{"id":19025,"date":"2025-07-08T10:55:54","date_gmt":"2025-07-08T08:55:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?post_type=openpublish_article&#038;p=19025"},"modified":"2025-09-02T11:42:45","modified_gmt":"2025-09-02T09:42:45","slug":"isole-di-calore-urbane-cause-e-possibili-soluzioni","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=isole-di-calore-urbane-cause-e-possibili-soluzioni","title":{"rendered":"Isole di calore urbane: cause e possibili soluzioni"},"content":{"rendered":"\n<p>Di <em>Alessandro Campiotti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel periodo estivo le citt\u00e0 sono puntualmente soggette al fenomeno microclimatico dell\u2019isola di calore, che pu\u00f2 determinare temperature notevolmente superiori rispetto alle zone suburbane e rurali. Spazi verdi, mobilit\u00e0 sostenibile ed efficientamento energetico degli edifici possono contribuire a mitigare gli eccessi del microclima urbano.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"466\" height=\"500\" src=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/42-8-luglio.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-19026\" style=\"width:421px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/42-8-luglio.png 466w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/42-8-luglio-280x300.png 280w\" sizes=\"auto, (max-width: 466px) 100vw, 466px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Superfici inerbite in una via di Milano<br>Immagine di Alessandro Campiotti<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Dopo una primavera pi\u00f9 calda rispetto alle medie stagionali, il mese di luglio ha portato con s\u00e9 il caldo torrido e insopportabile, certificando di fatto l\u2019inizio di una lunga estate che durer\u00e0 almeno fino a settembre. Da diversi giorni le citt\u00e0 di mezza Europa sono da bollino rosso, con temperature record che superano i 40 gradi nelle ore centrali della giornata, causando non pochi problemi al buon funzionamento delle cose e soprattutto alla salute di persone ed esseri viventi. A causa della crisi climatica in atto, i dati meteorologici registrano ogni anno livelli di temperatura superiori agli anni precedenti, con un conseguente surriscaldamento degli ecosistemi naturali e antropizzati, dagli ambienti marini e costieri fino a quelli urbani.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 un mistero che nel periodo estivo le citt\u00e0 non siano il luogo ideale in cui risiedere, poich\u00e9 quei comuni fattori negativi, come l\u2019inquinamento dell\u2019aria o la scarsit\u00e0 di spazi verdi, risultano esacerbati dall\u2019avvento del \u201csolleone\u201d. Le citt\u00e0, inoltre, tendono a manifestare un fenomeno microclimatico che prende il nome di isola di calore urbana, dall\u2019inglese <em>Urban Heat Island<\/em> (UHI), che consiste nel particolare riscaldamento di alcune aree, le cui temperature possono risultare fino a sette gradi superiori rispetto alle zone limitrofe, suburbane e rurali. I luoghi maggiormente interessati sono quelli caratterizzati da elevata concentrazione di edifici e densit\u00e0 abitativa, alte percentuali di superfici pavimentate e scarsit\u00e0 di parchi e suoli permeabili. <strong>Materiali come cemento e asfalto, che costituiscono edifici, strade e marciapiedi, hanno l\u2019elevata capacit\u00e0 termica e radiativa di trattenere il calore trasmesso dalla radiazione solare nelle ore diurne per rilasciarlo nelle ore successive al tramonto, determinando il riscaldamento dell\u2019aria circostante<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro parametro da tenere in considerazione \u00e8 la configurazione geometrica e topografica della citt\u00e0, che consiste nella disposizione degli elementi artificiali e naturali in relazione alle diverse altitudini presenti sul territorio. In questo senso, un complesso di palazzine poco distanziate tra loro, collocato in una zona pianeggiante e circondato da superfici asfaltate pu\u00f2 ridurre notevolmente il passaggio dell\u2019aria, favorendo un effetto cappa che pu\u00f2 risultare assai fastidioso per i residenti. <strong>Gli effetti negativi del caldo, peraltro, possono risultare pi\u00f9 sfavorevoli per quelle fasce di popolazione svantaggiate dal punto di vista socioeconomico, che vivono in aree fortemente urbanizzate, scarsamente dotate di spazi verdi e spesso prive dell\u2019accesso a sistemi di condizionamento dell\u2019aria<\/strong>. Le conseguenze negative sul benessere psico-fisico possono manifestarsi sotto forma di colpi di calore, disidratazione, riduzione di concentrazione, apprendimento e produttivit\u00e0 lavorativa. Per queste ragioni, molte citt\u00e0 sono impegnate a stilare la lista dei cosiddetti \u201crifugi climatici\u201d, luoghi pubblici come giardini, aree verdi, biblioteche e case di quartiere, dove le persone possono trovare temperature pi\u00f9 miti e sopportabili grazie al raffrescamento dell\u2019aria conseguito in maniera artificiale tramite condizionatori, o naturale tramite la presenza di piante.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo proposito, <strong>i sistemi vegetali rappresentano una soluzione naturale di mitigazione microclimatica grazie alle propriet\u00e0 fisiologiche delle piante<\/strong>, che con la traspirazione utilizzano il calore proveniente dall\u2019energia solare per trasformare l\u2019acqua veicolata dai sistemi vascolari dallo stato liquido a quello gassoso, refrigerando gli organi fogliari e raffrescando, di conseguenza, l\u2019aria circostante. Al contempo, la presenza di specie arboree pu\u00f2 garantire un piacevole ombreggiamento e contribuire a migliorare la qualit\u00e0 dell\u2019aria tramite l\u2019attivit\u00e0 fotosintetica, che sequestra anidride carbonica (CO<sub>2<\/sub>) ed emette ossigeno, e la riduzione della concentrazione di polveri sottili, che tendono a depositarsi sulle superfici fogliari.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, non basta delegare la mitigazione del clima all\u2019azione delle piante, che oltretutto in citt\u00e0 restano sotto rappresentate. Bisognerebbe in primo luogo pianificare l\u2019ambiente urbano in modo da massimizzare la presenza di aree verdi, suoli drenanti e superfici chiare che riflettano la radiazione solare e in secondo luogo agire per ridurre l\u2019impatto antropico sul microclima potenziando la mobilit\u00e0 sostenibile, l\u2019efficienza energetica degli edifici e tenendo a mente che <strong>l\u2019aria calda che i condizionatori espellono dalle nostre abitazioni o uffici, contribuisce a riscaldare ulteriormente l\u2019ambiente esterno, determinando in questo modo un circolo vizioso.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per approfondire:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Albini G., Guerri G., Munaf\u00f2 M., Morabito M.,Investigation of the Surface Urban Heat Island (SUHI) by two remote sensing-based approaches in Italian regional capitals, Remote Sensing Applications: Society and Environment, Volume 38, 2025, 101567, ISSN 2352-9385, <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.rsase.2025.101567\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.rsase.2025.101567<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Hsu, A., Sheriff, G., Chakraborty, T.&nbsp;<em>et al.<\/em>&nbsp;Disproportionate exposure to urban heat island intensity across major US cities.&nbsp;<em>Nat Commun<\/em>&nbsp;<strong>12<\/strong>, 2721 (2021). <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41467-021-22799-5\">https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41467-021-22799-5<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\/?locale=it_IT\"><strong>Centro Studi l\u2019Uomo e l\u2019Ambiente Facebook<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[],"class_list":["post-19025","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","hentry"],"featured_img":false,"coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=11","display_name":"Myname"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 10 mesi fa","modified":"Aggiornato 8 mesi fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 08\/07\/2025","modified":"Aggiornato il 02\/09\/2025"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 08\/07\/2025 10:55","modified":"Aggiornato il 02\/09\/2025 11:42"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/19025","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19025"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=19025"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=19025"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}