{"id":20107,"date":"2026-03-17T12:26:07","date_gmt":"2026-03-17T10:26:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?post_type=openpublish_article&#038;p=20107"},"modified":"2026-03-17T15:08:27","modified_gmt":"2026-03-17T13:08:27","slug":"crediti-di-biodiversita-la-finanza-green-a-sostegno-della-natura","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=crediti-di-biodiversita-la-finanza-green-a-sostegno-della-natura","title":{"rendered":"Crediti di biodiversit\u00e0: la finanza green a sostegno della natura"},"content":{"rendered":"\n<p>Di <em>Alessandro Campiotti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>I crediti di biodiversit\u00e0 sono stati concepiti come uno strumento finanziario complementare ai finanziamenti pubblici per incentivare azioni di rigenerazione ecologica e protezione della natura, tuttavia necessitano di una robusta governance condivisa per avere successo a livello internazionale.<\/strong> <br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"496\" height=\"636\" src=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/70-Crediti-di-biodiversita.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-20108\" style=\"aspect-ratio:0.7799061938368475;width:336px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/70-Crediti-di-biodiversita.png 496w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/70-Crediti-di-biodiversita-234x300.png 234w\" sizes=\"auto, (max-width: 496px) 100vw, 496px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Alessandro Campiotti<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La salvaguardia della natura e la tutela della biodiversit\u00e0 non rappresentano solo una garanzia per la conservazione degli ecosistemi, ma sono due ambiti strettamente legati all\u2019economia globale e negli ultimi anni sono aumentate le ragioni che hanno favorito lo sviluppo di nuovi strumenti di finanza <em>green <\/em>a sostegno della natura. Numerosi studi scientifici e rapporti internazionali affermano che <strong>oltre la met\u00e0 del PIL mondiale sia prodotto da attivit\u00e0 industriali ed economiche riconducibili ai servizi ecosistemici erogati dalla natura<\/strong>, che vanno dall\u2019approvvigionamento idrico a quello alimentare, dalla regolazione climatica a quella idrogeologica.<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene la difesa della natura rivesta un ruolo sempre pi\u00f9 centrale nella pianificazione dell\u2019azione politica di molti stati, la protezione della biodiversit\u00e0 risulta ancora molto sottofinanziata, e si registra un divario di centinaia di miliardi di dollari tra i finanziamenti stanziati annualmente per la tutela della biodiversit\u00e0 e gli obiettivi che le politiche ambientali globali perseguono di qui ai prossimi anni. Per ridurre tale divario e contribuire a rafforzare il gettito di finanziamenti a sostegno della natura, <strong>il Quadro Globale per la Biodiversit\u00e0, ratificato dalla COP15 di Kunming-Montreal nel 2022, ha dato l\u2019impulso a molti stati di rivedere i meccanismi di governance internazionale in materia di biodiversit\u00e0<\/strong>, con l\u2019obiettivo di migliorare l\u2019assetto degli incentivi pubblici e soprattutto di aprire le porte ai finanziamenti privati.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto, i crediti di biodiversit\u00e0 sono stati concepiti come uno strumento finanziario per favorire la partecipazione del settore privato al comune impegno per la realizzazione di interventi di conservazione e ripristino degli ecosistemi naturali. <strong>Un credito di biodiversit\u00e0 rappresenta un titolo che certifica la rigenerazione ecologica di un\u2019area di mille metri quadrati, la cui quantificazione in termini di miglioramento delle funzioni ecosistemiche viene monitorata nell\u2019arco di almeno quindici anni<\/strong>. Questa durata \u00e8 stata definita sia per responsabilizzare i diversi attori in gioco nel nuovo mercato dei crediti, ma soprattutto per adeguare il monitoraggio e la valutazione degli impatti alle esigenze della natura, che non viene regolata secondo i tempi della burocrazia o della finanza, ma al contrario necessita di periodi molto lunghi per rigenerarsi e ottenere un miglioramento tangibile delle funzioni ecologiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, per non reiterare l\u2019errore commesso nella regolamentazione dei crediti di carbonio, che consentono di finanziare azioni migliorative dalla parte opposta del pianeta rispetto al luogo di effettiva emissione di CO<sub>2<\/sub>, <strong>i crediti di biodiversit\u00e0 sono legati ad un principio di territorialit\u00e0, che valorizza l\u2019aspetto locale dell\u2019intervento, il quale deve essere realizzato a non pi\u00f9 di 150 chilometri dal luogo oggetto di impatto ambientale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mercato prevede che l\u2019emissione dei titoli sia vincolata a veri e propri progetti di riqualificazione ecologica del territorio, i cui risultati dovranno essere stimati in fase progettuale e successivamente essere oggetto di monitoraggio e rendicontazione in termini di aumento della biodiversit\u00e0. Una volta certificata la validit\u00e0 del progetto e dei soggetti esecutori, i crediti vengono emessi sul mercato e possono essere acquistati da persone fisiche o giuridiche, che in questo modo potranno contribuire al finanziamento di azioni concrete di protezione del territorio, ripristino della natura e tutela della biodiversit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, occorre come sempre essere cauti nella celebrazione prematura di questi strumenti finanziari, il cui sviluppo dovr\u00e0 essere accompagnato da un costante impegno da parte di Stati e autorit\u00e0 di controllo a vigilare sul corretto funzionamento del recente mercato della finanza <em>green<\/em>. A questo proposito, <strong>una solida governance condivisa a livello internazionale sar\u00e0 necessaria a garantire l\u2019uniformit\u00e0 dell\u2019architrave definitorio, la standardizzazione normativa e le modalit\u00e0 di monitoraggio e valutazione dei risultati ambientali conseguiti, per fare dei crediti di biodiversit\u00e0 uno strumento credibile e diffuso<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per approfondire:<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0959652625017329\">https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0959652625017329<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/pianeta2030\/25_novembre_05\/crediti-biodiversita-rigenerazione-habitat-chilometro-zero-6e24cd9e-ba59-11f0-bf98-8908a71e5674.shtml\">https:\/\/www.corriere.it\/pianeta2030\/25_novembre_05\/crediti-biodiversita-rigenerazione-habitat-chilometro-zero-6e24cd9e-ba59-11f0-bf98-8908a71e5674.shtml<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[],"class_list":["post-20107","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","hentry"],"featured_img":false,"coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=11","display_name":"Myname"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 2 mesi fa","modified":"Aggiornato 2 mesi fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 17\/03\/2026","modified":"Aggiornato il 17\/03\/2026"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 17\/03\/2026 12:26","modified":"Aggiornato il 17\/03\/2026 15:08"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/20107","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20107"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=20107"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=20107"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}