{"id":20021,"date":"2026-02-17T11:32:06","date_gmt":"2026-02-17T09:32:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?post_type=openpublish_article&#038;p=20021"},"modified":"2026-02-17T12:33:15","modified_gmt":"2026-02-17T10:33:15","slug":"lintelligenza-artificiale-minaccia-il-ruolo-del-web","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=lintelligenza-artificiale-minaccia-il-ruolo-del-web","title":{"rendered":"L\u2019intelligenza artificiale e la minaccia al ruolo del web"},"content":{"rendered":"\n<p>Di <em>Alessandro Campiotti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>In pochi mesi i sistemi di intelligenza artificiale generativa hanno modificato le modalit\u00e0 di ricerca dell\u2019informazione online, determinando un crollo del traffico di utenti e mettendo in discussione l\u2019industria editoriale mondiale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"267\" src=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/64-IA.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-20022\" style=\"width:297px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/64-IA.png 400w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/64-IA-300x200.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Immagine generata con una piattaforma di AI<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Molti lettori si saranno accorti che negli ultimi mesi le modalit\u00e0 di ricerca delle informazioni sul web hanno subito alcuni piccoli grandi cambiamenti, che da un lato rendono pi\u00f9 rapida e intuitiva la navigazione online, ma dall\u2019altro stanno comportando una serie di gravi ripercussioni sull\u2019industria editoriale, oltre che sulla stessa qualit\u00e0 della ricerca. Le modifiche in atto sono attribuibili allo sviluppo di <strong>sistemi di intelligenza artificiale (IA) sempre pi\u00f9 all\u2019avanguardia, che in breve tempo hanno raggiunto un tale livello di pervasivit\u00e0 sul web da mettere in discussione il sistema di navigazione che abbiamo conosciuto negli ultimi trenta anni.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per decenni, infatti, i motori di ricerca online hanno svolto la funzione di ordinare e indicizzare le innumerevoli informazioni presenti in rete, fornendo all\u2019utente la possibilit\u00e0 di scegliere tra migliaia di siti, pi\u00f9 o meno autorevoli, da cliccare per poter accedere alle informazioni desiderate. Questa modalit\u00e0 di accesso ai portali online ha contribuito all\u2019aumento delle visite giornaliere, consentendo a testate giornalistiche, siti e blog di diversificare i propri profitti vendendo slot delle proprie piattaforme online al mercato pubblicitario, che paga gli spazi in relazione alla visibilit\u00e0 della pagina web e al numero di click eseguiti dal traffico di utenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, negli ultimi mesi la cosiddetta \u201c<em>click-economy<\/em>\u201d sembrerebbe essere stata messa in discussione dall\u2019avvento dei sistemi di intelligenza artificiale generativa, che hanno la capacit\u00e0 di generare risposte basate sull\u2019enorme bagaglio di informazioni presenti sul web. <strong>\u00c8 il caso di <\/strong><em><strong>AI Overview<\/strong><\/em><strong>, il servizio di intelligenza artificiale lanciato da Google nel 2024 negli Stati Uniti e diffusa in Europa a partire dal 2025<\/strong>, che alla domanda dell\u2019utente fornisce una risposta immediata e visualizzabile in cima alla pagina, senza il bisogno di cliccare su alcun sito. La risposta viene confezionata come una sintesi chiara, strutturata e apparentemente completa dell\u2019argomento ricercato, per di pi\u00f9 corredata dalle fonti bibliografiche da cui sono state selezionate le informazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La gran parte dei lettori resta soddisfatta da questa modalit\u00e0 di risposta e di conseguenza non \u00e8 pi\u00f9 indotta a proseguire la ricerca aprendo altre pagine e alimentando le visite online. <strong>L\u2019approccio \u201czero-click\u201d ha determinato rapidamente il crollo del traffico di utenti nei siti web \u201ctradizionali\u201d, che hanno visto ridurre le visite mensili da 2,3 miliardi nel 2024 a 1,7 miliardi nel 2025, con evidenti ricadute sotto il profilo degli introiti pubblicitari<\/strong>. A fare le spese di questo cambio di paradigma sono soprattutto le imprese editoriali, gi\u00e0 gravate da anni di crisi generale del settore, che in pochi mesi si sono trovate a dover gestire un ulteriore colpo che si \u00e8 tradotto in un calo di traffico compreso tra il 40-50% per molte testate americane.<\/p>\n\n\n\n<p>In Italia non ci sono ancora stime precise in merito a questo fenomeno, tuttavia i primi segnali di scricchiolio del sistema hanno spinto le associazioni di categoria del settore editoriale a muoversi secondo le vie legali. Ad ottobre 2025, la Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) ha depositato un ricorso all\u2019AGCOM nei confronti dei sistemi di intelligenza artificiale di Google, che a loro dire opererebbero in condizioni di concorrenza sleale. Gli editori puntano il dito contro questa nuova modalit\u00e0 di presentare le risposte agli utenti, che sfrutterebbe le informazioni prodotte secondo metodi tradizionali, per rielaborarle sinteticamente e offrirle al lettore da un pulpito privilegiato, che surclassa ogni altro risultato presente sul web, riducendone visibilit\u00e0 e reperibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto, qualcuno potrebbe obiettare che le azioni promosse dai rappresentati del panorama editoriale italiano e internazionale abbiano come unico scopo quello di frenare l\u2019innovazione tecnologica e favorire la salvezza di un settore gi\u00e0 abbastanza in crisi. Tuttavia, <strong>la questione non si limita ad essere analizzata solo sotto la lente economico-finanziaria, ma chiama in causa anche alcuni aspetti etici legati alle forme di accesso all\u2019informazione.<\/strong> Al momento, infatti, le stime sostengono che circa il 70% delle persone deleghi la ricerca di informazioni agli algoritmi che muovono i sistemi di IA generativa, senza troppo preoccuparsi della veridicit\u00e0 e soprattutto della parzialit\u00e0 delle risposte fornite.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo approccio pu\u00f2 risultare senza dubbio pi\u00f9 comodo nel momento in cui ci rivolgiamo al nostro assistente virtuale per chiedere delle informazioni pratiche, come gli ingredienti di una ricetta culinaria o le indicazioni stradali per raggiungere un certo luogo. Tuttavia, la risposta potrebbe non essere ugualmente attendibile e soddisfacente nel caso in cui ci addentrassimo in temi pi\u00f9 complessi, legati alla salute, all\u2019opportunit\u00e0 di un investimento finanziario, ad una valutazione politica e pi\u00f9 in generale alle scelte individuali.<\/p>\n\n\n\n<p>Per queste ragioni, dovremmo essere consapevoli del fatto che il crescente utilizzo di sistemi di IA per fini informativi e valutativi trasferir\u00e0 sempre pi\u00f9 la responsabilit\u00e0 di verificare la conoscenza e produrre informazione a degli algoritmi gestiti da poche grandi aziende, che in questo modo avrebbero il potere di filtrare le notizie e promuovere una fonte o un\u2019interpretazione piuttosto che un\u2019altra, con il rischio tangibile di ledere la pluralit\u00e0 dell\u2019informazione, da sempre elemento chiave delle democrazie.<\/p>\n\n\n\n<p>Per approfondire:<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/tecnologia\/2025\/12\/09\/news\/ia_calo_traffico_online_fine_del_web-425031575\">https:\/\/www.repubblica.it\/tecnologia\/2025\/12\/09\/news\/ia_calo_traffico_online_fine_del_web-425031575<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/nuova-ricerca-ai-mode-google-fine-del-web\">https:\/\/www.wired.it\/article\/nuova-ricerca-ai-mode-google-fine-del-web<\/a> <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[],"class_list":["post-20021","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","hentry"],"featured_img":false,"coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=11","display_name":"Myname"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 2 mesi fa","modified":"Aggiornato 2 mesi fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 17\/02\/2026","modified":"Aggiornato il 17\/02\/2026"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 17\/02\/2026 11:32","modified":"Aggiornato il 17\/02\/2026 12:33"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/20021","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20021"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=20021"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=20021"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}