La casa ai confini del mondo di Henry Beston

Autore: Henry Beston

Traduttore: Giuseppe Iacobaci, Anna Maria Biavasco

Post fazione di Paolo Pecere

Editore: Piano B

Collana: Fuoricollana

Anno edizione: 2026

Pagine 192 in brossura

Prezzo di copertina €15,68

ISBN-13. 978-8893711944

Piano B ripropone un testo pubblicato per la prima volta nel 1928, un libro più che mai attuale come attuale è il pensiero di Henry Beston. Da poco si è conclusa la prima Guerra mondiale cui ha partecipato anche l’America come “potenza associata” preludio al successivo sviluppo post bellico.

L’autore, nato a Boston e laureatosi ad Harvard, ha vissuto un’intensa giovinezza come insegnante in Francia e volontario nei corpi di ambulanza durante la prima guerra mondiale. Prima di dedicarsi totalmente alla scrittura naturalistica, ha pubblicato libri per l’infanzia e lavorato come giornalista. Il testo, che è stato scritto a mano sotto forma di appunti dal 1926 sul tavolo della cucina della «casa ai confini del mondo» davanti all’Oceano Atlantico del Nord e alle dune di Capo Cod, diventa poi il testo pubblicato nel 1928 che vedrà numerose successive pubblicazioni. Beston aveva costruito questa casa per poter vivere ogni momento a contatto con la natura, osservare il sorgere del sole, vedere il movimento delle maree, sentire il canto degli uccelli.
L’autore coinvolge il lettore, lo conduce a immergersi nell’ambiente costiero, a camminare su quelle dune gialle dove si possono riconoscere le impronte di diversi volatili che spesso sorvolano le nostre teste. Passeggiare nelle foreste di alberi ad alto fusto e conoscere l’interazione tra vegetali e animali. Dare modo ai cinque sensi di cogliere a pieno la musica della natura a partire dalla pioggia, il soffio del vento in un bosco primordiale, e le onde del grande oceano su una spiaggia. Vivere l’ambiente e sentirsi parte di esso. Rigore scientifico unito allo stupore.

Beston dà voce a una sensibilità ecologica sorprendentemente moderna. Aiuta a scoprire che la natura non è uno sfondo né un rifugio, ma una presenza viva e misteriosa di cui l’essere umano continua a far parte. Le sue osservazioni diventano così una meditazione sul tempo, sul senso del limite, sulla libertà e sul legame che unisce uomini, animali e paesaggi.

Tornare nella natura per sentirsi parte di essa. Al lettore viene spontaneo riflettere sui paradossi della realtà attuale partendo proprio dallo stile che domina soprattutto nel continente americano, dove la politica e gli interessi economici governano su tutto il resto a prescindere dall’equilibro e dalla sostenibilità delle scelte dell’attuale società.

Nella postfazione di Paolo Pecere, il lettore cerca e trova una forma di consolazione «recuperare i valori antichi della natura significa sincronizzarsi con il ritmo cosmico».

Toccare, amare, onorare la Terra, pianure, montagne, valli, mari, riposando lo spirito nei luoghi solitari.

Paolo Pecere è filosofo e scrittore. Insegna Storia della filosofia all’Università di Roma Tre.

Ha collaborato con il programma televisivo di Rai Storia “Il tempo e la storia”

Alberta