{"id":20139,"date":"2026-03-25T13:08:30","date_gmt":"2026-03-25T11:08:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?post_type=openpublish_article&#038;p=20139"},"modified":"2026-03-26T12:28:43","modified_gmt":"2026-03-26T10:28:43","slug":"la-stretta-relazione-tra-inquinamento-atmosferico-e-salute-pubblica","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=la-stretta-relazione-tra-inquinamento-atmosferico-e-salute-pubblica","title":{"rendered":"La stretta relazione tra inquinamento atmosferico e salute pubblica"},"content":{"rendered":"\n<p>Di <em>Alessandro Campiotti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La comunit\u00e0 scientifica internazionale concorda sul fatto che un\u2019esposizione prolungata ad elevate concentrazioni di inquinanti aerei possa provocare negli anni l\u2019insorgenza di diverse patologie. Tuttavia, l\u2019innovazione tecnologica e il rispetto delle norme ambientali in materia di qualit\u00e0 dell\u2019aria hanno ottenuto nel tempo risultati positivi in termini di riduzione delle emissioni e miglioramento della salute pubblica.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/74-inquinqmento.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-20141\" style=\"width:492px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/74-inquinqmento.png 600w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/74-inquinqmento-300x225.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Immagine di un impianto industriale \u2013 foto di Alessandro Campiotti<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>I dati emersi nelle ultime settimane sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria delle citt\u00e0 italiane sono preoccupanti e fotografano una situazione di sostanziale cronicit\u00e0 del fenomeno dell\u2019inquinamento atmosferico, determinato in primo luogo dalle attivit\u00e0 antropiche e aggravato da un quadro meteorologico caratterizzato da scarse piogge e da ridotti fenomeni ventosi. La coesistenza di queste due condizioni non fa che aumentare la concentrazione degli inquinanti atmosferici ben oltre i limiti fissati dalle norme europee e nazionali, con la conseguenza di rendere l\u2019aria incompatibile con i livelli che andrebbero rispettati al fine di tutelare la salute umana.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019inquinamento atmosferico, infatti, si conferma tra i principali problemi della societ\u00e0 contemporanea, causando ogni anno circa cinque milioni di decessi prematuri nel mondo, di cui oltre 250.000 in Unione Europea e 60.000 in Italia<\/strong>. Le aree urbane e quelle a vocazione industriale sono le pi\u00f9 interessate dal fenomeno a causa dell\u2019elevata concentrazione di inquinanti atmosferici che l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS) classifica in funzione della nocivit\u00e0 per l\u2019organismo umano. <strong>Tra i pi\u00f9 comuni ci sono le polveri sottili (soprattutto PM2,5) insieme ad una serie di gas quali ozono (O<\/strong><sub><strong>3<\/strong><\/sub><strong>), biossido di azoto (NO<\/strong><sub><strong>2<\/strong><\/sub><strong>), anidride solforosa (SO<\/strong><sub><strong>2<\/strong><\/sub><strong>) e ammoniaca (NH<\/strong><sub><strong>3<\/strong><\/sub><strong>), derivanti da un mix di fonti di origine naturale e antropica<\/strong>, dove spiccano le emissioni prodotte dai settori industriale e agricolo e quelle derivanti dai consumi civili attraverso gli impianti di riscaldamento e i gas di scarico delle automobili.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto, <strong>la comunit\u00e0 scientifica mondiale concorda sul fatto che un\u2019esposizione prolungata nel tempo ad elevate concentrazioni di inquinanti atmosferici pu\u00f2 essere correlata all\u2019insorgenza di malattie respiratorie, cardiovascolari e tumorali, specialmente sui soggetti pi\u00f9 vulnerabili, oltre ad avere effetti negativi sulla salute riproduttiva e sullo sviluppo infantile<\/strong>. Per adeguare le norme in materia di salute pubblica alle indicazioni dell\u2019OMS, nel novembre del 2024 la Commissione europea ha approvato una nuova Direttiva sulla Qualit\u00e0 dell\u2019Aria (n.2881\/2024), che introduce standard di concentrazione per i principali inquinanti aerei pi\u00f9 rigidi rispetto a quanto previsto dalla norma precedente. I nuovi limiti entreranno in vigore a partire dal 1\u00b0 gennaio 2030, ma gli Stati hanno l\u2019obbligo di recepire la Direttiva entro dicembre 2026, per avviare quanto prima una serie di interventi che puntino a mitigare la preoccupante situazione in atto.<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie al progressivo inasprimento delle norme europee e allo sviluppo di nuove tecnologie, <strong>negli ultimi decenni l\u2019Italia ha ridotto le emissioni di polveri sottili del 40% rispetto ai livelli del 1990, il che si \u00e8 tradotto in un sostanziale dimezzamento dei decessi durante il ventennio che va dal 2005 al 2025<\/strong>. Ma l\u2019inquinamento atmosferico non si limita agli spazi aperti e riguarda anche gli ambienti interni di abitazioni, uffici e scuole. Basti pensare che la maggioranza della popolazione trascorre oltre l\u201980% del proprio tempo in ambienti chiusi, dove la scarsa ventilazione favorisce l\u2019aumento della concentrazione di inquinanti <em>indoor<\/em>, come i composti organici volatili, sostanze chimiche generate da fonti di uso comune come vernici, colle, stampanti, fumo di tabacco, prodotti per la pulizia, stufe e camini.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi anni, l\u2019Unione europea ha stanziato decine di miliardi di euro con l\u2019obiettivo di incentivare l\u2019efficientamento energetico degli edifici, rendere pi\u00f9 sostenibili i sistemi agricoli, aumentare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili, limitare la circolazione dei veicoli pi\u00f9 inquinanti e promuovere progetti di inverdimento delle aree urbane per favorire la fitodepurazione dell\u2019aria. Allo stesso tempo, occorre sottolineare il ruolo che gli attori istituzionali possono svolgere per informare adeguatamente l\u2019opinione pubblica, ad esempio con la promozione di campagne che coinvolgano cittadini di ogni et\u00e0 e che li rendano partecipi delle motivazioni che spingono i governi ad attuare determinati provvedimenti, che altrimenti risulterebbero difficilmente comprensibili e accettabili.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Per approfondire:<br><a href=\"https:\/\/www.isdenews.it\/cambiamo-aria-salute-e-inquinamento-atmosferico-nelle-citta-italiane-anche-nel-2025-lemergenza-non-si-arresta\/\">https:\/\/www.isdenews.it\/cambiamo-aria-salute-e-inquinamento-atmosferico-nelle-citta-italiane-anche-nel-2025-lemergenza-non-si-arresta\/<\/a>  <\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[],"class_list":["post-20139","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","hentry"],"featured_img":false,"coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=11","display_name":"Myname"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 2 mesi fa","modified":"Aggiornato 2 mesi fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 25\/03\/2026","modified":"Aggiornato il 26\/03\/2026"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 25\/03\/2026 13:08","modified":"Aggiornato il 26\/03\/2026 12:28"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/20139","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20139"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=20139"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=20139"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}