Basilica del Santo di Padova: si avvia a conclusione il progetto di ammodernamneto delle cupole.
La Basilica di Sant’Antonio di Padova porta avanti il progetto di ammodernamento e potenziamento del sistema antincendio con strumenti di ultima generazione per proteggere le otto cupole, l’Archivio della Veneranda Arca e la Biblioteca Pontificia Antoniana, grazie all’impegno della Delegazione Pontificia, della Veneranda Arca, dei Frati della Basilica e al fondamentale contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

Il 5 maggio scorso in conferenza stampa sono stati presentati gli stati dei lavori del progetto di ammodernamento e potenziamento del sistema antincendio-
Sono già state completate tre cupole con il relativo sottotetto, mentre sono in corso i lavori sulla cupola della Madonna, la prima visibile da Piazza del Santo. L’intervento procede progressivamente verso le altre strutture con l’obiettivo di completare l’installazione del sistema su tutte e otto le cupole entro il mese di giugno 2026 quando come noto è in programma il tradizionale Giugno Antoniano.
Il sistema adottato è il Water Mist, già scelto a Venezia per contesti di assoluto pregio come la Basilica di San Marco, la Scuola Grande di San Rocco e le Procuratie Nuove. Funziona attraverso una rete di tubazioni e ugelli installata all’interno di ciascuna calotta e, in caso di incendio, non eroga acqua a diluvio ma una nebbia finissima ad alta pressione, capace di abbattere rapidamente le temperature e contenere la propagazione delle fiamme con un impatto minimo sulle strutture. Un approccio che, come dimostrato dall’incendio di Notre-Dame nel 2019, può fare la differenza tra la perdita e la salvezza di un patrimonio che appartiene all’umanità intera.
Sulla complessità architettonica delle cupole e sulla necessità di una tutela consapevole si sofferma p. Antonio Ramina, Rettore della Pontificia Basilica di Sant’Antonio, evidenziando il valore tecnico e simbolico dell’intervento:
«La Basilica del Santo, anche per chi la frequenta da molti anni o ne abita quotidianamente gli spazi, riserva sempre delle sorprese. Non si finisce mai di scoprirla. Uno dei luoghi più suggestivi e complessi è senz’altro quello delle cupole, con il loro complesso sistema di travature lignee. È un’opera d’arte che, per il materiale con cui è stata realizzata, mostra evidentemente anche la sua vulnerabilità in caso di incendi. È responsabilità di tutti fare tutto ciò che è possibile affinché un
capolavoro come questo possa essere tutelato al meglio. Questo è stato l’intento della Delegazione Pontificia e della Veneranda Arca: poter realizzare un sistema antincendio che garantisse anche l’incolumità della Basilica anche per il futuro. Sant’Antonio, si potrebbe dire, ci ha protetto finora e continuerà a farlo. Ma è segno di serietà poter mettere in atto tutti i mezzi più efficaci per favorire la cura di uno dei santuari più visitati al mondo».
Per lavorare all’interno delle cupole senza installarvi ponteggi — che avrebbero comportato costi, tempi e un impatto ben più invasivo — il cantiere ha adottato tecniche di edilizia acrobatica: gli operatori lavorano in quota agganciandosi direttamente alle antiche travi lignee della calotta con un sistema di imbragature studiate ad hoc, senza forare né alterare le strutture storiche. Per raggiungere il sottotetto è stato installato all’esterno un sistema di risalita — un ponteggio verticale con ascensore di cantiere — da cui una passerella aerea consente poi di accedere alle cupole frontali. Tutto il cantiere opera sotto la supervisione di un coordinatore della sicurezza dedicato, l’Arch. Maurizio Pignataro.
Lavorando interamente nei sottotetti e nelle aree non accessibili al pubblico, il cantiere non arreca alcun disturbo allo svolgimento delle attività della Basilica, che rimane pienamente operativa per fedeli e pellegrini.
«Questa tipologia di lavoro con l’utilizzo dell’edilizia acrobatica nella parte interna rappresenta una novità assoluta», sottolinea l’Ing. Fabio Dattilo, Presidente Capo della Veneranda Arca e Direttore dei Lavori. «È un intervento complesso che richiede grande attenzione alla sicurezza e che, evitando ponteggi interni in ciascuna cupola, consente di contenere tempi e costi, riducendo al minimo l’impatto sulle strutture.
Parallelamente ai lavori sulle cupole è stata completata la definizione progettuale per estendere il potenziamento del sistema antincendio anche all’Archivio della Veneranda Arca e alla Biblioteca Pontificia Antoniana. È già stato individuato il locale tecnico che ospiterà il sistema di pompaggio — in posizione baricentrica rispetto al complesso e accessibile direttamente dal giardino — e l’avvio delle lavorazioni è previsto nelle prossime settimane, con completamento sempre entro giugno 2026.
Il cantiere opera in forza di tutte le autorizzazioni necessarie, ottenute al termine di un iter condotto in costante dialogo con gli enti preposti alla tutela: l’autorizzazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso (giugno 2025), quella della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Veneto e Trentino Alto Adige (marzo 2026) e la pratica edilizia CILA depositata presso il Comune di Padova (febbraio 2026).
L’intervento di ammodernamento, del valore complessivo di circa 1,5 milioni di euro, è reso possibile dall’impegno congiunto della Delegazione Pontificia e della Veneranda Arca di Sant’Antonio, con il fondamentale contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo (850.000 euro).
L’esecuzione è affidata a Tema Sistemi SpA per il sistema Water Mist e a Edilizia Acrobatica per le operazioni in quota, sotto la direzione dell’Ing. Fabio Dattilo e con l’assistenza dell’Arch. Alessandro Usan.
Per informazioni
www.arcadelsanto.org


