{"id":19663,"date":"2025-11-25T12:55:00","date_gmt":"2025-11-25T10:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?post_type=openpublish_article&#038;p=19663"},"modified":"2025-11-27T13:31:14","modified_gmt":"2025-11-27T11:31:14","slug":"cop30-il-braccio-di-ferro-tra-le-parti-ha-prodotto-un-risultato-deludente","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=cop30-il-braccio-di-ferro-tra-le-parti-ha-prodotto-un-risultato-deludente","title":{"rendered":"Cop30: il braccio di ferro tra le Parti ha prodotto un risultato deludente"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di <em>Alessandro Campiotti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019esito della Cop30 di Bel\u00e9m ha disatteso le aspettative di molti. Non \u00e8 stata delineata una<\/strong> <em><strong>road map<\/strong><\/em> <strong>sul superamento dei combustibili fossili n\u00e9 sulla riduzione della deforestazione. Tuttavia, il multilateralismo ha retto e sono stati triplicati i finanziamenti per le misure di adattamento ambientale a sostegno dei Paesi pi\u00f9 colpiti dagli eventi atmosferici estremi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"216\" src=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/56-COP.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-19665\" style=\"width:671px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/56-COP.png 500w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/56-COP-300x130.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Immagine della seduta plenaria di chiusura della Cop30 &#8211; Foto: Rafa Neddermeyer<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo quasi due settimane di interlocuzioni, trattative e dibattiti, si \u00e8 chiusa la Cop30 di Bel\u00e9m, trentesima Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico promossa dall\u2019ONU, che ha avuto luogo nella citt\u00e0 brasiliana dal 10 al 22 novembre, portando alla chiusura di un accordo che ha preso il nome di <em>Global Mutir\u00e3o Decision<\/em>. All\u2019evento <strong>hanno partecipato i rappresentanti di circa duecento Paesi da tutto il mondo<\/strong>, oltre a migliaia di delegati e professionisti provenienti dal panorama dell\u2019impresa, della ricerca scientifica, del giornalismo e dell\u2019associazionismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per la prima volta nella trentennale storia delle Cop, sono stati coinvolti ai tavoli delle trattative i rappresentanti delle popolazioni indigene dell\u2019America Latina, cos\u00ec come per la prima volta gli Stati Uniti hanno optato per non inviare una delegazione ufficiale, marcando ulteriormente la distanza espressa dall\u2019amministrazione Trump nei confronti della questione ambientale. Tra gli Stati partecipanti, fin dalle prime riunioni <strong>si<\/strong> <strong>\u00e8 delineata una geografia politica che vede il mondo diviso in tre fazioni: da una parte il gruppo dei Paesi a sostegno della transizione verso modelli di sviluppo pi\u00f9 sostenibili, guidato da Unione europea e America Latina; sul fronte opposto, il gruppo degli Stati produttori come Russia ed Emirati Arabi Uniti; al centro, con una posizione minoritaria, le economie mondiali in via di sviluppo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo gruppo si \u00e8 speso in fase negoziale per giungere all\u2019approvazione di una <em>road map<\/em> globale che includesse i due principali obiettivi espressi dal Presidente brasiliano Lula durante il discorso di apertura della Cop, cio\u00e8 il graduale superamento della dipendenza dai combustibili fossili e la drastica riduzione dei fenomeni di deforestazione, a partire dalla gi\u00e0 martoriata foresta amazzonica. Oltre ottanta Paesi hanno sottoscritto questi obiettivi con l\u2019auspicio di definire un piano pluriennale da monitorare durante i prossimi appuntamenti internazionali, tuttavia <strong>i lunghi negoziati notturni non sono bastati ad avere la meglio sulla compattezza e determinazione del fronte dei contrari, che sono riusciti nell\u2019intento di rinviare la decisione sull\u2019uscita dai combustibili fossili<\/strong>, sostituita con un generico \u201callontanamento volontario\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le misure confermate, invece, c\u2019\u00e8 il mantenimento degli obiettivi climatici in materia di decarbonizzazione e contenimento delle temperature globali, il finanziamento del Fondo Perdite e Danni a sostegno dei territori danneggiati da eventi atmosferici estremi e la definizione di un pacchetto di indicatori di monitoraggio e valutazione di performance per favorire la progettazione di interventi di adattamento. A questo proposito, <strong>ha riscontrato notevole soddisfazione tra i promotori della Cop la disposizione di triplicare i fondi per le politiche di adattamento destinati agli Stati pi\u00f9 colpiti dagli effetti del cambiamento climatico, aumentando a 120 miliardi di dollari il budget da erogare a fondo perduto entro il 2035<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A pochi giorni dalla chiusura, non si pu\u00f2 dire che la Cop30 non abbia alimentato un acceso dibattito sugli esiti pi\u00f9 controversi del <em>Global Mutir\u00e3o Decision<\/em>, che vanno dall\u2019intoccabilit\u00e0 dei combustibili fossili alla mancanza di un accordo sulla deforestazione, dall\u2019aumento della produzione di biocarburanti ai modelli di sfruttamento delle risorse naturali per fini agricoli e industriali. A questo si aggiunge la polemica sulla massiccia partecipazione all\u2019evento di lobbisti e rappresentanti del settore delle energie fossili e dell\u2019agribusiness, giunti autonomamente o all\u2019interno di delegazioni istituzionali, che secondo i numeri ufficiali sarebbero stati circa duemila. Nonostante ci\u00f2, <strong>il consolidato impianto negoziale basato sul multilateralismo \u00e8 rimasto in piedi e per il momento sembrerebbe essere stato scongiurato il temuto effetto domino secondo cui molti Stati avrebbero potuto allinearsi alla posizione statunitense<\/strong> di retromarcia sugli impegni ambientali o non partecipare per nulla alla conferenza brasiliana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, dal momento che le decisioni che emergono dalle Cop mirano a fornire le linee guida per i modelli di sviluppo del futuro, ma non sono vincolanti per gli Stati partecipanti, <strong>una coalizione di circa ottanta Paesi guidati da Colombia e Olanda ha deciso di non arrendersi all\u2019esito<\/strong> condizionato dal fronte dei produttori di energie fossili, e ha stabilito di procedere di comune accordo a delineare una <em>road map<\/em> con annessa tabella di marcia per avviare quanto prima iniziative di <em>governance<\/em> ambientale pi\u00f9 coerenti all\u2019agenda <em>green<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[],"class_list":["post-19663","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","hentry"],"featured_img":false,"coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=11","display_name":"Myname"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 7 mesi fa","modified":"Aggiornato 7 mesi fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 25\/11\/2025","modified":"Aggiornato il 27\/11\/2025"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 25\/11\/2025 12:55","modified":"Aggiornato il 27\/11\/2025 13:31"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/19663","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19663"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=19663"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=19663"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}