano la nostra intuizione.

Il realismo locale è una caratteristica di rilievo della meccanica classica, della relatività generale e della teoria di Maxwell, ma la meccanica quantistica rifiuta largamente questo principio a causa della presenza di entanglement quantistici, la maggior parte chiaramente dimostrati dal paradosso EPR e quantificati dalle disuguaglianze di Bell. Qualsiasi teoria, come la meccanica quantistica, che vìola le diseguaglianze di Bell deve rinunciare al realismo locale o determinatezza. Interpretazioni della meccanica quantistica differenti rifiutano differenti parti del realismo locale e/o determinatezza controfattuale

Premesse molto complesse, tuttavia l’autore, ci accompagna in un’indagine appassionante sulle origini e le conseguenze di questa rivoluzione scientifica, ripercorrendo il celebre dibattito tra Einstein e Niels Bohr e rivelando come le loro dispute intellettuali abbiano portato a scoperte rivoluzionarie e a tecnologie che stanno cambiando il nostro mondo. I fisici quantistici si interrogavano da tempo sull’ipotesi che l’unione tra le particelle esistesse perché contenenti alcune variabili nascoste. Negli anni sessanta, John Stewart Bell elaborò un teorema secondo cui, se ci sono variabili nascoste, la correlazione tra i risultati in una grande quantità di misurazioni non potrà mai superare un determinato valore. Esistono, tuttavia, degli esperimenti che violano il teorema di Bell, portando a una correlazione apparentemente impossibile.

Partendo dal suo stesso percorso di ricerca, Aspect svela i misteri dell’entanglement quantistico, fenomeno in cui due o più particelle diventano intrinsecamente collegate, condividendo un unico stato quantico indipendentemente dalla distanza che le separa. Misurare una proprietà (come lo spin o la polarizzazione) di una particella determina istantaneamente il valore corrispondente dell’altra e della non-località. Il dibattito tra Bohr e Einstein, spiega, non è solo una questione di fisica, ma una riflessione sulla natura del mondo.

Gli studi successivi verificarono che le variabili nascoste non potevano essere dimostrate da nessun’altra teoria se non quella della meccanica quantistica. In particolare le principali applicazioni pratiche di queste nuove scoperte hanno contribuito ad implementare il futuro dei computer che è affidato alla meccanica quantistica.

Il gruppo di scienziati che sono arrivati a questi risultati (Aspect, Clauser e Zeilinger, hanno avuto il premio Nobel per la fisica nel 2022).

Attraverso aneddoti personali, spiegazioni accessibili e un’analisi rigorosa dei risultati sperimentali, il libro ci guida attraverso le implicazioni più profonde della nuova rivoluzione quantistica, una straordinaria avventura intellettuale e una finestra aperta sulle meraviglie del futuro.

Alberta