{"id":217,"date":"2014-05-07T14:03:04","date_gmt":"2014-05-07T14:03:04","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/book\/ii-15-la-sistemazione-dei-terreni\/"},"modified":"2023-09-13T16:23:34","modified_gmt":"2023-09-13T14:23:34","slug":"ii-15-la-sistemazione-dei-terreni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?p=217","title":{"rendered":"II 1.5  La sistemazione dei terreni"},"content":{"rendered":"<p>II. 1. 5.&nbsp; La sistemazione dei terreni<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Le sistemazioni del terreno, di pianura e di collina, sono la base della difesa del suolo e consentono di raccordare l&#8217;uso del suolo con il ciclo dell&#8217;acqua. Bisogna che le acque sgrondino il pi\u00f9 rapidamente possibile dai terreni di pianura, e si trattengano il pi\u00f9 a lungo possibile nei terreni di montagna. Infatti, acque di precipitazione troppo intense possono allagare i suoli di pianura, provocando fenomeni di asfissia e danni alla vegetazione, mentre in montagna possono causare erosioni e frane.<\/p>\n<p>Le sistemazioni dei terreni di pianura agevolano lo sgrondo delle acque di precipitazione, prevenendo impaludamenti e ristagni di umidit\u00e0.<br \/>\n\tQui gli appezzamenti coltivati sono caratterizzati da baulature, che sgrondano l&#8217;acqua in fossi o scoline. l campi sono collegati da stradine campestri, solitamente inerbite, che fungono talora anche da scoline.<br \/>\n\tLe dimensioni dell&#8217;appezzamento coltivato sono molto variabili. I campi possono essere larghi 40-50 metri e lunghi da 200 a 700-800 metri, come nella sistemazione alla ferrarese, o larghi solo 20-30 metri e lunghi un centinaio, come nella sistemazione alla toscana. Tuttavia, le superfici coltivate, nella sistemazione a \u201cporche\u201d, possono avere una lunghezza inferiore a un metro. In questo caso, i fossi che separano le &quot;porche&quot; possono essere usati anche per irrigarle.<\/p>\n<p>La sistemazione alla ferrarese non potrebbe funzionare in Toscana, per via della natura del suolo e del clima. Infatti l&#8217;arte delle sistemazioni nasce da un&#8217;esperienza di molte generazioni.<\/p>\n<p>Le sistemazioni dei terreni in pendio trattengono le acque cadute con le precipitazioni, le lasciano infiltrare nel suolo, impedendo il rapido deflusso superficiale, possibile causa di fenomeni erosivi.<br \/>\n\tLe sistemazioni dei terreni in pendio assumono aspetti spettacolari. Ne sono un esempio le risaie realizzate, mediante terrazzamenti, nelle montagne dell&#8217;Estremo Oriente, o in Italia le sistemazioni a spina a Meleto in Val d&#8217;Elsa, che all&#8217;inizio del 1880 hanno trasformato colline squallide, erose e destinate a pascolo di bassa qualit\u00e0, in ambienti splendidi, di colture fiorenti.<br \/>\n\tLe sistemazioni a spina oggi, poich\u00e9 richiedono troppo lavoro, stanno scomparendo. Sono sostituite dalle sistemazioni a ritocchino, eseguite lavorando il terreno secondo le linee di massima pendenza, che per\u00f2 spesso agevolano i processi erosivi. La lavorazione costa meno, \u00e8 vero, ma i danni all\u2019ambiente sono incalcolabili.<\/p>\n<p>\tLe buone sistemazioni, quelle &quot;di traverso&quot;, sono invece sempre un investimento, vantaggioso anche per le generazioni future. Le pi\u00f9 diffuse sono : a <em>cavalcapoggio<\/em>, a <em>girapoggio<\/em>, a <em>serpeggiamento<\/em>, e cos\u00ec via. Quando le pendenze sono particolarmente elevate, si possono realizzare terrazzamenti (le terrazze sono sorrette da argini costituiti da muri a secco o in calce) e ciglionamenti (gli argini sono scarpate inerbite). Quando la pendenza \u00e8 considerevole, ma disforme, si preferisce il gradonamento: un gradone pu\u00f2 essere sorretto da muri o da ciglioni, ma si adatta alle condizioni naturali e si pu\u00f2 interrompere anche pi\u00f9 volte in brevi spazi per la presenza di speroni rocciosi, macchie, ecc. Alberi isolati su pendici molto scoscese possono essere protetti anche da muretti semicircolari, situati a valle della base del tronco o della ceppaia: si parla di lunette.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"rtecenter\">vai a &nbsp;<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/content\/innovazione-e-tecnologia-agricoltura-e-ambiente-indice-generale\">Indice generale&nbsp;<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>II. 1. 5.&nbsp; La sistemazione dei terreni<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":"","footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-217","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pagine_di_articoli"],"author_meta":{"display_name":"NoName","author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4"},"featured_img":null,"coauthors":[],"tax_additional":{"categories":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?cat=18\" class=\"advgb-post-tax-term\">Pagine di articoli<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Pagine di articoli<\/span>"]}},"comment_count":"0","relative_dates":{"created":"Pubblicato 12 anni fa","modified":"Aggiornato 3 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 07\/05\/2014","modified":"Aggiornato il 13\/09\/2023"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 07\/05\/2014 14:03","modified":"Aggiornato il 13\/09\/2023 16:23"},"featured_img_caption":"","series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/217","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=217"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/217\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13321,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/217\/revisions\/13321"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=217"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=217"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=217"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}