{"id":18987,"date":"2025-06-23T12:20:19","date_gmt":"2025-06-23T10:20:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?post_type=openpublish_article&#038;p=18987"},"modified":"2025-06-24T11:40:25","modified_gmt":"2025-06-24T09:40:25","slug":"lestate-porta-con-se-il-pericolo-degli-incendi-boschivi","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=lestate-porta-con-se-il-pericolo-degli-incendi-boschivi","title":{"rendered":"L\u2019estate porta con s\u00e9 il pericolo degli incendi boschivi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di <em>Alessandro Campiotti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><strong>Ogni anno pi\u00f9 di mille incendi bruciano 350.000 ettari di ecosistemi forestali nel territorio europeo, causando notevoli perdite dal punto di vista ecologico ed economico. Oltre a migliorare la manutenzione dei boschi, andrebbe aperta una riflessione sul fatto che la gran parte degli eventi sono causati dall\u2019azione dell\u2019uomo.<\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"613\" src=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/incendi-boschivi-39.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-18988\" style=\"width:456px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/incendi-boschivi-39.png 500w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/incendi-boschivi-39-245x300.png 245w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di <em>Alessandro Campiotti<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>L\u2019arrivo dell\u2019estate \u00e8 alle porte, e come ogni anno la bella stagione apre un ricco ventaglio di opportunit\u00e0 per molte persone, che iniziano a fare il conto alla rovescia prima di abbandonare i centri urbani per qualche settimana di meritato riposo. Tuttavia, <strong>l\u2019aumento delle temperature estive non \u00e8 collegato solo alla fine delle scuole e alla tintarella balneare, ma anche all\u2019inizio della triste stagione degli incendi boschivi<\/strong>, che bruciano annualmente vaste estensioni forestali causando la perdita di numerosi habitat naturali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una recente relazione pubblicata dalla Corte dei conti europea in merito allo scottante tema degli incendi boschivi, sostiene che ogni anno <strong>il territorio europeo viene investito da circa 1000 incendi di almeno 30 ettari l\u2019uno, per un totale di oltre 350.000 ettari di bosco persi o gravemente danneggiati<\/strong>. Ogni evento, inoltre, comporta una serie di ripercussioni sia per l\u2019ambiente che per l\u2019essere umano, come la perdita del capitale naturale e di biodiversit\u00e0 e il rilascio nell\u2019aria di elevate quantit\u00e0 di anidride carbonica (CO<sub>2<\/sub>) e altri inquinanti atmosferici che, se respirati, possono risultare particolarmente pericolosi per la salute umana. Il rischio di incendio pu\u00f2 essere valutato in relazione ad alcuni fattori che caratterizzano il bosco, come la struttura del suolo, la topografia del paesaggio e il carico di biomassa combustibile; tuttavia, solo una minima percentuale degli incendi \u00e8 riconducibile a cause naturali, come l\u2019azione di un fulmine, mentre la gran parte sono attribuibili all\u2019azione colposa o dolosa dell\u2019uomo, e questo dovrebbe aprire una seria riflessione di ordine etico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A livello europeo, la gestione del patrimonio forestale \u00e8 di competenza dei singoli Stati, mentre la Commissione europea ha la responsabilit\u00e0 di promuovere strategie di pianificazione e manutenzione del territorio e di finanziare lo sviluppo di progetti di ricerca e innovazione per la salvaguardia del patrimonio boschivo. Al contempo, i diversi Stati dovrebbero tutelare il valore ecologico ed economico delle foreste perseguendo una politica di prevenzione che riduca quanto possibile il rischio di incendio, per esempio attuando una serie di buone pratiche di gestione che vanno dalla rimozione della vegetazione secca alla realizzazione di fasce parafuoco, dal potenziamento del monitoraggio del territorio all\u2019aggiornamento delle mappe di rischio obsolete. Secondo il Sistema europeo d\u2019informazione sugli incendi boschivi, ogni anno in UE si stimano perdite economiche pari a circa due miliardi di euro, pertanto <strong>la raccomandazione che viene rivolta ai governi \u00e8 di investire nella prevenzione dagli incendi pi\u00f9 di quando si spenda per far fronte alla loro estinzione<\/strong>, dando la precedenza alle aree pi\u00f9 ricche di biodiversit\u00e0, come quelle della Rete Natura 2000.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Puntando lo sguardo sull\u2019Italia, i dati di un recente rapporto ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) basati su analisi di osservazioni satellitare ad alta risoluzione, certificano che nel 2024 una superficie totale di 514 chilometri quadrati \u00e8 stata interessata da incendi boschivi, pari a circa la met\u00e0 dell\u2019area del comune di Roma. A farne le maggiori spese sono stati gli ecosistemi forestali costituiti da specie appartenenti alle latifoglie sempreverdi, come lecci, sugheri e mirti, seguiti dalle latifoglie decidue quali querce, faggi e castagni, per finire con le conifere, come pini e abeti, meno soggetti a prendere fuoco per via della composizione cerosa delle loro foglie. Rispetto agli anni precedenti, tuttavia, la superficie media colpita da incendi a livello nazionale \u00e8 risultata inferiore di circa il 30% e le regioni pi\u00f9 coinvolte sono state Sicilia, Calabria e Sardegna, mentre hanno mostrato risultati meno preoccupanti le regioni del centro-nord.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per approfondire:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Corte dei conti europea, relazione speciale 16\/2025, \u201cI finanziamenti dell\u2019UE per affrontare gli incendi boschivi \u2013 Sono state adottate pi\u00f9 misure preventive, ma gli elementi in grado di attestarne i risultati e la sostenibilit\u00e0 nel lungo termine sono insufficienti\u201d, Ufficio delle pubblicazioni dell\u2019Unione europea, 2025. <a href=\"https:\/\/www.eca.europa.eu\/it\/publications\/SR-2025-16\">https:\/\/www.eca.europa.eu\/it\/publications\/SR-2025-16<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), Ecosistemi terrestri ed incendi boschivi in Italia: Anno 2024, <a href=\"https:\/\/www.isprambiente.gov.it\/files2025\/attivita\/report_incendi_2024_ispra.pdf\">https:\/\/www.isprambiente.gov.it\/files2025\/attivita\/report_incendi_2024_ispra.pdf<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[],"class_list":["post-18987","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","hentry"],"featured_img":false,"coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=11","display_name":"Myname"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 11 mesi fa","modified":"Aggiornato 11 mesi fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 23\/06\/2025","modified":"Aggiornato il 24\/06\/2025"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 23\/06\/2025 12:20","modified":"Aggiornato il 24\/06\/2025 11:40"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/18987","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18987"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=18987"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=18987"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}