Biodiversity Gateway: un ponte tra scienza e società

Di Alessandro Campiotti

In occasione del primo Simposio internazionale di oceanografia, il National Biodiversity Future Centerha inaugurato a Venezia il Biodiversity Gateway, un hub di ricerca per avvicinare la cittadinanza alle scienze ambientali e trasmettere la conoscenza attraverso attività esperienziali e interattive.

Immagine di Ufficio Stampa CNR


Il National Biodiversity Future Center (NBFC) pianta una nuova bandierina sul territorio nazionale, questa volta a Venezia, consolidando la propria missione di trasmettere la conoscenza scientifica attraverso l’organizzazione di una rete di hub territoriali sulla ricerca ambientale, con lo scopo di rafforzare il rapporto tra scienza e società.
Dal 24 al 27 marzo 2026 il capoluogo veneto ha ospitato i lavori dell’International Symposium “Transformative Ocean Science”, primo convegno internazionale sulla scienza oceanica trasformativa, che ha visto la partecipazione di oltre 400 iscritti tra ricercatori, responsabili politici e membri delle imprese. I numerosi partecipanti, provenienti da 23 Paesi, si sono dati appuntamento a Venezia per discutere del preoccupante stato di salute in cui versano gli oceani, e per raccogliere riflessioni e proposte da tradurre in una tabella di marcia che delinei nero su bianco le strategie da attuare nei prossimi anni per la salvaguardia degli ecosistemi marini. In conclusione dell’iniziativa, sabato 28 marzo il NBFC ha colto l’occasione per inaugurare il Biodiversity Gateway, uno spazio permanente dedicato alla conoscenza della biodiversità marina, promosso in collaborazione con l’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISMAR), che ha messo a disposizione la storica Palazzina Canonica, poco distante dall’Arsenale, sede della Biennale di Venezia.
Il Centro è stato promosso nell’ambito del progetto nazionale NBFC e coerentemente con gli obiettivi europei in materia di sostenibilità ambientale, dal momento che la Commissione europea nel 2025 ha lanciato il Patto per gli Oceani, un’iniziativa strategica che mira alla protezione e al ripristino della biodiversità marina. Per queste ragioni, il nuovo spazio è stato concepito come un hub di conoscenza esperienziale capace di accogliere un pubblico di ogni età all’interno di un percorso immersivo, che attraverso istallazioni, laboratori didattici, percorsi di divulgazione e visite guidate, restituisce ai visitatori l’opportunità di viaggiare tra gli ambienti emersi e sommersi della laguna veneziana.

L’inaugurazione ha visto la partecipazione congiunta di rappresentanti del mondo accademico ed esponenti delle istituzioni, a conferma della stretta collaborazione che i diversi attori sociali hanno stabilito per giungere alla realizzazione del Biodiversity Gateway. Durante i saluti istituzionali, il Presidente del CNR Andrea Lenzi ha sottolineato che “la biodiversità è una risorsa strategica per il nostro Paese e la sua tutela richiede conoscenza, consapevolezza e responsabilità condivisa”, aggiungendo che “con questo spazio si costruisce un ponte tra scienza, cittadini e territori, per promuovere la diffusione dei risultati scientifici e la cultura della sostenibilità nella storica città di Venezia, purtroppo caratterizzata da una profonda fragilità ambientale”.

In rappresentanza dell’Amministrazione comunale è intervenuto l’assessore all’Ambiente, Massimiliano De Martin, che dopo aver commentato positivamente la virtuosa sinergia che si è creata tra istituzioni locali e mondo scientifico, ha ringraziato il CNR e tutti i ricercatori per l’attenzione mostrata nel rendere la trasmissione del sapere stimolante e inclusiva. Durante la mattinata si sono quindi avvicendati gli interventi di numerose personalità, che vanno dal Presidente della Regione Veneto Alberto Stefani al Presidente del NBFC Luigi Fiorentino, passando per il Direttore Scientifico NBFC Massimo Labra e i coordinatori del Gateway Francesco Falcieri e Federica Foglini.

Nel pomeriggio, il Biodiversity Gateway ha finalmente aperto le porte al pubblico ed è stato avviato un ricco programma di iniziative di edutainment, un approccio pedagogico che integra didattica e intrattenimento, con l’obiettivo di migliorare la consapevolezza collettiva e sottolineare il ruolo strategico che una comunità di cittadini informati, insieme ad enti del territorio capaci, possono svolgere per affrontare le sfide globali legate al cambiamento climatico e alla tutela della biodiversità.