{"id":20168,"date":"2026-04-09T12:35:01","date_gmt":"2026-04-09T10:35:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?post_type=openpublish_article&#038;p=20168"},"modified":"2026-04-09T12:36:15","modified_gmt":"2026-04-09T10:36:15","slug":"le-conseguenze-della-crisi-in-medio-oriente-sui-sistemi-agroalimentari-globali","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=le-conseguenze-della-crisi-in-medio-oriente-sui-sistemi-agroalimentari-globali","title":{"rendered":"Le conseguenze della crisi in Medio Oriente sui sistemi agroalimentari globali"},"content":{"rendered":"\n<p>Di <em>Alessandro Campiotti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La crisi mediorientale sta influendo negativamente sull\u2019economia mondiale, tuttavia alcuni settori, come l\u2019agricoltura, sono particolarmente colpiti a causa del rincaro dei prezzi dei fattori produttivi come carburanti e fertilizzanti. In questo contesto, gli agricoltori europei chiedono risposte rapide e strutturali.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"596\" height=\"728\" src=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/76-fertilizzanti-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-20171\" style=\"aspect-ratio:0.8186957281892884;width:398px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/76-fertilizzanti-1.png 596w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/76-fertilizzanti-1-246x300.png 246w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/76-fertilizzanti-1-577x705.png 577w\" sizes=\"auto, (max-width: 596px) 100vw, 596px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Immagine di Alessandro Campiotti<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Dopo pi\u00f9 di un mese dall\u2019inasprimento del conflitto in Medio Oriente, le conseguenze economiche della crisi internazionale continuano a destare forti preoccupazioni nel mondo produttivo, in particolare a causa del blocco commerciale attuato dall\u2019Iran con la chiusura dello Stretto di Hormuz, il principale canale di esportazione delle merci, in seguito ai bombardamenti americani e israeliani su Teheran.<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene gli effetti di questa crisi stiano toccando numerosi settori, mettendo a repentaglio equilibri commerciali consolidati nel tempo, alcuni comparti, come l\u2019agricoltura, stanno soffrendo pi\u00f9 di altri le conseguenze dell\u2019instabilit\u00e0 politica dei Paesi del Golfo Persico. Il blocco delle merci, infatti, ha determinato un rapido incremento del prezzo di numerosi fattori produttivi, come carburanti, energia e fertilizzanti. Inoltre, <strong>l\u2019aumento dei costi di produzione e il necessario ricorso alle scorte hanno messo sotto pressione i sistemi agroalimentari su scala globale, con una serie di rincari che si sono distribuiti lungo l\u2019intera filiera che va dal campo al carrello della spesa<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo scenario, mentre l\u2019aumento del prezzo dei carburanti \u00e8 sotto gli occhi di tutti, come dimostrano chiaramente i cartelli di qualunque distributore o stazione di servizio, il rincaro dei fertilizzanti \u00e8 meno evidente, ma non per questo pu\u00f2 essere sottovalutato. <strong>Dopo Cina e Russia, infatti,<\/strong> <strong>i Paesi del Golfo Persico rappresentano il principale produttore ed esportatore mondiale di fertilizzanti chimici di sintesi<\/strong>, grazie ad un sottosuolo ricco di risorse strategiche come petrolio, gas naturale e altre riserve minerarie.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La contrazione dell\u2019offerta di fertilizzanti, provocata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, sta incidendo notevolmente sulla produzione di numerose colture cerealicole<\/strong>, dove grano e mais sono quelle che pi\u00f9 di altre potrebbero risentire della carenza di input in termini di quantit\u00e0 e qualit\u00e0 delle produzioni. Questa particolare categoria di fertilizzanti azotati, a base di urea o azoto ammoniacale, svolgono l\u2019indispensabile funzione di arricchire il terreno di elementi nutritivi nel periodo di pre-semina e semina, e di sostenere lo sviluppo vegetativo nelle prime fasi di crescita delle piante.<\/p>\n\n\n\n<p>Molti agricoltori stanno affrontando il periodo di incertezza riducendo l\u2019apporto di fertilizzanti azotati, con il rischio di subire riduzioni delle rese che sono stimate tra il 20% e il 30%. Altri ancora, invece, stanno valutando la possibilit\u00e0 di modificare il proprio itinerario produttivo, sostituendo i cereali con colture meno esigenti in termini di fertilizzazione azotata, come le leguminose, che riescono a fissare autonomamente l\u2019azoto atmosferico attraverso la simbiosi con i batteri del genere <em>Rhizobium<\/em>. Per queste ragioni, <strong>le associazioni di categoria in rappresentanza del mondo agricolo chiedono urgentemente una risposta da parte dell\u2019Unione europea (Ue), affinch\u00e9 si intervenga quanto prima con misure straordinarie a sostegno di un settore gi\u00e0 fortemente indebolito dalla crisi climatica e dall\u2019instabilit\u00e0 dei mercati<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo proposito, un gruppo di Paesi capitanati da Italia e Francia chiedono che tali misure vengano finanziate rapidamente attraverso le risorse disponibili nell\u2019ambito dell\u2019attuale programmazione economica, mentre la Commissione europea sta lavorando a un piano di medio-lungo periodo per sostenere l\u2019aumento della quota di fertilizzanti prodotta in Ue, rafforzando in questo modo il comparto agricolo europeo e riducendo la dipendenza dai paesi esportatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso tempo, <strong>il contingente periodo di \u201cvacche magre\u201d dovrebbe essere l\u2019occasione per riconcepire l\u2019attuale sistema agricolo, oggi strettamente vincolato all\u2019uso di prodotti chimici di sintesi, a favore di un maggior impiego di prodotti alternativi come i fertilizzanti organici di origine animale o vegetale<\/strong>. Tra questi, compost e digestato sono solo alcuni dei numerosi prodotti naturali annoverati tra le soluzioni economiche e sostenibili per migliorare la fertilit\u00e0 del suolo senza dipendere unicamente da prodotti frutto della chimica.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Per approfondire:<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/consumi\/26_marzo_31\/fertilizzanti-alle-stelle-la-guerra-all-iran-fa-arrabbiare-gli-agricoltori-usa-e-ue-e-c-e-una-soluzione-italiana-06f143eb-e3c7-4efd-a8d8-b6e19912cxlk.shtml\">https:\/\/www.corriere.it\/economia\/consumi\/26_marzo_31\/fertilizzanti-alle-stelle-la-guerra-all-iran-fa-arrabbiare-gli-agricoltori-usa-e-ue-e-c-e-una-soluzione-italiana-06f143eb-e3c7-4efd-a8d8-b6e19912cxlk.shtml<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2026\/04\/01\/guerra-agricoltura-italiana-prezzi-conseguenze-fertilizzanti\">https:\/\/www.ilpost.it\/2026\/04\/01\/guerra-agricoltura-italiana-prezzi-conseguenze-fertilizzanti<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/fertilizzanti-guerra-medio-oriente-crisi-rincari-settore-alimentare\">https:\/\/www.wired.it\/article\/fertilizzanti-guerra-medio-oriente-crisi-rincari-settore-alimentare<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[],"class_list":["post-20168","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","hentry"],"featured_img":false,"coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=11","display_name":"Myname"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 22 ore fa","modified":"Aggiornato 22 ore fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 09\/04\/2026","modified":"Aggiornato il 09\/04\/2026"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 09\/04\/2026 12:35","modified":"Aggiornato il 09\/04\/2026 12:36"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/20168","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20168"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=20168"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=20168"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}