{"id":20067,"date":"2026-03-03T12:30:32","date_gmt":"2026-03-03T10:30:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?post_type=openpublish_article&#038;p=20067"},"modified":"2026-03-03T12:45:21","modified_gmt":"2026-03-03T10:45:21","slug":"il-maxxi-di-roma-mette-in-scena-il-paese-della-biodiversita","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=il-maxxi-di-roma-mette-in-scena-il-paese-della-biodiversita","title":{"rendered":"Il MAXXI di Roma mette in scena il Paese della Biodiversit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>Di <em>Alessandro Campiotti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>La mostra accompagna il visitatore in un percorso fotografico che esalta la ricchezza specifica che caratterizza il bacino del Mediterraneo e in particolare l\u2019Italia e si chiude con un documentario realizzato dal NBFC per illustrare le numerose attivit\u00e0 svolte e i principali risultati ottenuti a tutela della biodiversit\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"710\" src=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/67-mostra.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-20068\" style=\"aspect-ratio:0.7042306962625687;width:235px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/67-mostra.png 500w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/67-mostra-211x300.png 211w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/67-mostra-496x705.png 496w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Manifesto della mostra<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><br><br>Roma. Si \u00e8 da poco conclusa la mostra <em>Il Paese della Biodiversit\u00e0,<\/em> che ha avuto luogo dal 22 gennaio al 27 febbraio presso il Museo MAXXI (Museo nazionale delle arti del XXI secolo). L\u2019iniziativa \u00e8 stata promossa dal <em>National Geographic Italia<\/em> in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e il <em>National Biodiversity Future Center<\/em> (NBFC), il primo centro di ricerca italiano sulla biodiversit\u00e0, finanziato dal PNRR.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio la biodiversit\u00e0 italiana, intesa nelle sue variegate forme e sfaccettature, \u00e8 stata al centro del percorso espositivo fotografico, curato da <em>The Wild Line<\/em>, un<em> <\/em>collettivo di fotografi naturalistici e scienziati composto da Marco Colombo, Bruno D\u2019Amicis e Ugo Mellone, che tramite i loro preziosi scatti hanno offerto al pubblico l\u2019opportunit\u00e0 di immergersi all\u2019interno della ricchezza di specie animali e vegetali che caratterizza la penisola italiana. <strong>La sua collocazione al centro del Mediterraneo, infatti, fa dell\u2019Italia uno dei luoghi pi\u00f9 ricchi in termini di biodiversit\u00e0<\/strong>, ospitando un patrimonio naturale unico, che costituisce oltre il 50% delle specie vegetali e il 30% di quelle animali endemiche e di interesse conservazionistico a livello europeo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, l\u2019ultimo Rapporto Annuale di NFBC registra che questa straordinaria ricchezza naturale non gode di buona salute, sottolineando che circa il 70% degli ecosistemi terrestri si trova in condizioni di forte stress e che il 30% delle specie endemiche rischia di estinguersi nei prossimi anni. Questa condizione di fragile precariet\u00e0 \u00e8 legata al concomitante impatto ambientale determinato sia dall\u2019azione antropica che dalla crisi climatica ad essa associata, che si manifesta sotto forma di eventi estremi che vanno dall\u2019aumento delle temperature alla siccit\u00e0, dai nubifragi alla desertificazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il percorso fotografico si \u00e8 posto l\u2019obiettivo di invitare i visitatori a riflettere sul controverso legame tra uomo e natura<\/strong> e su come le attivit\u00e0 umane abbiano da un lato il potere di indebolire l\u2019ambiente attraverso il costante sfruttamento delle risorse naturali, ma dall\u2019altro la possibilit\u00e0 di mitigare le azioni predatorie e incentivare quelle di salvaguardia. A questo proposito, <strong>il NBFC ha individuato nella conservazione della biodiversit\u00e0 una delle principali sfide per il nostro Paese<\/strong>, come viene spiegato nel documentario trasmesso in conclusione del percorso espositivo, in cui le interviste ai referenti del Centro e a numerosi ricercatori, evidenziano come la tutela della biodiversit\u00e0 non sia solo una questione ambientale, ma anche una condizione necessaria alla sopravvivenza e al benessere dell\u2019essere umano sul pianeta.<\/p>\n\n\n\n<p>Il documentario riporta anche le principali attivit\u00e0 condotte negli ultimi tre anni dagli oltre 2000 ricercatori e ricercatrici che sono coinvolti nell\u2019ambizioso progetto, che vanno dall\u2019individuazione delle minacce ambientali alla proposta e attuazione di strategie di monitoraggio, ripristino e valorizzazione della biodiversit\u00e0. Tra i principali esempi, emergono una serie di sperimentazioni volte a testare approcci innovativi di restauro delle aree degradate, come interventi di forestazione urbana, reintroduzione di praterie di posidonie, riqualificazione di aree umide e strategie di connettivit\u00e0 ecologica.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto, il NBFC assume anche il ruolo di avvicinare le persone alle scienze naturali, tramite la promozione di attivit\u00e0 di <em>citizen science<\/em> che coinvolgono i cittadini in azioni di monitoraggio, mappatura e analisi degli ecosistemi, senza tralasciare la missione prioritaria di investire sulla ricerca per sostenere l\u2019attivit\u00e0 di imprese e pubbliche amministrazioni, nonch\u00e9 stringere accordi internazionali e avviare progetti di diplomazia scientifica. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[],"class_list":["post-20067","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","hentry"],"featured_img":false,"coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=11","display_name":"Myname"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 2 mesi fa","modified":"Aggiornato 2 mesi fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 03\/03\/2026","modified":"Aggiornato il 03\/03\/2026"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 03\/03\/2026 12:30","modified":"Aggiornato il 03\/03\/2026 12:45"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/20067","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20067"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=20067"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=20067"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}