Gli scienziati come custodi della biodiversità

Di Alessandro Campiotti


Negli ultimi anni una stretta collaborazione tra istituzioni scientifiche e musei di storia naturale ha portato alla digitalizzazione di milioni di campioni naturalistici, che sono stati resi disponibili all’intera comunità scientifica mondiale, nonché ai molti appassionati, sotto forma di volumi digitali e piattaforme condivise.

Orto Botanico di Padova – foto di Alessandro Campiotti

In un periodo in cui l’innovazione tecnologica corre a gran velocità, fortemente trainata dai sistemi di intelligenza artificiale, un nutrito gruppo di ricercatori a livello internazionale ha deciso di rivolgere la propria attenzione al passato, con lo scopo di valorizzare le collezioni naturalistiche che albergano negli archivi di musei di storia naturale, istituti di ricerca e laboratori universitari.

Queste raccolte, basate su campioni di rocce, minerali, piante, funghi, animali e insetti, contano nel mondo oltre 3 miliardi di esemplari e rappresentano un’inestimabile banca dati per comprendere i fenomeni naturali del passato e interpretare le trasformazioni ambientali che caratterizzano il nostro tempo. Tuttavia, nel corso dei secoli, l’attività di ricerca degli studiosi di scienze naturali, come biologi, geologi, chimici e fisici, è stata rallentata dalla difficoltà di accedere a queste fonti di conoscenza, custodite in centinaia di archivi sparsi in tutto il mondo e pertanto non facilmente raggiungibili.

Per porre rimedio a questa situazione, negli ultimi anni molte istituzioni accademiche e museali a livello internazionale hanno sfruttato l’innovazione tecnologica per digitalizzare questo monumentale patrimonio di reperti e renderlo facilmente disponibile alla comunità scientifica mondiale tramite portali online e piattaforme di condivisione. In Italia questo processo si è consolidato nell’ultimo decennio su iniziativa del Ministero della cultura in collaborazione con l’Associazione nazionale musei scientifici (ANMS), che nell’ambito del progetto nazionale CollMap è riuscita a coinvolgere centinaia di istituzioni museali a prendere parte ad un grande censimento di milioni di campioni conservati in parchi zoologici, orti botanici, erbari e musei naturalistici, restituendo al pubblico un corposo database incentrato sulla biodiversità.

Sul solco di questo progetto, tra il 2024 e il 2025 anche il National Biodiversity Future Center (NBFC) si è impegnato in questo processo di conservazione e valorizzazione delle collezioni naturalistiche italiane. Grazie ad un finanziamento di circa sette milioni di euro, lo Spoke 7 del NBFC, in collaborazione con l’ANMS e l’Università di Padova, ha digitalizzato oltre quattro milioni di campioni provenienti dai principali musei scientifici italiani, come il MUSE di Trento o l’Erbario Centrale Italiano dell’Università di Firenze, promuovendo al contempo nuovi metodi di comunicazione per rafforzare la relazione tra scienza e società.

A questo proposito, a giugno del 2025 è stato organizzato un ciclo di tre incontri aperti al pubblico che hanno avuto luogo negli erbari storici di Padova, Roma e Palermo. Nell’ambito dell’iniziativa, ribattezzata I Custodi della Biodiversità: gli Erbari tra passato e futuro,i coordinatori del progetto hanno avuto l’occasione di illustrare al pubblico le attività in fase di svolgimento, mentre le ricercatrici e i ricercatori hanno potuto accompagnare i visitatori in un viaggio nel tempo attraverso la storia degli erbari.

L’ambizioso progetto di digitalizzazione ha portato anche alla pubblicazione del volume Custodi. Viaggio tra natura e innovazione nelle aree protette italiane, un corposo compendio che restituisce le esperienze di 75 progetti di monitoraggio, conservazione, restauro e valorizzazione degli ecosistemi lungo il territorio nazionale, arricchito da immagini e spiegazioni. Il volume è stato reso disponibile gratuitamente online a dimostrazione del fatto che l’imponente mole di informazioni fino ad ora relegata negli archivi museali può tornare finalmente a disposizione della collettività, con il duplice obiettivo di diffondere la conoscenza scientifica tra gli operatori del settore e al contempo promuovere l’interesse e il coinvolgimento dei cittadini.

Per approfondire:

https://www.nbfc.it/en/news/custodi-della-biodiversita-erbari

https://www.nbfc.it/en/volume-custodi

https://www.anms.it/pagine/contenuto/30/collezioni