{"id":598,"date":"2015-02-23T09:18:35","date_gmt":"2015-02-23T09:18:35","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/book\/412-impianto-pilota-la-produzione-di-idrogeno-e-metano-da-residui-zootecnici\/"},"modified":"2023-09-13T16:56:11","modified_gmt":"2023-09-13T14:56:11","slug":"412-impianto-pilota-la-produzione-di-idrogeno-e-metano-da-residui-zootecnici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?p=598","title":{"rendered":"4.1.2 .   Impianto pilota per la produzione di idrogeno e metano da residui zootecnici"},"content":{"rendered":"<p>Il CRA ING ha progettato e sviluppato, in collaborazione con ENEA UTRIM, un impianto pilota a doppio stadio per la produzione di idrogeno e metano da residui zootecnici all\u2019interno del progetto SOS-ZOT. L\u2019impianto \u00e8 situato presso il CRA PCM.<\/p>\n<p>Le deiezioni zootecniche vengono convogliate in una vasca aperta, dove \u00e8 presente acqua piovana, a cui vanno aggiunti insilato di sorgo, liquame, glicerolo e microorganismi per far s\u00ec che il processo biologico abbia luogo.<\/p>\n<p class=\"rtecenter\"><a href=\"http:\/\/ing.entecra.it\/biomasse\/images\/CentroDimostrativo.pdf\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-596\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/4.1.2-bioreattore.jpg\" width=\"475\" height=\"342\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/4.1.2-bioreattore.jpg 475w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/4.1.2-bioreattore-300x216.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 475px) 100vw, 475px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"rtecenter\"><strong>&nbsp;Bioreattore progetto SOS-ZOT<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019impianto \u00e8 composto da due bioreattori in grado di elaborare i residui zootecnici ed in grado di produrre, sotto opportune condizioni, idrogeno nel primo reattore e metano nel secondo.&nbsp;<\/p>\n<p class=\"rtecenter\"><a href=\"http:\/\/ing.entecra.it\/biomasse\/images\/CentroDimostrativo.pdf\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-597\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/4.1.2-funzionamento.jpg\" width=\"539\" height=\"406\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/4.1.2-funzionamento.jpg 539w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/4.1.2-funzionamento-300x226.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 539px) 100vw, 539px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"rtecenter\"><strong>Modello di funzionamento del bioreattore del progetto SOS-ZOT<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dal bioreattore 1 (B1) escono una fase liquida ed una fase gassosa. La fase liquida \u00e8 composta essenzialmente di acetato, etanolo e acido butirrico, in quantit\u00e0 pari circa alla portata entrante; quella gassosa \u00e8 invece composta da idrogeno e anidride carbonica in pari percentuale volumica. La corrente liquida deve essere inviata tramite pompa dosatrice al bioreattore di metanogenesi.<br \/>\n\tAl reattore 2 (B2) dovr\u00e0 pervenire oltre che il brodo di fermentazione di B1 anche la giusta quantit\u00e0 di microorganismi starter metanogeni. Da B2 uscir\u00e0 una fase liquida, il digestato, che sar\u00e0 convogliata in una vasca di raccolta, e una fase gassosa composta essenzialmente di metano e anidride carbonica.<br \/>\n\tLa temperatura, in entrambi i reattori, deve essere compresa in un intervallo di 35-40 \u00b0C. La pressione \u00e8 prevista di 0,8 atm in B1, di 1 atm in B2.<br \/>\n\tIl pH per B1 dovr\u00e0 essere di circa 5, mentre per B2 si dovr\u00e0 attestare a 7. Per assicurare tali valori entrambi i reattori dovranno essere dotati di un controllore di pH che far\u00e0 immettere nei reattori la corretta quantit\u00e0 di soluzione che ripristini i valori desiderati.<br \/>\n\tLa strategia di separazione degli stadi consente di ottimizzare ciascuna fase del processo sia utilizzando consorzi microbici differenti e specifici, sia impostando differenti valori dei parametri chimico-fisici quali temperatura, pH, tempi di ritenzione idraulica, assicurando una migliore efficienza di degradazione dei materiali organici e un\u2019elevata resa energetica. I gas ottenuti possono venir utilizzati separatamente oppure miscelati nelle desiderate proporzioni per ottenere biometano, una miscela gassosa pi\u00f9 energetica e meno inquinante del solo metano.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"rtecenter\"><a href=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/voi-ia-1-agricoltura-robotica\/\">torna al cap.1<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il CRA ING ha progettato e sviluppato, in collaborazione con ENEA UTRIM, un impianto pilota a doppio stadio per la produzione di idrogeno e metano da residui zootecnici all\u2019interno del progetto SOS-ZOT. L\u2019impianto \u00e8 situato presso il CRA PCM. 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