{"id":767,"date":"2015-02-27T10:08:27","date_gmt":"2015-02-27T10:08:27","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/book\/461-lautodifesa-delle-piante\/"},"modified":"2023-09-13T16:58:49","modified_gmt":"2023-09-13T14:58:49","slug":"461-lautodifesa-delle-piante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?p=767","title":{"rendered":"4.6.1 L&#8217;autodifesa delle piante"},"content":{"rendered":"<p>La conoscenza di come le piante cerchino di difendersi dall\u2019attacco dei patogeni pu\u00f2 portare alla selezione di variet\u00e0 naturalmente resistenti. Questo tipo di colture permetterebbe quindi sia di aumentare le rese sia di evitare trattamenti che comunque hanno effetti negativi dal punto di vista ambientale, economico e sanitario. Lo studio portato avanti da ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Hertfordshire (Inghilterra) e di Wageningen (Olanda) punta all&#8217;analisi proprio del meccanismo di difesa.<\/p>\n<p>Le scoperte effettuate hanno messo in evidenza la presenza di ricettori posizionati all\u2019interno e all\u2019esterno delle cellule delle piante in grado di captare la presenza di un patogeno e quindi attivare il sistema di difesa.<\/p>\n<p>La presenza di un patogeno viene rilevata dai recettori. Esistono due classi di recettori, entrambi di tipo proteico, in grado di rilevare le diverse molecole patogene.<br \/>\n\tQualora sia rilevata la presenza di un patogeno, la pianta attiva diverse forme di difesa a seconda di dove si trovi il l\u2019intruso. Si hanno quindi diverse linee di difesa:<\/p>\n<p style=\"margin-left:18.0pt;\">Difesa primaria (Pattern-triggered immunity &#8211; PTI): scatta non appena il patogeno tocca la superficie della pianta e si attiva al fine di impedire l\u2019entrata del patogeno nella pianta;<\/p>\n<ul>\n<li style=\"margin-left: 18pt;\">\n\t\tDifesa secondaria interna (Effector-triggered immunity &#8211; ETI): scatta quando il patogeno \u00e8 entrato all\u2019interno di una cellula della pianta. Il rilevamento \u00e8 di tipo genetico dato dall\u2019interazione dei geni della pianta con quelli del patogeno. La difesa immunitaria della pianta in questi casi in genere porta alla morte sia della cellula malata sia del patogeno in essa contenuta.<\/li>\n<li style=\"margin-left: 18pt;\">\n\t\tDifesa secondaria esterna (Effector-triggered defence &#8211; ETD): scatta quando i patogeni superano la prima linea di difesa, entrano nel sistema della pianta senza per\u00f2 entrare all\u2019interno delle cellule ma posizionandosi negli spazi intracellulari. Agiscono in questo modo diversi patogeni, tra cui molti funghi, e in questo spazio non solo trovano nutrimento ma sono anche in grado di riprodursi sessualmente. Per contrastare il patogeno la pianta attiva delle proteine-recettori del tipo RLP.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"rtecenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-766\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/4.6.1-linee-difesa-piante.jpg\" width=\"450\" height=\"361\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/4.6.1-linee-difesa-piante.jpg 450w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/4.6.1-linee-difesa-piante-300x241.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/p>\n<p class=\"rtecenter\">&nbsp;Le tre linee di difesa della pianta: primaria (fig. A-C), secondaria interna (fig. D-F) e secondaria esterna (fig. G-H)<br \/>\n\t<em>Crediti immagine: Trends in Plant Science<\/em><\/p>\n<div>\n\t&nbsp;<\/div>\n<p class=\"rtecenter\">&nbsp;<\/p>\n<div>\n<hr \/>\n<p class=\"rtecenter\"><a href=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/voi-ia-1-agricoltura-robotica\/\">Torna al cap.1<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La conoscenza di come le piante cerchino di difendersi dall\u2019attacco dei patogeni pu\u00f2 portare alla selezione di variet\u00e0 naturalmente resistenti. Questo tipo di colture permetterebbe quindi sia di aumentare le rese sia di evitare trattamenti che comunque hanno effetti negativi dal punto di vista ambientale, economico e sanitario. 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