{"id":444,"date":"2015-02-03T11:40:10","date_gmt":"2015-02-03T11:40:10","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/book\/34-casi-pratici-lagricoltura-familiare-alto-adige\/"},"modified":"2023-09-13T16:54:10","modified_gmt":"2023-09-13T14:54:10","slug":"34-casi-pratici-lagricoltura-familiare-alto-adige","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?p=444","title":{"rendered":"3.4. Casi pratici: l\u2019agricoltura familiare in Alto Adige"},"content":{"rendered":"<p>La FAO, nell\u2019anno dell\u2019agricoltura familiare, porta come esempio una realt\u00e0 alto atesina e su tale caso ha pubblicato un intero opuscolo. Questa realt\u00e0 infatti si presenta come un esempio da seguire in quanto efficace, competitiva e innovativa, che si riesce a imporre con successo anche nel mercato estero.<\/p>\n<p>La pubblicazione dal titolo <em>&quot;Apple-producing family farms in South Tyrol: an agriculture innovation case study&quot;,<\/em> analizza come in Alto Adige si sia sviluppato un sistema innovativo di agricoltura familiare particolarmente efficace.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.fao.org\/documents\/card\/en\/c\/2927b768-aa16-4d17-8a36-4967b212090d\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-443\" alt=\"3-4apple producing_0.jpg (314\u00d7446)\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/3-4apple-producing_0.jpg\" width=\"314\" height=\"446\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/3-4apple-producing_0.jpg 314w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/3-4apple-producing_0-211x300.jpg 211w\" sizes=\"auto, (max-width: 314px) 100vw, 314px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La superficie coinvolta \u00e8 di circa 19.000 ettari, coltivata da oltre 8.000 piccoli produttori, con una propriet\u00e0 terriera media di 2,5 ettari. I terreni sono principalmente dedicati alla produzione di mele. Le mele prodotte in questa zona riforniscono il 50% del mercato italiano, il 15% di quello europeo e il 2% di quello mondiale. La produzione si adatta e riesce con profitto a rispondere alle esigenze di mercato e rimanere competitiva sia nel mercato europeo sia in quello mondiale.<\/p>\n<p>Lo studio ha analizzato questa realt\u00e0 per capirne i punti di forza e quindi riportarli come esempi positivi da seguire al fine di ottenere uno sviluppo sostenibile sia dal punto di vista economico che ambientale.<br \/>\n\tLa particolarit\u00e0 individuate sono diverse e coinvolgono il singolo agricoltore, l\u2019amministrazione locale e le associazioni di categoria.<br \/>\n\tIl 95% dei piccoli produttori sono inscritti a cooperative. Queste ultime poi si riuniscono tra loro per formare due sole organizzazioni di produttori.<br \/>\n\tIl meccanismo di cooperazione \u00e8 iniziato subito dopo la seconda guerra mondiale con la creazione in una efficiente e concreta rete di apprendimento e innovazione per l&#8217;agricoltura sostenibile (LINSA &#8211; Learning and Innovation Network for Sustainable Agriculture). La LINSA coinvolge agricoltori, cooperative ed associazioni di categoria, enti di ricerca, servizi di consulenza nel settore, enti pubblici e privati collegabili con la produzione di mele, e li collega tra loro costruendo una rete efficiente e performante grazie soprattutto alla disponibilit\u00e0 alla cooperazione tra i vari operatori.<br \/>\n\tLa componenti pi\u00f9 importante della LINSA sono le cooperative di melicoltori che rispondono rigorosamente ai principi base dell&#8217;auto-supporto, dell&#8217;auto-amministrazione, dell&#8217;auto-responsabilit\u00e0 e della promozione degli associati.<\/p>\n<p>Altri fattori sono risultati determinanti nella creazione di questo sistema, tra cui la natura storica, sociale e culturale della zona, che ha favorito la collaborazione tra gli abitanti e le istituzioni per potersi sviluppare e evolversi. Inoltre, una politica stabile nel settore ambientale con particolare attenzione all\u2019agricoltura, ha completato politiche nazioni ed europee fornendo occasioni di innovazione e sviluppo. Infine, la diversificazione delle entrate delle 8.000 famiglie di agricoltori ha fornito al sistema una notevole resilienza.<br \/>\n\tLo sviluppo della rete LINSA \u00e8 stato influenzato da meccanismi formali e informali con un grande contributo dato dall\u2019apprendimento sociale.<br \/>\n\tMeccanismi formali coinvolgono politiche, istituzioni e singolo individui. L\u2019apprendimento sociale permette di permeare il sistema. L\u2019apprendimento sociale in Alto Adige \u00e8 collegato a dinamiche interne ed esterne sia individuali sia collettive. Il capitale sociale creato fornisce i mezzi per assorbire le conoscenze esistenti, provenienti anche da terzi, e di crearne di nuove. La ricerca e il sistema educativo si \u00e8 evoluto in modo da sostenere il processo di innovazione e incentiva la capacit\u00e0 di sviluppare iniziative nuove anche avvalendosi del supporto dei servizi di consulenza e delle tecnologie innovative presenti sul territorio.<br \/>\n\tLa LINSA risulta essere una soluzione efficace ed efficiente, basata sulle relazioni umane, fiducia, visione e interesse comune, che aiuta il trasferimento della conoscenza e aiuta a fornire una risposta rapida e collettiva all\u2019innovazione.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"rtecenter\"><a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/article\/vol-iiia-1-l%E2%80%99azienda-agricola-oggi\">torna al cap.1<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La FAO, nell\u2019anno dell\u2019agricoltura familiare, porta come esempio una realt\u00e0 alto atesina e su tale caso ha pubblicato un intero opuscolo. 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