Al via Vèrben, l’autunno lento dell’Altopiano dei Sette Comuni

Tra boschi, piazze e sentieri illuminati dalle lanterne, sulle tracce della storica Vaca Mora

Sabato 3, domenica 4, sabato 10 e domenica 11 ottobre torna a Roana, comune cimbro Sull’Altopiano dei Sette Comuni (VI) Vèrben, il festival diffuso promosso dal Comune di Roana attraversa le sei frazioni sull’Altopiano di Asiago. 

Piazze, sentieri e radure diventano le tappe di un unico viaggio nella stagione del foliage, tra il profumo delle castagne e del vin brulé, le mele spremute al torchio, il latte che si trasforma in formaggio e le camminate serali alla luce delle lanterne.

Torna anche il trenino itinerante di Vèrben, che collega le stazioni del festival con a bordo un capotreno che racconta storie, leggende e curiosità dei luoghi attraversati. Il suo itinerario rievoca il tracciato della Vaca Mora, il treno a vapore con tratti a cremagliera che dal 1910 al 1958 collegava la pianura all’Altopiano, passando per Treschè Conca, Cesuna e Canove fino ad Asiago. Il trenino diventa così l’immagine con cui leggere l’intera manifestazione: un percorso a tappe tra boschi, piazze, sapori e tradizioni, uniti dai colori dell’autunno e dal desiderio di riscoprire il territorio con ritmi più lenti.

Il programma completo, con gli orari delle singole attività, è disponibile sul sito www.comune.roana.vi.it.

Piazze, sentieri e radure diventano le tappe di un unico viaggio nella stagione del foliage, tra il profumo delle castagne e del vin brulé, le mele spremute al torchio, il latte che si trasforma in formaggio e le camminate serali alla luce delle lanterne.

Torna anche il trenino itinerante di Vèrben, che collega le stazioni del festival con a bordo un capotreno che racconta storie, leggende e curiosità dei luoghi attraversati. Il suo itinerario rievoca il tracciato della Vaca Mora, il treno a vapore con tratti a cremagliera che dal 1910 al 1958 collegava la pianura all’Altopiano, passando per Treschè Conca, Cesuna e Canove fino ad Asiago. Il trenino diventa così l’immagine con cui leggere l’intera manifestazione: un percorso a tappe tra boschi, piazze, sapori e tradizioni, uniti dai colori dell’autunno e dal desiderio di riscoprire il territorio con ritmi più lenti.

Il programma completo, con gli orari delle singole attività, è disponibile sul sito www.comune.roana.vi.it

“La Chiesa di san Francesco Grande e l’Ospedale antico di Padova”. Presentazione del libro  

Mercoledì 7 ottobre, ore 16

Chiesa di san Francesco, via S. Francesco 118 – Padova

Interventi di

Lucio Biasori
Vittoria Romani
Gianmario Guidarelli

Questo studio offre un’indagine multidisciplinare approfondita su uno dei complessi monumentali e storici più importanti di Padova. Spaziando tra archeologia, storia locale, storia dell’arte, architettura e conservazione scientifica, il volume esplora l’evoluzione urbana del quartiere orientale di Padova dalle radici preromane all’età veneziana. Al centro dell’opera vi sono la chiesa tardogotica e l’adiacente Antico Ospedale – fondati nel 1414 da Baldo Bonafari e Sibilla de Cetto – che hanno storicamente intrecciato la cura spirituale con l’assistenza caritativa, segnando una tappa rivoluzionaria quale precoce sede di insegnamento medico clinico associato all’Università di Padova. Attraverso rigorosi saggi scientifici, il libro esamina le ricche fasi architettoniche del complesso, il vasto patrimonio pittorico e scultoreo rinascimentale e seicentesco, gli arredi liturgici e i progetti di restauro moderni. In definitiva, questa pubblicazione costituisce un ponte tra il patrimonio locale e la storia scientifica europea, illuminando la duratura simbiosi tra fede, arte e fondamentale innovazione medica. 

La Basilica di Sant’Antonio a Padova ospita “Cantare Francesco”

Padova, martedì 29 settembre 20.45 Basilica del Santo

Coro e orchestra diretti da Valerio Casarin, con il soprano Sonia Marcato, il tenore Matteo Bragagnolo e il basso Gilberto Gobbo. Un percorso tra preghiere, inni e pagine corali, da Graziani a Frisina, nel segno della tradizione francescana. Ingresso libero.

La figura di san Francesco e i suoi scritti, le preghiere e gli inni a lui dedicati sono al centro di Cantare Francesco. Protagonisti saranno il coro e l’orchestra della Cappella Musicale Antoniana, che fa capo alla Veneranda Arca di S. Antonio, l’istituzione che tradizionalmente ne sostiene l’attività. A dirigere sarà Valerio Casarin, con il soprano Sonia Marcato, il tenore Matteo Bragagnolo e il basso Gilberto Gobbo. L’appuntamento è inserito nella rassegna “San Francesco 1226-2026”, il ciclo di celebrazioni e iniziative culturali proposto dalla Basilica fino al 15 ottobre.

Il programma accosta epoche e linguaggi musicali diversi, con un’attenzione particolare agli autori legati alla tradizione antoniana e al mondo francescano. Ad aprire la serata sarà Alto e glorioso Dio di Marco Frisina, ispirato alla preghiera di Francesco davanti al Crocifisso di San Damiano. Seguirà l’antifona Salve Sancte Pater in due versioni lontane nel tempo e nello spazio: quella di João de Deus de Castro Lobo, sacerdote, organista e maestro di cappella attivo a Mariana, nel Brasile del primo Ottocento, e quella di Tommaso Graziani, frate minore conventuale vissuto fra Cinquecento e Seicento e allievo di Costanzo Porta, tra i maggiori maestri della Cappella del Santo. Al Seicento appartiene anche Caelorum candor splenduit di Joannes Spielenberger, antifona al Magnificat per la festa delle Stimmate.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti

Costituita ufficialmente nel 1487, la Cappella Musicale del Santo custodisce una tradizione nella quale si incontrano i nomi di Costanzo Porta, Francesco Antonio Vallotti e Giuseppe Tartini. All’attività liturgica e concertistica affianca la riscoperta e la valorizzazione delle composizioni conservate nell’Archivio musicale della Biblioteca Antoniana.

Dal 2006 è diretta da Valerio Casarin, diplomato in Organo e Composizione organistica al Conservatorio “Cesare Pollini” di Padova. Già organista della Cappella dal 1984 e organista titolare della Basilica dal 1991 al 2006, Casarin ha affiancato all’esecuzione dei grandi titoli del repertorio corale il lavoro di trascrizione delle musiche dei maestri della Cappella, tra cui i Responsori per la Settimana Santa di Francesco Antonio Vallotti.