{"id":19313,"date":"2025-09-22T12:02:51","date_gmt":"2025-09-22T10:02:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?post_type=openpublish_article&#038;p=19313"},"modified":"2025-09-22T12:02:51","modified_gmt":"2025-09-22T10:02:51","slug":"lia-che-rende-sicuro-il-verde-urbano-un-progetto-di-ricerca-di-prospettiva-terra-coordinato-da-stefano-mancuso","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=lia-che-rende-sicuro-il-verde-urbano-un-progetto-di-ricerca-di-prospettiva-terra-coordinato-da-stefano-mancuso","title":{"rendered":"L&#8217;IA che rende sicuro il verde urbano. Un progetto di ricerca di Prospettiva Terra, coordinato da Stefano Mancuso"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Attraverso sensori capaci di registrare parametri chiave, come l&#8217;inclinazione del tronco e la frequenza naturale di oscillazione, Prospettiva Terra &#8211; progetto non profit coordinato dal prof. Stefano Mancuso &#8211; ha condotto uno studio per la realizzazione di un sistema di monitoraggio basato sull&#8217;intelligenza artificiale, che pu\u00f2 valutare in tempo reale la salute degli alberi urbani, rilevandone anomalie e rischio di caduta<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"259\" height=\"194\" src=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/prospettiva-terra.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-19312\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"> I controlli degli esperti del verde pubblico restano essenziali per capire se un albero in citt\u00e0 \u00e8 potenzialmente pericoloso,, ma oggi arriva un sistema basato sull&#8217;<strong>intelligenza artificiale<\/strong>&nbsp;che pu\u00f2 ridurre significativamente i rischi per i cittadini. Grazie a modelli di IA, \u00e8 possibile sapere in tempo reale se un albero \u00e8 in salute, come evolvono le sue condizioni, se emergono anomalie o se corre il rischio di cadere. Il sistema \u00e8 stato sviluppato da PNAT con il supporto di&nbsp;<strong>Prospettiva Terra<\/strong>, progetto non profit coordinato dal&nbsp;<strong>professor Stefano Mancuso<\/strong>, che riunisce aziende, organizzazioni non profit, comunit\u00e0 scientifica e istituzioni per combattere il riscaldamento globale tramite la ricerca scientifica. Lo sviluppo \u00e8 stato sostenuto da Henkel, Ricola, Omnicom Media Group e McDonald&#8217;s e realizzato in due anni in BAM &#8211; Biblioteca degli Alberi di Milano, progetto della Fondazione Riccardo Catella, dove sono stati installati sensori su 300 alberi. Hanno aderito inoltre all&#8217;iniziativa Acone Associati e Publitalia&#8217;80, come media partner. Da questi dati sono stati creati&nbsp;<strong>dei modelli di intelligenza artificiale<\/strong>, dedicati a interpretare aspetti diversi delle informazioni raccolte attraverso dei sensori che funzionano come una sorta di &#8220;sentinella\u201d capace di lanciare un alert quando qualcosa non va. La messa a punto di questo progetto dimostra che \u00e8 possibile monitorare in modo pi\u00f9 efficace la stabilit\u00e0 degli alberi di grandi dimensioni in contesto urbano e prevedere eventuali cadute, contribuendo cos\u00ec a prevenire incidenti e a gestire con maggiore sicurezza il verde urbano, soprattutto in relazione ai rischi meteorologici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abUna delle conseguenze del riscaldamento globale \u00e8 l&#8217;aumento dell&#8217;intensit\u00e0 dei fenomeni atmosferici. Questi si manifestano in forme sempre pi\u00f9 violente, sottoponendo gli alberi a stress meccanici cui non sono abituati e provocando, soprattutto in ambiente urbano, in condizioni di stabilit\u00e0 non sempre perfette, un numero crescente di cadute &#8211;&nbsp;<\/em>afferma&nbsp;<strong>Stefano Mancuso, accademico e divulgatore scientifico<\/strong><em>&nbsp;&#8211; Poich\u00e9 l&#8217;aumento di copertura arborea nelle citt\u00e0 \u00e8 la soluzione fondamentale e imprescindibile per combattere le cause e gli effetti del riscaldamento globale, \u00e8 necessario immaginare dei sistemi di ausilio all&#8217;indagine umana, che avvisino della possibile diminuzione di stabilit\u00e0 di un albero\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>PERCH\u00c9 QUESTO PROGETTO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli alberi presenti nelle aree urbane svolgono un ruolo cruciale nel miglioramento della qualit\u00e0 dell&#8217;aria e nella regolazione del microclima urbano, oltre a fornire habitat per la biodiversit\u00e0 e spazi di benessere per i cittadini. Tuttavia, gli alberi in citt\u00e0 devono affrontare numerose difficolt\u00e0: radici costrette in spazi ridotti, smog, potature talvolta aggressive, danni da traffico e cambiamenti climatici sempre pi\u00f9 evidenti. Questi fattori, spesso invisibili a occhio nudo, mettono a rischio la salute e la stabilit\u00e0 degli alberi, aumentando il pericolo di crolli e rotture. Per questo motivo, \u00e8 fondamentale un&nbsp;<strong>monitoraggio costante dello stato di salute delle alberature, attraverso metodologie di valutazione avanzate e strumenti di analisi scientifica<\/strong>. L&#8217;obiettivo non \u00e8 solo prevenire il deterioramento fisiologicodegli alberi, ma anche&nbsp;<strong>intervenire tempestivamente per ridurre il rischio di caduta&nbsp;<\/strong>di rami o dell&#8217;intero esemplare, garantendo cos\u00ec la sicurezza delle persone ela salvaguardia del patrimonio verde cittadino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<strong>LA SOLUZIONE TECNOLOGICA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo scopo, Prospettiva Terra ha sostenuto lo sviluppo di un sistema tecnologico innovativo, ideato da PNAT, che integra&nbsp;<strong>sensori di nuova generazione<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>dispositivi IoT<\/strong>. Questa soluzione \u00e8 pensata per supportare in modo pratico e intelligente i gestori del verde urbano e i tecnici valutatori della stabilit\u00e0 degli alberi. Il sensore consente un monitoraggio continuo dello stato degli esemplari arborei, affiancandosi agli strumenti di valutazione gi\u00e0 esistenti e contribuendo a generare allerte in tempo reale nel caso in cui vengano rilevati segnali anomali che possono indicare problemi strutturali o di salute della pianta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<strong>COME VIENE UTILIZZATA L&#8217;IA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I sensori, autonomi dal punto di vista energetico, registrano costantemente alcuni parametri chiave come l&#8217;inclinazione del tronco e la frequenza naturale di oscillazione, dati utili per valutare in modo oggettivo la stabilit\u00e0 della pianta. Come delle &#8220;sentinelle\u201d, sono in grado di lanciare un alert se qualcosa non va e riconoscere cambiamenti progressivi nello stato di stabilit\u00e0 e salute. Cos\u00ec, se un albero considerato sicuro comincia a mostrare segni di indebolimento, il dispositivo \u00e8 in grado di rilevare il problema.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel corso della sperimentazione sugli alberi di BAM, tutti i dati raccolti sono stati trasmessi a una piattaforma basata su&nbsp;<strong>cloud<\/strong>, dove sono stati analizzati e caratterizzati. La sperimentazione non si \u00e8 fermata qui. I ricercatori hanno sviluppato modelli predittivi basati sul&nbsp;<strong>machine learning<\/strong>, capaci di elaborare grandi volumi di dati, individuare pattern ricorrenti e migliorare nel tempo le proprie previsioni. Questo approccio ha permesso di costruire&nbsp;<strong>un sistema dinamico, in grado di apprendere e affinare la sua sensibilit\u00e0 man mano che aumentano le situazioni osservate<\/strong>. L&#8217;obiettivo non \u00e8 sostituire le competenze degli esperti del verde urbano, ma offrire loro uno strumento di supporto, capace di fornire informazioni aggiornate, affidabili e facilmente leggibili. La soluzione permette di dare priorit\u00e0 agli interventi, ottimizzare le risorse disponibili e mantenere sotto controllo nel tempo quegli alberi che si trovano in condizioni pi\u00f9 delicate o esposti a maggiori sollecitazioni ambientali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<strong>PROSSIMI OBIETTIVI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Conclusa la prima fase sperimentale, il passo successivo prevede l&#8217;applicazione del sistema a contesti pi\u00f9 complessi, come viali alberati e grandi parchi cittadini con alberature adulte, per validare ulteriormente i modelli sviluppati e testare l&#8217;efficacia delle allerte generate in situazioni pi\u00f9 dinamiche e potenzialmente critiche. In un momento storico in cui le citt\u00e0 sono chiamate a diventare pi\u00f9 resilienti, verdi e sicure, progetti come questo segnano una strada concreta verso un nuovo modello di gestione del verde urbano, in cui la cura degli alberi diventa parte integrante della progettazione del futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Prospettiva Terra \u00e8 un innovativo progetto non profit che unisce aziende, organizzazioni no profit, comunit\u00e0 scientifica e istituzioni nell&#8217;ambizioso obiettivo di contrastare il riscaldamento globale attraverso progetti di ricerca scientifica, innovazione e comunicazione. Per saperne di pi\u00f9&nbsp;<\/em><a href=\"http:\/\/nonsolofax.utgnet.net\/lt.php?c=12963&amp;m=18412&amp;nl=2981&amp;s=400ffa95ae624d2d511aebed4790fa8a&amp;lid=48736&amp;l=-http--www.prospettivaterra.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>www.prospettivaterra.com<\/em><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Pnat (Project Nature) \u00e8 una societ\u00e0 multidisciplinare fondata nel 2014 come spin-off dell&#8217;Universit\u00e0 di Firenze, che ha l&#8217;obiettivo di integrare le conoscenze sul mondo vegetale con la tecnologia ed il design, trasformando la ricerca in applicazioni concrete.&nbsp;Pnat esplora soluzioni che ottimizzano la gestione e l&#8217;utilizzo delle piante valorizzando la loro innata capacit\u00e0 di migliorare l&#8217;ambiente in cui viviamo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Per maggiori informazioni:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Mariarosaria Di Cicco<\/strong><br><a href=\"mailto:m.dicicco@inc-comunicazione.it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">m.dicicco@inc-comunicazione.it<\/a><br>+39 3402302008<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[],"class_list":["post-19313","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","hentry"],"featured_img":false,"coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=11","display_name":"Myname"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 9 mesi fa","modified":"Aggiornato 9 mesi fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 22\/09\/2025","modified":"Aggiornato il 22\/09\/2025"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 22\/09\/2025 12:02","modified":"Aggiornato il 22\/09\/2025 12:02"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/19313","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19313"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=19313"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=19313"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}