{"id":864,"date":"2015-10-02T10:20:58","date_gmt":"2015-10-02T10:20:58","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/book\/4-fertilizzazione-sostenibile\/"},"modified":"2023-09-13T17:00:41","modified_gmt":"2023-09-13T15:00:41","slug":"4-fertilizzazione-sostenibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?p=864","title":{"rendered":"4. Fertilizzazione sostenibile"},"content":{"rendered":"<p class=\"rtejustify\">Un contributo alla ecocompatibilit\u00e0 delle produzioni florovivaistiche pu\u00f2 essere offerto anche dall\u2019impiego di pratiche di concimazione pi\u00f9 razionali, che consentono un uso pi\u00f9 efficiente, e dunque ridotto, dei fertilizzanti chimici.<\/p>\n<p class=\"rtejustify\">\u00c8 stato evidenziato da specialisti del settore [09] come spesso le quantit\u00e0 di fertilizzanti somministrati alle piante ornamentali siano eccessive rispetto al loro fabbisogno, pur effettivamente elevato a causa dell\u2019intenso ritmo di crescita che le caratterizza. A titolo di esempio, \u00e8 stato calcolato che ad una coltura fuori suolo a ciclo aperto di rosa in serra vengano somministrati annualmente oltre 10.000 mc\/ha di soluzione nutritiva contenenti circa 1,4-1,5 t\/ha di azoto, il che significa una dispersione di tale elemento nei corpi idrici di almeno 350-400 kg\/ha, senza considerare lo spreco di acqua. \u00c8 evidente, dunque, la necessit\u00e0 di ripensare a questa pratica, adottando dei sistemi che soddisfino le esigenze fisiologiche delle piante tutelando, per\u00f2, il pi\u00f9 possibile l\u2019ambiente. Tralasciando quelli gi\u00e0 diffusi, come, ad esempio, la fertirrigazione e l\u2019irrigazione a goccia, e altri pi\u00f9 complessi ed onerosi, quali il controllo computerizzato della fertirrigazione con sistemi esperti, accenneremo ad una tecnologia in grado di ridurre sensibilmente l\u2019impatto ambientale del florovivaismo, garantendo nel contempo un rendimento soddisfacente: i concimi a lenta cessione. Si tratta di prodotti che possono essere impiegati in dosaggi contenuti, grazie all\u2019assimilazione pressoch\u00e9 completa da parte delle piante, e che comportano minori perdite per lisciviazione. A seconda del meccanismo di cessione si dividono in [10]:<\/p>\n<ul>\n<li class=\"rtejustify\">\n\t\tconcimi organici: dotati di bassissima solubilit\u00e0, forniscono soprattutto azoto, previa mineralizzazione ad opera di funghi e batteri,<\/li>\n<li class=\"rtejustify\">\n\t\tconcimi a lenta solubilizzazione, in cui la cessione \u00e8 regolata da processi di solubilizzazione e idrolisi;<\/li>\n<li class=\"rtejustify\">\n\t\tconcimi idrosolubili rivestiti.<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"rtejustify\">Questi ultimi sono denominati concimi a rilascio controllato (CRL) e sono costituiti da granuli rivestiti da membrane polimeriche che lasciano diffondere gradualmente nel terreno gli elementi minerali contenuti al loro interno. Vengono somministrati all\u2019inizio della stagione vegetativa e rilasciano i prinicipi attivi in un periodo di almeno 5-6 mesi, che per certi prodotti pu\u00f2 arrivare addirittura a 16-18 mesi (Sportelli, 2013).<\/p>\n<p class=\"rtejustify\">&nbsp;Un modo per ridurre l\u2019apporto di concimi di sintesi pu\u00f2 essere anche l\u2019impiego di biofertilizzanti, ossia formulati contenenti agenti biologici che consentono alle piante di assorbire dal suolo le sostanze nutritive di cui hanno bisogno, ma che non sono in grado di sfruttare direttamente. Al riguardo, la ricerca sta selezionando alcune colture di batteri autoctoni, che hanno la capacit\u00e0 di rendere disponibili tali nutrienti, trasformandoli in una forma assimilabile dalle piante; essi, inoltre, avrebbero un ruolo positivo nel contrastare lo sviluppo di altri organismi presenti nel terreno [11].&nbsp;Utile appare anche l\u2019impiego di micorrize, biofertilizzanti a base di funghi del genere Glomus, che stabiliscono una simbiosi con le radici delle piante: queste forniscono ai funghi gli zuccheri necessari alle loro funzioni vitali, traendone in cambio l\u2019acqua e gli elementi minerali che essi assorbono dal suolo mediante le proprie ife. \u00c8 possibile incrementare ulteriormente l\u2019assorbimento favorendo, mediante l\u2019uso di zeoliti o di materiali superassorbenti, la proliferazione di peli radicali (Sportelli, 2013).<\/p>\n<p class=\"rtejustify\">Particolarmente indicato per il florovivaismo \u00e8, poi, l\u2019impiego di compost di qualit\u00e0, che, oltre a consentire una riduzione dell\u2019uso di fertilizzanti, presenta l\u2019importante vantaggio di trasformare i rifiuti in risorse, chiudendo il ciclo della raccolta differenziata, e di migliorare le propriet\u00e0 del terreno.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un contributo alla ecocompatibilit\u00e0 delle produzioni florovivaistiche pu\u00f2 essere offerto anche dall\u2019impiego di pratiche di concimazione pi\u00f9 razionali, che consentono un uso pi\u00f9 efficiente, e dunque ridotto, dei fertilizzanti chimici. \u00c8 stato evidenziato da specialisti del settore [09] come spesso le quantit\u00e0 di fertilizzanti somministrati alle piante ornamentali siano eccessive rispetto al loro fabbisogno, pur [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":"","footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-864","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pagine_di_articoli"],"author_meta":{"display_name":"NoName","author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4"},"featured_img":null,"coauthors":[],"tax_additional":{"categories":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?cat=18\" class=\"advgb-post-tax-term\">Pagine di articoli<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Pagine di articoli<\/span>"]}},"comment_count":"0","relative_dates":{"created":"Pubblicato 11 anni fa","modified":"Aggiornato 3 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 02\/10\/2015","modified":"Aggiornato il 13\/09\/2023"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 02\/10\/2015 10:20","modified":"Aggiornato il 13\/09\/2023 17:00"},"featured_img_caption":"","series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/864","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=864"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/864\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13665,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/864\/revisions\/13665"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=864"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=864"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=864"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}