{"id":865,"date":"2015-10-02T10:27:01","date_gmt":"2015-10-02T10:27:01","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/book\/5-materiali-di-copertura-innovativi-nelle-serre\/"},"modified":"2023-09-13T17:00:41","modified_gmt":"2023-09-13T15:00:41","slug":"5-materiali-di-copertura-innovativi-nelle-serre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?p=865","title":{"rendered":"5. Materiali di copertura innovativi nelle serre"},"content":{"rendered":"<p class=\"rtejustify\">Le serre sono sistemi agricoli complessi, in cui vanno attentamente controllati l\u2019umidit\u00e0, il contenuto di anidride carbonica, la temperatura, l\u2019intensit\u00e0 e la durata della luce. In particolare, l\u2019incidenza della radiazione solare fotosinteticamente attiva (ossia compresa tra 400 e 750 nm) ha evidentemente un\u2019importanza determinante per le rese e la qualit\u00e0 delle produzioni e, pertanto, deve essere massimizzata attraverso la scelta di un materiale di copertura che assicuri la maggiore trasparenza possibile. Esso, peraltro, deve avere una buona capacit\u00e0 di diffondere i raggi solari in tutte le direzioni, perch\u00e9 \u00e8 stato dimostrato che, a parit\u00e0 di trasmissivit\u00e0, coperture a luce diffusa consentono, soprattutto nelle colture a sviluppo verticale, aumenti nelle rese fino al 10-15% in Nord Europa e fino al 40-60% in clima mediterraneo: i raggi diffusi, infatti, possono raggiungere le foglie degli strati inferiori dei fusti, che con l\u2019irraggiamento diretto rimangono in ombra in quanto schermate da quelle apicali. Tutto ci\u00f2 dando per scontata, ovviamente, la capacit\u00e0 che il materiale deve avere di aumentare la temperatura all\u2019interno dell\u2019ambiente protetto, ossia di favorire l\u2019effetto serra, quando essa \u00e8 troppo bassa, al fine di diminuire i consumi energetici: si calcola, infatti, che i consumi di energia delle serre italiane per il riscaldamento artificiale si aggirino sui 140.000 TEP, con una incidenza sui costi di produzione del 20-30% [03], [06]. In estate,viceversa, quando la temperatura \u00e8 molto elevata, la copertura dovrebbe essere in grado di ridurre il surriscaldamento. Nel primo caso si pu\u00f2 far ricorso a polimeri quali l\u2019etilenvinilacetato (EVA), l\u2019etilenbutilacrilato (EBA), il polivinilcloruro (PVC), il tetrafluoroetilene ((EFTE), la poliammide (PA) o all\u2019aggiunta di cariche minerali; nel secondo, possono essere utilizzati film dotati di effetto termico speciale, ottenuto mediante l\u2019impiego di coloranti (rosso, blu, verde ecc.) o mediante la dispersione nel materiale plastico di pigmenti d\u2019interferenza, microbolle di gas o microsfere cave di vetro, che inducono un effetto diffusivo (Battistel, 2012).<\/p>\n<p class=\"rtejustify\">Una possibilit\u00e0 che la ricerca nel campo dei materiali plastici sta mettendo, in questi ultimi anni, a disposizione dei serricoltori \u00e8 la realizzazione di polimeri auto-pulenti, in grado di ridurre il depositarsi sulla copertura di polvere che, cos\u00ec come la condensa, pu\u00f2 diminuire sensibilmente la percentuale di luce che raggiunge le colture e, dunque, le loro rese. Tale caratteristica viene conferita ai materiali trattandoli con nanoparticelle che consentono loro di imitare il cosiddetto effetto loto, vale a dire l\u2019effetto che si realizza in natura in questa pianta, grazie ad una microstruttura di cui sono dotate le foglie e che le rende idrofobiche: in questo modo la pioggia rimuove facilmente la polvere accumulata (Battistel, 2014).<\/p>\n<p class=\"rtejustify\">Materiali innovatividi di particolare interesse sono, poi, quelli che vengono comunemente definiti intelligenti, in quanto fotoselettivi, ossia capaci di filtrare selettivamente la luce solare mediante film colorati. Ad essi si \u00e8 rivolta l\u2019attenzione degli addetti ai lavori, i quali ne evidenziano l\u2019efficacia in termini di fotosintesi e fotomorfogenesi delle colture, ma anche di riduzione dell\u2019input energetico delle serre, nonch\u00e9 di contributo che possono fornire al controllo di infestanti, funghi, acari ed insetti patogeni. A tale riguardo, sono stati segnalati, ad esempio, i lusinghieri risultati ottenuti in Israele nella lotta contro mosca bianca&nbsp;<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/etta\/Desktop\/Niola%20FLOROVIVAISMO.doc#_ftn1\" name=\"_ftnref1\" title=\"\">[1]<\/a> e tripidi&nbsp;<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/etta\/Desktop\/Niola%20FLOROVIVAISMO.doc#_ftn2\" name=\"_ftnref2\" title=\"\">[2]<\/a> con l\u2019ausilio di teli di copertura che bloccano i raggi UV, con i quali gli insetti si orientano (Battistel, 2012).<\/p>\n<p class=\"rtejustify\">Va segnalato, peraltro, che tali materiali, dopo l\u2019utilizzo, favoriscono il riciclo integrale [12].<\/p>\n<p class=\"rtejustify\">Interessante \u00e8 anche la notizia di una serra tropicale intelligente capace di autoregolarsi, cio\u00e8 di modificare le caratteristiche del suo involucro adattandosi alle variazioni di calore e luce: grazie ad una struttura a cuscinetti, costituiti da due o pi\u00f9 strati sovrapposti di ETFE, la serra riesce, infatti, a modificare la trasparenza e la resistenza al calore al variare della pressione interna ai cuscinetti [13].&nbsp;<\/p>\n<p class=\"rtejustify\">\u00c8 evidente che le diverse opzioni descritte, qualora si dimostrino realmente in grado di aumentare le rese e proteggere le colture in serra, potranno consentire un impiego ridotto di fattori di produzione quali combustibili, acqua e prodotti chimici di sintesi ed offrire cos\u00ec un utile contributo alla salvaguardia ambientale.<\/p>\n<p class=\"rtejustify\">&nbsp;<\/p>\n<div>\n<hr size=\"1\" \/>\n<div id=\"ftn1\">\n<p class=\"rtejustify\"><a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/etta\/Desktop\/Niola%20FLOROVIVAISMO.doc#_ftnref1\" name=\"_ftn1\" title=\"\">[1]<\/a> \u00c8 un insetto che trova nelle serre condizioni favorevoli di sviluppo e che si nutre di moltissime variet\u00e0 di piante, le pi\u00f9 comuni delle quali sono: begonia, dalia, ciclamino, fucsia, petunia e quasi tutte le variet\u00e0 di geranio<\/p>\n<p class=\"rtejustify\">&nbsp;<\/p>\n<\/p><\/div>\n<div id=\"ftn2\">\n<p class=\"rtejustify\"><a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/etta\/Desktop\/Niola%20FLOROVIVAISMO.doc#_ftnref2\" name=\"_ftn2\" title=\"\">[2]<\/a> Sono insetti che attaccano praticamente tutte le piante erbacee, da orto o da fiore, ma anche arbusti, <a href=\"http:\/\/www.giardinaggioweb.net\/posts\/798-la-potatura-delle-rose-il-momento-giusto\">rosai<\/a>, piccoli alberi e piante da frutto (es. gli agrumi). Particolarmente colpite sono le piante in coltura protetta o ricoverate all\u2019interno durante l\u2019inverno.<\/p>\n<\/p><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le serre sono sistemi agricoli complessi, in cui vanno attentamente controllati l\u2019umidit\u00e0, il contenuto di anidride carbonica, la temperatura, l\u2019intensit\u00e0 e la durata della luce. In particolare, l\u2019incidenza della radiazione solare fotosinteticamente attiva (ossia compresa tra 400 e 750 nm) ha evidentemente un\u2019importanza determinante per le rese e la qualit\u00e0 delle produzioni e, pertanto, deve [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":"","footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-865","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pagine_di_articoli"],"author_meta":{"display_name":"NoName","author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4"},"featured_img":null,"coauthors":[],"tax_additional":{"categories":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?cat=18\" class=\"advgb-post-tax-term\">Pagine di articoli<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Pagine di articoli<\/span>"]}},"comment_count":"0","relative_dates":{"created":"Pubblicato 11 anni fa","modified":"Aggiornato 3 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 02\/10\/2015","modified":"Aggiornato il 13\/09\/2023"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 02\/10\/2015 10:27","modified":"Aggiornato il 13\/09\/2023 17:00"},"featured_img_caption":"","series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/865","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=865"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/865\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13664,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/865\/revisions\/13664"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=865"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=865"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=865"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}