{"id":1410,"date":"2019-12-04T13:04:11","date_gmt":"2019-12-04T13:04:11","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/book\/basilica-del-santo-restaurato-il-monumento-a-matteo-ferchio-teologo-e-docente-di-metafisica-alluniversita-di-padova\/"},"modified":"2023-09-13T17:15:27","modified_gmt":"2023-09-13T15:15:27","slug":"basilica-del-santo-restaurato-il-monumento-a-matteo-ferchio-teologo-e-docente-di-metafisica-alluniversita-di-padova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?p=1410","title":{"rendered":"Basilica del Santo. Restaurato il monumento a Matteo Ferchio, teologo e docente di Metafisica all&#8217;Universit\u00e0 di Padova"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1407\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Monumento-Matteo-Ferchio-1671-Autore-del-XVII-secolo.jpg\" style=\"width: 300px; height: 400px;\" width=\"450\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Monumento-Matteo-Ferchio-1671-Autore-del-XVII-secolo.jpg 450w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Monumento-Matteo-Ferchio-1671-Autore-del-XVII-secolo-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/p>\n<p><strong>Intervento di restauro realizzato da Monica Vial, promosso dalla Veneranda Arca di S. Antonio e <a href=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Presentazione-Lions.pdf\">finanziato dal&nbsp;Lions Club Padova Antenore<\/a><\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p>Il dalmata Matteo Ferchio (1583-1669), teologo pubblico all&rsquo;Universit\u00e0 di Padova per trentacinque anni, strenuo sostenitore della dottrina di Giovanni Duns Scoto (1265-66\/1308), polemista e capace di contrattacchi critici tinti di fiere polemiche, fu un pensatore e un docente insieme geniale e versatile, capace di passare dalla teologia alle lettere, alla matematica, alla medicina e all&rsquo;oratoria e alle lingue antiche. L&rsquo;opera commemorativa a lui dedicata, situata nel pilastro tra la Cappella delle Benedizioni, gi\u00e0 di Santa Caterina, e la Cappella di Santa Rosa, \u00e8 tornata alla sua originaria bellezza grazie all<strong>&rsquo;intervento di restauro di Monica Vial.<\/strong><br \/>Realizzato nel 1671 ad opera di un pittore del XVII secolo per volont\u00e0 di padre Felice Rotondi da Monteleone, successore di Ferchio nella docenza universitaria, il monumento si compone di una parte lapidea, una elaborata <em>cartouche<\/em> ornata con elementi memori dei decori a grottesche che inquadra una scritta su pietra nera.<\/p>\n<p>L&rsquo;affresco, sopra e sotto la struttura, contiene nella parte alta la raffigurazione di Giovanni Duns Scoto, <em>solis aemulus<\/em>, in un contesto allegorico tra la raffigurazione di san Giovanni Evangelista e dell&rsquo;Immacolata. La raffigurazione della Vergine, cos\u00ec declinata, richiama la forza della dottrina scotista che fu profondamente immacolista, e trasmise al mondo francescano tale radicata convinzione che solo nel 1854, con papa Pio IX, divenne dogma di fede.&nbsp; Nella parte inferiore, due putti reggono un cartiglio con una scritta che ricorda l&rsquo;insegnamento dei maestri del Santo nella cattedra universitaria di metafisica e teologia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1409\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Monumento-Matteo-Ferchio-_particolare.jpg\" style=\"width: 400px; height: 274px;\" width=\"400\" height=\"274\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Monumento-Matteo-Ferchio-_particolare.jpg 400w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Monumento-Matteo-Ferchio-_particolare-300x206.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/p>\n<p>La struttura della lapide mostra il forzato inserimento in basso di un listello in cui si ricorda colui che volle la costruzione dell&rsquo;opera, cio\u00e8 il suo successore, il padre Felice Rotondi da Monteleone, al quale, con tutta probabilit\u00e0 appartiene lo stemma inserito nella <em>cartouche<\/em> in basso, chiaramente di un frate francescano, con un animale passante.<\/p>\n<p>Il testo sulla lapide in pietra nera ricorda e addita al riguardante l&rsquo;effigie (oggi scomparsa) di Ferchio, che insegn\u00f2 per 35 anni e mor\u00ec nel 1669, e che il suo monumento fu voluto dal successore, appunto Felice Rotondi nel 1671, eletto nel 1695 ministro generale.<\/p>\n<p>I lavori di restauro, realizzati da <strong>Monica Vial<\/strong>, hanno interessato il monumento nel suo insieme. Dalla parte affrescata sono state rimosse la patina ossidata e le impurit\u00e0, consolidate le zone che dimostravano dei distaccamenti, ed eseguito un ritocco ad acquarello. La pulitura e la rimozione delle impurit\u00e0 hanno interessato anche la parte lapidea e la lapide di marmo nero. Nello stemma che presentava due profonde fessurazioni sono stati inoltre inseriti due perni in vetroresina. Sulla lapide di marmo mero \u00e8 stato eseguito un lavoro di lucidatura, l&rsquo;applicazione di una cera multicristallina e il ripasso delle lettere con acquerello a tono.<\/p>\n<p><strong>L&rsquo;attribuzione a Lorenzo Bedogni da Reggio<\/strong><\/p>\n<p>Nella pochissima letteratura sul monumento si fa il nome di Lorenzo Bedogni da Reggio quale suo autore: un architetto e pittore molto attivo in basilica e a cui Ferchio stesso aveva commissionato un altro affresco, nel chiostro del Noviziato, di inquadramento della porta di accesso dell&rsquo;ambiente destinato al teologo pubblico (di chi insegnava all&rsquo;universit\u00e0) intorno alla met\u00e0 degli anni Quaranta. Sono diversi i lavori che Bedogni fece in basilica, il pi\u00f9 importante dei quali \u00e8 il riassetto del presbiterio, alla met\u00e0 del secolo, quando il coro, originariamente davanti all&rsquo;altare maggiore fu spostato dietro allo stesso, nella posizione in cui oggi lo vediamo, e la recinzione lapidea del presbiterio fu ugualmente modificata.&nbsp; Nel 1652 Giorgio Guglielmo di Hannover lo assunse quale proto per rinnovare molti edifici nei suoi domini e dalla Germania Bedogni torn\u00f2 in Italia e poco dopo mor\u00ec intorno al 1670. Il monumento Ferchio non pu\u00f2 quindi spettargli e mostra anzi, nella parte superiore, una bella qualit\u00e0, che l&rsquo;affresco del chiostro del Noviziato, molto deteriorato, non ci permette pi\u00f9 di scorgere.<\/p>\n<p><strong>Per informazioni<\/strong><br \/><a href=\"http:\/\/www.arcadelsanto.org\/\">www.arcadelsanto.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervento di restauro realizzato da Monica Vial, promosso dalla Veneranda Arca di S. 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