V.I.V.A. Sustainable Wine. Al Vnitaly i primi risultati del Progetto promosso dal Ministero dell’Ambiente

Sarà presentata il 7 aprile 2013 al Vinitaly di Verona l’etichetta innovativa voluta dal Ministero dell’Ambiente per tracciare la qualità ambientale della filiera e incoraggiare l’eco-sostenibilità del comparto vitivinicolo italiano.

Il progetto “VIVA Sustainable Wine” è stato promosso dal Ministero dell’ambiente nel 2011 con lo scopo di misurare e migliorare le performance di sostenibilità della filiera vite-vino, a partire dalla sperimentazione su alcuni grandi produttori italiani, che hanno sottoposto il loro processo produttivo ad una valutazione dell’impronta ecologica dal campo al consumo. La filiera del vino rappresenta infatti un settore fondamentale dell’economia italiana e la produzione vinicola è riconosciuta come una delle componenti più significative della nostra cultura di gestione e di protezione dell’ambiente rurale e del paesaggio, associate alla sicurezza dei prodotti e alla salute dei consumatori. 

Nove aziende vinicole, scelte sulla base di criteri geografici e di prodotto: F.lli Gancia & Co, Masi Agricola, Marchesi Antinori, Mastroberardino, Michele Chiarlo, Castello Monte Vibiano Vecchio, Planeta, Tasca d’Almerita e Venica&Venica, grazie all’individuazione di quattro indicatori: Aria, Acqua, Territorio e Vigneto, hanno misurato, attraverso un’autovalutazione, l’impatto della loro produzione in termini di sostenibilità e hanno intrapreso, su base volontaria, un percorso di miglioramento.

Protagonisti del Progetto, assieme alle nove aziende,  anche autorevoli partner del mondo della ricerca: Agroinnova, Centro di Competenza dell’Università di Torino, il Centro di Ricerca Opera per l’agricoltura sostenibile dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e il Centro di Ricerca sulle Biomasse dell’Università degli Studi di Perugia.

 

Rapporto sul “Benessere Equo e Sostenibile” (BES)

È stato presentato nel mese di marzo 2013 il primo rapporto sul “Benessere Equo e Sostenibile" (BES) elaborato da CNEL e ISTAT nell’ambito del dibattito internazionale sul cosiddetto “superamento del Pil“. A fondamento di questo studio la convinzione che i parametri di valutazione di una società non debbono essere solo di carattere economico, ma che sono necessari anche indicatori di valutazione degli aspetti sociali e ambientali che rendano esaustiva l’analisi dello stato di salute di una società.

Come detto nella presentazione, firmata da Antonio Marzano, Presidente del Cnel ed Enrico Giovannini Presidente dell’Istat, è stato elaborato uno strumento capace di individuare gli elementi fondanti del benessere in Italia e nei suoi molteplici territori, coinvolgendo esperti dei diversi elementi che contribuiscono al benessere (salute, ambiente, lavoro, condizioni economiche, ecc.) e anche la società italiana con numerosi confronti in ampi dibattiti e incontri con le Istituzioni, le parti sociali, l’associazionismo.

Il BES misura il rapporto sul benessere equo e sostenibile attraverso 134 item raggruppati in 12 domini (indicatori): salute, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, benessere economico, relazioni sociali, politica e istituzioni, sicurezza, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale, ecc..

Tra i principali dati dell’analisi, l’indicatore della “grave deprivazione“, ossia della difficoltà economica, aumentato nel 2010-2011 del 5% rispetto al passato. In aumento risultano anche la sfiducia, la diseguaglianza sociale e il ricorso al credito. Una fotografia del Paese piuttosto scoraggiante, con l’eccezione di famiglia e lavoro, settori che registrano, nonostante la difficile situazione economica, livelli di soddisfazione abbastanza positivi.

I dati relativi all’ambiente evidenziano che se da un lato aumentano gli spazi del verde urbano e delle aree protette, dall’altro rimane sempre alto il rischio provocato dal dissesto idrogeologico. Comunque cresce la sensibilità per le questioni ambientali.

«Di conseguenza, per garantire e incrementare il benessere attuale e futuro delle persone – si legge nel documento – è essenziale ricercare la soddisfazione dei bisogni umani promuovendo attività di sviluppo che non compromettano le condizioni e gli equilibri degli ecosistemi naturali».

Gli indicatori del BES, si dice sempre nell’introduzione, aspirano a divenire “una sorte di Costituzione statistica”, cioè un riferimento cosate e condiviso dalla società italiana in grado di segnare la direzione del progresso che la medesima società vorrebbe realizzare.

Scopo del BES è che stimoli attività di dibattito nelle più alte sedi costituzionali, specialmente nel Parlamento.

Tutte le informazioni statistiche e metodologiche elaborato nel corso del progetto si possono legger nel sito
www.misuredel benessere it

Il rapporto

XIV edizione del Premio Sapio 2013 per la Ricerca Italiana

Sono state riaperte le candidature alla XIV edizione del Premio, con l’invito a presentare  proprie ricerche personali o a segnalare candidati.

Tre sono le categorie in concorso:  Premio Medicina, Biotecnologie e Salute; Premio Industria; Premio Junior.

Il Premio ha la funzione di divulgare il lavoro dei ricercatori che operano in Italia o che ritornano in Italia, dopo un’esperienza all’estero, e di accelerare i processi di sviluppo in Italia.  Hanno concorso a tale Premio, a partire dal 1999, centinaia di operatori nei più diversi ambiti di ricerca: Medicina, Ambiente, Ingegneria, Meccanica, Fisica, Biotecnologie. Grazie  a questa occasione di visibilità hanno potuto portare avanti con successo le loro ricerche, ricevere risorse e riconoscimenti.

Il Premio è promosso dal Gruppo Sapio insieme ad altre decine di Enti, Centri di Ricerca e Università Italiane. Quest’anno verranno anche organizzate due giornate di studio su temi di attualità e di elevato interesse scientifico.

La prima a Firenze il 15 aprile 2013, sulla ricerca relativa a malattie neurodegenerative e malattie rare; la seconda a Pavia, il 10 maggio, su Industria e risparmio energetico.

La novità di questa edizione riguarda il Premio Junior che verrà assegnato a un ricercatore che non abbia ancora compiuto il 36° anno d’età al 31/12/2013, che si sia contraddistinto per attività di ricerca nel nostro Paese oppure all’estero purché dimostri che nel frattempo è rientrato in Italia o che rientrerà entro il 31/12/2013 per continuare i suoi studi nel nostro Paese.

A ottobre 2013 la cerimonia finale, con l’assegnazione dei premi.

I vincitori della XIII edizione.

E’ possibile conoscere i nomi dei vincitori che si sono succeduti dal 1999 ad oggi attraverso il sito www.premiosapio.it, accedendo alla sezione Vincitori.

Per saperne di più:

www.premiosapio.it