{"id":19925,"date":"2026-01-30T12:20:15","date_gmt":"2026-01-30T10:20:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?post_type=openpublish_article&#038;p=19925"},"modified":"2026-01-30T13:57:42","modified_gmt":"2026-01-30T11:57:42","slug":"clima-agricoltura-e-carbon-farming-la-nuova-strategia-europea-per-ridurre-le-emissioni","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=clima-agricoltura-e-carbon-farming-la-nuova-strategia-europea-per-ridurre-le-emissioni","title":{"rendered":"Clima, agricoltura e carbon farming: la nuova strategia europea per ridurre le emissioni"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di <em>Alessandro Campiotti<\/em><br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dal 2026 agricoltori e silvicoltori potranno vedere riconosciuto il proprio impegno nella gestione sostenibile di agroecosistemi e foreste attraverso il riconoscimento di crediti di carbonio per gli interventi che promuovono il sequestro della <strong>CO<\/strong><sub><strong>2<\/strong><\/sub>atmosferica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/63-credit-carbon.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-19927\" style=\"width:461px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/63-credit-carbon.png 500w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/63-credit-carbon-300x225.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Immagine di un impianto industriale \u2013 Foto di Alessandro Campiotti<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>I risultati recentemente pubblicati da <em>Copernicus<\/em>, il programma europeo di osservazione satellitare della Terra, hanno confermato che <strong>gli ultimi undici anni sono stati i pi\u00f9 caldi mai registrati, con temperature medie superiori di circa 1,5\u00b0C rispetto all\u2019epoca preindustriale<\/strong>. Larga parte del mondo scientifico sostiene che il graduale aumento delle temperature sia legato all\u2019incremento delle emissioni di gas serra in atmosfera, attribuibili principalmente a cause di natura antropica, che vanno dalle attivit\u00e0 industriali all\u2019agricoltura intensiva, dalla gestione dei rifiuti alle pratiche di deforestazione. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019inquinamento atmosferico e l\u2019aumento delle temperature sono due fenomeni strettamente legati, e insieme responsabili di una serie di impatti negativi sia sull\u2019ambiente che sulla salute umana<\/strong>. Tra i principali gas serra figura l\u2019anidride carbonica (CO<sub>2<\/sub>), che secondo le stime \u00e8 prodotta per quasi il 30% dalla Cina, seguita da Stati Uniti (14%), India (7%), Unione europea (6%) e Russia (5%). Per far fronte alla scottante questione climatica, con l\u2019approvazione del<br><em>Green Deal<\/em> nel 2019, l\u2019Ue ha scelto di orientare le proprie politiche industriali e ambientali verso la progressiva decarbonizzazione, impegnandosi al contempo a tutelare le risorse naturali tramite l\u2019approvazione di un pacchetto di provvedimenti come la Legge sul ripristino della natura (<em>Nature Restoration Law<\/em>), approvata dal Parlamento europeo nel giugno del 2024.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sebbene le forti critiche mosse nei confronti del Green Deal da parte degli Stati membri abbiano determinato un ridimensionamento degli obiettivi iniziali, l\u2019impianto sostanziale di queste politiche resta in piedi, cos\u00ec come l\u2019intento di mitigare gli effetti del riscaldamento globale. In questo contesto, non basta ridurre le nuove emissioni in atmosfera, ma risulta sempre pi\u00f9 urgente attuare degli interventi concreti volti al sequestro della CO2 e al suo stoccaggio sotto forma di carbonio all\u2019interno di piante e aggregati naturali del suolo. Per queste ragioni, oltre a rimodulare i processi industriali ed energetici in una logica di maggiore sostenibilit\u00e0 ambientale, l\u2019Ue ha individuato nel settore agricolo e forestale uno dei principali asset su cui investire per promuovere processi naturali di decarbonizzazione. Un ruolo strategico nel conseguimento di questi obiettivi \u00e8 stato attribuito al patrimonio forestale europeo, che si estende su circa 182 milioni di ettari, pari a oltre il 40% della superficie dell\u2019Ue, e che rappresenta un serbatoio naturale di ricchezza ecosistemica e di biodiversit\u00e0, con un forte potenziale di sequestro delle emissioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso tempo, anche il settore agricolo dovr\u00e0 fare la sua parte, destinando una parte dei terreni a pratiche agronomiche conservative volte a mantenere i suoli coperti, come l\u2019adozione di prati permanenti, pascoli e colture di copertura, che necessitano di poche lavorazioni e riducono le emissioni in atmosfera. Per favorire la diffusione di queste pratiche presso le aziende agricole, alla fine del 2024 l\u2019Ue ha approvato il regolamento Carbon Removals and Carbon Farming (CRCF), che definisce un quadro armonizzato di monitoraggio e rendicontazione delle azioni relative all\u2019agricoltura del carbonio (carbon farming).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il provvedimento, entrato in vigore nel 2025, promuove con incentivi economici le tecnologie e le pratiche agroforestali di rimozione e stoccaggio della CO\u2082, favorendo allo stesso tempo una gestione sostenibile dell\u2019agroecosistema e nuove opportunit\u00e0 di reddito per agricoltori e silvicoltori. Gli interventi saranno oggetto di monitoraggio satellitare tramite tecnologie di telerilevamento e gli operatori del settore potranno fare richiesta delle certificazioni singolarmente o in gruppo, in modo tale da ridurre il carico amministrativo per i piccoli agricoltori. In Italia il provvedimento \u00e8 stato recepito nel 2025 e ad ottobre il Ministero dell\u2019Agricoltura, della Sovranit\u00e0 Alimentare e delle Foreste (MASAF) ha istituito il Registro nazionale dei crediti di carbonio volontari generati dal settore forestale. La gestione del dispositivo \u00e8 stata affidata al CREA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l\u2019Analisi dell\u2019Economia Agraria) ed \u00e8 operativo dall\u2019inizio del 2026. In questo modo, il settore agroforestale italiano potr\u00e0 avvalersi di strumenti normativi e operativi idonei a monitorare, certificare e valorizzare i progetti di rimozione della CO\u2082, contribuendo in modo concreto agli obiettivi climatici nazionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per approfondire:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/it.euronews.com\/green\/2026\/01\/14\/copernicus-2025-terzo-anno-piu-caldo-a-livello-globale-e-in-europa-con-due-fattori-princip.\"><a href=\"https:\/\/it.euronews.com\/green\/2026\/01\/14\/copernicus-2025-terzo-anno-piu-caldo-a-livello-globale-e-in-europa-con-due-fattori-princip\">Copernicus: 2025 terzo anno pi\u00f9 caldo a livello globale e in Europa, con due fattori principali | Euronews<\/a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/topics\/it\/article\/20180301STO98928\/emissioni-di-gas-serra-per-paese-e-settore-infografica.\">https:\/\/www.europarl.europa.eu\/topics\/it\/article\/20180301STO98928\/emissioni-di-gas-serra-per-paese-e-settore-infografica.<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/commission.europa.eu\/strategy-and-policy\/priorities-2019-2024\/european-green-deal_it\">https:\/\/commission.europa.eu\/strategy-and-policy\/priorities-2019-2024\/european-green-deal_it<\/a> <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[],"class_list":["post-19925","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","hentry"],"featured_img":false,"coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=11","display_name":"Myname"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 5 mesi fa","modified":"Aggiornato 5 mesi fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 30\/01\/2026","modified":"Aggiornato il 30\/01\/2026"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 30\/01\/2026 12:20","modified":"Aggiornato il 30\/01\/2026 13:57"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/19925","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19925"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=19925"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=19925"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}