{"id":18196,"date":"2025-02-11T13:42:18","date_gmt":"2025-02-11T11:42:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?post_type=openpublish_article&#038;p=18196"},"modified":"2025-02-11T15:36:57","modified_gmt":"2025-02-11T13:36:57","slug":"il-ruolo-strategico-dellacqua-oro-blu-del-xxi-secolo","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=il-ruolo-strategico-dellacqua-oro-blu-del-xxi-secolo","title":{"rendered":"Il ruolo strategico dell\u2019acqua, \u201coro blu\u201d del XXI secolo"},"content":{"rendered":"\n<p>di <em>Alessandro Campiotti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La disponibilit\u00e0 della risorsa idrica \u00e8 messa in discussione dall\u2019aumento demografico globale e dagli effetti del cambiamento climatico. Nonostante ci\u00f2, ogni anno in Italia circa il 40% dell\u2019acqua dolce viene persa a causa di una rete di distribuzione obsoleta. Occorre intervenire sulle infrastrutture per ridurre gli sprechi e rendere pi\u00f9 sostenibile il sistema agricolo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"525\" height=\"700\" src=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/fig.24-Acqua.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-18198\" style=\"width:285px\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/fig.24-Acqua.png 525w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/fig.24-Acqua-225x300.png 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 525px) 100vw, 525px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Alessandro Campiotti<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019acqua \u00e8 una risorsa limitata, e in quanto tale ha rappresentato storicamente un bene prezioso per la vita dell\u2019essere umano, di cui ha condizionato la scelta dei primi insediamenti e lo sviluppo delle civilt\u00e0, assumendo nel tempo un ruolo strategico e geopolitico tale da meritarsi l\u2019epiteto di \u201coro blu\u201d. <strong>Sebbene circa l\u201980% della superficie del pianeta sia ricoperta di acqua, il 96% di questo volume \u00e8 costituito da acqua salata e appena il 4% da acqua dolce<\/strong>. Di questa quota, un ulteriore 3% non \u00e8 facilmente disponibile perch\u00e9 immagazzinata nel sottosuolo all\u2019interno di falde acquifere, o perch\u00e9 conservata sotto forma di ghiacciaio, di conseguenza solo l\u20191% di tutta la riserva idrica globale costituisce i corpi idrici superficiali come fiumi e laghi, e pertanto \u00e8 disponibile per la vita e le attivit\u00e0 umane. Negli ultimi decenni, la domanda di acqua \u00e8 aumentata notevolmente in seguito all\u2019enorme incremento demografico che ha caratterizzato la popolazione mondiale, passata dai 3 miliardi del 1960 agli 8 miliardi del 2023, che peraltro \u00e8 destinata ad aumentare ulteriormente dei prossimi anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso tempo, come \u00e8 stato sottolineato nell\u2019ultimo rapporto dell\u2019<em>Ipcc<\/em> (Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico), gli effetti dell\u2019alterazione del clima, in particolare l\u2019aumento delle temperature, incidono negativamente sul ciclo dell\u2019acqua, mettendo in discussione la sicurezza idrica globale. Le proiezioni stimano che entro la fine del secolo il pianeta subir\u00e0 una riduzione delle riserve di acqua dolce compresa tra il 10% e il 40% in funzione dell\u2019entit\u00e0 del riscaldamento globale. Un incremento delle temperature di 2, 3 o addirittura 4 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali, infatti, comporterebbe un aumento del numero dei fenomeni atmosferici estremi, gi\u00e0 raddoppiati negli ultimi venti anni, e del loro potenziale di rischio per l\u2019ambiente e per l\u2019essere umano. <strong>Tra i principali eventi critici figurano la siccit\u00e0, lo scioglimento dei ghiacciai, l\u2019innalzamento del livello dei mari, le inondazioni, la salinizzazione delle falde acquifere e l\u2019eutrofizzazione delle acque<\/strong>. Quest\u2019ultimo fenomeno, in particolare, si manifesta quando l\u2019abbondanza di elementi nutritivi provenienti dalle attivit\u00e0 agricole e industriali, accompagnata da una temperatura elevata, determina un cambiamento strutturale delle caratteristiche ecosistemiche, ottenendo come risultato una sostanziale degradazione della qualit\u00e0 dell\u2019acqua e una drastica riduzione della biodiversit\u00e0 animale e vegetale. Si prevede che questi eventi avranno ripercussioni tangibili su scala globale, ma ne faranno le spese maggiori le popolazioni dei paesi in via di sviluppo, in cui, secondo le Nazioni Unite, circa due miliardi di persone soffrono la siccit\u00e0 e non hanno accesso a fonti di acqua potabile sicura.<\/p>\n\n\n\n<p><a><\/a> Puntando lo sguardo sui paesi dell\u2019Unione europea (UE), l\u2019Italia risulta tra i pi\u00f9 colpiti dagli effetti del cambiamento climatico, specialmente dall\u2019aumento delle temperature medie, che ogni anno segnano nuovi record. Tuttavia, la conformazione territoriale della penisola, per oltre met\u00e0 caratterizzata da rilievi montuosi e collinari, favorisce la conservazione delle acque meteoriche sotto forma di ghiaccio e neve, che sciogliendosi alimentano la ricchezza dei corpi idrici, che fanno dell\u2019Italia uno dei paesi con la pi\u00f9 alta disponibilit\u00e0 idrica in UE, dopo Francia e Svezia. Allo stesso tempo, <strong>l\u2019Italia risulta tra i paesi europei che presentano un maggiore consumo pro-capite di acqua, pari a 155 metri cubi annui, <\/strong><strong>cos\u00ec come elevato \u00e8 il livello di impronta idrica<\/strong>, l\u2019indicatore che misura l\u2019uso diretto dell\u2019acqua dolce da parte della popolazione e l\u2019uso indiretto relativo alla produzione dei beni consumati. Complessivamente, il prelievo idrico riconducibile all\u2019uso civile equivale al 24% del totale, mentre il settore agricolo consuma il 41%, quello industriale il 20% e il 15% residuo viene utilizzato per la produzione di energia elettrica.<\/p>\n\n\n\n<p>A questi numeri va aggiunto un ulteriore dato che apre una serie di considerazioni di ordine etico, oltre che economico e ambientale, e che riguarda <strong>la percentuale di perdite idriche che avvengono nella rete infrastrutturale di distribuzione, che nel 2022 ha segnato il record del 42,2%<\/strong>, con picchi del 60% in alcune regioni del centro-sud. A questo proposito, il PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza), approvato nel 2021, ha stanziato circa 900 milioni di euro per finanziare una serie di interventi in materia di tutela della risorsa idrica, come il potenziamento del sistema di monitoraggio della rete di distribuzione nazionale tramite l\u2019ausilio di tecnologie per individuare le perdite. Tuttavia, l\u2019efficientamento delle infrastrutture idriche richiederebbe finanziamenti pi\u00f9 onerosi, e in ogni caso dovrebbe essere accompagnato da un pacchetto di ulteriori azioni di adattamento dei sistemi agricoli alle attuali condizioni climatiche, tramite la promozione dell\u2019agricoltura di precisione, l\u2019utilizzo di tecniche di irrigazione sostenibili come quella a goccia, la selezione di colture pi\u00f9 adatte alla limitata disponibilit\u00e0 idrica, la riduzione degli allevamenti zootecnici intensivi e la depurazione delle acque reflue per scopi agricoli.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per approfondire<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p>Cabascia E., <em>L\u2019Italia ha sete ma il bicchiere \u00e8 mezzo pieno<\/em>, Limes \u2013 Rivista Italiana di Geopolitica (11\/2024).<\/p>\n\n\n\n<p>Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), Climate Change Report 2023, <a href=\"https:\/\/www.ipcc.ch\/reports\/\">https:\/\/www.ipcc.ch\/reports\/<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Italy for Climate, <em>Troppa o troppo poca: l\u2019acqua in Italia in un clima che cambia,<\/em>2023,<a href=\"https:\/\/italyforclimate.org\/\">https:\/\/italyforclimate.org\/<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Minciardi M.R., Ciadamidaro S., Sighicelli M., Manzo S., Armiento G. (ENEA),<em> L\u2019utilizzo sostenibile della risorsa idrica e la tutela delle acque interne<\/em>, Energia, ambiente e innovazione | 1\/2023, DOI 10.12910\/EAI2023-019, <a href=\"https:\/\/www.eai.enea.it\/archivio\/sos-acqua.html\">https:\/\/www.eai.enea.it\/archivio\/sos-acqua.html<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[],"class_list":["post-18196","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","hentry"],"featured_img":false,"coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=11","display_name":"Myname"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 1 anno fa","modified":"Aggiornato 1 anno fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 11\/02\/2025","modified":"Aggiornato il 11\/02\/2025"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 11\/02\/2025 13:42","modified":"Aggiornato il 11\/02\/2025 15:36"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/18196","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18196"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=18196"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=18196"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}