Assessing UXO‐Related Hazards: Exposure and Vulnerability Analysis of Former Conflict‐Affected Areas in NE Italy

February 2026

By Leonardo Mora, Silvia Piovan, Michael Hodgson, Maria Petriccione, Bruno Bellon, Aldino Bondesan
Articolo pubblicato su www.researchgate.net/

La situazione di tensione mondiale ci riporta a un periodo che fa parte della Storia della nostra Penisola. Sull’argomento proponiamo questo articolo che analizza in modo scientifico il rischio legato alla presenza di ordigni bellici inesplosi.

Abstract

Bomb risk assessment is considered a crucial topic, necessary for both urban planning and the construction industry to proceed with urban growth and commercial/industrial development. To quantitatively assess a risk, it is not enough to know the danger, but it is also necessary to estimate the exposure: the assets (e.g., infrastructure, population) of a certain area that may be affected by an event, and their vulnerability. Bomb risk, hereafter referred to as unexploded ordnance (UXO), has been examined from numerous perspectives including technical, geophysical, and military perspectives. Various analyses have specifically studied UXO-related hazards and the effects caused by their blast area. In the context of bomb risk, however, the analysis of exposure and vulnerability factors from a GIS point of view seems to be a field of study yet to be fully explored. The main objective is the creation of an exposure and vulnerability assessment methodology tailored to UXO in a GIS context. The methodology includes the application of a weighted linear combination (WLC) model as a Multi-Criteria Decision Analysis (MCDA) approach to incorporate different factors such as military target features, land use, population density, and infrastructure services together. The goal of the modeling approach has been demonstrated in three case studies located in the Veneto Region (northern Italy) that were deeply involved in the dynamics of World War I and World War II, and still represent territories characterized by high bomb risk. The results of the study demonstrated the effectiveness of an MCDA approach for assessing Exposure and Vulnerability, provided it is supported by a structured data standardization process and a transparent methodology for weight assignment.

Read https://www.researchgate.net/publication/400485985_Assessing_UXO-Related_Hazards_Exposure_and_Vulnerability_Analysis_of_Former_Conflict-Affected_Areas_in_NE_Italy

Aperte le call per idee e il concorso visual della XXIV edizione di BergamoScienza

La XXIV edizione del Festival BergamoScienza si terrà dal 1 all’11 ottobre 2026 e avrà come tema “Convergenze”.

Aperte le Call for Proposal, un invito al mondo della scuola e a tutti i soggetti pubblici e privati che desiderano contribuire al palinsesto della manifestazione con progetti per laboratori, spettacoli, mostre ed eventi.
Per il vincitore del Bando è previsto un premio di 4.000 euro.

Il tema di questa edizione sarà “Convergenze”.

Un tema che nasce da una consapevolezza concreta: la complessità delle sfide odierne non può essere affrontata da un solo punto di vista e con lo sguardo di una singola disciplina. Per questo motivo BergamoScienza sceglie di abitare lo spazio dove i saperi – scientifici, umanistici e sociali – si intrecciano, dove i punti di vista diversi si incontrano in un dialogo aperto che mette i fatti al centro.

In un periodo storico segnato da forti polarizzazioni e frammentazioni, BergamoScienza continua a essere un luogo di resistenza intellettuale alle “bolle” informative e con tante conferenze, laboratori, mostre e spettacoli invita a riscoprire il terreno condiviso della curiosità, del dibattito informato e del desiderio di futuro. Convergere, dunque, non significa annullare le differenze, ma orientarle verso un obiettivo comune.

Il sipario si alzerà già venerdì 25 settembre con la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori targata BergamoScienza, giunta ormai alla sua quarta edizione. Il weekend del 26 e 27 settembre sarà dedicato in modo esclusivo a un evento ormai iconico: La Scuola in Piazza, la celebre fiera scientifica on the road che ogni anno coinvolge migliaia di studenti e docenti lungo il Sentierone di Bergamo.

Il cuore della manifestazione si svilupperà poi dall’1 all’11 ottobre: un’immersione totale nella scienza con un ricchissimo palinsesto di laboratori, spettacoli e conferenze, che animeranno ulteriormente i palchi del festival sia negli appuntamenti serali feriali, sia nelle mattinate dedicate al mondo della scuola. L’obiettivo è trasformare Bergamo in un palcoscenico della scienza dinamico e diffuso, capace di coinvolgere i cittadini sui grandi temi della ricerca e dell’innovazione contemporanea.


I dettagli tecnici e i moduli di partecipazione alle call e al concorso per il visual sono disponibili sul portale ufficiale della fondazione:
www.bergamoscienza.it alla pagina https://www.bergamoscienza.it/it/festival-corrente/xxiv-edizione-bergamoscienza-2026

Il WWF celebra le 5 buone notizie per l’ambiente del 2025

Dalle foreste agli oceani, passando per le specie a rischio come il leopardo delle nevi fino alla difesa delle popolazioni indigene, il WWF celebra le 5 buone notizie per l’ambiente nel 2025. Una serie di successi raggiunti, chiari esempi di come la cooperazione internazionale possa dare risultati importanti per l’ambiente.

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1. TFFF: un fondo per le foreste
Destinare oltre 5 miliardi di dollari alla conservazione delle foreste tropicali. Con quest’obiettivo è stato lanciato il Tropical Forest Forever Facility (TFFF), un fondo multimiliardario, sviluppato con il contributo del WWF, che mira a premiare i paesi che preservano le foreste. Inoltre, i finanziamenti saranno convogliati direttamente alle popolazioni indigene e alle comunità locali, i veri custodi delle foreste tropicali. La collaborazione tra Paesi, comunità e finanza è essenziale per proteggere il nostro Pianeta.

2. Leopardo delle nevi: le conferme dal Nepal
Tanto affascinante quanto difficile da osservare e studiare. Del leopardo delle nevi, una delle specie più rare ed elusive al mondo, sappiamo poco, ma da quest’anno abbiamo qualche informazione in più.  Le stime della scorsa primavera in Nepal hanno confermato la presenza di 397 individui. Si tratta di un passo avanti, con dati scientifici aggiornati che ci aiutano a comprendere uno dei felini più misteriosi al mondo. È una vittoria per i leopardi delle nevi e per l’intero ecosistema himalayano. Il WWF è da tempo impegnato nella protezione di questo animale. Notizie come queste dimostrano che si possono vincere battaglie importanti per la salvaguardia della fauna selvatica quando le comunità, la scienza e la conservazione collaborano.

 3. La Dichiarazione di Brazzaville: un momento storico per la difesa degli indigeni
 2025 segna un momento storico per la leadership indigena. Dal cuore del Bacino del Congo, i leader si sono uniti per lanciare un messaggio forte al Primo Congresso Mondiale dei Popoli Indigeni: quando i diritti degli indigeni vengono rispettati, la natura prospera e le comunità si rafforzano. La Dichiarazione di Brazzaville è un forte appello alla giustizia, alla protezione delle foreste e a una reale collaborazione con coloro che da generazioni si prendono cura del Pianeta. Si tratta di un invito ad affiancare i popoli indigeni e le comunità locali mentre aprono la strada verso un Pianeta più sano. Questa visione è totalmente supportata dal WWF.  Purtroppo, ancora oggi le comunità indigene sono le prime a pagare – anche con la vita – la distruzione delle foreste e degli altri ecosistemi.

 4. Trattato sull’Alto Mare: proteggere il mare di tutti
Dopo oltre vent’anni di sforzi e di pressioni da parte anche di associazioni come il WWF, il Trattato sull’Alto Mare ha ufficialmente superato l’ultimo ostacolo per entrare in vigore. Il suo obiettivo è proteggere le vaste distese oceaniche che si trovano al di là dei confini dei diversi paesi. Questo traguardo rappresenta un enorme passo avanti: la creazione di regole vincolanti per conservare la biodiversità marina, condividere equamente i benefici e rafforzare la cooperazione globale. Il Trattato è necessario per implementare il Quadro Globale per la Biodiversità di Kunming-Montreal (GBF), che impegna i Paesi a proteggere almeno il 30% degli oceani entro il 2030.  Il 2025 ci ha dato molti motivi di speranza e questo risultato dimostra che quando collaboriamo oltre i confini, sia le persone sia la natura ne traggono beneficio.

5. Squali nel Mediterraneo: una svolta storica 
 Anche i predatori marini stanno finalmente ricevendo l’attenzione che meritano.
Durante una settimana storica per la conservazione, nel corso della 24ª Conferenza delle Parti della Convenzione di Barcellona e della 20ª Conferenza delle Parti della Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie Minacciate (CITES) , infatti, i Paesi hanno approvato un pacchetto di misure che ridefinirà la gestione e la protezione di queste specie. A livello globale, le decisioni riguardano circa 80 specie di squali e razze e hanno ottenuto un sostegno senza precedenti, con tutte le misure adottate per consenso o con oltre l’80% dei voti favorevoli.

Fonte: https://www.wwf.it/