L’Alfabeto della sostenibilità

di Francesco Morace e Marzia Tomasin

Egea editore
2023
pp. 264
€ 30,00

Il sociologo Francesco Morace e la giornalista Marzia Tomasin raccontano la “partita a scacchi” che 26 imprese illuminate stanno giocando contro le crisi del nostro tempo. La posta in gioco? Il futuro del pianeta e di chi lo abita

La sostenibilità? È una partita a scacchi. In cui i pedoni – noi cittadini – giocano un ruolo fondamentale al fianco di istituzioni, governi e aziende. Sono proprio queste ultime, però, le vere protagoniste di una scacchiera in subbuglio tra le tante crisi che agitano il nostro tempo. Nel loro nuovo saggio, Francesco Morace e Marzia Tomasin ci raccontano “26 modi per essere sostenibili” grazie ad altrettante storie di imprese che hanno saputo tracciare – o reinventare – una strada che sia in grado di “reggere” il futuro del nostro Pianeta.

Solo trent’anni fa la sostenibilità si sovrapponeva all’ecologismo militante e indicava una nicchia di sostenitori che – a partire dalle analisi contenute nel Rapporto sui limiti dello sviluppo commissionato al MIT dal Club di Roma e pubblicato nel 1972 – propugnava il superamento di un modello di crescita che in effetti nei cinquant’anni successivi si è rivelato insostenibile. Nonostante le numerose dichiarazioni d’intenti e i proclami che si sono susseguiti nel corso dei decenni, i risultati sperati non sono stati raggiunti e gli effetti legati al cambiamento climatico continuano a manifestarsi con una crescita esponenziale. Eppure qualcosa sta cambiando: negli ultimi dieci anni, il concetto di sostenibilità ha conosciuto un’accelerazione nella dimensione dei valori civili che neanche il più ottimista degli osservatori avrebbe potuto immaginare. La definizione dei 17 Obiettivi dell’Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile, presentata in sordina nel 2015, ha acquisito un’importanza strategica sempre maggiore e negli ultimi tre anni ha conquistato un ruolo e una centralità che hanno convinto molte aziende a farli propri.
In questa “partita a scacchi” della sostenibilità, le 26 realtà aziendali selezionate dagli autori giocano eseguendo mosse diverse, proprio come i diversi pezzi sulla scacchiera. Chi sarà il Re e chi la Regina, campioni dei valori in gioco? Quali le Torri, bastioni di illuminate famiglie imprenditoriali? E quali gli Alfieri apripista e i Cavalli pronti a spiccare il salto?

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La Valle dal cuore di perla-sulle orme di Giovanni Arduino nelle cave di marmo della Val Posina Di Dario Zampieri

Autore: Dario Zampieri
Editrice CLEUP Cooperativa Libraria Editrice Università di Padova Collana: Scienze della terra
Data Edizione: 2022
Numero pagine: 200 Illustrato: in bianco e nero e a colori
Formato: 17×24
Prezzo di copertina €27,00

ISBN: 9788854955417

Il lettore che osserva questa copertina riconosce senza dubbio la massiccia parete rocciosa e l’intrusione verticale di colore scuro ma solo un appassionato o un addetto ai lavori può interpretare quest’ultima come un filone con caratteristiche litologiche del tutto diverse dalle rocce nelle quali si è intrufolato. Questa immagine ci porta al passo della Borcola (1.206 m sul m.m.) un passo alpino in provincia di Trento, che mette in comunicazione la Val Terragnolo quindi Rovereto TN e la Val Posina in provincia di Vicenza. Nel reticolo idrografico di questa valle sono compresi quattro territori comunali da nord Tonezza del Cimone, Arsiero, Laghi e Posina.

Molti escursionisti frequentano questa area nota soprattutto per essere stata teatro di sanguinose battaglie durante la grande guerra, tuttavia difficilmente colgono le testimonianze dell’attività estrattiva che vanno dai detriti di cava a resti di ricoveri-dormitori a pulegge arrugginite. Partiamo da queste testimonianze per farci guidare dall’autore, che ha insegnato Geologia strutturale e Rilevamento geologico all’Università di Padova, per rendere le nostre passeggiate sul Pasubio, parte delle “Piccole dolomiti” un’esperienza unica.

Osservando con occhio diverso impariamo a conoscere una risorsa della Terra, il marmo Grigio perla, che nella seconda metà del secolo scorso permise a giovani valligiani di integrare il reddito con un duro e pericoloso lavoro, limitando così l’emorragia dell’emigrazione. Capiremo con facilità che sul passo della Borcola vediamo un’intrusione basaltica (roccia scura) che risalendo a temperatura superiore ai 1200 gradi oC provoca nella rocce incassanti un processo definito “termometamorfismo” ovvero metamorfismo dovuto al calore. In questo caso le rocce incassanti sono calcari o calcari dolomitici. Questo processo dà origine al marmo a brucite di colore grigio perla. Vengono censite 19 ex cave fornendo per ciascuna la mappa di localizzazione, l’altimetria e i sentieri accessibili lungo i quali si possono incontrare tracce e resti dell’attività estrattiva.

L’autore inserisce nel testo foto a colori delle colonne in marmo grigio che decorano l’altare di S. Antonio nella chiesa parrocchiale di Arsiero e particolari dell’altare della Madonna del Rosario e di Santa Margherita presenti nella Parrocchiale di Posina. Immagini che uniscono alla bellezza la chiara origine geologica di questa roccia.

L’autore, giustamente, nel sottotitolo cita Giovanni Arduino un (Caprino Veronese, 16 ottobre 1714 – Venezia, 21 marzo 1795) un geologo italiano che tutti gli studenti di Scienze Geologiche hanno imparato a conoscere per la classificazione cronologica delle rocce. Arduino non si limitò a classificare gli strati in base alla cronologia ma da chimico sperimentò in modo rudimentale il diverso comportamento di rocce carbonatiche. Nel caso specifico facendo reagire le rocce carbonatiche con l’acido solforico ha constatato un diverso comportamento di alcune rocce carbonatiche, scoprendo la dolomite, la roccia calcarea che contiene anche Magnesio, ovvero la dolomia. L’autore giustamente sottolinea che la Dolomite dovrebbe chiamarsi “Arduinite” in suo onore non in onore di De Dolomieu naturalista francese (1750-1801) che le studiò nel Tirolo successivamente.

Per gli studiosi vengono approfonditi gli aspetti tettonici e strutturali con la descrizione delle faglie tuttora visibili e attive come, ad esempio, la Schio Vicenza e la successione stratigrafica delle rocce a partire dal paleozoico fino al Paleogene.

Per gli appassionati di cristalli l’autore descrive dettagliatamente in ordine alfabetico i minerali che si trovano ancora nell’area e in quali siti, a partire dall’Aragonite CaCO3 per finire con la Xonotlite Ca6(Si6O17) OH)2. Molto suggestive le immagini a colori dei cristalli presenti nel testo.

Ambiente naturale, paesaggio, antropizzazione sono tre parole chiave di questo testo. E ancora una volta ci piace pensare che la natura possa rimarginare le ferite causate dall’uomo ricostruendo l’ambiente naturale pur con le testimonianze storiche.

Alberta

Misurare la storia – la nuova linea del tempo dell’evoluzione umana di Sahra Talamo

Misurare la storia.
La nuova linea del tempo dell’evoluzione umana

Volume 367 di Scienza e idee
Autore Sahra Talamo

Editore          Raffaello Cortina Editore, 2024
184 pagine

Prezzo di copertina € 19,00

ISBN   8832856344, 9788832856347

Porsi domande è una prerogativa umana, in particolare gli scienziati alimentano la conoscenza partendo da domande e dalla formulazione di ipotesi. In questo testo l’autrice, professoressa ordinaria presso il dipartimento di Chimica G. Ciamician dell’Università di Bologna, sottolinea un ulteriore elemento fondamentale per fornire risposte attendibili alle ipotesi formulate: “il metodo” utilizzato per ottenere risposte e/o verifiche. Ripercorre la sua personale storia e il suo arrivo al Max Plank Insitute di Lipsia nel 2007 quando ancora si sapeva poco degli studi di Svante Pääbo ma presso l’MPI comprende il ruolo della genetica nell’evoluzione umana e nel contempo la necessità di dotarsi di strumenti più precisi per la datazione dei reperti/campioni organici per i quali il radiocarbonio è l’indicatore attualmente più valido. Nel 2009 è in grado di analizzare, nel nuovo laboratorio, campioni affidati dal dipartimento di genetica. Ora era in grado di estrarre il collagene e, utilizzando l’orologio 14C, datare in modo meno approssimato l’età del reperto.

Già durante i suoi studi di dottoranda ottiene quindi al MPI risultati molto incoraggianti. Quando approda a Bologna come docente di chimica perfeziona metodo e strumentazione dando vita a BRAVHO Laboratorio del Radiocarbonio di Bologna dedicato all’Evoluzione Umana.

Il gruppo ha messo a punto una nuova tecnica di analisi delle ossa archeologiche. Per la prima volta è possibile utilizzare una piccola quantità di un reperto per quantificare e mappare ad alta risoluzione, la presenza di collagene, la proteina fondamentale per realizzare datazioni al radiocarbonio e ottenere quindi nuove informazioni sull’evoluzione umana.

Gli studi attualmente concentrati su reperti provenienti dai maggiori siti europei sono strettamente legati agli studi di paleogenetica per i quali è stato assegnato il premio Nobel per la medicina a Svante Pääbo nel 2022. Sì certo medicina perché gli studi sulla genomica antica, conferma che l’uomo di Neanderthal si è incrociato e ha convissuto con Homo Sapiens lasciando sul nostro DNA percentuali che vanno dal 2 al 9% dei propri geni. Dal punto di vista medico è importante trovare collegamenti tra la resistenza o meno a virus e altri agenti patogeni che attualmente ci contagiano.

Arrivare a comprendere le cause che hanno portato all’estinzione dei Neanderthal e a datarla con precisone è una sfida affrontabile attraverso le nuove metodologie sempre più avanzate e precise.

Ecco quindi il significato del sottotitolo molto esplicativo: una nuova linea del tempo che ci potrà confermare che i Neanderthal non si erano adattati solo al clima dell’Europa centro orientale dove sono stati rinvenuti i ripari più conosciti e repertati (dall’Altaj alla Siberia, dalla Polonia alla Bielorussia, Ucraina e Moldova, Croazia e Francia) ma che potrebbero essersi adattati al clima Iberico soggiornando nei pressi delle Colonne d’Ercole.

Il lettore può fare anche una riflessione importante relativa al rapporto tra i nostri progenitori e l’ambiente inteso come spazio dal quale trarre le risorse necessarie alla vita di gruppi più o meno numerosi. Il loro stile di vita sembra essere legato alla quotidianità con le prime industrie litiche così essenziali alla caccia ma anche pieno di “immaginazione” con i primi abbellimenti e pendenti con i quali adornarsi.

L’autrice non è solo docente e scrittrice ma una persona che interagisce con il lettore, manifestando i propri dubbi ed esultando per i risultati ottenuti. Mi piace concludere con una sua frase “Il Nobel nel 2022 non è stato dato solo a Svante Pääbo che sicuramente lo meritava, ma anche ai Neanderthal nostri parenti!

Alberta