Processo al Colesterolo La verità della scienza oltre equivoci e falsi miti

Processo al colesterolo
Sottotitolo: La verità della scienza oltre equivoci e falsi miti.
Autori: Fulvio Ursini, Paola Arosio
Argomenti: Medicina, Scienza e Divulgazione scientifica
Collana: Fuori collana
Raffaello Cortina Editore
Pagine 192 in brossura
Pubblicazione 07/2026
Prezzo di copertina: €18.00 ISBN 9788832858990
PRIMA PARTE per conoscere l’imputato
Il prof. Ursini, utilizza efficacemente un’aula di tribunale con un giudice equanime che rappresenta la scienza: un giudice che ha il compito di leggere i documenti, ascoltare le deposizioni soppesare ogni dettaglio al fine di giungere a pronunciare un verdetto imparziale. Prima di avviare la seduta, vengono presentate le parti: nell’aula è rappresentato il mondo della medicina, chimici, biologi, biochimici.
Il dibattito viene preceduto da una premessa importante: il metodo scientifico, fin dai tempi di Galileo è fondato su osservazione, ipotesi, misurazione, verifica delle ipotesi. Nel caso della medicina la verifica dell’ipotesi è ancora più pregnante. Misurare, calcolare, per un medico è fondamentale. Il caso vuole che l’imputato venga scoperto proprio grazie a un “calcolo” non proprio matematico ma… biliare.
Ma chi è l’imputato? Sicuramente il suo nome è noto a tutti “colesterolo” una molecola importante per la sopravvivenza delle cellule, è infatti in grado di regolare la giusta fluidità e nel contempo rigidità delle stesse. L’approccio del giudice parte proprio da un vecchio fascicolo impolverato, il più antico dell’archivio. Siamo all’inizio del 1800 sul bancone del chimico francese Chevreul c’è un calcolo biliare e, da attento chimico scioglie, filtra, lascia raffreddare e ricristallizzare. Si rende subito conto che quella sostanza che luccica è una nuova molecola composta da carbonio, idrogeno e ossigeno, è compatta e poco solubile in acqua, quindi è un lipide: siamo nel 1814 e questa molecola viene battezzata «Cholesterine» dal greco colè (bile) e stereos (solido)
Durante la fase istruttoria il perito biochimico viene invitato a prendere la parola e a illustrare la funzione di questo lipide nell’organismo umano. Fatta la giusta conoscenza di questa molecola, il processo entra nel vivo con l’accusa
SECONDA PARTE ACCUSA
L’accusa argomenta in modo esauriente che il colesterolo cattivo (LDL) danneggia le arterie quando è in eccesso nel sangue, penetrando nella parete interna dei vasi e scatenando un processo di infiammazione che forma placche di grasso (aterosclerosi), le quali riducono il flusso del sangue. Come si formano i danni? Il colesterolo LDL in eccesso entra sotto la superficie interna dell’arteria (endotelio). Le cellule del corpo reagiscono e le difese immunitarie (macrofagi) mangiano questo grasso, trasformandosi in cellule piene di scorie. Si forma una massa solida (placca aterosclerotica) che indurisce e restringe il canale in cui passa il sangue. L’accusa sottolinea che non è un processo dovuto all’età! Ci sono dati concreti che evidenziano la presenza di colesterolo in età giovanile e anche infantile. A volte si tratta di un carattere ereditario, altre volte è dovuto alla cattiva alimentazione. Il mondo della medicina, della chimica e della farmacologia si mette ampiamente in moto per ridurre l’impatto negativo di questa molecola. Dall’America al Giappone si cercano e si trovano diverse possibili soluzioni. La più importante riguarda le statine, farmaci che, in base anche a specifiche indagini statistiche riducono LDL In America vengono ampiamente prescritte alle persone con indice di colesterolo alto. Ma sarà proprio in America che si verificano i più numerosi e importanti effetti collaterali. Tanto da indurre i medici a limitarne l’utilizzo
TERZA PARTE DIFESA
Il giudice passa la parola al consulente patologo per chiarire il ruolo dell’infiammazione elemento critico e sempre presente sulla scena. Il cuore della difesa. Il patologo afferma che l’infiammazione è la risposta di difesa del nostro organismo, necessaria a combattere diverse tipologie di batteri, virus, tossine. Ma è come un Giano bifronte che protegge da un lato ma può anche logorare fino a distruggere. Essa deve concludersi nel momento in cui finisce l’allarme. A volte però rimane un’infezione latente, le condizioni dei tessuti diventano favorevoli alla progressione dell’invecchiamento e allo sviluppo di patologie come Parkinson, artrite, Alzheimer. Studi approfonditi, permettono alla fine degli anni 90 del secolo scorso di arrivare alla conclusione che il colesterolo non è parte in causa da solo ma accompagnato da infiammazioni. I colpevoli principali dell’infiammazione sono i radicali liberi molecole caratterizzate da instabilità e che il nostro organismo produce di continuo.
Ed è proprio a Padova nell’istituto di chimica biologica che i ricercatori purificano le LDL dal sangue e le conservano in appositi frigoriferi per osservare la degradazione ossidativa dei grassi. Lasciamo al lettore il seguito di questa storia che lega osservazioni e sperimentazioni sia in America che da noi.
La misurazione dell’LDL di studiosi americani avviene dopo un’abbondante colazione “sperimentale” a base di uova, bacon, salsicce e pane imburrato. Al prelievo del sangue, viene osservato un aumento fino a cinque volte di LDL con tracce di ossidazione dei lipidi. A Roma il pasto “sperimentale” offerto agli studiosi è a base di spaghetti all’amatriciana e una bistecca alla fiorentina. Anche in questo caso si registra un aumento dell’LDL I ricercatori fanno una prova ulteriore e aggiungono un bicchiere di vino ed estratti di semi d’uva “procianidine” sostanze ricche di antiossidanti e non si misura alcun aumento di LDL ossidante con carica negativa.
Attraverso la metafora di un processo, accusa e difesa mettono a confronto, con il supporto dei periti, le evidenze chiave. Da un lato, gli studi che hanno contribuito a indicare il colesterolo come il principale fattore di rischio cardiovascolare e ad avviare le prime ricerche farmacologiche per abbassarne i livelli nel sangue. Dall’altro, i limiti interpretativi, la distinzione tra correlazione e causalità, gli interessi economici delle case farmaceutiche e le domande ancora aperte. Un confronto serrato tra dati, interpretazioni e punti di vista che invita a ripensare criticamente una delle convinzioni più radicate della medicina moderna. Un saggio rivolto non solo a persone del “mestiere” medici farmacisti, ricercatori, bensì a un pubblico più ampio non specializzato ma “consumatore” spesso vittima di informazione/disinformazione proveniente dalla pubblicità di alimenti, della moda di diete che promettono miracoli e alla convinzione che nella rete si possano trovare le soluzioni per adottare uno stile di vita più salubre.
Fulvio Ursini
Fulvio Ursini è professore emerito di Chimica biologica all’Università di Padova. La sua attività di ricerca si è concentrata sui lipidi e sul colesterolo LDL, oltre che sul ruolo protettivo di alimenti contenenti antiossidanti
Paola Arosio, giornalista professionista e firma di Repubblica, Collabora con varie riviste di divulgazione scientifica. Ha scritto per il Corriere della Sera e per il Sole 24 ore
Alberta


