{"id":19877,"date":"2026-01-16T11:49:18","date_gmt":"2026-01-16T09:49:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?post_type=openpublish_article&#038;p=19877"},"modified":"2026-01-18T19:57:05","modified_gmt":"2026-01-18T17:57:05","slug":"crisi-climatica-e-settore-agricolo-tra-filiere-tradizionali-e-colture-tropicali","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=crisi-climatica-e-settore-agricolo-tra-filiere-tradizionali-e-colture-tropicali","title":{"rendered":"Crisi climatica e settore agricolo: tra filiere tradizionali e colture tropicali"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di <em>Alessandro Campiotti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Gli effetti del cambiamento climatico stanno minando la sopravvivenza di intere filiere produttive tipiche dell\u2019area mediterranea, tuttavia l\u2019aumento delle temperature medie apre nuove opportunit\u00e0 economiche, come le colture tropicali, che stanno prendendo piede nelle zone meridionali di Italia e Spagna. L\u2019innovazione tecnologica e le pratiche agro-ecologiche saranno sempre pi\u00f9 indispensabili alla sostenibilit\u00e0 ambientale ed economica del settore agricolo europeo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"667\" src=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/61.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-19878\" style=\"aspect-ratio:0.7496497225802836;width:411px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/61.png 500w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/61-225x300.png 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><br>Scorcio di agroecosistema nella campagna toscana <br>Immagine di Alessandro Campiotti<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli ultimi decenni gli eventi meteorologici estremi legati alla crisi climatica hanno avuto conseguenze sempre pi\u00f9 gravi sia in termini di vite umane che di costi economici. L\u2019Agenzia europea dell\u2019ambiente (AEA) stima che tra il 1980 e il 2023, nella sola Unione europea (Ue) oltre 240.000 persone abbiano perso la vita a causa di alluvioni, ondate di calore, tempeste e siccit\u00e0, mentre le perdite economiche hanno superato i 700 miliardi di euro, con un evidente impatto sui sistemi naturali e socio-economici degli Stati membri<strong>.<\/strong> Secondo il programma di osservazione della Terra <em>Copernicus<\/em>, finanziato dall\u2019Ue, <strong>gli ultimi 11 anni sono stati i pi\u00f9 caldi mai registrati<\/strong>, <strong>con temperature superiori di circa<\/strong> <strong>1,5 \u00b0C rispetto all\u2019epoca preindustriale, e il 2025 si \u00e8 guadagnato il triste risultato di entrare nel podio per essere il terzo anno pi\u00f9 caldo di sempre<\/strong><strong>.<\/strong> Anche la FAO, l\u2019IPCC e le principali organizzazioni scientifiche internazionali confermano questa tendenza, sostenendo che il riscaldamento globale contribuisca ad aumentare la frequenza e l\u2019intensit\u00e0 di eventi atmosferici estremi come le ondate di calore prolungate o le precipitazioni violente seguite da lunghi periodi di siccit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo contesto, <strong>l\u2019area del <\/strong><strong>Mediterraneo<\/strong> <strong>\u00e8 tra le pi\u00f9 colpite e ne stanno facendo le spese i diversi ecosistemi di un territorio caratterizzato da una ricchezza di biodiversit\u00e0 tra le maggiori a livello mondiale<\/strong>. Qui il cambiamento climatico si manifesta in modo particolarmente evidente: le piante fioriscono e maturano sempre prima alterando i normali cicli colturali, l\u2019acqua per l\u2019irrigazione diventa una risorsa sempre pi\u00f9 necessaria e scarsa, mentre le piogge, quando arrivano, sono spesso intense e improvvise, causando pi\u00f9 danni che benefici. Queste condizioni stanno producendo una serie di effetti negativi sul settore agricolo europeo, che si trova a dover fare i conti con la scarsit\u00e0 di risorse naturali e con la crescente presenza di patogeni delle colture e insetti alieni, che trovano nelle elevate temperature le condizioni favorevoli per crescere e proliferare, con impatti significativi sulla stabilit\u00e0 degli ecosistemi agricoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Spagna<strong>,<\/strong> nel 2023, il caldo e la siccit\u00e0 hanno causato una notevole perdita delle produzioni estive, determinando un aumento dei prezzi compreso tra il 25% e il 35% di prodotti comuni come pomodori, broccoli e arance<strong>.<\/strong> <strong>In <\/strong><strong>Italia<\/strong><strong>, nel 2024, molte aree agricole hanno affrontato una situazione di grave siccit\u00e0, in particolare nelle regioni meridionali, dove la carenza idrica ha interessato circa il 30% della superficie agricola.<\/strong> Per queste ragioni, Sicilia, Calabria e Puglia hanno assistito alla drastica perdita di intere coltivazioni di cereali, legumi e foraggi, e il conseguente aumento dei prezzi ha avuto ripercussioni dirette sull\u2019accessibilit\u00e0 alimentare dei consumatori, aggravando il problema della povert\u00e0 alimentare. Nello stesso anno, la produzione di olio d\u2019oliva \u00e8 diminuita di oltre il 20<strong>%<\/strong> rispetto all\u2019anno precedente, mentre si stima che il comparto cerealicolo avrebbe perso quasi il 10% rispetto alla produzione media quinquennale, raggiungendo il livello pi\u00f9 basso dell\u2019ultimo decennio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Se da un lato la crisi climatica sta mettendo seriamente in discussione la sopravvivenza di intere filiere produttive che sono da sempre un punto fermo per il reddito degli agricoltori, dall\u2019altro lato l\u2019aumento delle temperature allunga la stagione di crescita e rende possibili coltivazioni tipiche di fasce climatiche tropicali, che fino a qualche anno fa erano impensabili sul territorio europeo, aprendo nuove opportunit\u00e0 economiche.<\/strong> In alcune zone dell\u2019Andalusia e della Sicilia, per esempio, si stanno diffondendo colture come avocado, mango e papaia, che stanno determinando un cambiamento delle filiere produttive sempre pi\u00f9 orientate verso forme di agricoltura tropicale. Tuttavia, l\u2019adozione di queste colture pone anche dei seri interrogativi sulla sostenibilit\u00e0 ambientale delle filiere, soprattutto per quanto riguarda l\u2019aumento dei consumi idrici, l\u2019uso intensivo di fertilizzanti e fitofarmaci e i maggiori costi di produzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, dal momento che il cambiamento climatico non riguarda solo l\u2019ambiente, ma incide sulla nostra economia, sul cibo che consumiamo e sulla sicurezza dei territori, <strong>sar\u00e0 sempre pi\u00f9 urgente rafforzare l\u2019impegno per attuare strategie e tecniche di produzione che garantiscano al contempo la sostenibilit\u00e0 ambientale ed economica del settore agricolo europeo<\/strong>. Per queste ragioni, la Politica Agricola Comune insieme all\u2019innovazione tecnologica, alle energie rinnovabili e alle pratiche agricole di precisione, rappresentano strumenti chiave per aiutare gli agricoltori a ridurre i rischi e a minimizzare il consumo di risorse naturali e il ricorso ai prodotti chimici di sintesi, con l\u2019obiettivo di continuare a produrre cibo in modo sostenibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per approfondire:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/circulareconomy.europa.eu\/platform\/sites\/default\/files\/2025-09\/TH-01-25-025-EN-N%20Europes%20environment%20and%20climate%20LR_2.pdf\">https:\/\/circulareconomy.europa.eu\/platform\/sites\/default\/files\/2025-09\/TH-01-25-025-EN-N%20Europes%20environment%20and%20climate%20LR_2.pdf<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.unep.org\/news-and-stories\/story\/rethinking-food-systems\">https:\/\/www.unep.org\/news-and-stories\/story\/rethinking-food-systems<\/a> <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[],"class_list":["post-19877","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","hentry"],"featured_img":false,"coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=11","display_name":"Myname"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 4 mesi fa","modified":"Aggiornato 4 mesi fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 16\/01\/2026","modified":"Aggiornato il 18\/01\/2026"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 16\/01\/2026 11:49","modified":"Aggiornato il 18\/01\/2026 19:57"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/19877","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19877"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=19877"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=19877"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}