{"id":393,"date":"2014-09-23T16:23:18","date_gmt":"2014-09-23T16:23:18","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/book\/5-conclusioni\/"},"modified":"2023-09-13T16:52:02","modified_gmt":"2023-09-13T14:52:02","slug":"5-conclusioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?p=393","title":{"rendered":"5. Conclusioni"},"content":{"rendered":"<p>I valori relativi agli anni 2006-2009 indicano che la produzione regionale di fanghi ammonta a circa 350.000 t\/anno corrispondente a 40 kg\/AE. Confrontando tale dato con analoghi elementi riscontrabili in letteratura, i valori ottenuti sono al di sotto di quelli che teoricamente sarebbero prevedibili. Per una stima pi\u00f9 corretta bisognerebbe disporre oltre ai dati di produzione anche delle caratteristiche dei fanghi e, in particolare, del loro contenuto in sostanza secca e della potenzialit\u00e0 reale degli impianti di depurazione.<\/p>\n<p>Va sottolineato che spesso gli impianti di trattamento delle acque reflue urbane di maggiore potenzialit\u00e0 possono ricevere fanghi dagli impianti pi\u00f9 piccoli che non dispongono di una linea fanghi completa: questa pratica non consente di effettuare stime corrette poich\u00e9 risulta difficile con il sistema attuale di censimento dei flussi dei fanghi (MUD) e di elaborazione dei dati grezzi stabilire quanto fango viene effettivamente prodotto dal sistema: nei casi sopra citati lo stesso fango pu\u00f2 essere contato due volte in quanto prodotto dall\u2019impianto primario (pi\u00f9 piccolo) e da quello secondario (pi\u00f9 grande); pertanto, tutti i valori riportati seppur indicativi potrebbero essere in parte sovrastimati, anche se \u00e8 stato evidenziato che la potenzialit\u00e0 complessiva dei piccoli impianti (&lt;10.000 A.E.) \u00e8 solo l\u20198,7% del totale. In sostanza il sistema di raccolta dei dati (MUD) utilizzato per tracciare e seguire il destino finale del rifiuto non presenta un sufficiente livello di dettaglio per la comprensione dei flussi di gestione dei fanghi di depurazione.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il destino finale, i fanghi prodotti negli impianti vengono per lo pi\u00f9 compostati o stabilizzati (80-90%) e meno frequentemente smaltiti (10-20%); l\u2019utilizzo diretto in agricoltura rappresenta una pratica marginale, in quanto riguarda solo il 3-4% del totale; un po\u2019 pi\u00f9 significativo \u00e8 l\u2019utilizzo in agricoltura dopo condizionamento che rappresenta il 10-20% dei fanghi che subiscono trattamenti di recupero R3.<\/p>\n<p>Relativamente ai fanghi riutilizzati in agricoltura si sottolinea l\u2019elevato contenuto di azoto, come riscontrato per il triennio 2007-2010. In generale per gli elementi nutritivi principali (C, N, P) la composizione media dei fanghi utilizzati in agricoltura risente del fatto che la composizione finale del fango \u00e8 data dal contributo di matrici di partenza eterogenee (ovvero di fanghi che provengono anche da attivit\u00e0 produttive di tipo agroindustriale, cartario, tessile, ecc.) e quindi presenta variazioni annuali anche piuttosto consistenti.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la distribuzione per ettaro dei fanghi i valori determinati sono compatibili con i limiti normativi visto che sono interessate alla distribuzione sia aree vulnerabili che aree non soggette a vincoli.<\/p>\n<p>Sulla base del quadro delineato si ritiene utile che nella gestione dei fanghi da depurazione siano valutate e messe in atto le seguenti azioni. La destinazione dei fanghi di depurazione a smaltimento in discarica \u00e8 pratica da ridurre per gli impatti ambientali che comporta; va posta sempre maggior attenzione alla necessit\u00e0 di migliorare la qualit\u00e0 dei fanghi di depurazione sia riducendo le concentrazioni di inquinanti negli effluenti trattati, sia aumentando la quantit\u00e0 di sostanza secca anche attraverso lo sfruttamento del calore prodotto dagli impianti di produzione di energia che sempre pi\u00f9 si sono diffusi nel territorio veneto.<\/p>\n<p>Parallelamente il miglioramento della dotazione impiantistica per il trattamento dei reflui dovrebbe tener conto della opportunit\u00e0 di ridurre progressivamente il conferimento dei fanghi liquidi prodotti dai piccoli impianti agli impianti di maggiore potenzialit\u00e0 in modo da eliminare gli effetti negativi dovuti al trasporto dei fanghi e all\u2019occupazione di capacit\u00e0 di trattamento degli impianti di depurazione. Tutti questi accorgimenti dovrebbero favorire sempre di pi\u00f9 il recupero mediante compostaggio e l\u2019utilizzo in agricoltura che rappresentano le destinazioni finali maggiormente compatibili con la necessit\u00e0 di chiusura del ciclo naturale del carbonio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I valori relativi agli anni 2006-2009 indicano che la produzione regionale di fanghi ammonta a circa 350.000 t\/anno corrispondente a 40 kg\/AE. Confrontando tale dato con analoghi elementi riscontrabili in letteratura, i valori ottenuti sono al di sotto di quelli che teoricamente sarebbero prevedibili. 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