{"id":303,"date":"2014-05-09T13:41:08","date_gmt":"2014-05-09T13:41:08","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/book\/ii-38-luso-delle-acque-salmastre-agricoltura-effetti-sul-suolo\/"},"modified":"2023-09-13T16:46:04","modified_gmt":"2023-09-13T14:46:04","slug":"ii-38-luso-delle-acque-salmastre-agricoltura-effetti-sul-suolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?p=303","title":{"rendered":"II 3.8 L\u2019uso delle acque salmastre in agricoltura: effetti sul suolo"},"content":{"rendered":"<h3>\n\tII.3.8 L\u2019uso delle acque salmastre in agricoltura: effetti sul suolo<\/h3>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12px;\">L\u2019acqua dalle fonti di approvvigionamento raggiunge le unit\u00e0 colturali mediante canali di adduzione ed \u00e8 quindi distribuita alle colture in modi differenti a seconda del metodo irriguo adottato. Parte di questa acqua viene dispersa nell\u2019atmosfera per evapotraspirazione; la restante parte, variabile in funzione del metodo irriguo, della sua efficienza e del volume richiesto per la lisciviazione dei sali, confluisce nei canali di raccolta degli impianti di drenaggio e delle acque di sgrondo superficiali; ci\u00f2 che non viene intercettato dai dreni, si incanala nelle vie naturali di scorrimento sottosuperficiale. Generalmente, nel breve termine, il risultato agronomico dell\u2019irrigazione \u00e8 soddisfacente e non si osservano effetti negativi sul suolo e sulle colture anche se si utilizzano, con le dovute tecniche, acque saline.<\/span><\/p>\n<p>Nel lungo termine, tuttavia, possono manifestarsi una serie di problemi di carattere ambientale, tra i quali:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"margin-left: 36pt;\">\n\t\tla riduzione della produttivit\u00e0 del suolo per accumulo di sali;<\/li>\n<li style=\"margin-left: 36pt;\">\n\t\tl\u2019inquinamento degli acquiferi da sali e pesticidi veicolati dalle acque di drenaggio;<\/li>\n<li style=\"margin-left: 36pt;\">\n\t\trischi per la salute pubblica per l&#8217;inquinamento delle fonti di acqua destinata ad usi civili;<\/li>\n<li style=\"margin-left: 36pt;\">\n\t\tl\u2019inquinamento e danno degli ecosistemi a valle del comprensorio alimentati dalle acque di risulta dell\u2019area irrigua.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il&nbsp;<em>deterioramento del suolo<\/em>\u00e8 indubbiamente l\u2019effetto negativo pi\u00f9 noto della pratica irrigua, e si manifesta direttamente sui suoli agricoli. L\u2019acqua persa per evapotraspirazione \u00e8 infatti essenzialmente pura, per cui i sali apportati con l\u2019acqua d\u2019irrigazione, anche se dolce, si concentrano nel suolo. Utilizzando un\u2019acqua di buona qualit\u00e0 comunque si apportano al terreno notevoli quantit\u00e0 di sali; se questi non vengono allontanati per lisciviazione nelle acque di drenaggio, e l\u2019irrigazione continua nel tempo, il progressivo accumulo render\u00e0 via via pi\u00f9 grave il disturbo osmotico e l\u2019effetto tossico di alcuni ioni nei confronti delle colture fino all\u2019isterilimento del suolo.<br \/>\n\tI problemi di salinizzazione secondaria sono naturalmente accentuati quando si utilizzano acque dure, o in presenza di una falda salina superficiale, nei suoli con problemi di conducibilit\u00e0 idraulica e di drenaggio, nelle regioni aride e semiaride in cui all\u2019 elevato flusso evapotraspirativo si associa la ridotta piovosit\u00e0. Il degrado del suolo risulta quanto mai rapido ed irreversibile quando si utilizzano acque ad elevato contenuto in sodio o se si pratica l\u2019irrigazione su terreni costituzionalmente sodici. Il rapido deterioramento strutturale che si manifesta in questi casi, particolarmente nei terreni colloidali, pu\u00f2 rendere impraticabile la stessa agricoltura.<\/p>\n<p>L\u2019acqua distribuita alle colture in eccesso rispetto all\u2019 evapotraspirazione drenando al di sotto della rizosfera ed infiltrandosi nel sottosuolo spesso solubilizza i sali di origine geologica che vanno quindi a sommarsi a quelli lisciviati dal suolo. Seguendo gli spesso imprevedibili percorsi sotterranei dell\u2019 acqua, questi sali possono confluire a valle nei suoli agricoli e naturali, nelle falde superficiali o profonde o in fiumi o ruscelli o canali di superficie. In ogni caso il bilancio dei sali dell\u2019intero sistema idrogeologico pu\u00f2 essere completamente modificato rispetto a quello naturale esistente prima della progettazione irrigua; i sali che defluivano naturalmente alle foci dei fiumi, o quelli che erano concentrati in depositi sotterranei, sono costretti, infatti, a fluire attraverso il suolo, aumentando la loro concentrazione nelle acque che li veicolano. Questi problemi, tuttavia, si osservano quando i volumi d\u2019adacquamento eccedono i fabbisogni irrigui delle colture (per inefficienza delle reti di adduzione o del metodo o per cattiva gestione a livello aziendale) e in caso di inadeguatezza o mancanza degli impianti di drenaggio.<br \/>\n\tSi assiste quindi ad un conseguente rischio di <em>salinizzazione e<\/em><em>inquinamento dei corpi idrici<\/em>da parte delle acque di drenaggio. Il problema dell\u2019inquinamento dei corpi idrici si pone comunque anche quando il comprensorio \u00e8 dotato di un\u2019efficiente rete drenante. L\u2019acqua emunta dagli impianti, infatti, inquinata da sali e pesticidi, viene convogliata in canali di raccolta che, generalmente, sfociano in alvei naturali che disperdono nell\u2019ambiente gli inquinanti lisciviati nelle aree agricole. A causa di questi afflussi, a cui eventualmente si sommano quelli sottosuperficiali, la concentrazione di inquinanti, generalmente, aumenta spostandosi verso la foce dei corsi d\u2019acqua. Molto pesante infine pu\u00f2 essere <em>l\u2019 impatto sull\u2019 ecosistema.<\/em><\/p>\n<p>Per conciliare le esigenze dell\u2019agricoltura irrigua, e dei connessi problemi di salinit\u00e0, con quelle di salvaguardia dell\u2019ambiente, \u00e8 necessario un approccio pi\u00f9 olistico. Infatti, se l\u2019irrigazione \u00e8 il principale responsabile della salinizzazione delle acque e del suolo, le strategie per la protezione della loro qualit\u00e0 e dell\u2019ambiente, nella salvaguardia delle produzioni agricole, richiede un\u2019azione di ampio respiro. La soluzione adeguata richiede l\u2019interdisciplinariet\u00e0 di numerose competenze e le possibili strategie potrebbero includere:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"margin-left: 36pt;\">\n\t\tl\u2019eliminazione dell\u2019irrigazione nelle aree particolarmente a rischio;<\/li>\n<li style=\"margin-left: 36pt;\">\n\t\tla riduzione della quantit\u00e0 di acqua persa per percolazione;<\/li>\n<li style=\"margin-left: 36pt;\">\n\t\tl\u2019isolamento del drenaggio delle acque reflue saline evitando che contaminino le acque di buona qualit\u00e0 e la destinazione di tali acque ad usi alternativi o a trattamenti di risanamento.<\/li>\n<\/ul>\n<p>I volumi di adacquamento superano abbondantemente i fabbisogni delle colture; pertanto una maggiore efficienza dei sistemi irrigui e una pi\u00f9 corretta programmazione possono certamente contribuire alla riduzione del drenaggio.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"rtecenter\">vai a &nbsp;<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/content\/innovazione-e-tecnologia-agricoltura-e-ambiente-indice-generale\">Indice generale&nbsp;<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>II.3.8 L\u2019uso delle acque salmastre in agricoltura: effetti sul suolo<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":"","footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-303","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pagine_di_articoli"],"author_meta":{"display_name":"NoName","author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4"},"featured_img":null,"coauthors":[],"tax_additional":{"categories":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?cat=18\" class=\"advgb-post-tax-term\">Pagine di articoli<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Pagine di articoli<\/span>"]}},"comment_count":"0","relative_dates":{"created":"Pubblicato 12 anni fa","modified":"Aggiornato 3 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 09\/05\/2014","modified":"Aggiornato il 13\/09\/2023"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 09\/05\/2014 13:41","modified":"Aggiornato il 13\/09\/2023 16:46"},"featured_img_caption":"","series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/303","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=303"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/303\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13386,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/303\/revisions\/13386"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=303"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=303"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=303"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}