Casa editrice Il Mulino 2026 Collana: Le forme, i mondi Pagine: 296 Formato: Brossura Prezzo: €29,00 ISBN: 978-88-15-39761-4
“Tutto è iniziato con una manciata di personaggi stravaganti che hanno smesso di dare la realtà per scontata. Uomini curiosi e controcorrente che, per la prima volta, hanno sollevato lo sguardo per osservare ciò che li circonda: volevano capire chi siamo davvero, se esiste una trama segreta dietro il caos apparente delle cose, come sia possibile costruire una vita felice. Dai cieli di Anassimandro all’armonia dei contrari di Eraclito, dai numeri sacri di Pitagora al dubbio di Socrate…” Leggi su https://www.mulino.it/isbn/9788815397614
Professore ordinario all’Università di Bologna dal 2023 (dopo aver insegnato anche all’Università degli studi di Milano e University of Utrecht nei Paesi Bassi), Mauro Bonazzi svolge le sue ricerche nell’ambito della storia della filosofia antica. Gli interessi di ricerca sono rivolti in particolare a Platone e il platonismo, la sofistica e il pensiero politico.
https://www.scienzaegoverno.org/wp-content/uploads/2023/11/LogoCSUA.gif00Mynamehttps://www.scienzaegoverno.org/wp-content/uploads/2023/11/LogoCSUA.gifMyname2026-10-27 14:53:192026-10-27 14:55:09Il tempo della meraviglia. Quando i filosofi greci svelarono il mondo
Pagine 156 (foto nel testo in bn + inserto online 1/45 colori)
Prezzo di copertina Euro 15,00
EAN 9788842569565
L’arte accompagna la storia umana tra tecnica, simboli, emozioni e cultura. E’ lo strumento che l’umanità utilizza per raccontare se stessa. Riguarda certo la bellezza che è però un termine soggettivo, ma è a pieno titolo parte della storia in modo scientifico. E’ questo il focus che l’autore, storico dell’arte e criminologo, percorre in tutto il testo andando ben oltre il crimine, la mafia, i traffici d’arte. Di tombaroli abbiamo sentito e, purtroppo, sentiamo parlare tuttora. Sebbene sia oggi utilizzata in relazione a scavi archeologici abusivi di vario tipo, non solo vicino ad aree sepolcrali, la parola “tombarolo” fu inizialmente associata alle notevoli attenzioni che nell’Ottocento si erano concentrate intorno alle tombe etrusche scoperte nel Lazio e in Toscana. Una figura storica centrale nella valorizzazione degli oggetti rinvenuti in quegli scavi fu Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone. Mosso da interessi archeologici ma anche dal bisogno di risanare le proprie finanze, venne soprannominato in tempi più recenti il “principe tombarolo”, Bonaparte intuì il valore economico delle ricchezze scoperte casualmente nel 1828 nella necropoli di Vulci, una delle più importanti città-stato dell’Etruria, studiate e raccontate dall’etruscologo inglese George Dennis. I tombaroli, che rappresentavano di fatto la manovalanza impegnata negli scavi abusivi e meno coinvolta nelle altre fasi del traffico illecito, erano il soggetto fondamentale del contrabbando sia per il lavoro che eseguivano che per la conoscenza del territorio. Ciononostante erano anche il soggetto meno influente lungo la fitta rete di ricettatori, faccendieri e intermediari con cui interagivano. Ma di traffico e denaro sporco si parla in tanti contesti. Perché questo è particolarmente dannoso? L’autore come storico dell’arte ci porta a comprendere la gravità dell’atto di “rubare” per vendere reperti archeologici. Anche il più piccolo coccio vale solo se inserito nel suo contesto, localizzato e definito!
Nel testo troviamo tanti altri esempi che hanno lo stesso grave “punto debole”. Colpisce in particolare l’asportazione di reperti a Pompei da parte di un turista americano che se li porta a casa. Fatalmente la sua vita da quel momento va a rotoli e lui ingenuamente attribuisce la colpa a quei reperti! Decide di rispedirli a Pompei. Grazie ma cosa manca? Manca il contesto e quei reperti, senza luogo preciso del ritrovamento né data dello stesso non possono avere un valore tale da essere inseriti in un museo. Restando in Europa viene citato il sequestro di collezioni d’arte ebraica tra il 1933 e il 1945. Hitler, artista fallito, aveva un grande interesse per l’accumulo di collezioni preziose. Alla fine del conflitto, non tutti i proprietari furono individuati per riconsegnare le legittime opere e tante furono inserite in collezioni nazionali o sono finite nel mercato speculativo dell’arte. Si veda, in proposito, l’immagine in bianco e nero a pag 107. Questi meccanismi definibili traffici d’arte falsi, vandalismi archeomafie non succedono solo in Europa. L’autore dedica un intero capitolo ai saccheggiamenti della settimana santa nella costa settentrionale del Perù. I saccheggiatori, huqueros, entrano in azione proprio in questo periodo perché dio è morto e non guarda. Gli scavi clandestini dei saccheggiatori avvengono nei huacas i siti archeologici sacri per sottrarre oggetti antichi da vendere. Il termine huaca si riferiva a tutto ciò che era considerato sacro, mentre huaco è usato per i manufatti in ceramica. Anche i questo caso i saccheggiatori sono protagonisti di una pratica che profana la storia.Toglie la possibilità di ricostruirla.
Di importanza fondamentale è il capitolo dedicato al metodo scientifico per scoprire le falsificazioni. Gli investigatori ricostruiscono la storia di un’opera o di un reperto attraverso tecnologie sofisticate come l’uso di microscopi per analizzare, ad esmpio la vernice di un quadro, oppure la firma. Con questi metodi è stato individuato un dipinto erroneamente attribuito a Francisco Goya.
Nel testo viene dato ampio spazio alla sicurezza, alla presenza della polizia nei siti archeologici e agli ivestigatori che individuano i falsi, traffici d’arte e i vandalismi.
L’autore Andrea Pellegrino (Lecco, 1983) è storico dell’arte, giornalista e criminologo membro dell’Associazione Italiana Criminologi per l’Investigazione e la Sicurezza. Ha all’attivo diverse pubblicazioni in tema di criminologia, misteri storici, arte e simbolismo, e collabora con trasmissioni televisive e radiofoniche.
Adolescenti, adulti e il coraggio dell’ascolto di Michela Marzano
Editore Laterza 2026 Pagine: 176 Collana: i Robinson / Letture Serie: FiliRossi ISBN carta: 9788858161869 Argomenti: Attualità culturale e di costume, Psicologia Euro 18
Michela Marzano che per professione ascolta quotidianamente studenti e giovani, cerca di penetrare il disagio adolescenziale sostenendo che il disagio dei giovani ci parla della fragilità del mondo in cui vivono e quindi anche di quella di noi adulti, non meno disorientati. Come possiamo allora aiutarli? Restandogli accanto “anche quando la relazione fa male”.
“Hanno bisogno di te, ma non ti vogliono accanto. Desiderano la tua presenza, ma ti impongono una distanza. Cosa ci stanno chiedendo i nostri figli quando si comportano in modo così contraddittorio? E come esserci senza invaderli, restare senza soffocarli, ascoltarli senza l’ansia di correggerli? Forse non ci eravamo mai sentiti così disarmati davanti alla sofferenza dei nostri figli. Eccessi, sfide aperte all’autorità degli adulti: quella espressa dagli adolescenti nel recente passato era spesso una sofferenza rumorosa, visibile, talvolta spettacolare”…”. (Continua a leggere su https://www.laterza.it/scheda-libro/?isbn=9788858161869)
Michela Marzano, scrittrice e filosofa, è professoressa ordinaria di Filosofia morale e preside della Facoltà di Scienze umane e sociali all’Université Paris Cité.
https://www.scienzaegoverno.org/wp-content/uploads/2023/11/LogoCSUA.gif00Mynamehttps://www.scienzaegoverno.org/wp-content/uploads/2023/11/LogoCSUA.gifMyname2026-10-12 10:50:242026-10-13 13:47:48La sofferenza che non parla