Stevo Grabovac Dopo la Festa

Autore:

Stevo Grabovac

Traduttore:

Marija Bradas, Marijana Puljic

Editore: Marsilio

Pubblicato novembre 2025

Brossura pagg. 375

Prezzo di copertina €20.00

ISBN 9788829792139

Jugoslavia a lungo meta dei confinanti triestini che andavano a fare il pieno di benzina, di turisti  veneti che amavano le spiagge le aree interne silenziose e vergini meta immancabile era il lago di Bled e più a sud le foreste della Bosnia. Ma dopo la morte di Josip Broz Tito avvenuta il 4 maggio del 1980, quella che veniva chiamata Jugoslavia (confederazione formata da Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Macedonia, Serbia, Provincia Socialista del Kosovo e Provincia Socialista di Voivodina) affiorano quei dissidi sopiti o tacitati dal regime. Le ostilità dovute alle differenze religiose, etniche, il pressante bisogno di prevalere di Serbia e Croazia sfociano in quel lungo conflitto tra gli ex paesi confederati.

Guerra che nel nostro paese è vissuta con sofferenza sia per la vicinanza geografica sia per le notizie di violenze perpetrate sulla popolazione inerme come a Srebrenica, nella Bosnia occidentale. L’occupazione di quest’area porta i croati a invadere prima la Bosnia occidentale con l’operazione “Estate ‘95” e poi ad agosto a lanciare l’operazione “Tempesta” che causa l’esodo di più di 250.000 serbi dalla Croazia.

Dopo i massacri di Markale e Srebrenica la NATO, su mandato dell’ONU, avvia l’operazione “Deliberate Force”, una campagna militare aerea condotta nel 1995 dalla NATO contro le forze della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina, e chi può dimenticare il rumore dei caccia che decollavano dalla base di Aviano? Sospesa poi il 14 settembre del 1995 per consentire un accordo tra le parti. L’accordo viene raggiunto grazie all’intervento diplomatico e militare degli Stati Uniti che decidono di intervenire in difesa dei bosniaci.

L’autore Stevo Grabvac serbo Bosniaco, fa tesoro della tragica vicenda del conflitto per consegnare al lettore un mosaico di testimonianze personali e storiche. Alla fine della guerra, su sollecitazione di un’associazione che si occupa di persone scomparse, riapre gli archivi in cui suo padre aveva scrupolosamente raccolto testimonianze relative ai crimini di guerra commessi dal 1992 al 1995 nella Ex Jugoslavia. Stevo vede suo padre finalmente quale è: scrittore e testimone di quel conflitto esploso e governato da tanti fattori, sociali, religiosi, etnici, economici. Ripercorre la sua vita, scoprendo di avere un fratello con il quale condividerà la memoria del misterioso uomo vissuto prima, durante e dopo la guerra.

Il racconto autobiografico si intreccia con le violenze perpetrate dai serbi e dai Cetnici, formazioni paramilitari nazionaliste serbo-ortodosse, massacri contro civili, soprattutto musulmani. La pulizia etnica intesa come sterminio dei civili di diverso credo religioso, o semplicemente facenti parte di etnie Rom o Sinti è un elemento presente negli appunti del padre dell’autore che tesse racconti romanzati ma legati purtroppo a quanto accaduto durante questa guerra spesso dimenticata o rimossa dalle pagine di storia.

Uno dei racconti più sconvolgenti, è la scomparsa, nell’estate del 1992, nella provincia di Bosanski Brod di tre autobus  con “zingarelli”, bambini rom che avrebbero dovuto raggiungere l’Unione Europea, bambini che non erano né bosgnacchi né croati né serbi; bambini di nessuno che non potevano essere esibiti negli scontri sulla memoria collettiva, e per i quali nessuno ha mai invocato giustizia. In un labirinto di ricordi e inganni, Stevo scava nella memoria, ricostruendo un mosaico di storie di padri e figli. Scopre il ruolo della scrittura, così come aveva fatto il padre. Scrivere di sofferenze e soprusi. Tra le molte pagine romanzate Stevo conduce il lettore in quel labirinto di violenze perpetrate dall’ una e dall’altra parte, ma senza equivoci si capisce che hanno perso sempre i più deboli. Lo stupro etnico in quel conflitto è stato usato sistematicamente per dare spazio a una parte di cittadinanza togliendo alle donne l’identità e soprattutto divenendo proprietà dello stupratore. Una voce inconfondibile del panorama letterario dei Balcani, capace di raccontare le ferite, lo smarrimento, la solitudine e l’amore. Anche con leggerezza, riconquistata “Dopo la festa”

Alberta