{"id":18395,"date":"2025-03-03T12:14:12","date_gmt":"2025-03-03T10:14:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?post_type=openpublish_article&#038;p=18395"},"modified":"2025-03-11T16:24:27","modified_gmt":"2025-03-11T14:24:27","slug":"cop-16-sulla-biodiversita-roma-chiude-gli-accordi-iniziati-a-cali","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=cop-16-sulla-biodiversita-roma-chiude-gli-accordi-iniziati-a-cali","title":{"rendered":"COP 16 sulla Biodiversit\u00e0: Roma chiude gli accordi iniziati a Cali"},"content":{"rendered":"\n<p><br>Di <em>Alessandro Campiotti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La XVI Conferenza delle Parti sulla diversit\u00e0 biologica definisce le strategie di finanziamento per attuare gli obiettivi dell\u2019Accordo di <\/strong><em><strong>Kunming Montreal<\/strong><\/em><strong> del 2022. Tra le principali sfide figurano la riduzione dei sussidi dannosi per la biodiversit\u00e0 e la creazione di un fondo a sostegno delle comunit\u00e0 locali dei Paesi in via di sviluppo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"666\" src=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/foto-articolo-26.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-18397\" style=\"width:309px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/foto-articolo-26.png 500w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/foto-articolo-26-225x300.png 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sede centrale della FAO a Roma (foto di Alessandro Campiotti)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><br>Salvaguardia della natura, sviluppo sostenibile ed equit\u00e0 sociale sono tra i numerosi temi che hanno animato la COP 16 sulla Biodiversit\u00e0, tradizionale Conferenza delle Parti promossa dalle Nazioni Unite che ha avuto luogo a Roma, presso la sede della FAO, dal 25 al 27 febbraio scorsi, per concludere il dibattito iniziato lo scorso novembre a Cali, in Colombia, dove il mancato raggiungimento del quorum aveva causato il rinvio delle discussioni. Alla tre giorni di dibattiti hanno preso parte i rappresentanti di oltre 150 Paesi al mondo, per riprendere i negoziati avviati a Cali, e giungere finalmente alla ratificazione di un pacchetto di accordi su cui basare le strategie di tutela della biodiversit\u00e0 dei prossimi anni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La necessit\u00e0 di un intervento immediato in questa direzione \u00e8 dettata dallo stato di grave degrado in cui versa la natura, che da alcuni decenni subisce una progressiva erosione del proprio patrimonio biologico a causa di numerosi fattori di origine antropica, a partire dall\u2019eccessivo sfruttamento delle risorse naturali<\/strong>. Come certifica il WWF, che ogni due anni pubblica un rapporto approfondito sullo stato di salute globale degli ecosistemi (<em>Living Planet Report<\/em>), negli ultimi 50 anni si \u00e8 assistito alla perdita di circa il 70% delle popolazioni di vertebrati come mammiferi, uccelli, anfibi, rettili e pesci. Questa condizione di rapido impoverimento delle risorse naturali, aggravata dagli eventi climatici estremi sempre pi\u00f9 frequenti, determina una serie di elementi di instabilit\u00e0 anche a livello socioeconomico, politico e sanitario, di cui fanno le spese soprattutto le comunit\u00e0 locali dei Paesi in via di sviluppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per far fronte a questa situazione e promuovere dei piani di intervento concreti, <strong>la COP 16 ha preso in esame il quadro di riferimento globale per la protezione delle biodiversit\u00e0 (<\/strong><em><strong>Kunming Montreal Global Biodiversity Framework<\/strong><\/em><strong>) approvato nella precedente COP 15 tenutasi a Montr\u00e9al (Canada) nel 2022<\/strong>. Il Protocollo, caratterizzato da 23 obiettivi da perseguire entro il 2030, annovera tra le principali sfide il ripristino del 30% degli ecosistemi degradati (terrestri, acquatici e marini), la riduzione dell\u2019impatto delle attivit\u00e0 antropiche e l\u2019introduzione del concetto di biodiversit\u00e0 nei processi decisionali che guidano le politiche ambientali e le strategie di sviluppo territoriale.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso tempo, sono state previste una serie di azioni finalizzate a responsabilizzare imprese internazionali e istituzioni finanziarie nella valutazione dell\u2019impatto ambientale legato al loro operato. Per tale ragione, <strong>\u00e8 stato approvato un taglio progressivo di almeno 500 miliardi di dollari annui di incentivi pubblici considerati dannosi per la biodiversit\u00e0, e il conseguente finanziamento della protezione della natura con almeno 200 miliardi annui finanziati da soggetti pubblici e privati<\/strong>. Inoltre, dopo avere definito le strategie di finanziamento per attuare gli obiettivi dell\u2019Accordo di Kunming Montreal, la COP 16 ha lanciato il \u201cfondo Cali\u201d, uno strumento finanziario necessario alla raccolta di una parte dei proventi delle industrie farmaceutiche, biotecnologiche e cosmetiche che utilizzano le risorse genetiche di origine vegetale e animale, per destinarli alle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo.<\/p>\n\n\n\n<p>A margine di tre giorni di discussioni, che purtroppo hanno suscitato uno scarso interesse mediatico e politico, <strong>si pu\u00f2 affermare che la COP 16 abbia compiuto alcuni passi in avanti rispetto al passato<\/strong>, coinvolgendo i rappresentanti delle comunit\u00e0 locali e della societ\u00e0 civile a livello decisionale, incentivando la responsabilizzazione del settore privato e definendo una serie di indicatori per rendere omogeneo il sistema di valutazione e monitoraggio degli interventi programmati. <strong>Tuttavia, occorre sottolineare anche una serie di elementi contrastanti emersi dagli accordi finali<\/strong>, come la mancanza di vincoli chiari in merito al taglio degli incentivi dannosi per la biodiversit\u00e0, la non obbligatoriet\u00e0 per le industrie inquinanti di contribuire al fondo Cali e la raccolta di sostegni economici da parte dei paesi donatori per un importo pari a poche centinaia di milioni di dollari, una cifra ancora molto lontana da quella stimata per la realizzazione di azioni concrete a beneficio dell\u2019ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per approfondire:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), <em>Cop 16: definita a Roma la strategia per finanziare la protezione della biodiversit\u00e0<\/em>, 28\/02\/2025, <a href=\"https:\/\/asvis.it\/notizie\/2-23139\/cop-16-definita-a-roma-la-strategia-per-finanziare-la-protezione-della-biodiversita\">https:\/\/asvis.it\/notizie\/2-23139\/cop-16-definita-a-roma-la-strategia-per-finanziare-la-protezione-della-biodiversita<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Convention on Biological Diversity, Kunming Montreal Global Biodiversity Framework, 2030 Targets (with Guidance Notes), 2022, <a href=\"https:\/\/www.cbd.int\/gbf\/targets\">https:\/\/www.cbd.int\/gbf\/targets<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Legambiente, <em>Cop 16, raggiunto accordo per la biodiversit\u00e0<\/em>, 03\/03\/2025, <a href=\"https:\/\/www.legambiente.it\/news-storie\/natura-e-biodiversita\/cop-16-raggiunto-accordo-per-la-biodiversita\/\">https:\/\/www.legambiente.it\/news-storie\/natura-e-biodiversita\/cop-16-raggiunto-accordo-per-la-biodiversita\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[],"class_list":["post-18395","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","hentry"],"featured_img":false,"coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=11","display_name":"Myname"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 1 anno fa","modified":"Aggiornato 1 anno fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 03\/03\/2025","modified":"Aggiornato il 11\/03\/2025"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 03\/03\/2025 12:14","modified":"Aggiornato il 11\/03\/2025 16:24"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/18395","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18395"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=18395"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=18395"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}