{"id":770,"date":"2015-02-27T10:20:49","date_gmt":"2015-02-27T10:20:49","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/book\/462-la-modificazione-genetica-dei-patogeni\/"},"modified":"2023-09-13T16:58:49","modified_gmt":"2023-09-13T14:58:49","slug":"462-la-modificazione-genetica-dei-patogeni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?p=770","title":{"rendered":"4.6.2.  La modificazione genetica dei patogeni"},"content":{"rendered":"<p>La modificazione genetica del parassita in modo da limitarne la riproduzione \u00e8 uno dei modi per raggiungere l\u2019obbiettivo di diminuzione nell\u2019uso di pesticidi. Un esempio \u00e8 dato dallo studio inglese dell\u2019Universit\u00e0 di East Anglia (Norwick \u2013 UK). I ricercatori hanno infatti messo a punto un nuovo metodo per limitare le colonie di mosca della frutta tramite una modificazione genetica della stessa.<\/p>\n<p>La mosca della frutta rappresenta un grave problema per l\u2019agricoltura in quanto \u00e8 capace di causare danni ingenti a molteplici colture visto che ne pu\u00f2 attaccare oltre 300 tipi diversi.<br \/>\n\tIl metodo in questione si presenta efficace, economico e rispettoso dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.uea.ac.uk\/mac\/comm\/media\/press\/2014\/August\/oxitec-flies\"><img decoding=\"async\" src=\"file:\/\/\/C:UsersettaAppDataLocalTempmsohtmlclip1\u00001clip_image001.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"rtecenter\"><a href=\"https:\/\/www.uea.ac.uk\/mac\/comm\/media\/press\/2014\/August\/oxitec-flies\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-768\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/4.6.2.mosca-frutta.jpg\" width=\"320\" height=\"153\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/4.6.2.mosca-frutta.jpg 320w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/4.6.2.mosca-frutta-300x143.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"rtecenter\">Mosca della frutta<br \/>\n\t<em>Crediti immagine: University of West Anglia<\/em><\/p>\n<p>Attualmente si pu\u00f2 procedere al rilascio di insetti sterilizzati (metodo SIT \u2013 Sterile Insect Tecnique), tuttavia questo metodo non si dimostra molto efficace in quanto i maschi sterilizzati sono sottoposti a delle radiazioni che li rendono pi\u00f9 deboli e meno competitivi rispetto ai maschi non trattati.<\/p>\n<p>I ricercatori inglesi sono riusciti a modificare la genetica della mosca in modo tale che questa sia in grado di generare solo figli maschi. Le mosche maschio non sono quindi sterili o sterilizzate, ma soltanto geneticamente modificate in modo che possano generare soltanto figli maschi. In questo modo si assiste ad una rapida diminuzione della popolazione femminile con conseguente decrescita della popolazione totale.<br \/>\n\tEssendo stati geneticamente modificati, i maschi non devono sottostare ad ulteriori trattamenti, ivi compreso quello di sterilizzazione, e quindi sono pi\u00f9 sani e robusti di quelli tradizionalmente impiegati nella tecnica SIT e riescono a competere con quelli presenti naturalmente.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/rspb.royalsocietypublishing.org\/content\/281\/1792\/20141372\"><img decoding=\"async\" src=\"file:\/\/\/C:UsersettaAppDataLocalTempmsohtmlclip1\u00001clip_image002.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"rtecenter\"><a href=\"http:\/\/rspb.royalsocietypublishing.org\/content\/281\/1792\/20141372\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-769\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/4.6.2-tre-esemplari.jpg\" width=\"461\" height=\"129\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/4.6.2-tre-esemplari.jpg 461w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/4.6.2-tre-esemplari-300x84.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 461px) 100vw, 461px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"rtecenter\">Tre esemplari di mosca della frutta: una femmina (wt) e due maschi modificati geneticamente con metodologie differenti. A sinistra le larve sono esposte ad una luce fluorescente, mentre a destra ad una luca normale. Il maschio di destra risulta la selezione migliore in quanto facilmente riconoscibile dalla femmina.<br \/>\n\t<em>Credito immagine: The Royal Society<\/em><\/p>\n<p>La modificazione genetica avviene inserendo un gene specificatamente femminile all\u2019interno dell\u2019insetto. Questo gene interrompe lo sviluppo prima che la femmina raggiunga lo stadio riproduttivo. La creazione di mosche geneticamente modificate di solo sesso maschile avviene in un ambiente controllato in cui \u00e8 presente una dieta mancante del repressore chimico necessario alle femmine per sopravvivere. I maschi sopravvissuti vengono cos\u00ec rilasciati nell\u2019ambiente. Al momento dell\u2019accoppiamento, il maschio modificato geneticamente passa naturalmente il gene per l\u2019autolimitazione delle femmine alla propria progenie, impedendo quindi la crescita di esemplari femminili.<\/p>\n<div>\n\t&nbsp;<\/div>\n<div>\n<hr \/>\n<p class=\"rtecenter\"><a href=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/voi-ia-1-agricoltura-robotica\/\">Torna al cap.1<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La modificazione genetica del parassita in modo da limitarne la riproduzione \u00e8 uno dei modi per raggiungere l\u2019obbiettivo di diminuzione nell\u2019uso di pesticidi. Un esempio \u00e8 dato dallo studio inglese dell\u2019Universit\u00e0 di East Anglia (Norwick \u2013 UK). I ricercatori hanno infatti messo a punto un nuovo metodo per limitare le colonie di mosca della frutta [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":"","footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-770","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pagine_di_articoli"],"author_meta":{"display_name":"NoName","author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4"},"featured_img":null,"coauthors":[],"tax_additional":{"categories":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?cat=18\" class=\"advgb-post-tax-term\">Pagine di articoli<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Pagine di articoli<\/span>"]}},"comment_count":"0","relative_dates":{"created":"Pubblicato 11 anni fa","modified":"Aggiornato 3 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 27\/02\/2015","modified":"Aggiornato il 13\/09\/2023"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 27\/02\/2015 10:20","modified":"Aggiornato il 13\/09\/2023 16:58"},"featured_img_caption":"","series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/770","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=770"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/770\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13629,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/770\/revisions\/13629"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=770"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=770"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=770"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}