{"id":1278,"date":"2019-05-29T11:51:30","date_gmt":"2019-05-29T11:51:30","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/book\/lera-antropocenica\/"},"modified":"2023-09-13T17:13:34","modified_gmt":"2023-09-13T15:13:34","slug":"lera-antropocenica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?p=1278","title":{"rendered":"L&#8217;era antropocenica"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>Il termine &ldquo;antropocene&rdquo; \u00e8 stato coniato negli anni &rsquo;80 del secolo scorso dal biologo dell&rsquo;Universit\u00e0 del Michigan Eugene Stoermer, dello Stato dello Iowa (U.S.A.) e indica che l&rsquo;era in cui viviamo, con specifico riferimento alle condizioni del Pianeta Terra, \u00e8 caratterizzata dalle continue e distruttive manipolazioni dell&rsquo;uomo. Ponendo il <em>focus<\/em> sullaseguente equazione letteraria:<\/p>\n<p align=\"center\">&lt; cibo : vita = ecologia : economia &gt;<\/p>\n<p>notiamo l&rsquo;imperativo secondo cui, come non c&rsquo;\u00e8 vita senza cibo, non ci pu\u00f2 essere economia senza ecologia, una ecologia intesa come rispetto per l&rsquo;ambiente e tutela della biodiversit\u00e0 e facente parte integrante di una economia sostenibile. Il nostro pianeta ha una funzione ben precisa, quella di creare un habitat per forme di vita complesse; mediante la pulsazione delle foreste si sviluppa un equilibrio stabile tra i loro esseri viventi. Mentre nelle foreste le&nbsp;<a name=\"su\"><\/a>varie forme di vita collaborano per mantenere in salute il Pianeta Terra, l&rsquo;uomo si adopera per modificare questo meccanismo non curandosi delle conseguenze. Secondo la pi\u00f9 grande organizzazione al mondo di certificazione forestale <a href=\"#[1]\">[1]<\/a> ,<strong>&nbsp;<\/strong>le foreste, per offrire un contributo all&rsquo;economia mondiale, devono essere gestite in modo legale osservando i seguenti parametri:<\/p>\n<ul>\n<li>a) produzione sostenibile del legname;<\/li>\n<li>b) regolazione delle risorse idriche;<\/li>\n<li>c) calcolo di assorbimento di carbonio;<\/li>\n<li>d) definizione dei limiti di propriet\u00e0, di privati o di comunit\u00e0, sulle aree forestali.<\/li>\n<\/ul>\n<div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/node\/4791\/edit?render=overlay#su\" name=\"su\"><\/a>Il ricercatore Brian Ficher, dell&rsquo;Accademia delle Scienze in California, sta studiando il cambiamento dell&rsquo;ecosistema, come stiamo modificando il suono delle foreste, i colori, le varie forme di vita, anche quelle del sottobosco.<br \/>Sostanzialmente le foreste sono vitali per l&rsquo;intero pianeta perch\u00e9 esse assorbono il 25% dell&rsquo;anidride carbonica attraverso le foglie regolando peraltro il clima.<br \/>Essendo l&rsquo;uomo dedito all&rsquo;emissione continua di gas serra (metano CH<sub>4<\/sub>, CO<sub>2<\/sub>, ossido di azoto N<sub>2<\/sub>O, vapore acqueo), assistiamo ad un fenomeno straordinario: le grandi piante pi\u00f9 assorbono CO<sub>2<\/sub>&nbsp;e pi\u00f9 crescono rapidamente dato che fissano all&rsquo;interno del proprio legno, grandi quantit\u00e0 di carbonio rispetto a quelle piccole.&nbsp; Siamo a conoscenza che nel 2014 \u00e8 stato emesso nell&rsquo;atmosfera il pi\u00f9 alto quantitativo di anidride carbonica (o biossido di carbonio) degli ultimi 800mila anni, circa 40 mld di tonnellate, nel 2012 furono 34,5 mld&nbsp;<a href=\"#[2]\"><strong><sup>[2]<\/sup><\/strong><\/a>.<br \/>Le attivit\u00e0 umane che dominano gli ecosistemi, industrializzazione, deforestazione, combustione di vari elementi, cementificazione, non solo incrementano i gas serra nell&rsquo; atmosfera, ma riducono soprattutto la capacit\u00e0 del pianeta di affrontare tale problema, si distrugge pi\u00f9 di quanto il pianeta riesce a produrre, proporzionalmente siamo&nbsp;<br \/>nell&rsquo;ordine di 6 a 4.<br \/>Il forcing radioattivo dei gas serra che produce il riscaldamento climatico, \u00e8 cresciuto del 32% nel periodo 1990 &ndash; 2012&nbsp;<a href=\"#[3]\"><strong><sup>[3]<\/sup><\/strong><\/a>.&nbsp;La temperatura globale \u00e8 aumentata di 0,8&deg;C dalla Rivoluzione Industriale, i ghiacciai e le calotte polari si restringono, aumenta il livello del mare di 3 mm l&rsquo;anno e molte citt\u00e0 e isole sono destinate a scomparire. Secondo gli accordi internazionali, non si devono superare i 2&deg;C rispetto all&rsquo;era preindustriale. C&rsquo;\u00e8 da aggiungere che l&rsquo;incremento della CO<sub>2<\/sub>&nbsp;acidifica l&rsquo;acqua del mare distruggendo la barriera corallina e la complessa catena alimentare che supporta.<br \/>In Siberia il&nbsp;<em>permafrost&nbsp;<\/em>(suolo ghiacciato riveniente dall&rsquo;ultima glaciazione avvenuta tra 18 mila e 11 mila anni fa)&nbsp;<a href=\"#[4]\"><strong><sup>[4]<\/sup><\/strong><\/a>.<sup>&nbsp; &nbsp;<\/sup>che occupa 1\/5 dell&rsquo;area terrestre inizia a sciogliersi, rilasciando altro gas serra in atmosfera.<br \/>Per milioni di anni la vita sul Pianeta terra \u00e8 stata parte integrante di un unico grande sistema, tutto funziona in modo coordinato per sostenere nell&rsquo;insieme le varie forme di vita. Il nostro pianeta, per una legge fisica e naturale non \u00e8 destinato a cambiare, anche se provochiamo disastri, e nel lungo termine Esso si rigenera e con Esso anche le creature esistenti, magari trasformate grazie alla &ldquo;magia dell&rsquo;evoluzione&rdquo;. Noi invece ci siamo evoluti in breve tempo e in breve tempo ci stiamo distruggendo: la Natura agisce su una scala temporale diversa dalla nostra.<br \/>Gli scienziati e i pochi governi responsabili ci avvisano, a giusta ragione, che il Pianeta Terra&nbsp; ha bisogno di essere salvato: ma forse non sar\u00e0 in pericolo la Terra, bens\u00ec noi.<br \/>Non possiamo arrogarci il diritto di padronanza della Terra, abbiamo solo l&rsquo;obbligo di custodirla e di accudirla a garanzia del nostro stesso futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<hr \/>\n<\/div>\n<p><strong><sup><a name=\"[1]\"><\/a><\/sup><\/strong><sup>[1]<\/sup>&nbsp;Programme for Endorsement of Forest certification schemes (P E F C)<br \/><strong><sup><a name=\"[2]\"><\/a><\/sup><\/strong><sup>[2]<\/sup>&nbsp;Dal rapporto 2015 del &ldquo;Global Carbon Projet&rdquo;, comitato scientifico internazionale con sede in Giappone<br \/><strong><sup><a name=\"[3]\"><\/a><\/sup><\/strong><sup>[3]<\/sup>&nbsp;Dati del&nbsp; World&nbsp; Meteorological&nbsp; Organization&nbsp; 2014<br \/><strong><sup><a name=\"[4]\"><\/a><\/sup><\/strong><sup>[4]<\/sup>&nbsp;Rivista Le Scienze del 26.06.2010 (Ed. Italiana di Scientifica American).&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a data-mce-href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" style=\"margin: 0px; padding: 0px; border: none; outline: 0px; vertical-align: baseline; font-style: italic; font-variant-numeric: inherit; font-variant-east-asian: inherit; font-stretch: inherit; font-size: 13px; line-height: inherit; font-family: Georgia; color: rgb(38, 121, 185); text-decoration-line: none; background-color: rgb(255, 255, 255); text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-mce-src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" height=\"15\" src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" style=\"border: none; margin: 0px; padding: 0px; outline: 0px; vertical-align: bottom; font: inherit; max-width: 100%; height: auto;\" width=\"15\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Torna&nbsp;<a href=\"#su\"><strong>su<\/strong><\/a><br \/>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Il termine &ldquo;antropocene&rdquo; \u00e8 stato coniato negli anni &rsquo;80 del secolo scorso dal biologo dell&rsquo;Universit\u00e0 del Michigan Eugene Stoermer, dello Stato dello Iowa (U.S.A.) e indica che l&rsquo;era in cui viviamo, con specifico riferimento alle condizioni del Pianeta Terra, \u00e8 caratterizzata dalle continue e distruttive manipolazioni dell&rsquo;uomo. 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