{"id":20047,"date":"2026-02-23T13:28:16","date_gmt":"2026-02-23T11:28:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?post_type=openpublish_article&#038;p=20047"},"modified":"2026-02-24T12:57:22","modified_gmt":"2026-02-24T10:57:22","slug":"agricoltura-urbana-un-ponte-tra-istituzioni-e-cittadini","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=agricoltura-urbana-un-ponte-tra-istituzioni-e-cittadini","title":{"rendered":"Agricoltura urbana: un ponte tra istituzioni e cittadini"},"content":{"rendered":"\n<p>Di <em>Alessandro Campiotti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Negli ultimi anni la ritrovata esigenza di ristabilire un contatto con la natura ha spinto molte persone residenti in citt\u00e0 a prendersi cura dei piccoli lotti di terra in cui allestire dei veri e propri orti urbani, rafforzando al contempo il senso di appartenenza alla comunit\u00e0 e il presidio del territorio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"498\" height=\"579\" src=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/66-orti-urbani.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-20049\" style=\"width:464px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/66-orti-urbani.png 498w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/66-orti-urbani-258x300.png 258w\" sizes=\"auto, (max-width: 498px) 100vw, 498px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esempio di orto urbano \u2013 Foto di Alessandro Campiotti<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Orti comunitari, giardini terapeutici, spazi didattici e tetti verdi, sono solo alcune delle numerose forme di agricoltura urbana che si sono sviluppate negli ultimi anni grazie ad una serie di accordi virtuosi stipulati tra le amministrazioni locali e le associazioni di cittadini. Fino a pochi decenni fa, infatti, l\u2019agricoltura urbana non era regolamentata, e nelle periferie di molti comuni era possibile scorgere piccoli orti condotti spontaneamente dagli abitanti del luogo, con lo scopo di produrre frutta e ortaggi per autoconsumo o anche solo come passatempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul finire degli anni \u201980, molte amministrazioni comunali hanno preso atto di questa esigenza iniziando a disciplinare l\u2019agricoltura urbana tramite la pubblicazione di bandi per l\u2019assegnazione di spazi da mettere a disposizione di associazioni, scuole e privati cittadini. Negli anni queste forme di gestione concordata del territorio si sono ampliate in termini di superficie ed evolute sotto il profilo degli obiettivi. <strong>Dall\u2019originaria esigenza legata principalmente alla produzione alimentare, infatti, gli orti cittadini sono diventanti dei veri e propri strumenti di rigenerazione urbana, che perseguono numerose finalit\u00e0 che vanno dalla riduzione del degrado all\u2019inclusione sociale, dalle attivit\u00e0 didattiche a quelle terapeutiche, dal benessere mentale a quello fisico.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, gli anni del Covid, con i lunghi periodi di chiusura forzata all\u2019interno di appartamenti, spesso di dimensioni contenute e privi di balconi, hanno contribuito a rafforzare nelle persone l\u2019esigenza di poter fruire di spazi aperti in cui ristabilire un contatto con la natura. Questo ha determinato un rapido aumento delle domande di realizzazione e gestione di nuovi orti urbani, che <strong>secondo le stime della Coldiretti oggi occupano una superficie complessiva di oltre due milioni di metri quadrati, pari a circa 200 ettari, che vedono al primo posto l\u2019Emilia Romagna, seguita da Lombardia, Toscana, Veneto e Piemonte.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In questi anni, la collaborazione tra istituzioni e attori sociali ha favorito lo sviluppo di numerose iniziative lungo tutto il territorio nazionale, dove sono state avviate azioni di co-progettazione e co-gestione di aree verdi da riqualificare e restituire al pubblico per lo svolgimento delle pi\u00f9 diverse attivit\u00e0. <strong>Diversi casi hanno visto il coinvolgimento di fasce deboli della popolazione, come persone a rischio di povert\u00e0 alimentare, migranti, detenuti o ex detenuti, che hanno avuto la possibilit\u00e0 di essere protagonisti di iniziative benefiche e di inclusione sociale<\/strong>, in cui i prodotti degli orti sono stati devoluti ad associazioni impegnate a sostenere famiglie fragili tramite la distribuzione di pacchi alimentari. In altri casi, invece, queste iniziative sono state l\u2019occasione per riqualificare spazi abbandonati o in condizioni di degrado, dove la presenza costante di cittadini impegnati nella tutela delle aree verdi e nella produzione di alimenti a chilometro zero si \u00e8 tradotta nella costituzione di veri e propri presidi di legalit\u00e0 e custodia del territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le domande che ogni anno giungono presso gli uffici delle amministrazioni comunali, la concessione dei lotti di terra viene erogata in via preferenziale ad associazioni del terzo settore, pensionati e persone impegnate nell\u2019assistenza di disabili, mentre le particelle rimanenti vengono ripartite tra gli altri richiedenti, tra i quali spiccano sempre pi\u00f9 giovani interessati a svolgere per qualche ora un\u2019attivit\u00e0 ricreativa lontana dagli schermi di computer e cellulari. Tutti gli \u201cortisti\u201d si impegnano poi a rispettare una serie di regole comuni che vietano l\u2019utilizzo di prodotti chimici di sintesi nella coltivazione di frutta e ortaggi, cos\u00ec come la possibilit\u00e0 di piantumare nuovi alberi o realizzare nuove strutture senza un regolare permesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, questi luoghi sono sempre pi\u00f9 teatro di eventi sociali e iniziative culturali, dove persone di ogni et\u00e0 e provenienza geografica hanno l\u2019opportunit\u00e0 di conoscersi, creare relazioni e condividere esperienze all\u2019insegna del comune impegno per la tutela dell\u2019ambiente e del comune interesse nel rafforzare il senso di appartenenza alla comunit\u00e0. <strong>Allo stesso tempo, molti studi in ambito medico e psicologico sottolineano come gli orti urbani possano assumere anche la funzione di giardino terapeutico per persone affette da disabilit\u00e0 come autismo e Alzheimer, consentendo loro di entrare a contatto con la natura e contribuire a coltivarne i frutti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto, qualche lettore si domander\u00e0 se sia o meno salutare consumare frutti e ortaggi prodotti in centri urbani spesso molto inquinati, e la risposta \u00e8 che anche gli orti urbani necessitano della dovuta pianificazione e manutenzione, quindi non vanno realizzati in luoghi particolarmente trafficati e i frutti vanno sottoposti a controlli periodici per scongiurare il rischio di contaminazioni. Tuttavia, seguendo le corrette indicazioni, tali prodotti risultano perfettamente commestibili, a patto che non si dimentichi di effettuare la consueta pulizia con acqua corrente prima di servirli a tavola.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[],"class_list":["post-20047","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","hentry"],"featured_img":false,"coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=11","display_name":"Myname"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 2 mesi fa","modified":"Aggiornato 2 mesi fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 23\/02\/2026","modified":"Aggiornato il 24\/02\/2026"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 23\/02\/2026 13:28","modified":"Aggiornato il 24\/02\/2026 12:57"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/20047","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20047"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=20047"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=20047"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}