{"id":530,"date":"2015-02-12T15:46:23","date_gmt":"2015-02-12T15:46:23","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/book\/321-gli-orti-di-nemo-liguria\/"},"modified":"2023-09-13T16:55:12","modified_gmt":"2023-09-13T14:55:12","slug":"321-gli-orti-di-nemo-liguria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?p=530","title":{"rendered":"3.2.1. Gli \u201cOrti di Nemo\u201d in Liguria"},"content":{"rendered":"<p>Il progetto battezzato &quot;l&#8217;Orto di Nemo&quot; ha portato alla costruzione di un piccolo orto subacqueo a circa otto \u2013 dieci metri di profondit\u00e0 davanti alle coste di Noli, a non pi\u00f9 di un centinaio di metri dalla linea di costa.<\/p>\n<p>Due biosfere, due piccole serre subacquee ancorate sul fondale sabbioso del ponente ligure sono state il campo di prova di questo progetto sperimentale sviluppato con grande successo durante tutta l&#8217;estate. I molti dettagli attentamente curati si sono rivelati vincenti, aprendo le porte a nuove e affascinanti possibilit\u00e0. A partire dagli ancoraggi al fondo, che sono simili a delle grosse viti avviate nella sabbia fin sotto il primo strato molto mobile, questo ha evitato quindi di introdurre in ambiente materiale estraneo e potenzialmente disperdibile come blocchi di calcestruzzo, riducendo cos\u00ec anche l&#8217;impatto ambientale della struttura che nel suo complesso era comunque di dimensioni ridotte, completamente amovibile e sprovvista di vernici o coperture capaci di contaminare le acque circostanti.<\/p>\n<p class=\"rtecenter\"><a href=\"http:\/\/www.educazionesostenibile.it\/portale\/pianeta-azzurro\/1838-l-orto-di-nemo-di-emilio-mancuso.html\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-528\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/3.2.1Nemo.jpg\" width=\"529\" height=\"396\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/3.2.1Nemo.jpg 529w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/3.2.1Nemo-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 529px) 100vw, 529px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le due biosfere in materiale vinilico trasparente avevano:<\/p>\n<ul>\n<li>\n\t\tun volume di circa 800litri;<\/li>\n<li>\n\t\tuna struttura flessibile che era in grado di movimenti del mare con piccole fluttuazioni;<\/li>\n<li>\n\t\tpossedevano dei piani d&#8217;appoggio per consentire l\u2019appoggio degli attrezzi dei moderni &quot;contadini subacquei&quot; e dei contenitori del terreno;<\/li>\n<li>\n\t\tuna base basculante per permettere al subacqueo agricolo di mettersi in piedi per svolgere i vari lavori all&#8217;interno della biosfera;<\/li>\n<li>\n\t\tuna valvola di sovra-pressione per consentire lo sfogo dell&#8217;aria che si trovava in eccesso quando, lavorando, si respirava nella biosfera.<\/li>\n<\/ul>\n<p>I contenitori impiegati erano tutti a tenuta stagna e sono stati aperti direttamente dentro le biosfere, per evitare contaminazione con acqua salata durante il loro trasporto.<br \/>\n\tLa semina \u00e8 avvenuta direttamente dentro alla biosfera impiegando semi locali.<br \/>\n\tL&#8217;aria atmosferica intrappolata al momento dell&#8217;immersione della biosfera si \u00e8 arricchita di vapore grazie alla trasparenza della biosfera, che alla profondit\u00e0 di posa era bene illuminata e quindi ha innescato un &quot;ciclo dell&#8217;acqua&quot; in miniatura: il sole ha scaldato la superficie dell&#8217;acqua che lambisce il fondo della biosfera, questo ha portato a fare evaporare l&#8217;acqua, l&#8217;acqua evaporata si \u00e8 accumulata nell&#8217;aria della biosfera condensando sul terreno e tenendolo cos\u00ec sempre umido.<br \/>\n\tIn tre giorni sono spuntati i primi germogli di basilico e la reazione di fotosintesi clorofilliana portata avanti da queste piante ha contribuito a regolare l&#8217;atmosfera all&#8217;interno della biosfera, assorbendo anidride carbonica e rilasciando ossigeno mentre i piccoli germogli crescevano.&nbsp;<\/p>\n<p class=\"rtecenter\"><a href=\"http:\/\/www.educazionesostenibile.it\/portale\/pianeta-azzurro\/1838-l-orto-di-nemo-di-emilio-mancuso.html\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-529\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/3.2.1-basilico.jpg\" width=\"500\" height=\"403\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/3.2.1-basilico.jpg 500w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/3.2.1-basilico-300x242.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Una delle due biosfera \u00e8 stata irrimediabilmente danneggiata da una mareggiata, ma ha dato l\u2019opportunit\u00e0 di verificare che le grosse viti di ancoraggio non hanno recato danni al fondale. Infatti, la struttura flessibile della biosfera le ha permesso non rompersi ma bens\u00ec di oscillare fino al punto di allagarsi e dopo la mareggiata si \u00e8 potuto recuperare completamente il materiale, evitando una dispersione di rifiuti in mare.<\/p>\n<p>Nella biosfera che invece ha retto alla mareggiata i numeri sono fondamentalmente questi:<\/p>\n<ul>\n<li>\n\t\t62 giorni di operativit\u00e0 subacquea<\/li>\n<li>\n\t\t48 ore \u00e8 il tempo passato dalla semina alla germinazione delle prime piantine<\/li>\n<li>\n\t\t52 i giorni passati dalla semina al primo raccolto<\/li>\n<li>\n\t\t85% \u00e8 stato il tasso medio di umidit\u00e0 nelle biosfere, che quindi erano pressoch\u00e9 sature di umidit\u00e0;<\/li>\n<li>\n\t\t20% \u00e8 stato il tasso di illuminazione (rispetto all&#8217;illuminazione atmosferica) medio rilevato all&#8217;interno delle biosfere<\/li>\n<li>\n\t\t12&nbsp; le persone coinvolte nel progetto.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il raccolto \u00e8 stato oggetto di analisi e confronti con delle semine fatte contestualmente a terra, e i primi dati ottenuti sono interessanti ma ancora in fase di valutazione.<br \/>\n\tI risultati analitici hanno messo in evidenza al momento i seguenti dati:<\/p>\n<ul>\n<li>\n\t\tuna freschezza e corposit\u00e0 aromatica sia dell\u2019olio essenziale sia dello \u201cspazio di testa\u201d;<\/li>\n<li>\n\t\til contenuto in Alfa bergamottene in media con i valori tipici del basilico ligure;<\/li>\n<li>\n\t\til contenuto di Metil\u20104\u2010Metoxy\u2010Cinnammato in quantit\u00e0 significativamente elevate rispetto sia ai campioni \u201ctest\u201d coltivati al suolo sia ai valori medi del basilico normalmente coltivato nel bacino del Mediterraneo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Fattori decisamente favorevoli per lo sviluppo del progetto sono stati la stabilit\u00e0 termica all&#8217;interno della serra e l&#8217;impossibilit\u00e0 per parassiti terricoli di arrivare a colpire queste colture.<br \/>\n\tL&#8217;implementazione di coltivazioni di tipo idroponico potrebbero far ulteriormente evolvere il progetto riducendo il quantitativo di terriccio necessario, materiale estraneo all&#8217;ambienta acquatico, e di conseguenza possibili inquinanti\/contaminanti presenti nel terriccio.<\/p>\n<p>Il campo di sperimentazione subacquea \u00e8 stato costantemente monitorato da un innovativo sistema di videocomunicazione subacquea che consente un controllo video costante. Inoltre, un nuovo sistema di comunicazione &quot;wi fi&quot; ad ultrasuoni ha permesso ai coltivatori subacquei di comunicare tra di loro e con la superficie grazie a maschere subacquee &quot;granfacciali&quot; munite di microfoni e auricolari.<br \/>\n\tAl progetto ancora in fase di sperimentazione \u00e8 interessata l\u2019Arabia Saudita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il progetto battezzato &quot;l&#8217;Orto di Nemo&quot; ha portato alla costruzione di un piccolo orto subacqueo a circa otto \u2013 dieci metri di profondit\u00e0 davanti alle coste di Noli, a non pi\u00f9 di un centinaio di metri dalla linea di costa. 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