{"id":207,"date":"2014-05-05T11:05:18","date_gmt":"2014-05-05T11:05:18","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/book\/iii-23-le-linee-guida-sulla-valutazione-del-rischio\/"},"modified":"2023-09-13T16:23:35","modified_gmt":"2023-09-13T14:23:35","slug":"iii-23-le-linee-guida-sulla-valutazione-del-rischio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?p=207","title":{"rendered":"III 2.3 Le linee guida sulla valutazione del rischio"},"content":{"rendered":"<p>III.2.3 Le linee guida sulla valutazione del rischio<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Le modalit\u00e0 di valutazione del rischio delle emissioni sono da ricondurre al <a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/LexUriServ\/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2009:309:0001:0050:IT:PDF\">Regolamento (CE) n. 1107\/2009<\/a> relativo all\u2019immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari.<br \/>\n\tLe linee guida forniscono orientamenti su come e quando effettuare la valutazione delle emissioni nel suolo, nelle acque di superficie, nelle falde acquifere e nell&#8217;aria. Inoltre vengono esaminati gli elementi che andrebbero utilizzati negli scenari di esposizione per la valutazione del rischio, sia per le coltivazioni in terra sia per quelle senza terra.<br \/>\n\tL\u2019EFSA (Autorit\u00e0 Europea per la Sicurezza Alimentare) il 18 dicembre 2013 ha pubblicato la nuova procedura sulla valutazione del rischio che consente di determinare in tempi brevi eventuali rischi, con la conseguente possibilit\u00e0 di dare rapidamente l\u2019allarme.<\/p>\n<p>La nuova procedura prende in considerazione tutti i tipi di rischi possibili e li suddivide in tre categorie:<\/p>\n<ul>\n<li>\n\t\tintenzionali di origine industriale;<\/li>\n<li>\n\t\tnon intenzionali di origine industriale;<\/li>\n<li>\n\t\tdi origine naturale, ovvero dovuti a sostanze che in qualche modo entrano nella catena alimentare attraverso l\u2019ambiente.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Mentre molto si conosce sulle sostanze di origini industriali, non sempre sono conosciuti i dettagli delle sostanze naturali o industriali ma non intenzionali, tuttavia in tutti e tre i casi \u00e8 necessario prevederne la tossicit\u00e0.<\/p>\n<p>La novit\u00e0 di queste nuove procedure consiste nell\u2019utilizzazione di modello di software capace di integrare i dati sulla sorgente del rischio con quelli relativi alle sostanze chimiche incriminate, quali i comportamenti ambientali e la tossicit\u00e0 potenziale. Qualora non ci siano dati precisi, questi ultimi possono essere simulati in base alla struttura e alle propriet\u00e0 chimico-fisiche della sostanza stessa.<\/p>\n<h3>\n\tIl funzionamento del modello di valutazione del rischio<\/h3>\n<p>Il modello messo a punto dall\u2019EFSA comincia con la semplice integrazione dei dati sulla sorgente del rischio con i dati relativi alle sostanze chimiche incriminate, quali i comportamenti ambientali e la tossicit\u00e0 potenziale. Qualora non ci siano dati precisi, questi ultimi possono essere simulati in base alla struttura e alle propriet\u00e0 chimico-fisiche della sostanza stessa.<br \/>\n\tLa procedura continua con una serie di passaggi successivi atti a meglio identificare il problema e le sue potenzialit\u00e0 tossico-nocive, tipo: quantit\u00e0 di inquinante, provenienza, persistenza nell\u2019ambiente, capacit\u00e0 di bioaccumulo, usi dispersivi, tossicit\u00e0 e comparto ambientale interessato (acqua, suolo e biota).<br \/>\n\tPer meglio determinare la presenza di una reale pericolosit\u00e0 per la salute umana, la procedura continua in modo molto articolato, prevedendo delle immissioni di dati a multistadio dove ogni risposta risulta essere il punto di partenza per il passaggio successivo. A seconda delle esigenze i dati possono essere inseriti in modo preciso oppure dando dei criteri di selezione. Nel primo caso si ottiene un risultato preciso applicabile al caso in esame, mentre nel secondo si ottengono previsioni su diversi possibili scenari.<br \/>\n\tI modelli computazionali impiegati per le previsioni sono strumenti <em>in silico<\/em>; questi modelli sono utilissimi per prevedere il destino ambientale della sostanza in esame. Le previsioni vengono quindi integrate con i dati presenti nelle banche dati delle sostanze potenzialmente dannose: eChem Portal e QSAR Toolbox.<br \/>\n\tLa capacit\u00e0 di basarsi su modelli computazionali <em>in silico<\/em> permette al sistema si essere applicato anche su sostanze di cui si hanno scarse informazioni. I modelli utilizzati, infatti, sono in grado di prevedere, entro un certo limite, la tossicit\u00e0 e il destino ambientale di sostanze anche scarsamente note. Questa caratteristica rende possibile il prevedere stati di allerta potenziali e quindi consentire agli enti preposti di prendere provvedimenti adeguati.<br \/>\n\tQuesta procedura ha comunque bisogno di essere affinata e testata sul campo, possibilmente in un progetto pilota prima di poter essere impiegata su vasta scala. L\u2019utilizzo del database, infatti, \u00e8 ancora complesso per un uso di massa.<\/p>\n<p>Per maggiori dettagli:<br \/>\n\t<a href=\"http:\/\/www.efsa.europa.eu\/en\/supporting\/pub\/547e.htm\">EFSA<\/a><br \/>\n\t<a href=\"http:\/\/www.echemportal.org\/echemportal\/index?pageID=0&amp;request_locale=en\">eChem Portal<\/a><br \/>\n\t<a href=\"http:\/\/www.qsartoolbox.org\/\">QSAR Toolbox<\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"rtecenter\">vai a &nbsp;<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/content\/innovazione-e-tecnologia-agricoltura-e-ambiente-indice-generale\">Indice generale&nbsp;<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>III.2.3 Le linee guida sulla valutazione del rischio<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":"","footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-207","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pagine_di_articoli"],"author_meta":{"display_name":"NoName","author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4"},"featured_img":null,"coauthors":[],"tax_additional":{"categories":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?cat=18\" class=\"advgb-post-tax-term\">Pagine di articoli<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Pagine di articoli<\/span>"]}},"comment_count":"0","relative_dates":{"created":"Pubblicato 12 anni fa","modified":"Aggiornato 3 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 05\/05\/2014","modified":"Aggiornato il 13\/09\/2023"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 05\/05\/2014 11:05","modified":"Aggiornato il 13\/09\/2023 16:23"},"featured_img_caption":"","series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/207","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=207"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/207\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13330,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/207\/revisions\/13330"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=207"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=207"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=207"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}