{"id":320,"date":"2014-05-12T13:10:29","date_gmt":"2014-05-12T13:10:29","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/book\/iii-36-effetto-della-messa-al-bando-dei-neonicotinoidi\/"},"modified":"2023-09-13T16:46:51","modified_gmt":"2023-09-13T14:46:51","slug":"iii-36-effetto-della-messa-al-bando-dei-neonicotinoidi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?p=320","title":{"rendered":"III 3.6 Effetto della messa al bando dei Neonicotinoidi"},"content":{"rendered":"<p>Nel 2013 la UE ha messo al bando tre neonicotinoidi e si riserva di riconsiderare la decisione tra due anni in base ai nuovi possibili risultati di ricerca. I neonicotinoidi sono impiegati nel trattamento primaverile delle piante oleaginose e sono reimpiegati prima della fioritura.<\/p>\n<p>Non essendoci al momento valide alternative ai neonicotinoidi, la loro messa al bando pu\u00f2 compromettere la stessa coltivazione delle piante oleaginose. Al tempo stesso la carenza di impollinatori mette a rischio il raccolto stesso.<\/p>\n<h3>\n\t<span style=\"font-size: 12px;\">Problematiche dovute ai non utilizzo dei neonicotidinoidi in frtticoltura&nbsp;<\/span><\/h3>\n<p>In conseguenza dell\u2019applicazione del Reg. UE n\u00b0 485\/2013 del 30\/09\/2013, che vieta l\u2019uso dei seguenti neonicotinoidi: Imidacloprid, Thiametoxan e Clothianidin in prefioritura nelle colture frutticole, si possono fare le seguenti considerazioni tecniche riferite alla pianura veronese:<\/p>\n<ul>\n<li>\n\t\tsul melo, i neonicotinoidi non sono molto usati in prefioritura, le alternative sono Fluvalinate, Acetamiprid e Flonicamid;<\/li>\n<li>\n\t\tsul pesco l\u2019uso dei neonicotinoidi in prefioritura \u00e8 una prassi consolidata, non mancano le alternative, si possono usare altri prodotti, per esempio: Fluvalinate, Acetamiprid e Flonicamid;<\/li>\n<li>\n\t\tsul ciliegio normalmente i neonicotinoidi non si usano in prefioritura (si preferisce usarli in post per sfruttare l\u2019effetto contro la mosca), si possono usare comunque Fluvalinate e Acetamiprid;<\/li>\n<li>\n\t\tsul pero i neonicotinoidi in oggetto non sono molto usati in prefioritura, in quanto \u00e8 consolidato l\u2019uso di Acetamiprid e non ci sono prodotti alternativi contro la tentredine. Il posizionamento in post fioritura coincide con la fioritura del melo se coltivato nelle vicinanze.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ipotizzando la difesa in frutticoltura senza neonicotinoidi, gli effetti possono essere:<\/p>\n<ul>\n<li>\n\t\tcontrollo non ottimale degli afidi in generale e altri fitofagi (fillominatori, carpocapsa, mosca del ciliegio ecc.);<\/li>\n<li>\n\t\tinsufficiente controllo dell\u2019Afide Lanigero del melo;<\/li>\n<li>\n\t\tinsufficiente controllo della tentredine del pero;<\/li>\n<li>\n\t\taumento del numero di insetticidi\/aficidi;<\/li>\n<li>\n\t\taumento dei costi della difesa;<\/li>\n<li>\n\t\tpossibile aumento di frutta non commerciabile.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>\n\t<span style=\"font-size:12px;\">Problematiche create dall\u2019uso dei neonicotinoidi<\/span><\/h3>\n<p>In oltre met\u00e0 delle nazioni europee non sono presenti api da miele sufficienti ad impollinare le colture e bisogna fare sempre pi\u00f9 affidamento sugli impollinatori selvatici. Anche in Italia la situazione \u00e8 molto delicata. La ragione della moria di api \u00e8 stata imputata ai neonicotinoidi che sono quindi stati messi provvisoriamente al bando. Le ricerche per provare questa correlazione sono molteplici e vengono effettuate sia in laboratorio, sia sul campo. I risultati ottenuti dagli esperimenti di laboratorio per\u00f2 spesso differiscono diametralmente da quelli ottenuti sul campo.<\/p>\n<p>Gli studi in laboratori danno sicuramente risultati riproducibili in condizioni controllate, le quali per\u00f2 non rispecchiano sempre in modo efficace le realt\u00e0 sul campo. Tutti gli studi in laboratorio hanno provato una relazione tra il malessere delle api e la presenza di neonicotinoidi. In generale cambiano la comunicazione sociale tra le api, le modalit\u00e0 di ricerca di cibo, la capacit\u00e0 di rientrare nell\u2019alveare e si abbassano le loro difese immunitarie, per cui le api sono pi\u00f9 vulnerabili a virus e altre malattie.<br \/>\n\tLe prove su campo, invece, non sempre dimostrano una tale correlazione diretta. Infatti spesso le api non sembrano subire alterazioni in misura determinante dai neonicotinoidi.<\/p>\n<p>Dal J<em>oint Meeting<\/em> \u201cThe Impact of Pesticides on Bee Health\u201d, tenutosi a Londra nel gennaio 2014, \u00e8 emersa la correlazione tra il malessere delle api e l\u2019impiego di neonicotinoidi, con l\u2019aggiunta che il malessere si estende anche agli impollinatori selvatici.<br \/>\n\tUno studio statunitense presentato in tale sede aggiunge i fungicidi tra le concause; infatti \u00e8 stato trovato che le api si ammalavano pi\u00f9 facilmente di Nosema se consumavano polline con alte concentrazioni di fungicida.<br \/>\n\tAltri studi ancora hanno dimostrato come le api siano sensibili all\u2019odore dell&#8217;imidachloprid; non \u00e8 per\u00f2 ancora chiaro come venga recepito e come alteri la percezione di altri odori.<br \/>\n\tIn ogni caso, gli studi sottolineano come gli effetti si notino pi\u00f9 chiaramente a distanza di tempo, ovvero quando l\u2019esposizione ai neonicotinoidi perdura negli anni.<\/p>\n<p>Alcuni degli studi effettuati sul campo e presentati al convegno, nonch\u00e9 uno studio sempre su campo, portato avanti dagli istituti finlandesi per la ricerca in agricoltura MTT e l\u2019autorit\u00e0 per la sicurezza alimentare EVIRA, suggeriscono invece che gli insetticidi non provochino un danno rilevante e diretto sulle api. Il progetto finlandese afferma di non aver registrato alcune correlazioni tra i trattamenti chimici e la sofferenza nelle colonie durante questo primo anno di osservazione.<\/p>\n<p>Le differenze e le controversie negli studi sono principalmente dovute alla difficolt\u00e0 di riprodurre in laboratorio tutte le condizioni ambientali; comunque gli esperimenti svolti sul campo hanno una maggior difficolt\u00e0 ad essere riproducibili anche perch\u00e9 alcuni insetticidi sono impiegati fino alla fioritura e dati con spray. Questo comporta alte variabilit\u00e0 nella valutazione dell\u2019esposizione delle api a tali pesticidi.<\/p>\n<p>Vedi allagati o visita&nbsp;<br \/>\n\t<a href=\"http:\/\/www.plosone.org\/article\/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0082996\">PlosOne<\/a>&nbsp;<br \/>\n\t<a href=\"https:\/\/portal.mtt.fi\/portal\/page\/portal\/mtt_en\/mtt\/news\/pressreleases\/2014\/Assessing%20the%20effects%20of%20neonicotinoids%20on%20honeybees%20in%20Finland\">MTT<\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"rtecenter\">vai a &nbsp;<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/content\/innovazione-e-tecnologia-agricoltura-e-ambiente-indice-generale\">Indice generale&nbsp;<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2013 la UE ha messo al bando tre neonicotinoidi e si riserva di riconsiderare la decisione tra due anni in base ai nuovi possibili risultati di ricerca. I neonicotinoidi sono impiegati nel trattamento primaverile delle piante oleaginose e sono reimpiegati prima della fioritura. 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