{"id":702,"date":"2015-02-26T14:07:58","date_gmt":"2015-02-26T14:07:58","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/book\/13-pesticidi-e-ambiente\/"},"modified":"2023-09-13T16:58:01","modified_gmt":"2023-09-13T14:58:01","slug":"13-pesticidi-e-ambiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?p=702","title":{"rendered":"1.3. Pesticidi e ambiente"},"content":{"rendered":"<p>Il Regolamento Europeo 1107\/2009 richiede alle case produttrici di tenere in considerazione l\u2019impatto ambientale del fitofarmaco nella stima dell\u2019efficacia di quest\u2019ultimo. Al fine di avere una procedura univoca e riconosciuta a livello europeo, l\u2019EFSA (l\u2019Autorit\u00e0 Europea per la Sicurezza Alimentare), ha pubblicato le linea guida su come procedere per valutare in laboratorio i tempi di degradazione dei pesticidi e la loro dispersione nell\u2019ambiente.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.efsa.europa.eu\/en\/press\/news\/140508.htm\"><img decoding=\"async\" src=\"file:\/\/\/C:\\Users\\etta\\AppData\\Local\\Temp\\msohtmlclip1\\07\\clip_image001.gif\" \/><\/a><\/p>\n<p>Due sono i parametri da tenere in considerazione:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"margin-left: 18pt;\">\n\t\tDegT50, ovvero il tempo impiegato dal pesticida in esame per dimezzare la sua concentrazione iniziale per effetto della degradazione \u201cnaturale\u201d; la dispersione nell\u2019ambiente infatti non \u00e8 da considerarsi una degradazione. Chiaramente, devono essere presi in esami anche gli intermedi e i sottoprodotti di degradazione che a loro volta possono rappresentare un pericolo per l\u2019ambiente. Anche per questi bisogna definire il DegT50.<br \/>\n\t\t&nbsp;<\/li>\n<li style=\"margin-left: 18pt;\">\n\t\tKoc, ovvero il coefficiente di ripartizione espresso sulla base del contenuto in carbonio organico del sedimento. Questo parametro d\u00e0 indicazioni sulla capacit\u00e0 del composto chimico di legarsi al suolo e varia a seconda delle caratteristiche del suolo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Queste linea guida consentono alle case produttrici di calcolare il DegT50 e il Koc dei loro prodotti e quindi di effettuare una stima globale del prodotto che tenga conto dell\u2019efficacia e dell\u2019impatto ambientale.<\/p>\n<p>Queste procedure facilitano il confronto dei vari prodotti tra loro e si propongono come utili parametri per i produttori, ma anche per le autorit\u00e0 locali e per gli utenti finali che, attraverso questi dati, possono scegliere con maggiore accuratezza i prodotti da impiegare sul proprio terreno e sulle proprie colture.<\/p>\n<div>\n<div>\n\t\t&nbsp;<\/div>\n<div>\n<hr \/>\n<p class=\"rtecenter\"><a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/content\/volii-qualit%C3%A0-prodotti-agricoli-e-zootecnici\">Torna al cap.1<\/a><\/p>\n<\/p><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Regolamento Europeo 1107\/2009 richiede alle case produttrici di tenere in considerazione l\u2019impatto ambientale del fitofarmaco nella stima dell\u2019efficacia di quest\u2019ultimo. 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