IL PROFUMO DEGLI DEI

IL PROFUMO DEGLI DEI
Fragranze del Mediterraneo antico
Autrici: Silvia Ferrara, Laura Bellinato
Editrice: il Mulino, Collana Intersezioni
Anno edizione: 2026
In commercio dal 12 giugno 2026
Pagine: 192 Brossura
Prezzo di copertina €16.00
EAN:9788815396501
Chi non ricorda il profumo del latte e miele che la mamma ci dava nelle serate invernali? Un ricordo che diventa memoria e fa parte della nostra storia. Storia di qualche decennio fa.
Questo testo ci accompagna e ci permette di condividere una storia ben più lontana, partendo da una tavoletta scritta in lineare B. Impariamo a conoscere questa modalità di scrittura usata dai micenei tremilacinquecento anni fa nei complessi palaziali che ancora si trovano nella Grecia continentale e nell’isola di Creta. La tavoletta fatta di argilla con scrittura ordinata e pulita riporta in righe, senza ricette particolari gli ingredienti per realizzare un profumo: Olio, coriandolo, cipero, rosa, salvia, miele, vino, q.b.
E’ la densità dell’olio di oliva che trattiene il profumo di rosa e di salvia. Un profumo che non svanisce non è etereo come i profumi attuali a base di alcol che svaniscono subito. L’olio miceneo aderisce alla pelle, la protegge, la “unge” da vivi e da morti.
Il lettore si immedesima nelle ricerche e nell’aromatico percorso descritto con dovizia di particolari dalle due autrici.
Siamo nel 1.450 a.c. il mondo di Omero e degli dei dell’Olimpo non era ancora nato.
Ecco da dove nasce il percorso che trasforma le fragranze in memoria-storia.
Labirinti e laboratori: Siamo nei palazzi di Cnosso. La materia prima viene lavorata per produrre i profumi attraverso la bollitura più o meno prolungata degli ingredienti citati in precedenza. A queste attività produttive é strettamente collegato il mondo del commercio. Il monitoraggio di quanto entra ed esce dai laboratori è assiduo e preciso. Nessuno può portarsi via nemmeno una goccia d’olio! Qui scopriamo un mondo che in parte assomiglia alle attuali grandi aziende nelle quali ciascuno ha un compito preciso da portare a termine in tempi determinati.
E ci avviciniamo al palazzo miceneo di Pilo, accolti dall’odore di olio di oliva e argilla fresca. Labirinti e laboratori dove si fatica e si produce, un insieme di stanze, magazzini, corridoi. Il labirinto che unisce il mito del Minotauro. Ancora tavolette in lineare B che menzionano offerte destinate a una specifica divinità la signora del labirinto. Nel testo viene sottolineato che i lavoratori operanti in questi “labirinti” avevano diritto al pasto individuale come compenso per il lavoro.
Le autrici accompagnano il lettore a Cipro con le sue coste color cannella e le acque blu e verdi. Da millenni funge da hub commerciale, oggi paradiso fiscale. Ma richiama anche il Chypre, inventato all’inizio del novecento dal francese Coty. Dal punto di vista sociale e culturale una realtà un po’ orientale e un po’ occidentale, fin all’antichità i centri commerciali come Enkomi e Kition erano snodi commerciali importanti. Ma rimaniamo nella produzione dei profumi e ci fermiamo a Kato Pyrgos dove si trova uno dei maggiori centri di produzione di profumo. Il complesso di stanze è antichissimo, inizio del secondo millennio a.c. e si individua un laboratorio di profumeria precedente di secoli a quelli micenei. In questo sito si trovano oggetti inconfutabilmente legati alla produzione dei profumi: macine, pestelli, bacili, tazze, imbuti e brocche. Analizzando il contenuto dei vasi sono stati individuati aromi attribuibili a coriandolo, laudano, mandorle amare, resina di terebinto, alloro, rosmarino, tutti ci raccontano dell’olio profumato. Se si aggiunge il papavero le autrici possono descrivere Cipro come l’isola di Afrodite, viste le ben note proprietà del papavero. Proprietà che Paracelso individuò nel lattice come antidolorifico. Ma in vasi “aryballoi” ciprioti analisi chimiche hanno individuato tracce di morfina e codeina delle quali conosciamo gli effetti.
Un testo denso di descrizioni, di situazioni individuali vissute, annusate dalle coautrici. Anche il lettore diventa protagonista di questo viaggio sensoriale. Viene spontaneo dire che la Storia ci appartiene solo se la conosciamo.
Alberta


