In Cammino – Viaggio nelle abbazie che raccontano il nostro futuro

In cammino
Viaggio nelle abbazie che raccontano il nostro futuro.

Livia Pomodoro

Marsilio editore

pp. 208, 1° ed. 2025

Gli specchi
Prezzo di copertina €18,00

IBAN 9788829792641

Il sottotitolo del testo incuriosisce il lettore abituato a pensare alle abbazie come scrigni che si aprono verso il passato raccontando vicende e realtà di tempi anche molto lontani.

Ma queste realtà sono “vive” attuali e, soprattutto, un motore di futuro. Livia Pomodoro ci accompagna, prendendoci per mano a riempire i nostri occhi e la nostra mente di speranza. Memoria e futuro si coniugano in questo viaggio al presente, si colgono orizzonti che aprono cuore e mente. Un cammino laico che prende avvio a Canterbury e il lettore diventa pellegrino che apprende un movimento lento. Si ferma con l’autrice e il suo accompagnatore Alberico per conoscere la storia ma anche il presente delle realtà monastiche. La capacità di apprezzare il silenzio e il lavoro. Quel lavoro che i monaci alternano alla preghiera e che fornisce il sostentamento alla comunità. Si conoscono realtà diverse, dai Benedettini ai cistercensi, per comprendere quanto è importante il contributo di queste comunità ma anche le loro particolarità.

Comunità era l’idea monastica con regole da rispettare, ma a partire dall’anno Mille, il Medioevo vive un periodo di crescita economica, demografica e culturale. Anche l’etica dei Cistercensi si adegua e il lavoro non è solo un intercalarsi alla preghiera ma diventa fonte di prodotti che si vendono e il ricavato viene investito per acquisto di terreni. La gestione degli stessi prevede un reticolo di aziende agricole messe in piedi in luoghi strappati alle paludi e reso adatto ai coltivi in tutte le stagioni.Tali aziende, le grange, in omaggio alla filosofia di Bernardo, sono funzionali e fanno parte del gruppo di insediamenti che circondano l’abbazia e coinvogono gli abitanti dell’area. Reti stradali, irrigue, poderi e strutture per la produzione agricola: le Grange cambiano il territorio. L’economia ne beneficia e le abbazie diventano gioielli architettonici, abbellite da vetrate colorate e pavimenti in pietra. Il medioevo non è più un periodo buio ma un momento storico di grandi cambiamenti e i monaci ne sono il motore.

Citiamo qualcuna delle XXII tappe toccate dall’autrice a iniziare dall’abbazia Benedettina di Santa Maria di Fulda in Germania (Assia) con una storia piena di vicissitudini a partire dalla guerra dei 30 anni fino all’esilio in Francia durante il periodo nazista. Le monache non hanno mai perso il culto della natura che si esprime anche attraverso la morigeratezza, “l’eccesso ci avvicina all’avidità, distrugge le relazioni interpersonali e la capacità di ascolatre” un messaggio che va colto e valorizzato soprattutto nella società attuale.

Passiamo per Morimondo, con la sua abbazia cistercense, in provincia di Milano, il suo nome è un ossimoro: morto al mondo, ma i monaci di Morimondo sono viventi tra i viventi e come nel Medioevo praticano le attività funzionali alla comunità monastica con il mulino, il forno, le stalle per l’allevamento e la foresteria per l’accoglienza dei pellegrini. La foresteria significava allora come ora accoglienza. Non solo, attualmente i terreni e le produzioni di Morimondo sono ecostenibili, il rispetto per la biodiversità è il modo per assicurare un futuro nella diversità. Dare valore alla terra rispettandola, ci fa pensare a sorella acqua e fratello sole non solo di San Francesco ma anche di papa Francesco.

Quanti messaggi più o meno espliciti può trovare il lettore che diventa pellegrino lento e attento, capace di ascolto e accoglienza, facendo proprio il messaggio di San Bernardo di Chiaravalle che nel nell’anno 1000 scriveva: ”gli alberi ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà”. Grazie a questo cammino scopriamo modi alternativi di essere cittadini oggi. I monaci colgono la necessità di cambiare prospettive per salvguardare la biodiversità e il concetto di accoglienza. Cambiamento individuale che può e deve coinvolgere il cambiamento collettivo a partire da quanti hanno il potere economico, politico e di governo.

Livia Pomodoro , già presidente del Tribunale per i minorenni di Milano, del Tribunale di Milano e dell’Accademia di Brera, è presidente e direttrice artistica dello Spazio Teatro No’hma. Dal 2018 è titolare della cattedra Unesco Food Systems for Sustainable Development and Social Inclusion presso l’Università Statale di Milano. Nel 2019 è stata designata dalla Diocesi di Milano referente per la tutela delle fragilità. Da anni coltiva e nutre l’eredità artistica della sorella Teresa, fondatrice del Teatro No’hma, alla cui memoria ha istituito un premio internazionale.

Alberta