{"id":352,"date":"2014-05-14T10:10:38","date_gmt":"2014-05-14T10:10:38","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/book\/iii-66-casi-applicativi-biorisanamento-del-mais-contaminato-da-aflatossine\/"},"modified":"2023-09-13T16:50:56","modified_gmt":"2023-09-13T14:50:56","slug":"iii-66-casi-applicativi-biorisanamento-del-mais-contaminato-da-aflatossine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?p=352","title":{"rendered":"III 6.6 Casi Applicativi: biorisanamento del mais contaminato da aflatossine"},"content":{"rendered":"<p>Le micotossine sono sostanze tossiche per l\u2019uomo e gli animali prodotte in determinate condizioni di temperatura e % di umidit\u00e0 relativa dal metabolismo secondario di diversi funghi microscopici (muffe). Sono sostanze fortemente termostabili resistenti ai normali trattamenti termici industriali. Attualmente se ne conoscono diverse centinaia in grado di creare patologia sia nell\u2019uomo sia negli animali.<\/p>\n<p>Le micotossine si possono trovare su prodotti ortofrutticoli, cereali, prodotti di origine animale (latte, formaggi, yogurt), oleaginose, uva e derivati, e prodotti quali the, caff\u00e8, cacao, frutta secca, spezie.<\/p>\n<p>Tra i funghi tossigeni le specie pi\u00f9 pericolose e note sono comprese nei generi Aspergillum Fusarium Pennicillum che producono aflatossine<span style=\"color:#ff0000;\"><sup><font size=\"1\">&nbsp;(1)<\/font><\/sup><\/span>&nbsp;ovvero le principali micotossine presenti su granelle di cereali e di oleaginose.<\/p>\n<p>Sono state testate delle tecniche di biorisanamento con bioactive sulla granella di mais contaminata da livelli diversi aflatossine B (prova in laboratorio):<\/p>\n<h3>\n\tSperimentazione con la granella di mais<\/h3>\n<p><strong>I prova<\/strong><\/p>\n<p>La granella di mais secca, contaminata da livelli diversi aflatossine B, \u00e8 stata macinata e la farina cos\u00ec ottenuta viene miscelata con una soluzione acquosa contenente Bioactive derivante da fermentazione biologica. L\u2019impasto ottenuto \u00e8 stato posto in contenitori e pressato in modo tale da simulare una condizione di insilamento in condizioni di anaerobiosi.<br \/>\n\tI campioni cosi ottenuti e mantenuti alla&nbsp; temperatura ambiente di 20-25\u00b0C dopo 30gg sono stati sottoposti ad analisi per aflatossine.<br \/>\n\tNel campione iniziale prima del&nbsp; trattamento i livelli di aflatossina B erano pari a 27,34ppb. Dopo 30 gg. di insilamento i valori riscontrati si sono attestati a 2,58ppb e quindi hanno presentato una riduzione del 90%.<\/p>\n<p><strong>II prova<\/strong><\/p>\n<p>Si sono presi 7 campioni, 5 con&nbsp; miscele a diversa concentrazione di Bioactive e 2 campioni non trattati posti in condizioni uno di aerobiosi e uno di anaerobiosi.<br \/>\n\tDopo 32 gg giorni tutti i campioni sono stati esaminati e si \u00e8 riscontrato una diminuzione delle aflatossine del 73%.<\/p>\n<p>Dai test di laboratorio si \u00e8 riscontrata una forte attivit\u00e0 del prodotto Bioactive nel ridurre la contaminazione da Aflatossina B nella farina di mais. Considerando una capacit\u00e0 di risanamento dell\u201980%<strong>, <\/strong>\u00e8 fattibile ricondurre entro i limiti stabiliti dalla legge il mais contaminato e destinato all\u2019alimentazione animale.<br \/>\n\tInoltre gli esperimenti hanno dimostrato che l\u2019utilizzo di prodotti decontaminati da Aflatossina B nellabovina in lattazione non induce livelli di M1 nel latte superiori ai limiti di legge.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Nota<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color:#ff0000;\"><strong><sup>(1)&nbsp;<\/sup>&nbsp;<\/strong><\/span>Con il termine aflatossine si indicano circa 18 composti tra cui i pi\u00f9 importanti sono:<\/p>\n<ul>\n<li>\n\t\tB (B1,B2)<\/li>\n<li>\n\t\tG (G1,G2)<\/li>\n<li>\n\t\tM (M1,M2)<\/li>\n<\/ul>\n<p>La M1 \u00e8 quella che ritrova nel latte e deriva dal metabolismo della B1 da parte di animali alimentati con mangimi o cereali contaminati con B1.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12px;\">L\u2019aflatossina B1 \u00e8 la tossina di interesse tossicologico in quanto genotossica ed epatocancerogena. Nel 1993 AIRC ha classificato la B1 nel Gruppo 1, cio\u00e8 come: Agente Cancerogeno per l\u2019Uomo.<\/span><span style=\"font-size: 12px;\">nto genotossicaedepatocancerogena. Nel1993AIRChaclassificatolaB1nel Gruppo1, cio\u00e8come: Agente Cancerogeno per l\u2019Uomo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"background-color:#ffffff;\">Per dettagli sulla sperimentazione vedere l\u2019allegato<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/sites\/default\/files\/file_attach\/Biorisanamento%20mais_0.pdf\">&nbsp; Biorisanamento mais.pdf<\/a><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"rtecenter\">vai a &nbsp;<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/content\/innovazione-e-tecnologia-agricoltura-e-ambiente-indice-generale\">Indice generale&nbsp;<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le micotossine sono sostanze tossiche per l\u2019uomo e gli animali prodotte in determinate condizioni di temperatura e % di umidit\u00e0 relativa dal metabolismo secondario di diversi funghi microscopici (muffe). Sono sostanze fortemente termostabili resistenti ai normali trattamenti termici industriali. Attualmente se ne conoscono diverse centinaia in grado di creare patologia sia nell\u2019uomo sia negli animali. [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":"","footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-352","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pagine_di_articoli"],"author_meta":{"display_name":"NoName","author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4"},"featured_img":null,"coauthors":[],"tax_additional":{"categories":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?cat=18\" class=\"advgb-post-tax-term\">Pagine di articoli<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Pagine di articoli<\/span>"]}},"comment_count":"0","relative_dates":{"created":"Pubblicato 12 anni fa","modified":"Aggiornato 3 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 14\/05\/2014","modified":"Aggiornato il 13\/09\/2023"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 14\/05\/2014 10:10","modified":"Aggiornato il 13\/09\/2023 16:50"},"featured_img_caption":"","series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/352","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=352"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/352\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13427,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/352\/revisions\/13427"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=352"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=352"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=352"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}