I Premi Nobel 2026

Il Nobel per la Medicina a Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel
Per le loro scoperte su come usare la luce per controllare l’attività di specifici neuroni e capire quale ruolo svolgono nel cervello.
https://www.ilpost.it/2026/10/05/nobel-medicina-2026/

Il Nobel per la Fisica a Francis Halzen
Per il ruolo chiave nell’osservatorio IceCube e la scoperta dei neutrini ad alta energia provenienti dallo spazio profondo
https://www.ilpost.it/2026/10/06/premio-nobel-fisica-2026/

Henri Kagan e Kenso Soai sono i vincitori del Premio Nobel per la Chimica 2026.
https://www.focus.it/scienza/scienze/premio-nobel-per-la-chimica-2026-i-vincitori

Il Nobel per la Letteratura è stato vinto da Anne Carson
https://www.ilpost.it/2026/10/08/premio-nobel-letteratura-2026/

Il premio Nobel per la Pace 2026 è stato assegnato a Navanethem Pillay, giurista e magistrata sudafricana, ex Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani.
La motivazione: “Coraggio e integrità contro crimini di guerra”. 

Il Premio Nobel per l’Economia a Robert E. Hall e Michael Woodford
https://www.ilpost.it/2026/10/12/premio-nobel-economia-2026-diretta-chi-e/

La FAO nomina la Comunità di Pollica “Eroe del Cibo”

La Comunità di Pollica è stata proclamata ufficialmente “Eroe del Cibo” (Food Hero) dalla FAO.

Il riconoscimento in vista della Giornata mondiale dell’Alimentazione il prossimo 16 ottobre.

Lo ha annunciato da New York Maurizio Martina, Vice Direttore Generale della FAO, intervenuto alla conferenza Food for Health • Food for Earth, dedicata alla Dieta Mediterranea e alla salute pubblica, tenutasi alla New York University in occasione della settimana dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, organizzata dal Future Food Institute.

La Comunità di Pollica (in provincia di Salerno) viene riconosciuta in tutto il suo insieme culla e simbolo globale della Dieta Mediterranea, modello di sostenibilità, longevità e rispetto delle risorse naturali: pescatori, agricoltori, cuochi, artigiani, famiglie, bambini, ricercatori e istituzioni attraverso gesti quotidiani, conoscenze e tradizioni tramandate nel tempo, continuano a custodire, praticare e rendere vivo il patrimonio della Dieta Mediterranea. La Dieta Mediterranea non è semplicemente un modello alimentare, ma un sistema vivente, capace di tenere insieme cibo e salute, biodiversità e territorio, cultura e conoscenza, relazioni umane e senso di appartenenza.

Il tributo della Fao arriva in un anno storico in quanto alla Giornata Internazionale della Dieta Mediterranea, il prossimo 16 novembre, Pollica sarà in prima fila.

Per approfondire: https://www.fao.org/world-food-day/food-heroes/detail/the-community-of-pollica/it

Plastic Overshoot Day. Dal 6 settembre la plastica prodotta supera la capacità del Pianeta di gestirla in sicurezza


Il 6 settembre 2026 segna a livello globale il Plastic Overshoot Day, la data in cui la quantità di rifiuti plastici prodotta supera la capacità dei sistemi di gestione di raccoglierla e trattarla in modo sicuro, determinando un accumulo di plastica destinata a disperdersi nell’ambiente. Nell’anno del suo sessantesimo anniversario, il WWF Italia, da sempre impegnato a proteggere la natura e ridurre le principali pressioni sugli ecosistemi, ricorda che il Plastic Overshoot Day rappresenta una problematica che non può essere affrontata da un solo attore, ma richiede una responsabilità condivisa e un’azione collettiva, e lancia il paper “Plastica, una rivoluzione da arginare”. 

Dal 2021 a oggi la data del Plastic Overshoot Day si è progressivamente spostata di alcuni giorni verso la fine dell’anno, indicando un lieve miglioramento nella capacità di gestione dei rifiuti di plastica. Tuttavia, questo progresso è vanificato dall’aumento della produzione di plastica e, di conseguenza, dei rifiuti generati: negli ultimi 5 anni, la quantità di rifiuti di plastica gestiti in modo inadeguato è aumentata di oltre tre milioni di tonnellate. Senza interventi che agiscano anche a monte della filiera, riducendo la produzione e il consumo, il volume di plastica che rischia di essere disperso nell’ambiente potrebbe quasi raddoppiare entro il 2040. 

Secondo l’elaborazione annuale di EA – Earth Action, nel 2026 circa un terzo (31,6%) della plastica prodotta e consumata nel mondo verrà gestito in modo improprio. Ciò significa che circa 72 milioni di tonnellate di rifiuti plastici andranno a contaminare suolo, fiumi, laghi, mari e atmosfera. La crisi interessa ormai tutto il Pianeta ma non è uniforme. Dodici Paesi, con i Cina, Russia, India, Brasile e Messico ai primi posti, sono responsabili del 60% dei rifiuti plastici mal gestiti a livello globale. Allo stesso tempo, secondo EA circa due terzi della popolazione mondiale vive già in territori dove la quantità di rifiuti prodotti supera la capacità locale di gestirli in sicurezza. 

L’Italia si colloca in una posizione intermedia nel confronto internazionale: il Plastic Overshoot Day nazionale cade il 5 novembre, meglio della media mondiale, ma ancora lontano dalle migliori performance europee, come quelle di Svizzera, Francia e Spagna. Con circa 61 kg di rifiuti plastici prodotti pro capite ogni anno, l’Italia, come molti altri Paesi europei, rientra nella categoria degli “Overloaders”, ovvero dei Paesi che generano elevati volumi di rifiuti plastici. Per ridurre la quantità di plastica che sfugge a una gestione sicura, è necessario rafforzare politiche e pratiche di prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti, promuovendo al tempo stesso il riutilizzo e il riciclo effettivo dei materiali. 

L’inquinamento da plastica non rappresenta soltanto una minaccia per gli ecosistemi, ma solleva crescenti preoccupazioni anche per la salute umana. Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha documentato la presenza di micro e nanoplastiche in numerosi organi e tessuti umani, tra cui cervello, placenta, sistema cardiovascolare e apparato riproduttivo. Sebbene gli effetti a lungo termine sull’organismo siano ancora oggetto di studio, cresce l’attenzione scientifica anche per le migliaia di sostanze chimiche utilizzate nella produzione e trasformazione della plastica, molte delle quali possono avere effetti nocivi sulla salute.  
Un esempio dell’attenzione crescente verso questi rischi è rappresentato dai PFAS, sostanze per- e polifluoroalchiliche utilizzate in numerosi prodotti e applicazioni industriali. Dal 12 agosto 2026, è in vigore il divieto di immettere sul mercato dell’Ue imballaggi alimentari contenenti PFAS al di sopra dei nuovi limiti di sicurezza stabiliti dal Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, PPWR. 

Serve un cambio di rotta globale 

Per il WWF, il Plastic Overshoot Day non rappresenta un’emergenza isolata, ma un ulteriore segnale della crescente pressione esercitata dalle attività umane sui sistemi naturali, che in molti casi supera la capacità del Pianeta di assorbire gli impatti e rigenerare le risorse, una dinamica che trova un parallelo anche nell’Earth Overshoot Day.

Un ruolo decisivo spetta alle città dove si concentrano popolazione, consumi e produzione di rifiuti e dove sistemi di gestione inadeguati possono aumentare il rischio di dispersione della plastica nell’ambiente. Investire in prevenzione, riuso, raccolta differenziata di qualità, infrastrutture adeguate e sistemi di gestione efficaci ed efficienti significa ridurre l’inquinamento alla fonte e impedire che i rifiuti raggiungano fiumi, laghi e mari. 

In questo contesto, il WWF rinnova l’appello ai governi affinché riprendano il percorso negoziale verso un Trattato globale sulla plastica ambizioso e giuridicamente vincolante, capace di affrontare l’intero ciclo di vita della plastica e di incidere sulle cause strutturali dell’inquinamento. 

Adotta una spiaggia e libera la natura dalla plastica  

Per attivarsi a livello locale, grazie all’iniziativa “Adopt a Beach-ADOTTA UNA SPIAGGIA” è possibile diventare protagonisti della tutela del mare liberando dalla plastica il tratto di spiaggia più amato: cittadini, famiglie, gruppi di amici, scuole, associazioni locali possono collegarsi alla piattaforma dedicata – https://adoptabeach.wwf.it/ – e individuare un tratto di costa legato ai propri ricordi o semplicemente un luogo da restituire alla sua bellezza originaria per un’azione concreta di citizen science. Quest’estate l’iniziativa ha anche visto la collaborazione tra WWF e Mediafriends per una campagna di sensibilizzazione capillare sui canali e piattaforme social del Gruppo Mediaset.

Fonte: ufficiostampa@wwf.it