1986-2026: i primi 40 di Slow Food
Di Alessandro Campiotti
Slow Food compie 40 anni e celebra l’importante traguardo con un calendario ricco di iniziative ed eventi per tutto l’anno lungo la Penisola, per promuovere la cultura gastronomica, il rispetto per l’ambiente e la valorizzazione delle produzioni locali.

1986-2026, sono passati quarant’anni dalla fondazione di Slow Food, l’associazione culturale nata dall’intuizione di Carlo Petrini, sociologo e gastronomo, che nel corso di quattro decenni ha contribuito a promuovere nel mondo la cultura gastronomica, l’educazione alimentare, il rispetto per l’ambiente e la valorizzazione delle produzioni locali. Oggi Slow Food è una realtà riconosciuta a livello internazionale, con decine di migliaia di soci organizzati in gruppi territoriali e con all’attivo migliaia di progetti che hanno come denominatore comune la cultura del cibo, celebrata attraverso l’organizzazione di numerose manifestazioni, dal Salone del Gusto a Terra Madre, passando per l’istituzione nel 2004 dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.
Partendo da Bra, sua città natale in provincia di Cuneo, Carlo Petrini, detto Carlin, insieme ai suoi compagni di viaggio, diede vita nel luglio del 1986 all’Associazione gastronomica Arcigola, che l’anno seguente pubblicò il proprio manifesto ideale e programmatico, dal titolo Slow Food. A distanza di quarant’anni, i contenuti del manifesto risultano quanto mai attuali, dal momento che si ponevano in contrasto con l’allora neonata “cultura” del fast food, che imperversava tra i giovani degli anni ’80 e condizionava le abitudini alimentari di molte persone, spesso prede di uno stile di vita così frenetico da sacrificare le sane abitudini alimentari sull’altare della fast life.
A questa visione del mondo, Petrini contrappose il concetto di Slow Food, per ridare dignità alla cultura culinaria e riscoprire la ricchezza delle cucine e delle produzioni locali. Per queste ragioni come simbolo dell’associazione fu scelto il logo di una chiocciola, un mollusco dall’aspetto arcaico, con l’intento di rappresentare anche simbolicamente una concezione del mondo forse più lenta, ma senz’altro più riflessiva e consapevole, che mirasse a valorizzare il ruolo fondamentale che il cibo di qualità riveste per la salute umana e per quella dell’ambiente che ci circonda.
Da allora, Slow Food ha fatto molta strada, impegnandosi a trasmettere il proprio bagaglio valoriale presso la società, attraverso il coinvolgimento di istituzioni, università e associazioni civiche, promuovendo la salvaguardia e il rilancio delle piccole produzioni locali e impegnandosi a far riconoscere un giusto reddito agli agricoltori. A questo proposito, nel 2000 fu lanciato il progetto dei Presìdi Slow Food, che oggi contano centinaia di esempi in Italia e all’estero, in rappresentanza di una comunità di produttori che lavora per offrire ai consumatori un prodotto locale di qualità, valorizzando le vocazioni territoriali e tramandando un patrimonio di cultura e saperi.
Sebbene i quarant’anni dalla fondazione cadranno il prossimo 26 luglio, Slow Food ha deciso di celebrare l’importante ricorrenza per tutto il 2026, attraverso un ricco calendario di iniziative ed eventi aperti al pubblico lungo l’intero territorio nazionale. Da “Aggiungi un legume a tavola” a “Il vino giusto”, dalla Giornata delle foreste (21 marzo) a quella della Terra (22 aprile), dall’Anno dei Pascoli e dei Pastori allo Slow Food Day (13 giugno). A settembre, poi, si terrà a Torino l’evento biennale “Terra Madre”, che chiamerà a raccolta migliaia di delegati provenienti da 130 Paesi per una tre giorni di incontri, tavole rotonde e laboratori che vedranno al centro il tema della biodiversità, intesa non solo a livello animale e vegetale, ma anche gastronomico e culturale. «Tuteliamo la biodiversità come atto di fiducia e cura per il presente e soprattutto per il futuro” sostiene Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, aggiungendo che “la biodiversità comprende la diversità della vita, di cui fanno parte microrganismi, varietà vegetali, razze animali ed ecosistemi, fino ad arrivare all’essere umano, la cui educazione passa anche da scelte alimentari consapevoli e responsabili”.
Gli appuntamenti riprenderanno ancora a novembre con la “Festa degli Orti Slow Food”, che avrà luogo in tutti quegli orti scolastici e di comunità che negli anni sono stati realizzati per favorire l’educazione ambientale e rafforzare la relazione tra uomo e natura, creando delle piccole nicchie ecologiche di biodiversità all’interno delle nostre città e dando ai più piccoli l’opportunità di stabilire un primo contatto con la natura che ci circonda.
Per approfondire:
https://www.slowfood.it/comunicati-stampa/slow-food-italia-compie-40-anni/
