{"id":408,"date":"2014-12-24T14:22:09","date_gmt":"2014-12-24T14:22:09","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/book\/3-possibile-estrazione-del-metano-dagli-idrati-e-problemi-connessi\/"},"modified":"2023-09-13T16:52:28","modified_gmt":"2023-09-13T14:52:28","slug":"3-possibile-estrazione-del-metano-dagli-idrati-e-problemi-connessi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?p=408","title":{"rendered":"3. Possibile estrazione del metano dagli idrati e problemi connessi"},"content":{"rendered":"<p>La considerevole potenzialit\u00e0 dei giacimenti individuati rende sicuramente molto suggestiva l\u2019ipotesi di un\u2019estrazione del metano dagli idrati; tuttavia, la fattibilit\u00e0 e la convenienza di un simile recupero sono al momento ancora da valutare per i problemi tecnici e, soprattutto, ambientali che esso comporta, cos\u00ec che solo da qualche anno sono state avviate delle sperimentazioni sul campo.<\/p>\n<p>Evidentemente per il recupero \u00e8 necessario provocare la dissociazione degli idrati, in modo da liberare il metano intrappolato nel ghiaccio. Ci\u00f2 pu\u00f2 essere ottenuto tenendo presente il diagramma di fase dell\u2019idrato di metano (figura 3), da cui si desumono le condizioni di temperatura e di pressione (legata ovviamente alla profondit\u00e0) alle quali esso rimane stabile allo stato solido e oltre le quali, invece, il metano pu\u00f2 esistere solo come gas libero [08]. Di conseguenza, i possibili metodi di estrazione si basano sulla modifica delle condizioni originarie, o mediante una <em>stimolazione termica<\/em>, ossia iniettando negli idrati un liquido o un gas caldo, o una <em>depressurizzazione<\/em>, praticando cio\u00e8 dei fori che determinano, appunto, una diminuzione locale della pressione [02] o ancora una <em>stimolazione chimica<\/em>,mediante introduzione di acqua salata o di altri composti chimici (ad esempio, il metanolo) in grado di cambiare il campo di stabilit\u00e0 del sistema (Gargiulo<strong>&#8211; <\/strong>Cimenti A. &#8211; CimentiE., 2006<strong>). <\/strong>Un metodo molto interessante, che sembra aver fornito ottimi risultati nelle sperimentazioni condotte recentemente in collaborazione da Stati Uniti e Giappone<strong>, <\/strong>prevede l\u2019<em>iniezione di anidride carbonica<\/em> [09], la quale va a prendere il posto del metano nel reticolo cristallino.<\/p>\n<p>Va detto, tuttavia, che il processo di dissociazione degli idrati va gestito con estrema prudenza, in quanto un rilascio incontrollato di gas potrebbe avere conseguenze ambientali molto serie e di diverso tipo. In primo luogo, il metano, risalito in superficie, potrebbe passare nell\u2019atmosfera aggravando notevolmente il problema del riscaldamento globale, dal momento che il suo potenziale effetto serra \u00e8 almeno dieci volte superiore a quello dell\u2019anidride carbonica: anche se esso non rimane a lungo nell\u2019aria, in quanto si degrada in circa un decennio, le preoccupazioni restano poich\u00e9 si trasforma proprio in CO<sub>2<\/sub>. L\u2019aumento di temperatura potrebbe provocare, a sua volta, la dissociazione di altri idrati ed un\u2019ulteriore liberazione di gas, con un effetto a catena.<\/p>\n<p>Il metano, inoltre, come \u00e8 noto, \u00e8 infiammabile ed esplosivo e, dunque, potrebbe costituire un serio pericolo per gli stessi impianti di estrazione. Si ipotizza, a tale riguardo, che una delle cause dell\u2019esplosione ed incendio della piattaforma petrolifera <em>offshore Deepwater Horizon<\/em>, avvenuta nel 2010 nel Golfo del Messico<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/etta\/Desktop\/ARTICOLO%20IDRATI%20METANO%20PER%20ARS.doc#_ftn1\" name=\"_ftnref1\" title=\"\">[1]<\/a>, sia stata proprio una violenta fuoriuscita di gas dovuta all\u2019attivit\u00e0 di trivellazione, che avrebbe provocato il riscaldamento di idrati presenti nell\u2019area.<\/p>\n<p>Un rischio ancora pi\u00f9 grave legato all\u2019estrazione di metano \u00e8 l\u2019instabilit\u00e0 dei versanti sottomarini che potrebbe derivare dalla diminuzione della resistenza meccanica dei sedimenti contenenti gli idrati, i quali potrebbero quindi scivolare lungo i margini continentali. Tali smottamenti, oltre ad avere effetti dirompenti sulle coste, potrebbero anche generare un maremoto con onde alte decine di metri: secondo gli studiosi, sarebbe stata la liberazione di metano dai giacimenti del Mare del Nord, in seguito alla deglaciazione, a provocare circa 8.000 anni fa l\u2019enorme frana sottomarina denominata <em>Storegga<\/em><a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/etta\/Desktop\/ARTICOLO%20IDRATI%20METANO%20PER%20ARS.doc#_ftn2\" name=\"_ftnref2\" title=\"\">[2]<\/a>, che produsse un catastrofico tsunami al largo delle coste norvegesi e scozzesi [11].<\/p>\n<p>Infine, il rilascio incontrollato di notevoli quantit\u00e0 di metano potrebbe produrre la formazione di enormi bolle di gas (<em>blow out<\/em>) che, risalendo verso la superficie del mare, determinerebbero una diminuzione della densit\u00e0 dell\u2019acqua, facendo venir meno la spinta di galleggiamento e causando cos\u00ec l\u2019affondamento di una eventuale imbarcazione in transito. A tale riguardo, \u00e8 stato ipotizzato che sia questo fenomeno all\u2019origine dell\u2019inabissamento di navi nel \u201ctriangolo delle Bermuda\u201d, un\u2019area in cui la concentrazione di idrati nel fondale \u00e8 fra le pi\u00f9 alte del pianeta [12].<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div id=\"ftn1\">\n<p><a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/etta\/Desktop\/ARTICOLO%20IDRATI%20METANO%20PER%20ARS.doc#_ftnref1\" name=\"_ftn1\" title=\"\">[1]<\/a> L\u2019evento provoc\u00f2 11 morti e 17 feriti ed un vero e proprio disastro ambientale, con lo sversamento in mare di circa 5 milioni di barili di greggio [10].<\/p>\n<\/p><\/div>\n<div id=\"ftn2\">\n<p><a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/etta\/Desktop\/ARTICOLO%20IDRATI%20METANO%20PER%20ARS.doc#_ftnref2\" name=\"_ftn2\" title=\"\">[2]<\/a> \u201c<em>Storegga<\/em>\u201d \u00e8 un termine della vecchia lingua norvegese che significa \u201cgrande bordo\u201d. Indica in questo caso un\u2019enorme colata di detriti e fango, ampia 2.500kmq, che, partita dal margine della piattaforma continentale norvegese, si mosse per circa 800 Km, viaggiando verso gli abissi in direzione Nord-Ovest, ad una velocit\u00e0 di 20-25 m\/s [11].<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/p><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La considerevole potenzialit\u00e0 dei giacimenti individuati rende sicuramente molto suggestiva l\u2019ipotesi di un\u2019estrazione del metano dagli idrati; tuttavia, la fattibilit\u00e0 e la convenienza di un simile recupero sono al momento ancora da valutare per i problemi tecnici e, soprattutto, ambientali che esso comporta, cos\u00ec che solo da qualche anno sono state avviate delle sperimentazioni sul [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":"","footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-408","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pagine_di_articoli"],"author_meta":{"display_name":"NoName","author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4"},"featured_img":null,"coauthors":[],"tax_additional":{"categories":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?cat=18\" class=\"advgb-post-tax-term\">Pagine di articoli<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Pagine di articoli<\/span>"]}},"comment_count":"0","relative_dates":{"created":"Pubblicato 11 anni fa","modified":"Aggiornato 3 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 24\/12\/2014","modified":"Aggiornato il 13\/09\/2023"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 24\/12\/2014 14:22","modified":"Aggiornato il 13\/09\/2023 16:52"},"featured_img_caption":"","series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/408","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=408"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/408\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13462,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/408\/revisions\/13462"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=408"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=408"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=408"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}