Grazie Islam!

Quelle poche, piccole cose che l’occidente moderno
deve al mondo musulmano
di Franco Cardini

Autore: Franco Cardini
Editore PaperFIRST
Anno: 2025
Pagine: 265, brossura
Prezzo: 18.00 €
EAN:9791255430902


L’Islam ci appartiene. Ha le nostre stesse profonde radici: la cultura ellenistico-mediterranea e il monoteismo abramitico; i suoi profeti sono i medesimi dell’ebraismo e del cristianesimo. La sua scienza e la sua filosofia, certo originali, restano impensabili senza le nostre. L’Islam è l’Occidente dell’Oriente. I fondamenti della sua cultura, radicati in quella ellenistica passata a Roma e a Bisanzio, sono arrivati alla nostra esattamente come le merci provenienti dall’Asia profonda giungevano in Europa. All’Islam, attraverso l’Asia Minore, il Delta Nilotico, l’Africa sahariana, il Maghreb e la penisola iberica, dobbiamo i fondamenti della nostra matematica, della nostra logica, della nostra astronomia, della nostra cartografia, della nostra geografia, della nostra fisica, della nostra medicina.
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La casa ai confini del mondo di Henry Beston

Autore: Henry Beston

Traduttore: Giuseppe Iacobaci, Anna Maria Biavasco

Post fazione di Paolo Pecere

Editore: Piano B

Collana: Fuoricollana

Anno edizione: 2026

Pagine 192 in brossura

Prezzo di copertina €15,68

ISBN-13. 978-8893711944

Piano B ripropone un testo pubblicato per la prima volta nel 1928, un libro più che mai attuale come attuale è il pensiero di Henry Beston. Da poco si è conclusa la prima Guerra mondiale cui ha partecipato anche l’America come “potenza associata” preludio al successivo sviluppo post bellico.

L’autore, nato a Boston e laureatosi ad Harvard, ha vissuto un’intensa giovinezza come insegnante in Francia e volontario nei corpi di ambulanza durante la prima guerra mondiale. Prima di dedicarsi totalmente alla scrittura naturalistica, ha pubblicato libri per l’infanzia e lavorato come giornalista. Il testo, che è stato scritto a mano sotto forma di appunti dal 1926 sul tavolo della cucina della «casa ai confini del mondo» davanti all’Oceano Atlantico del Nord e alle dune di Capo Cod, diventa poi il testo pubblicato nel 1928 che vedrà numerose successive pubblicazioni. Beston aveva costruito questa casa per poter vivere ogni momento a contatto con la natura, osservare il sorgere del sole, vedere il movimento delle maree, sentire il canto degli uccelli.
L’autore coinvolge il lettore, lo conduce a immergersi nell’ambiente costiero, a camminare su quelle dune gialle dove si possono riconoscere le impronte di diversi volatili che spesso sorvolano le nostre teste. Passeggiare nelle foreste di alberi ad alto fusto e conoscere l’interazione tra vegetali e animali. Dare modo ai cinque sensi di cogliere a pieno la musica della natura a partire dalla pioggia, il soffio del vento in un bosco primordiale, e le onde del grande oceano su una spiaggia. Vivere l’ambiente e sentirsi parte di esso. Rigore scientifico unito allo stupore.

Beston dà voce a una sensibilità ecologica sorprendentemente moderna. Aiuta a scoprire che la natura non è uno sfondo né un rifugio, ma una presenza viva e misteriosa di cui l’essere umano continua a far parte. Le sue osservazioni diventano così una meditazione sul tempo, sul senso del limite, sulla libertà e sul legame che unisce uomini, animali e paesaggi.

Tornare nella natura per sentirsi parte di essa. Al lettore viene spontaneo riflettere sui paradossi della realtà attuale partendo proprio dallo stile che domina soprattutto nel continente americano, dove la politica e gli interessi economici governano su tutto il resto a prescindere dall’equilibro e dalla sostenibilità delle scelte dell’attuale società.

Nella postfazione di Paolo Pecere, il lettore cerca e trova una forma di consolazione «recuperare i valori antichi della natura significa sincronizzarsi con il ritmo cosmico».

Toccare, amare, onorare la Terra, pianure, montagne, valli, mari, riposando lo spirito nei luoghi solitari.

Paolo Pecere è filosofo e scrittore. Insegna Storia della filosofia all’Università di Roma Tre.

Ha collaborato con il programma televisivo di Rai Storia “Il tempo e la storia”

Alberta

CEMENTO E SANGUE di Carlo Calabro’

Cemento e sangue

di Carlo Calabrò

Editore Marsilio Farfalle

pp. 288, 1° ed. 2026

Prezzo di copertina

€17,00

ISBN 9788829796489

Una immagine di copertina che richiama la famosa canzone  «El condor pasa» suonata e cantata in molte versioni; la più nota adatta la melodia tradizionale in chiave universale, esprimendo desiderio di libertà, di pace interiore e  coraggio di scegliere la natura e la giustizia rispetto al materialismo. Veniva cantata anche dalle generazioni del secolo scorso come auspicio di sconfitta delle dittature che governavano in quei decenni molti paesi sudamericani.

Immagine di copertina  iconica per descrivere la capitale brasiliana attualmente. San Paolo è una città che cresce divorando se stessa. Il cemento copre tutto: fiumi, corpi, responsabilità.

Il lettore si trova a contatto con una realtà ben conosciuta anche nel nostro paese, mafia, cosche, ‘ndrangheta. Potere economico ammanicato alla politica, sparizione e uccisione di persone «scomode».

Giornalismo d’inchiesta messo a tacere in modo drastico. Ed è proprio un giornalista a finire, insieme ai rifiuti e ai liquami, nel Rio Pinheiros. Un giornalista «ambientalista». Il cadavere individuato da un altro giornalista e collega che si muove solo ed esclusivamente in bici lungo l’argine di quel fiume che è una vera e propria discarica di liquami e di rifiuti solidi. L’autorità pensa bene di liquidare l’accaduto come suicidio. Everton indaga senza protezioni. Più si avvicina alla verità, più capisce che ogni rivelazione produce altra violenza, ogni domanda mette qualcuno in pericolo. Non c’è un colpevole da smascherare: c’è un sistema in cui informazione, finanza, criminalità e politica lavorano e a loro si unisce, a volte e non sempre con discrezione, anche la chiesa cattolica.

La redazione del Gruppo Jabuticaba prosegue e cerca collegamenti e intrallazzi tra gruppi emergenti di costruttori che vedono nella cementificazione della città uno sviluppo economico a prescidere dalla sotenibilità: che cos’è la sostenibilità per questi gruppi di cui fanno parte anche autorità ecclesiatiche? Il profitto! Tutto il resto, vite comprese, passa in secondo piano.  

I morti e scomparsi in questa San Paolo si susseguono in una cronaca serrata. Tuttavia siamo in Brasile e l’atmosfera che si respira offre sempre uno spiraglio di speranza di bellezza e dolcezza cui ci riporta il nome stesso del gruppo:
Jabuticaba, delizioso frutto che si aggrappa ai tronchi dell’albero che cresce nella foresta amazzonica. Di questi elementi fanno parte i protagonisti gelatai della gelateria che confeziona i gelati più ricercati dalle signore della borghesia paulista.

Il lettore si immerge in un ambiente complesso dove il narcotraffico, lo sfruttamento della foresta amazzonica e il protagonista che indaga, conduce infatti ben oltre la morte dell’attivista, facendo emergere un sistema in cui politica, finanza, speculazione immobiliare, criminalità organizzata e informazione finiscono per confondersi.

L’autore accanto agli elementi noir legati a commerci,  interessi e profitti,  descrive la condizione degli abitanti delle favelas che molti politici emergenti connotati nella destra conservatrice intendono «rimodulare» un termine elegante per dire far scomparire dalla città. Il lettore viene quasi travolto da una descrizione romanzata che  tuttavia si lega in modo realistico alla concreta realtà.

 Ma  il melting pot brasiliano consola, rassicura e fa pensare ancora una volta al « Condor pasa» che vola in altro sulle montagne e a quelle parole chiave «libertà, giustizia, rispetto, sostenibilità» che sostengono un sentimento di  speranza.

L’autore Carlo Calabrò è nato a Palermo. Bioingegnere per formazione, sceneggiatore e attore per passione, in un paio di vite precedenti è stato anche consulente, banker e imprenditore tra Parigi e San Paolo. Sposato, due figli, vive e lavora a New York. Ha esordito con “Meccanica di un addio”.

Alberta