{"id":263,"date":"2014-05-09T11:32:52","date_gmt":"2014-05-09T11:32:52","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/book\/i-5-3-la-degradazione-microbica-dei-fitofarmaci\/"},"modified":"2023-09-13T16:45:44","modified_gmt":"2023-09-13T14:45:44","slug":"i-5-3-la-degradazione-microbica-dei-fitofarmaci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?p=263","title":{"rendered":"I  5. 3  La degradazione microbica dei fitofarmaci"},"content":{"rendered":"<p>I&nbsp; 5. 3 &nbsp;La degradazione microbica dei fitofarmaci<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In natura la degradazione microbica dei fitofarmaci pu\u00f2 essere dovuta a:<\/p>\n<ul>\n<li>\n\t\t&nbsp;metabolismo diretto (degradazione microbiologica diretta):<\/li>\n<li>\n\t\treazione secondaria dovuta ad un effetto indiretto dei microbi sull\u2019ambiente chimico e fisico.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La <em>degradazione microbiologica<\/em> <em>diretta <\/em>dei fitofarmaci \u00e8 considerato il meccanismo primario di trasformazione biologica. Alcuni meccanismi di trasformazione microbica sono unici e non possono essere trovati in altri organismi.<br \/>\n\tI processi in cui sono coinvolti le trasformazione microbiologiche dei fitofarmaci sono:<\/p>\n<p>v&nbsp; la biodegradazione;<\/p>\n<p>v&nbsp; il cometabolismo;<\/p>\n<p>v&nbsp; la polimerizzazione;<\/p>\n<p>v&nbsp; l\u2019accumulazione;<\/p>\n<p>v&nbsp; fattori ambientali specifici.<\/p>\n<p>La <em>biodegradazione<\/em> rappresenta l\u2019aspetto pi\u00f9 interessante e ambientalmente pi\u00f9 importante della degradazione di un fitofarmaco ad opera dei microrganismi del suolo. in questo caso il&nbsp; fitofarmaco viene utilizzato direttamente da uno o pi\u00f9 microrganismi, e viene metabolizzato in CO2 ed in altri composti inorganici. Allo stesso tempo, i microrganismi ne ricavano l\u2019energia necessaria per crescere.<\/p>\n<p>Nel <em>cometabolismo<\/em> i microrganismi sono capaci di trasformare un fitofarmaco senza per\u00f2 derivarne alcun nutrimento od energia per svilupparsi.<br \/>\n\tIl cometabolismo generalmente non da una degradazione elevata, ma \u00e8 possibile che partecipino alla degradazione diversi microrganismi con modalit\u00e0 diverse. Quindi \u00e8 possibile che vengano generati prodotti intermedi che possono essere sia un substrato di crescita per altri organismi come un prodotto con tossicit\u00e0 maggiore per l\u2019ambiente.<\/p>\n<p>La <em>polimerizzazione<\/em> \u00e8 un processo di unione ossidativa in cui uno o pi\u00f9 fitofarmaci o loro intermedi si combinano tra loro o con altri prodotti naturali fino a formare delle macromolecole.<\/p>\n<p>Un altro metodo di degradazione \u00e8 rappresentato dall\u2019<em>accumulo,<\/em>in questo caso i fitofarmaci vengono accumulati all\u2019interno di microrganismi. Il processo di assorbimento dei fitofarmaci \u00e8 un processo di tipo fisico passivo piuttosto che un vero processo metabolico attivo. La velocit\u00e0 di accumulo dipende dal tipo e dalla concentrazione del fitofarmaco nel suolo e dal tipo di organismo.<br \/>\n\tQuesto metodo mostra seri limiti in quanto molti microrganismi sono a loro volta importanti risorse alimentari per altri organismi e quindi l\u2019inquinamento si trasferisce lungo la catena alimentare.<\/p>\n<p>Ci sono infine <em>fattori <\/em><em>specifici<\/em> al particolare sistema fitofarmaco \/ microrganismi \/ suolo che non \u00e8 riproducile in laboratorio. In questo caso conta:<\/p>\n<ul>\n<li>\n\t\tstruttura, concentrazione e trattamento del fitofarmaco;<\/li>\n<li>\n\t\t&nbsp;umidit\u00e0, temperatura, sostanza organica, argilla, pH e struttura del suolo;<\/li>\n<li>\n\t\t&nbsp; numero, attivit\u00e0 specifica e metabolismo\/cometabolismo dei microrganismi presenti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Un fitofarmaco pu\u00f2 essere mineralizzato da un singolo microrganismo o da pi\u00f9 microrganismi. \u00c8 comune infatti la degradazione di un fitofarmaco da parte di diversi tipi di microrganismi che possono lo attaccare simultaneamente. La completa degradazione di alcuni fitofarmaci pu\u00f2 richiedere una vera e propria comunit\u00e0 di organismi che soltanto operando sequenzialmente sono in grado di ottenere la totale degradazione.<\/p>\n<p>Inoltre i fattori ambientali influiscono sulla velocit\u00e0 di degradazione, infatti generalmente in pieno campo la degradazione di un fitofarmaco pu\u00f2 essere pi\u00f9 lenta, come \u00e8 pure pi\u00f9 lenta in suoli collinari secchi piuttosto che in aree umide. La biodegradazione dipende anche dalla temperatura, infatti \u00e8 pi\u00f9 bassa nei climi freddi piuttosto che nelle zone temperate o tropicali ed inoltre la velocit\u00e0 decresce con la profondit\u00e0.<\/p>\n<p>Vedi &nbsp;allegato:<br \/>\n\t&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"rtecenter\">vai a &nbsp;<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/content\/innovazione-e-tecnologia-agricoltura-e-ambiente-indice-generale\">Indice generale&nbsp;<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I&nbsp; 5. 3 &nbsp;La degradazione microbica dei fitofarmaci<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":"","footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-263","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pagine_di_articoli"],"author_meta":{"display_name":"NoName","author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4"},"featured_img":null,"coauthors":[],"tax_additional":{"categories":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?cat=18\" class=\"advgb-post-tax-term\">Pagine di articoli<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Pagine di articoli<\/span>"]}},"comment_count":"0","relative_dates":{"created":"Pubblicato 12 anni fa","modified":"Aggiornato 3 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 09\/05\/2014","modified":"Aggiornato il 13\/09\/2023"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 09\/05\/2014 11:32","modified":"Aggiornato il 13\/09\/2023 16:45"},"featured_img_caption":"","series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/263","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=263"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/263\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13369,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/263\/revisions\/13369"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=263"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=263"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=263"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}