Il valore del suolo

Laboratorio didattico

di Alberta Vittadello

Dopo aver scoperto la complessità della vita dei lombrichi, fondamentali «bioriduttori», un alunno di una scuola primaria di Padova afferma con serietà che alleverà lombrichi!

Il simpatico episodio è avvenuto durante la trivellazione del terreno in giardino scolastico, nell’ambito del progetto “Suolo e non solo” realizzato nell’anno scolastico 2025/2026.
Il progetto è stato scelto dai docenti e sostenuto dal Comune di Padova nell’ambito di “ViviPadova. Un’aula grande come la mia città”, un programma di itinerari educativi per la scuola dell’obbligo, attivo dall’anno scolastico 1984/85, che collega, attraverso numerose proposte in diverse aree tematiche, il mondo scolastico e quello extrascolastico, favorendo e migliorando il rapporto tra la scuola e il territorio.

Il Centro Studi l’Uomo e l’Ambiente di Padova ha realizzato il progetto “Suolo e non solo” nell’ambito della tematica STEM in nove diverse sedi delle scuole pubbliche e private della città con alunni dai 10 ai 12 anni. Il progetto è consistito in laboratori che si sono svolti in parte in classe e in parte nel giardino della scuola.
Quanto è importante quello che calpestiamo? È la domanda che viene rivolta ai ragazzi prima di iniziare l’attività di laboratorio.

Procedendo con una prima trivellazione, qualcuno si ritrae, osserva ma non tocca. Qualcuno prende con delicatezza un lombrico e lo osserva, fa domande: come mangia, cosa mangia? Domande alle quali risponderemo appena rientrati in aula. Dal materiale emerso, individuiamo due piccole sfere biancastre. Le osserviamo con la lente: sono due ooteche: la curiosità aumenta. Siamo fortunati, vediamo come i lombrichi, fragili e indifesi, proteggono i loro piccoli dentro a un piccolo guscio. A questo punto la curiosità fa diventare ciascun alunno protagonista. La parola «bioriduttore» fa comprendere l’importanza di questo piccolo e indifeso abitante del suolo. E non è il solo, viene infatti, individuato un piccolo onisco. Viene osservato con la lente e scopriamo che «la corrierina» (viene anche chiamato così) è l’unico crostaceo che abita nel suolo, anche lui bioriduttore!

Suolo non è solo ciò che calpestiamo, è un mondo MICRO MACRO e gli alunni sono molto incuriositi.

Campo arato in territorio di Padova

I ragazzi si rendono conto di quanto sia importante e quanto poco considerato il suolo se solo si riflette sulla catena alimentare. Si considera infatti che il suolo sia uno degli elementi fondamentali che realizza il meccanismo dell’intero ecosistema dentro il quale si sviluppa la vita, un luogo invisibile fatto di organismi, spesso minuscoli, che provengono da vari mondi. La loro alchimia è fondamentale, perché il cibo di cui ci nutriamo è proprio da lì che arriva. Non solo quello coltivato, in modo più diretto, ma anche quello che viene destinato agli animali per la loro alimentazione. Sono proprio i ragazzi ad affermare che senza il suolo non potremmo gustare una buona pasta al pomodoro!

Facciamo riflettere i ragazzi sul consumo di suolo, loro stessi individuano un elemento che toccano con mano: la cementificazione. Oggi il suolo è consumato ogni giorno molto velocemente, dall’inquinamento, dall’edilizia, dall’abusivismo, da pratiche insostenibili dal punto di vista eco sistemico. È proprio la produzione alimentare uno degli elementi più dannosi per lo stesso ambiente sotterraneo, a causa dell’utilizzo massiccio di pesticidi, che i ragazzi conoscono già, e di sostanze dannose per la biodiversità che poi si riversano inevitabilmente nel cibo che mangiamo. Sappiamo che il degrado fisico, chimico e biologico dei suoli interessa più di un terzo della superficie agricola mondiale. Questo rende impossibile la produzione di cibo non solo sano ma anche nutriente, in tutti gli ambiti della filiera. Con i ragazzi parliamo e riscopriamo l’orto del nonno o quello fatto a scuola e impariamo a conoscere per rispettare. Diventa per tutti questi futuri cittadini quasi un motto! Solo dopo il laboratorio si rendono conto di quanto è importante conoscere questo mondo.

Sotto i nostri piedi: sintesi di quanto esposto in aula

Proprio sotto i nostri piedi, nei diversi strati del suolo, si compiono i fondamentali processi dai quali dipende il funzionamento dell’intero ecosistema. Dal grande formicaio realizzato con precisione e cura dalle formiche tagliafoglie, alla scoperta dell’humus, passando per l’analisi delle radici e dell’argilla. Durante le trivellazioni la scoperta degli strati di terra sotto i nostri piedi è determinante per i ragazzi che cercano con la lente se ci sono suoli di diversa origine e natura a partire dai limi sabbiosi, alle sabbie, per arrivare all’argilla modellabile con le mani.

Tutti i campioni vengono osservati e manipolati in aula. Sono tutti suoli tipici della pianura alluvionale formata nel nostro territorio dal Brenta e dai suoi affluenti.

Il terreno comprende tutti gli esseri viventi che ospita: incommensurabili numeri di organismi microscopici come batteri e funghi, invertebrati come lombrichi, acari, collemboli e insetti, mammiferi scavatori come talpe e roditori e l’unico crostaceo terrestre, l’onisco o porcellino di terra. Il rispetto per tutte le forme di vita presenti nel suolo è fondamentale e parte dalla conoscenza degli esseri viventi osservabili. Far giocare i bambini con il suolo e i suoi abitanti è un passaggio importante, sporcarsi le mani per osservare un lombrico e rispettarlo: i lombrichi sono artefici di terre fertili. Scavano instancabilmente le loro gallerie nel suolo, incorporano il materiale vegetale morto nel terreno, producendo il pregiato humus e provvedendo così a dar vita alla struttura ottimale del suolo. Importante il ruolo dell’agricoltura che utilizza sistemi di bio-monitoraggio del suolo per la sua salvaguardia.

Nella natura da esplorare scopriamo il mondo delle radici.

L’importanza dei funghi micorrizici e batteri associati, interazioni funzionali per la fertilità del suolo e sostenibilità dell’agrosistema. In alcune classi riusciamo a raccontare l’importanza degli esperimenti sulla micorrizzazione di piante orticole come i pomodori che evidenziano l’arricchimento del frutto in termini di elementi minerali come calcio, potassio, fosforo, zinco e licopene del quale si conoscono ampiamente le proprietà antiossidanti. Valorizzare questi microorganismi simbionti permette nel contempo la salvaguardia del suolo e un notevole valore aggiunto nelle proprietà della frutta e della verdura. I ragazzi comprendono l’importanza del mondo dei “miceti” e la collaborazione fondamentale tra questi viventi e le piante. Il suolo non è solo il supporto fisico della vita sulla Terra, è un fondamentale serbatoio di biodiversità, un regolatore del ciclo dell’acqua e la prima linea di difesa contro erosione, alluvioni e siccità. Ma soprattutto è una risorsa NON rinnovabile. Il suolo “consumato” con edifici, quartieri, strade, capannoni, non torna ad essere quella risorsa naturale che conosciamo e che è indispensabile per la vita stessa nel nostro pianeta.

Le riflessioni fatte dai ragazzi che si sono sporcati le mani per conoscere, lasciano ben sperare in un futuro più rispettoso e consapevole nei confronti del suolo e della natura in generale.