{"id":18344,"date":"2025-02-25T13:34:01","date_gmt":"2025-02-25T11:34:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?post_type=openpublish_article&#038;p=18344"},"modified":"2025-02-25T14:13:51","modified_gmt":"2025-02-25T12:13:51","slug":"litalia-e-il-pnrr-tra-opportunita-e-ritardi","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=litalia-e-il-pnrr-tra-opportunita-e-ritardi","title":{"rendered":"L\u2019Italia e il PNRR, tra opportunit\u00e0 e ritardi"},"content":{"rendered":"\n<p><br>Di <em>Alessandro Campiotti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>A meno di due anni dalla fine del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) l\u2019Italia ha speso solo il 30% delle risorse erogate dalla Commissione europea. Inoltre, le numerose revisioni programmatiche e le difficolt\u00e0 di coordinamento nell\u2019attuazione dei progetti minano le potenzialit\u00e0 di crescita economica del Paese.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"638\" height=\"193\" src=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/foto-articolo-25-PNRR-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-18346\" style=\"width:417px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/foto-articolo-25-PNRR-1.png 638w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/foto-articolo-25-PNRR-1-300x91.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Tra i numerosi temi che hanno alimentato il dibattito pubblico e mediatico degli ultimi anni, molta attenzione \u00e8 stata certamente rivolta al PNRR, acronimo che identifica il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ovvero la declinazione italiana del pi\u00f9 ampio Programma europeo <em>Next Generation EU<\/em> (<em>NGEU<\/em>), lanciato dall\u2019Unione europea (UE) nel 2020 per far fronte alla grave crisi sanitaria economica e sociale scatenata dalla pandemia da Covid-19. Il Programma <em>NGEU<\/em>, entrato in vigore nel febbraio del 2021, \u00e8 stato finanziato con 723,8 miliardi di euro da erogare agli Stati membri dell\u2019UE entro il 2026, di cui 338 sotto forma di sovvenzioni e 385,8 sotto forma i prestiti a tassi agevolati. Coerentemente con il <em>NGEU<\/em>, <strong>il PNRR italiano si rivolge in particolare al futuro delle nuove generazioni, ed \u00e8 stato disegnato con l\u2019obiettivo di intervenire nell\u2019ambito di sette principali missioni<\/strong>, che vanno dalla transizione ecologica alla trasformazione digitale, dalla coesione sociale e territoriale al potenziamento delle infrastrutture, agendo al contempo sui settori della salute, dell\u2019istruzione, della ricerca e dell\u2019energia.<\/p>\n\n\n\n<p>Come \u00e8 noto, <strong>l\u2019Italia \u00e8 stato il <\/strong><strong>P<\/strong><strong>aese che pi\u00f9 di tutti ha beneficiato dei finanziamenti europei, portando a casa un importo totale di 194,4 miliardi, di cui 71,8 come sovvenzioni e 122,6 come prestiti<\/strong>. Contrariamente a quanto si possa pensare, l\u2019entit\u00e0 della dotazione finanziaria erogata ai diversi Paesi \u00e8 stata definita matematicamente da un algoritmo messo a punto dalla Commissione europea, che, considerando una serie di parametri, come il numero delle vittime da Covid-19 e la consistenza dei danni economici, ha commisurato la mole di finanziamenti allo shock socio-economico causato dalla pandemia. In questi anni le risorse europee sono state erogate con una cadenza semestrale, e ad oggi l\u2019Italia ha gi\u00e0 ottenuto oltre 140 miliardi, tuttavia sconta un grave ritardo sulla tabella di marcia relativa al raggiungimento degli obiettivi, che dovrebbero essere conseguiti entro il 30 giugno 2026.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo proposito, un recente rapporto pubblicato dalla Fondazione ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) fa il punto sullo stato di attuazione del PNRR, sottolineando che <strong>all\u2019inizio del 2025 \u00e8 stato speso solo il 30% dei 194 miliardi spettanti all\u2019Italia<\/strong>. Inoltre, viene segnalato che i fondi fin qui allocati sono andati a finanziare una miriade di oltre 250.000 interventi lungo il territorio nazionale &#8211; localizzati per il 45% al Nord, per il 35% nel Mezzogiorno e per il 17% nel Centro &#8211; di cui hanno beneficiato soprattutto i centri con oltre 250.000 abitanti, a discapito di quelli minori, spesso dotati di amministrazioni con un personale carente di figure specializzate. Un tale numero di progetti &#8211; molti dei quali presumibilmente di entit\u00e0 limitata &#8211; ha determinato una situazione di eccessiva frammentazione rispetto agli interventi strutturali che il PNRR ambisce a perseguire. Per queste ragioni, nel corso degli anni, <strong>l\u2019Italia ha pi\u00f9 volte ricorso alla possibilit\u00e0 di effettuare delle revisioni programmatiche rispetto ai piani iniziali, e questo ha alimentato ritardi e incertezze nell\u2019attuazione dei progetti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, va ricordato che tra gli attori in gioco nella macchina operativa, oltre alle pubbliche amministrazioni, come ministeri, regioni e comuni, c\u2019\u00e8 il settore delle imprese private, responsabile della realizzazione pratica delle opere, e pertanto tra i principali beneficiari delle risorse del PNRR. A tale riguardo, Assonime (Associazione italiana delle societ\u00e0 per azioni), ha recentemente messo in evidenza che <strong>le numerose revisioni apportate al PNRR hanno alimentato nel tempo un clima di instabilit\u00e0 e incertezza tra gli operatori del mercato<\/strong>, i quali ravvisano una sostanziale difficolt\u00e0 di pianificazione, insieme al rischio di partecipare a bandi pubblici che potrebbero essere modificati o cancellati. <strong>Tali ragioni hanno contribuito a ridimensionare le stime dell\u2019impatto del PNRR sulla crescita dell\u2019Italia<\/strong>, e allo stesso tempo sollevano una riflessione in merito alle potenzialit\u00e0 del Sistema Paese di poter assorbire in modo efficiente la notevole quantit\u00e0 di denaro erogata. Infine, <strong>occorre tenere presente che la gran parte dei finanziamenti che non promuoveranno dei risultati proficui in termini economici, sociali e ambientali, andranno ad alimentare il debito pubblico nazionale, che ha da poco superato il tetto dei 3000 miliardi di euro<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per approfondire:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) Fondazione IFEL-Ufficio Studi e Statistiche Territoriali, <em>Lo stato di attuazione del PNRR e il ruolo dei comuni<\/em>, Edizione 2024. <a href=\"https:\/\/www.fondazioneifel.it\/documenti-e-pubblicazioni\/item\/download\/6097_fa13d15c44978814194189de3bf0c4ee\">https:\/\/www.fondazioneifel.it\/documenti-e-pubblicazioni\/item\/download\/6097_fa13d15c44978814194189de3bf0c4ee<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Assonime (Associazione italiana delle societ\u00e0 per azioni), Note e Studi 1\/2025 &#8211; <em>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Lo stato di attuazione<\/em>, 20\/02\/2025.<\/p>\n\n\n\n<p>Italia Domani (2021). Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, #NextGenerationItalia, Roma.<\/p>\n\n\n\n<p>Presidenza del Consiglio dei ministri (2024). Quarta relazione sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (febbraio 2024), Roma.<\/p>\n\n\n\n<p>I<em>mmagine di intestazione: Italia Domani, Presidenza del Consiglio dei Ministri<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[],"class_list":["post-18344","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","hentry"],"featured_img":false,"coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=11","display_name":"Myname"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 1 anno fa","modified":"Aggiornato 1 anno fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 25\/02\/2025","modified":"Aggiornato il 25\/02\/2025"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 25\/02\/2025 13:34","modified":"Aggiornato il 25\/02\/2025 14:13"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/18344","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18344"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=18344"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=18344"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}