Piante, noi e loro: Biologia, simboli, sentimenti di una relazione speciale

| Autrice. Paola Bonfante Editore: Il Mulino Collana: Intersezioni Anno di pubblicazione: 2026 Pagine: 200 Formato: Brossura ISBN: 978-88-15-39486-6 |
Quanti di noi alla celebrazione della laurea con la corona d’alloro in capo, ha pensato a Dafne, la bellissima Ninfa che sfuggiva ad Apollo per mantenere la sua verginità?
Quanti di noi da bambini, hanno abbracciato un albero o semplicemente si sono nascosti dietro un ampio tronco di platano per sfuggire a un adulto minaccioso?
A scuola impariamo che le piante hanno tante funzioni ma ci viene detto che non si muovono, non camminano. Forse qualche docente di più ampie conoscenze fa osservare i semi di acero, o di tarassaco e fa scoprire che gli alberi sanno anche “volare” per continuare la specie. E qualche altro fa scoprire la funzione delle radici, i “matrimoni” tra miceti, micorrizze, licheni, muschi. La cooperazione che vince sul conflitto. Viene da sottolineare che c’è posto per tutti senza sopraffazione.
Noi Sapiens definiamo l’intelligenza “capacità di adattamento”. Se è così i vegetali ci battono ampiamente! Sono i primi viventi a colonizzare il pianeta adattandosi al suolo, al clima e anche ai cambiamenti climatici repentini determinati proprio dall’uomo. Darwin schematizza la teoria dell’evoluzione attraverso un disegno, partendo da un antenato comune, la vita diverge portando, grazie al processo di speciazione, alle specie attuali. E non è certo un caso se questo pensiero viene ad assumere l’aspetto di un albero che diventa la metafora dell’albero della vita. Così tutta la biologia evoluzionistica utilizza il concetto di “albero” inclusa l’evoluzione del genere Homo che grazie alle tecniche del DNA costruisce non solo alberi genealogici ma ben più ramificati cespugli.
La conoscenza dei vegetali come precursori della vita ci fa riflettere sul nostro comportamento, sull’uso che ne facciamo per soddisfare i bisogni energetici, sulla distruzione di boschi e foreste per coltivazioni, per conflitti, basti pensare al Vietnam e, più vicini nel tempo, a Gaza e Ucraina.
L’autrice parte dai miti greci, passa da Ovidio, Dante, Goethe Leopardi consentendo al lettore di conoscere la biologia vegetale in modo creativo pur inserendo concetti complessi e recenti scoperte, intrecciando così scienza/conoscenza e sentimento/amore.
L’autrice, come biologa vegetale rende questo testo di piacevole lettura perché, proprio come gli alberi intrecciano i loro rami, intreccia scienza, arte, miti, e sentimenti umani. Loro gli alberi, hanno una storia ben più lunga dei Sapiens ma a differenza di questi ultimi non sono così autoreferenziali, così convinti di stare al di “sopra”
Paola Bonfante professoressa emerita di Biologia vegetale all’Università di Torino e pioniera degli studi sulle relazioni tra piante e microorganismi. Fa parte dell’Accademia dei Lincei, dell’Accademia delle Scienze di Torino, dell’Accademia di Agricoltura di Torino e di Francia e dell’Accademia Europea. È tra le ricercatrici più citate al mondo (Highly Cited Researchers 2017, 2018, 2020 Clarivate Analytics) ed è nella lista dei top scientist italiani. Con il Mulino ha pubblicato nel 2021 «Una pianta non è un’isola. Alla scoperta di un mondo invisibile».
Alberta
