{"id":327,"date":"2014-05-12T15:14:05","date_gmt":"2014-05-12T15:14:05","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/book\/iii-41-il-ruolo-degli-insetti-utili\/"},"modified":"2023-09-13T16:46:51","modified_gmt":"2023-09-13T14:46:51","slug":"iii-41-il-ruolo-degli-insetti-utili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?p=327","title":{"rendered":"III 4.1 Il ruolo degli insetti utili"},"content":{"rendered":"<p>Gli insetti utili sono considerati e venduti come i mezzi di controllo dei fitofagi meno tossici che ci siano. Dal momento che il loro impiego cresce di anno in anno, il bisogno di capire quali siano i metodi migliori per utilizzarli diventa sempre pi\u00f9 avvertito.<\/p>\n<p>Per procedere nella difesa biologica delle colture bisogna:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"margin-left: 36pt;\">\n\t\tavere una fonte di approvvigionamento di entomofagi di elevata qualit\u00e0;<\/li>\n<li style=\"margin-left: 36pt;\">\n\t\tindividuare il modo migliore con cui impiegare gli insetti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La pratica del controllo biologico prevede diversi stadi:<\/p>\n<p style=\"margin-left:54.0pt;\"><em>a. &nbsp;<\/em><a href=\"#identificare\">identificare sia le specie dannose sia quelle utili;<\/a><br \/>\n\t<em>b.&nbsp;<\/em><a href=\"#stimare\">stimare la consistenza numerica<\/a>;<br \/>\n\tc.&nbsp;<a href=\"#individuare\">&nbsp;individuazione del problema<\/a>;<br \/>\n\td. &nbsp;<a href=\"#specie\">individuare delle specie adatte a risolvere il problema<\/a>;<br \/>\n\te.&nbsp;&nbsp;<a href=\"#corrretta\">corretta utilizzazione<\/a>;<br \/>\n\tf. &nbsp;<a href=\"#valutare\">valutare il programma di controllo biologico<br \/>\n\t&nbsp; &nbsp; ed essere pronti ad intervenire con soluzioni alternative<\/a>.<\/p>\n<h3>\n\t<a name=\"identificare\"><\/a><\/h3>\n<h3>\n\ta) Identificare le specie dannose e quelle utili<\/h3>\n<p>Nella lotta biologica una precisa e tempestiva individuazione delle specie dannose \u00e8 determinante, perch\u00e9 molto spesso gli insetti utili sono specializzati ad attaccare solo determinati fitofagi.<br \/>\n\tA supporto dell\u2019agricoltore ci sono delle strutture a cui fare riferimento, quali gli Osservatori per le Malattie delle Piante (O.M.P.), gli Istituti di Entomologia Agraria delle Universit\u00e0 e, infine, professionisti specializzati nella difesa biologica delle colture.<\/p>\n<p>All\u2019individuazione delle specie dannose segue l\u2019individuazione dei loro nemici naturali.Se gli entomofagi vengono usati male \u00e8 facile fallire, per cui diventa importante individuare le specie utili pi\u00f9 adatte a risolvere il problema; verificare che la qualit\u00e0 degli insetti acquistati sia elevata e, infine, determinare quando intervenire e quanti insetti impiegare.<\/p>\n<p>Una volta individuate le specie utili da introdurre bisogna scegliere il rivenditore. In generale, si consiglia di sceglierne uno affidabile che insieme al prodotto fornisca:<\/p>\n<ul>\n<li>\n\t\t&nbsp;un servizio di consulenza;<\/li>\n<li>\n\t\tprecise istruzioni su come maneggiare gli insetti;<\/li>\n<li>\n\t\t&nbsp;il nome esatto della specie che fornisce;<\/li>\n<li>\n\t\t&nbsp;il numero di insetti che vengono recapitati;<\/li>\n<li>\n\t\t&nbsp;quanto vigorosi sono gli insetti;<\/li>\n<li>\n\t\t&nbsp;come effettuare da soli la verifica di quanti insetti vivi sono stati liberati.<\/li>\n<\/ul>\n<h3>\n\t<a name=\"stimare\"><\/a><\/h3>\n<h3>\n\t&nbsp;<\/h3>\n<h3>\n\t&nbsp;<\/h3>\n<h3>\n\t&nbsp;<\/h3>\n<h3>\n\tb) Stimare la consistenza numerica<i><span style=\"font-size:13.5pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/i><\/h3>\n<p><span style=\"color:black\">Al pari di altri metodi di lotta, il successo o il fallimento del controllo biologico \u00e8 fortemente influenzato dalla consistenza numerica delle popolazioni delle specie dannose al momento dell\u2019intervento.<br \/>\n\tSe per esempio sono troppo elevate \u00e8 possibile che la lotta biologica diventi particolarmente difficile dato che le quantit\u00e0 di entomofagi da utilizzare sarebbero troppo grandi, oltre che costose, e il margine di tempo disponibile, prima che si superi il livello di dannosit\u00e0 economica, risulterebbe troppo breve. In questo caso, potrebbe essere sufficiente intervenire con un\u2019applicazione di un insetticida dotato di bassa persistenza (dell\u2019effetto tossico per le specie utili) e successivamente introdurre gli entomofagi.<br \/>\n\tSe nelle colture il livello di infestazione \u00e8 molto basso e alcune specie utili sono naturalmente presenti, \u00e8 possibile che basti solo aspettare che queste si riproducano ed esercitino la loro azione di controllo; in alternativa, potrebbe essere conveniente effettuare trattamenti localizzati con prodotti a bassa tossicit\u00e0 e\/o persistenza solo sulle piante infestate.<\/span><\/p>\n<p><a name=\"individuare\"><\/a><\/p>\n<h3>\n\t&nbsp;<\/h3>\n<h3>\n\t&nbsp;<\/h3>\n<h3>\n\tIndividuazione del problema<\/h3>\n<p><span style=\"color: black; font-size: 12px;\">Se il fitofago da controllare \u00e8 particolarmente pericoloso e si riesce ad intervenire tempestivamente, si introducono per pi\u00f9 volte grossi quantitativi di insetti utili in modo da potenziare l&#8217;attivit\u00e0 di controllo delle popolazioni naturalmente presenti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color:black\">Nella difesa biologica occorre impegnarsi ad individuare, studiare e pianificare con anticipo tutti i possibili problemi e le relative soluzioni; per non fallire \u00e8 indispensabile essere continuamente aggiornati sulla consistenza numerica delle diverse specie che si pu\u00f2 avere solo attraverso un costante monitoraggio. A tal fine, \u00e8 opportuno sapere che esistono diverse tecniche disponibili di cui \u00e8 possibile ottenere informazioni rivolgendosi alle aziende da cui si acquistano gli insetti, agli Istituti di Entomologia e agli O.M.P.<\/span><\/p>\n<h3>\n\t<a name=\"specie\"><\/a><\/h3>\n<h3>\n\t&nbsp;<\/h3>\n<h3>\n\t&nbsp;<\/h3>\n<h3>\n\td) Individuare delle specie adatte a risolvere il problema<\/h3>\n<p>Una volta individuate le specie dannose e dopo aver deciso di intervenire biologicamente, bisogna decidere quali entomofagi acquistare e a chi rivolgersi.<\/p>\n<p>Bisogna quindi scegliere il prodotto adatto alle proprie esigenze. Per farlo bisogna tenere presente che gli insetti utili sono esseri viventi che hanno specifici requisiti e limiti per la loro sopravvivenza. Prima di introdurli nelle colture, bisogna conoscere anche i loro bisogni e valutare attentamente le caratteristiche dell\u2019ambiente d\u2019impiego.<br \/>\n\tPer esempio, l\u2019attivit\u00e0 di alcune specie di acari predatori \u00e8 buona anche in ambienti caldi e secchi (per es.<em>Phytoseiulus longipes<\/em>) mentre altre specie necessitano di un clima pi\u00f9 mite e umido (per es. <em>Phytoseiulus persimilis<\/em>).<br \/>\n\tBasse temperature e scarsa luminosit\u00e0 possono condizionare il comportamento degli entomofagi a tal punto che nelle serre, nei mesi invernali, molti predatori (ditteri cecidomidi, rincoti antocoridi, coleotteri coccinellidi) rallentano o arrestano la propria attivit\u00e0, a meno che non si provveda ad adeguare artificialmente luminosit\u00e0 e temperatura ambientale.<br \/>\n\tIn certi casi, se deve essere introdotto lo stadio mobile di una specie utile (es. adulto alato), potrebbe essere vantaggioso rinchiudere temporaneamente (per 1-2 giorni) gli insetti all\u2019interno di gabbie con le piante infestate, al fine di favorirne l\u2019acclimatamento nel nuovo ambiente; inoltre, la presenza della specie dannosa ne stimoler\u00e0 l\u2019attivit\u00e0 riproduttiva, riducendo le probabilit\u00e0 che le colture da proteggere vengano abbandonate. In pi\u00f9, se nella coltura stessa (o nelle vicinanze) vi sono specie vegetali in grado di fornire risorse alimentari alternative (polline, nettare, melata degli afidi, ecc.) questo pu\u00f2 incoraggiare gli insetti appena liberati a non spostarsi altrove.<br \/>\n\tParticolari raccomandazioni vanno fatte per l\u2019eventuale impiego di pesticidi che in certi casi pu\u00f2 essere necessario per combattere le specie dannose non controllabili dagli entomofagi presenti. Raramente gli insetticidi risparmiano le specie utili e anche i trattamenti anticrittogamici non vanno sottovalutatati: pur risultando generalmente molto pi\u00f9 selettivi, talvolta danno origine ad indesiderati aumenti di mortalit\u00e0. Comportamento intermedio possiedono gli acaricidi. Non potendo evitarne l\u2019uso, \u00e8 indispensabile effettuare una scelta attenta dei principi attivi meno tossici e persistenti.<\/p>\n<h3>\n\t<a name=\"corrretta\"><\/a><\/h3>\n<h3>\n\t&nbsp;<\/h3>\n<h3>\n\t&nbsp;<\/h3>\n<h3>\n\te) Corretta utilizzazione<\/h3>\n<p>Le buone mosse da fare con gli insetti per ottenere il massimo del risultato: &nbsp;prima della consegna; al momento della liberazione;<br \/>\n\tsuccessivamente alla prima liberazione<\/p>\n<p><strong>Prima della consegna<\/strong><\/p>\n<p>Precise istruzioni dovrebbero essere fornite dal rivenditore prima della consegna del materiale. Gli insetti utili sono piccolissimi esseri viventi che sono consegnati in contenitori refrigerati e sono da liberare il prima possibile, in generale entro le 24 ore. Nell\u2019attesa di liberare gli insetti, le scatole dovrebbero essere conservate in una stanza fresca e al riparo della luce solare diretta.<\/p>\n<p>La quantit\u00e0 di insetti da impiegare \u00e8 espressa in numero di insetti per metro quadrato, oppure per pianta, oppure (pi\u00f9 raramente) per foglia. Diversamente dagli insetticidi, le quantit\u00e0 consigliate possono variare di volta in volta in funzione della specie da combattere, della specie utile, dell\u2019ambiente d\u2019impiego, del momento d\u2019impiego e del tipo di coltura da proteggere.<\/p>\n<p><strong>Al momento della liberazione<\/strong><br \/>\n\tIl momento d\u2019intervento \u00e8 determinante per il successo del controllo biologico. Poich\u00e9 gli insetti utili funzionano meglio come mezzo di lotta preventivo, piuttosto che curativo, \u00e8 importante liberarli sulle colture non appena le infestazioni hanno avuto inizio e solo un attento monitoraggio delle specie dannose consente di individuare questo momento. In alcuni casi, l&#8217;elevata suscettibilit\u00e0 di alcune colture a certi fitofagi fa s\u00ec che si debba procedere con numerose introduzioni fin dall\u2019inizio (a prescindere dall\u2019effettivo avvistamento delle specie da combattere) oppure che si adottino particolari tecniche preventive come, per esempio, l&#8217;impiego di &quot;banker plants&quot;.<\/p>\n<p>Importante \u00e8 anche il momento della giornata in cui si effettua la liberazione degli insetti: se fa caldo, pu\u00f2 succedere che gli entomofagi siano troppo attivi e, invece che insediarsi sulla vegetazione, si disperdano troppo o abbandonino le colture da proteggere. Temperature troppo alte, al momento del rilascio, sono pericolose perch\u00e9 possono causare uno spiacevole aumento della mortalit\u00e0 degli insetti, riducendone complessivamente l\u2019efficacia (ricordiamoci che vengono recapitati all\u2019interno di contenitori in cui la temperatura media \u00e8 di 8-10\u00b0C).<br \/>\n\tIn pieno campo, anche altri fattori ambientali (specialmente la pioggia) possono avere un impatto drammatico sugli insetti appena liberati.<br \/>\n\tCome regola generale, le introduzioni dovrebbero essere effettuate nelle ore pi\u00f9 fresche della giornata (d\u2019estate: di primo mattino o verso sera), con condizioni meteorologiche favorevoli (se all\u2019aperto) e in un periodo dell\u2019anno favorevole all\u2019attivit\u00e0 delle specie utilizzate (informazione reperibile dal rivenditore).<\/p>\n<p><strong>Successivamente alla prima liberazione<\/strong><br \/>\n\tIn questa fase \u00e8 importante:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"margin-left: 36pt;\">\n\t\tassicurarsi che un numero sufficiente di entomofagi si sia insediato nelle colture;<\/li>\n<li style=\"margin-left: 36pt;\">\n\t\tfavorire o, per lo meno, non ostacolare il loro sviluppo razionalizzando qualsiasi intervento nell&#8217;ambiente colturale (trattamenti antiparassitari, alleganti, potature, irrigazioni, ecc.);<\/li>\n<li style=\"margin-left: 36pt;\">\n\t\tverificare, tramite monitoraggio, le dinamiche di popolazione sia dei fitofagi che degli entomofagi.<\/li>\n<\/ul>\n<h3>\n\t<a name=\"valutare\"><\/a><\/h3>\n<h3>\n\t&nbsp;<\/h3>\n<h3>\n\tf) Valutare il programma di controllo biologico<\/h3>\n<p>Se si desidera valutare l\u2019efficacia del programma di controllo biologico bisogna:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"margin-left: 36pt;\">\n\t\tAvere a disposizione parcelle &quot;trattate&quot; e almeno una &quot;non trattate&quot;. Gli insetti utili devono essere impiegati solo nelle parcelle &quot;trattate&quot;, mentre nella(e) rimanente(i) si impiegano solo i metodi di controllo tradizionali senza introdurre alcun insetto. Le parcelle dovrebbero essere abbastanza distanti da non venire interessate reciprocamente da fenomeni di &quot;deriva&quot;, sia dei pesticidi, sia degli entomofagi.<\/li>\n<li style=\"margin-left: 36pt;\">\n\t\t&nbsp;Individuare quali rilievi effettuare nelle diverse parcelle.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per una corretta valutazione bisogna:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"margin-left: 36pt;\">\n\t\tverificare la quantit\u00e0 di insetti utili che effettivamente \u00e8 stata impiegata;<\/li>\n<li style=\"margin-left: 36pt;\">\n\t\tindividuare la percentuale di fitofagi parassitizzata (se si sono impiegati parassitoidi);<\/li>\n<li style=\"margin-left: 36pt;\">\n\t\trilevare la densit\u00e0 (determinata come numero per pianta o per m<sup>2<\/sup>o per fila) degli stadi dannosi del fitofago prima e dopo l\u2019impiego dei suoi nemici naturali (i quali, bisogna ricordare, hanno bisogno di pi\u00f9 tempo rispetto agli insetticidi per ridurre numericamente le popolazioni di insetti dannosi);<\/li>\n<li style=\"margin-left: 36pt;\">\n\t\tfare una stima del livello di dannosit\u00e0 raggiunto dai fitofagi e confrontarlo col raccolto ottenuto.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Bisogna inoltre ricordare che per alcune specie utili il periodo dell\u2019anno in cui vengono impiegate pu\u00f2 influenzarne il comportamento. Per esempio, basse temperature e fotoperiodo breve possono rallentare lo sviluppo o indurre la diapausa; in questo caso l\u2019attivit\u00e0 di controllo risulter\u00e0 minore del previsto.<\/p>\n<p>I materiali e i metodi necessari per effettuare i monitoraggi sono spesso disponibili presso i rivenditori di insetti. \u00c8 sempre possibile rivolgersi agli Osservatori per le Malattie delle Piante o agli Istituti di Entomologia per aiuto e supporto.<\/p>\n<h3>\n\tEssere pronti ad intervenire con soluzioni alternative&nbsp;<br \/>\n\t<span style=\"font-size: 12px;\">Se si aspetta troppo \u00e8 possibile che l\u2019azione di controllo risulti tardiva e non si possano ottenere dei risultati accettabili.<\/span><\/h3>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"rtecenter\">vai a &nbsp;<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/content\/innovazione-e-tecnologia-agricoltura-e-ambiente-indice-generale\">Indice generale&nbsp;<\/a><\/p>\n<p><span style=\"color:black\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:13.5pt;color:black\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli insetti utili sono considerati e venduti come i mezzi di controllo dei fitofagi meno tossici che ci siano. 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