{"id":691,"date":"2015-02-26T11:15:52","date_gmt":"2015-02-26T11:15:52","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/book\/61-evaporazione-sotto-vuoto-del-digestato-abbassare-i-volumi-dei-reflui\/"},"modified":"2023-09-13T16:58:02","modified_gmt":"2023-09-13T14:58:02","slug":"61-evaporazione-sotto-vuoto-del-digestato-abbassare-i-volumi-dei-reflui","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?p=691","title":{"rendered":"6.1. Evaporazione sotto vuoto del digestato per abbassare i volumi dei reflui."},"content":{"rendered":"<p>I vincoli stringenti sullo spandimento in campo dei liquami, stanno forzando gli allevatori a trovare metodi alternativi, anche perch\u00e9 esiste una presenza diffusa di allevamenti \u201csenza terra\u201d o con un\u2019insufficiente dotazione di terreni dove poter spandere il liquame.<\/p>\n<p>Si \u00e8 quindi incominciato a trattare i reflui zootecnici (sia liquidi sia solidi) con metodi che possono essere di tipo:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"margin-left: 18pt;\">\n\t\tConservativo: il contenuto di azoto rimane inalterato. L\u2019azoto quindi \u00e8 semplicemente concentrato o trasformato qualitativamente.<\/li>\n<li style=\"margin-left: 18pt;\">\n\t\tRiduttivo: il contenuto di azoto viene ridotto. Una parte di azoto viene allontanato come azoto gassoso.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Attualmente le soluzioni maggiormente diffuse per il trattamento dei reflui solidi consistono nel trattamento distruttivo di combustione e nei trattamenti conservativi di stoccaggio, compostaggio \/ biostabilizzazione aerobia, a cui si possono aggiungere processi di rifinitura come la pellettizzazione. In aziende zootecniche di grandi dimensioni si usa la digestione anaerobica con produzione di biogas che viene poi impiegato per la produzione di energia elettrica e termica.<\/p>\n<p>Gli effluenti liquidi sono trattati con sistemi conservativi (separazione solido\/liquido (S\/L), filtrazione su membrane, evaporazione sotto-vuoto, strippaggio, digestione anaerobica) o riduttivi (rimozione biologica dell\u2019azoto).<br \/>\n\tTra i metodi conservativi, solo la digestione anaerobica lascia invariata concentrazione di azoto e volume dell\u2019effluente. Tutti gli altri processi conservativi ripartiscono l\u2019azoto in due frazioni, di cui una a volume ridotto e a maggiore concentrazione in nutrienti. Questa frazione pu\u00f2 essere utilizzata tal quale sui terreni (utilizzo agronomico diretto), oppure valorizzata, immettendola sul mercato come concime o ammendante organico (utilizzo agronomico indiretto); in entrambi i casi con il vantaggio di aver ridotto il volume e di conseguenza i costi di trasporto e distribuzione.<\/p>\n<p class=\"rtecenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-687\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/6.-processo-evaporazione1.jpg\" width=\"450\" height=\"288\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/6.-processo-evaporazione1.jpg 450w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/6.-processo-evaporazione1-300x192.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ersaf.lombardia.it\/servizi\/menu\/dinamica.aspx?idArea=23152&amp;idCat=23160&amp;ID=23602\"><img decoding=\"async\" src=\"file:\/\/\/C:UsersettaAppDataLocalTempmsohtmlclip1\u00008clip_image001.gif\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"rtecenter\"><strong>Esempio di processo conservativo&nbsp;<em>Fonte: ERSAV<\/em><\/strong><\/p>\n<p>\n\tNei processi riduttivi, in generale, si trasforma l\u2019azoto in azoto molecolare gassoso, lasciando invariato il volume dell\u2019effluente.<a href=\"http:\/\/www.ersaf.lombardia.it\/servizi\/Menu\/dinamica.aspx?idArea=23152&amp;idCat=23160&amp;ID=23167&amp;TipoElemento=categoria\"><img decoding=\"async\" src=\"file:\/\/\/C:UsersettaAppDataLocalTempmsohtmlclip1\u00008clip_image002.gif\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"rtecenter\"><a href=\"http:\/\/www.ersaf.lombardia.it\/servizi\/menu\/dinamica.aspx?idArea=23152&amp;idCat=23160&amp;ID=23602\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-688\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/6.1-processo-riduttivo.jpg\" width=\"450\" height=\"266\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/6.1-processo-riduttivo.jpg 450w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/6.1-processo-riduttivo-300x177.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"rtecenter\"><strong>Esempio di processo riduttivo con estrazione dell&#8217;azoto via strippaggio dell&#8217;ammoniaca.&nbsp;<em>Fonte:ERSAV<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La riduzione del fosforo contenuto negli effluenti zootecnici pu\u00f2 invece avvenire unicamente nella frazione solida separata, a volume ridotto.<\/p>\n<p>Una tecnica sviluppata in un progetto portato avanti dall\u2019Universit\u00e0 di Padova, Dipartimento per il Territorio e Sistemi Agro-Forestali TESAV, \u00e8 quella dell\u2019evaporazione sotto vuoto del digestato.<br \/>\n\tIl meccanismo prevede una digestione anaerobica del refluo. L&#8217;energia liberata nel processo di autoconsumo viene impiegata per il successivo riscaldamento in fase di evaporazione sotto vuoto. L\u2019evaporazione comporta il riscaldamento del liquido all&#8217;interno di una caldaia a cui viene applicato il vuoto. L\u2019applicazione del vuoto artificiale permette di evaporare il liquido ad una temperatura pi\u00f9 bassa, ovvero a circa 37\u00b0C al posto di 100\u00b0C.<\/p>\n<p class=\"rtecenter\"><a href=\"http:\/\/www.saitaimpianti.com\/it\/catalogo\/impianti\/evaporatori\/1\/19.aspx\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-689\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/6.1-evaporatore.jpg\" width=\"450\" height=\"337\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/6.1-evaporatore.jpg 450w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/6.1-evaporatore-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><br \/>\n\t<a href=\"http:\/\/www.saitaimpianti.com\/it\/catalogo\/impianti\/evaporatori\/1\/19.aspx\"><img decoding=\"async\" src=\"file:\/\/\/C:UsersettaAppDataLocalTempmsohtmlclip1\u00008clip_image003.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"rtecenter\"><strong>Evaporatore sotto vuoto sviluppato dall\u2019Universit\u00e0 di Padova in collaborazione con Saita<\/strong><\/p>\n<p>\n\tLe sperimentazioni effettuate hanno messo in evidenza che con l\u2019evaporatore \u00e8 possibile ottenere un concentrato al 10-14% di secco, con una riduzione volumetrica del 50-60%. L\u2019evaporatore ottimale ha una tipologia a parete raschiata. Il concentrato ottenuto ha come destinazione finale primaria la distribuzione agronomica, ma grazie al volume ridotto, pu\u00f2 essere trasportato anche a distanze maggiori dal centro aziendale a condizioni economiche accettabili; tuttavia, grazie alle elevate concentrazioni in nutrienti, si presta ad essere valorizzato nell\u2019industria dei fertilizzanti.<\/p>\n<p>Il distillato presenta una concentrazione di azoto di circa 2700mg\/l e in gran parte in forma ammoniacale, con solidi (sospesi e totali) e fosforo solo in tracce. A causa della alta concentrazione in azoto ammoniacale, il distillato non \u00e8 direttamente scaricabile n\u00e9 in acque superficiali n\u00e9 in fognatura. Bisogna quindi prevedere un ulteriore trattamento che comporti un\u2019ulteriore separazione tra un liquido concentrato in sali d\u2019ammonio valorizzabile nell\u2019industria dei fertilizzanti e un liquido a basso contenuto di azoto scaricabile in modo da ridurre il costo di stoccaggio e di trasporto per la distribuzione agronomica.<\/p>\n<hr \/>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"file:\/\/\/C:UsersettaAppDataLocalTempmsohtmlclip1\u00008clip_image004.png\" \/><\/p>\n<p class=\"rtecenter\">&nbsp;<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-690\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/6.1-pilota-evaporazione.jpg\" width=\"500\" height=\"237\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/6.1-pilota-evaporazione.jpg 500w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/6.1-pilota-evaporazione-300x142.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p class=\"rtecenter\"><strong><em>Fonte: Tesi di dottorato Clelia Rumor<\/em><\/strong><br \/>\n\t&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>La sperimentazione dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova, \u00e8 iniziata nell&#8217;ambito del progetto Metadistretto della zootecnia del Veneto, e quindi ha proseguito con il Progetto RiduCaReflui, promosso dalla Regione Veneto. A sperimentazione terminata, le prove si stanno portando avanti su un impianto pilota in collaborazione con la ditta Saita srl e potrebbero essere commercializzate a breve.<\/p>\n<div>\n\t&nbsp;<\/div>\n<div>\n<hr \/>\n<p class=\"rtecenter\"><a href=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/voi-ia-1-agricoltura-robotica\/\">Torna al cap.1<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I vincoli stringenti sullo spandimento in campo dei liquami, stanno forzando gli allevatori a trovare metodi alternativi, anche perch\u00e9 esiste una presenza diffusa di allevamenti \u201csenza terra\u201d o con un\u2019insufficiente dotazione di terreni dove poter spandere il liquame. 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